Archive pour le 22 janvier, 2013

Russian Icon of St. Luke the Evangelist

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Publié dans:immagini sacre |on 22 janvier, 2013 |Pas de commentaires »

LA VERGINE MARIA NEI PIÙ ANTICHI SCRITTI APOCRIFI

http://www.tanogabo.it/religione/Maria_scrittori_Padri_del_II_secolo.htm

MARIA NEGLI SCRITTORI E NEI PADRI DEL II SECOLO 

LA VERGINE MARIA NEI PIÙ ANTICHI SCRITTI APOCRIFI

 Apocrifo indica quei libri che dal titolo e dalla materia trattata presentano affinità con la Bibbia. La Chiesa nega loro ogni carattere soprannaturale e non li include nel novero dei libri fonte della Rivelazione, detti canonici. Tuttavia non possono essere ignorati in una ricerca storica, dato che sono espressione della letteratura cristiana antica e costituiscono esempi arcaici della sensibilità ecclesiale. Nella storia della Chiesa col termine « apokryphos » venivano indicati anche sia quei libri la cui lettura richiedeva una particolare iniziazione, sia quelli che venivano esclusi da una lettura pubblica. Essi, in ogni caso vennero sempre tutti considerati extra canonici.
Vi sono apocrifi dell’A.T e del N.T. Per quanto riguarda il N.T. vi sono: vangeli, atti, epistole, apocalissi ecc. I Vangeli apocrifi a loro volta si suddividono in: vangeli sinottici, in vangeli eterodossi e in vangeli che si prefiggono di aggiungere notizie mancanti nei vangeli canonici. Circa il loro genere letterario, dobbiamo dire che gli apocrifi non si esprimono ordinatamente per concetti, ma con simboli, immagini, e descrizioni artistiche e quindi non appartengono al genere gnostico – sapienziale ma piuttosto a quello narrativo – apocrifo.
Questi arcaici documenti del II e del III secolo rivelano la venerazione dei giudeo – cristiani per la Madre di Gesù. Sono opere di letterati che, in forma elegante, esprimono le loro convinzioni religiose proprie dell’ambiente cristiano. Essi non vanno giudicati con le nostre categorie di pensiero ma con quelle del loro tempo e trasmettono la fede dei primi cristiani ed in questo sta il loro valore. Tra di essi notiamo:

PROTOVANGELO DI GIACOMO(O NATIVITÀ DI MARIA)
opera in tre parti di un giudeo cristiano della diaspora del II secolo. Sottolinea la santità di Maria e la concezione verginale di Gesù. Ha quindi per oggetto Maria, ebbe una grande diffusione e godette dell’attenzione e della venerazione di molti Padri orientali.

ODI DI SALOMONE
Sono 42 inni modellati secondo i salmi dell’AT, opera di un giudeo cristiano della prima metà del II secolo, in greco e in siriano e cantano la riconoscenza del pio israelita verso Dio. L’Ode XIX celebra la Maternità di Maria e l’assenza del dolore del parto in Lei e la sua attiva partecipazione all’evento dell’Incarnazione.

ORACOLI SIBILLINI
Sono 15 libri con materiale che va dal II al VI secolo con elementi pagani, giudaici e cristiani. Il Libro VIII, scritto prima del 180 è una soave parafrasi dell’Annunciazione ed è citato dai Padri antichi a cominciare da Giustino.

LETTERA AGLI APOSTOLI 3,14
A metà tra testo evangelico, lettera e apocalisse, fu composto in Asia Minore o Egitto tra il 160 e il 170 e contiene le rivelazioni di Gesù agli apostoli dopo la sua resurrezione. Il III capitolo contiene una solenne professione di fede nel concepimento verginale, molto importante per la Liturgia.

STORIA DI GIUSEPPE IL FALEGNAME
Parla di Giuseppe ed ha un accenno a Maria al momento della sua morte. Ci è pervenuta in traduzioni arabe e copte

TRANSITUS VIRGINIS O DORMITIO MARIAE
Composto nel IV secolo con parti originali più antiche in copto risalenti al II secolo, ritenute opere di Leucio, discepolo di Giovanni. Presenta gli ultimi istanti della vita di Maria e l’assunzione del suo corpo al cielo che non subì, quindi, la corruzione del sepolcro. Sorprendente le coincidenze dei dati offerti dalle scoperte archeologiche con quelle trasmesse da quest’opera, come ad es. le tre camere sepolcrali della versione siriana del documento. Poco considerato dai Padri per la provenienza giudaico – cristiana, dato che quella chiesa nei primi secoli venne considerata scismatica.

ATTI DI PILATO 2,3,4
Racconto della passione di Gesù inviato da Pilato a Tiberio risalente alla fine del I secolo o la metà del II. Citato più volte da Giustino, contiene le dicerie sui natali illegittimi di Gesù.

VAGELO DI FILIPPO
Di origine gnostica ha un accenno al tema Eva – Maria.

