Archive pour le 17 décembre, 2014

Maria Vergine: Muro indistruttibile, Santa Sofia, Kiev

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Publié dans:immagini sacre |on 17 décembre, 2014 |Pas de commentaires »

LA PREGHIERA DI BENEDIZIONE

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LA PREGHIERA DI BENEDIZIONE

“… Benedite, poiché siete stati chiamati per ereditare la benedizione…” (1 Pietro 3,9)
La preghiera risulta impossibile se non si ha il senso della lode, che implica la capacità di stupirsi.
La benedizione (= ber’ ha) occupa un posto di spicco nell’ Antico Testamento.
Essa è come “una comunicazione di vita da parte di Jahweh”.
Tutto il racconto della creazione è punteggiato dalle benedizioni del Creatore.
La creazione è vista come una grandiosa “opera di vita”: qualcosa di buono e di bello insieme.
La benedizione non è un atto sporadico, ma un’azione incessante di Dio.
E’, per così dire, il segno del favore di Dio impresso nella creatura.
Oltre che un’azione che fluisce in maniera continuata, inarrestabile, la benedizione è efficace.
Non rappresenta un vago augurio, ma produce ciò che esprime. Ecco perché la benedizione (come il suo opposto, la maledizione) viene sempre considerata nella Bibbia irreversibile: non si può ritrattare né annullare.
Raggiunge infallibilmente lo scopo.
La benedizione è principalmente “discendente”. E’ Dio soltanto che ha il potere di benedire perché è Lui la sorgente della vita.
L’uomo, quando benedice, lo fa a nome di Dio, come suo rappresentante.
Tipica, a questo riguardo, la stupenda benedizione contenuta nel libro dei numeri ( 6,22-27):
“…Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il Suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il Suo volto e ti conceda pace…”
Ma esiste pure una benedizione “ascendente”.
L’uomo, così, può benedire Dio nella preghiera. Ed è questo un altro aspetto interessante.
La benedizione, in sostanza, vuol dire questo: tutto viene da Dio e tutto deve tornare a Lui nell’azione di grazie, nella lode; ma, soprattutto, ogni cosa va usata secondo il piano di Dio, che è un progetto di salvezza.
Fissiamo l’atteggiamento di Gesù nell’episodio della moltiplicazione dei pani: “…Prese i pani e , dopo aver reso grazie, li distribuì…” (Gv. 6,11)
Rendere grazie significa ammettere che ciò che si possiede è dono e va riconosciuto come tale.
In fondo la benedizione, come azione di grazie, comporta una duplice restituzione: a Dio (riconosciuto come Donatore) e ai fratelli (riconosciuti come destinatari, partecipi insieme a noi del dono).
Con la benedizione nasce l’uomo nuovo.
E’ l’uomo di benedizione, che è in armonia con tutto il creato.
La terra appartiene ai “miti”, ossia a coloro che non rivendicano nulla.
La benedizione, dunque, rappresenta una linea di confine che divide l’uomo economico dall’uomo liturgico: il primo tiene per sé, l’altro si dona.
L’uomo economico dispone delle ricchezze, quello liturgico, ossia l’uomo eucaristico, è padrone di se stesso.
Allorchè un uomo benedice non è mai solo: il cosmo intero si unisce alla sua minuscola parola di benedizione ( Cantico di Daniele 3,51 – Salmo 148).
La benedizione ci impegna ad usare la lingua in un unico senso.
L