PERCHÉ GLI APOCRIFI MARIANI?
Si suppone che gli apocrifi siano stati scritti per quattro motivi fondamentali:
- Difendere la fede nella verginale concezione e trascendenza divina di Gesù e di riflesso la figura etica e sociale di Maria. Tra gli Ebrei circolavano voci circa l’illegittimità dei natali di Cristo, secondo le quali Gesù sarebbe stato figlio di una povera filatrice, adultera e ripudiata, con un soldato romano di nome Pantera. A questa calunnia si reagì con l’esaltazione della concezione verginale e con manifestazione di amore per lei.
- Veicolare idee e sentimenti che erano vivi soprattutto nella comunità giudeo – cristiana particolarmente legata alla Madre di Gesù;
- Colmare i vuoti dei vangeli canonici soprattutto sulle sue origini e il destino finale di Maria;
- Raccontare l’infanzia di colei che sarebbe stata la Madre di Dio.

Rilievi conclusivi
Possiamo concludere dicendo che gli Apocrifi:
1. sono un segno evidente che in parecchie aree ecclesiali si era recepita la grande dignità di Maria;
2. sono una testimonianza della fede nel concepimento e nel parto verginale, visti come segni della divinità di Gesù e come salvaguardia della sua trascendenza;
3. hanno interessanti intuizioni teologiche come l’accostamento Eva ingannata – Maria fedele e quello Annunciazione – Genesi;
5. sono un test del senso dei fedeli circa il destino ultraterreno di Maria che spesso precede la Liturgia e la Teologia;
6. sono opere sostanzialmente fantasiose nelle quali Maria viene distaccata dalla famiglia umana e circondata da molti elementi irreali e mitici.

Publié dans:APOCRIFI N.T., Maria Vergine |on 22 janvier, 2013 |Pas de commentaires »

UNA FAVOLA CHE INSEGNA AGLI ADULTI: MIA SORELLA È UN QUADRIFOGLIO (O.R.)

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/commenti/2012/199q01b1.html

UNA FAVOLA CHE INSEGNA AGLI ADULTI

MIA SORELLA È UN QUADRIFOGLIO

DI GIULIA GALEOTTI

Viola ha una nuova sorellina, che decide si dovrà chiamare Mimosa (« perché sono due fiori e i colori viola e giallo stanno bene insieme »). È molto contenta, anche se capisce subito che qualcosa non torna: il papà, la mamma e le nonne si comportano in modo molto strano. Sono arrabbiati, tristi, piangono, guardano nel vuoto, fuggono o addirittura non si fanno vedere. È dunque innanzitutto attraverso le reazioni degli adulti che gradualmente si fa strada in Viola la consapevolezza della diversità di Mimosa. È diversa, ma è anche speciale. Speciale come un quadrifoglio.
È questa la trama di uno splendido libro per bambini di Beatrice Masini e Svjetlan Junakovi? (Mia sorella è un quadrifoglio, Milano, Carthusia 2012, pagine 32, euro 15,90), dalla eloquente dedica: « Questa storia è per quei bambini e quei grandi che non si accontentano di essere uguali e che non hanno paura di essere diversi ». Una storia pensata per parlare ai bambini di disabilità e, in particolare, di cosa significhi per una famiglia accogliere la nascita di un bimbo disabile.
Invece di tanta retorica vuota e altisonante, ideologia schizofrenica tra desiderio individuale e politicamente corretto, questa coloratissima storia affronta con semplicità e pacatezza temi complessi come la diversità e l’accettazione. E lo fa attraverso lo sguardo, le curiosità, i timori e l’esperienza quotidiana di una bambina che si trova nella delicata posizione di essere una sorella: « Io l’avevo già capito da sola che Mimosa era diversa dagli altri bambini. Ma uno non può mica chiedere scusa per quello che è. È così e basta ». Il racconto di Viola è il racconto di un incontro e di una scoperta; di una bambina che osserva se stessa, Mimosa e il loro rapporto (« a volte mia sorella non mi piace, però forse ogni tanto anch’io non piaccio a lei. [...] Così siamo pari, e siamo sempre sorelle »); che osserva la mamma (« lo so che ho due fiori in casa » dice « e devo innaffiarli tutti e due »), il papà (con la sua faccia di uno che non ha dormito bene) e gli altri adulti.
Superata l’iniziale gelosia, solo Viola sembra davvero capire che ognuno, a suo modo, è speciale. Prezioso come un raro quadrifoglio. Martino, il suo nuovo (e odioso) compagno di scuola, la prende in giro: «  »Tua sorella non è mica normale ». Tanto prima o poi lo becco, Martino. E comunque ha ragione. Mia sorella non è normale. Lei è speciale. Essere normali vuol dire essere uguali: come i fili d’erba, come i trifogli in un prato. Mia sorella invece è un quadrifoglio. I quadrifogli sono rari e sono diversi. Sono rari perché sono diversi. Sono diversi perché sono rari. Tutti vorrebbero trovarne uno, ma ci riescono in pochi. I quadrifogli portano fortuna. Noi abbiamo la fortuna di averne uno tutto nostro: Mimosa, il quadrifoglio ».
È preziosissima, la voce di Viola. Il suo sguardo capace di indicare, innanzitutto a noi adulti tremebondi, la direzione. 

(L’Osservatore Romano 31 agosto 2012)

Publié dans:meditazioni, OSSERVATORE ROMANO (L') |on 22 janvier, 2013 |Pas de commentaires »

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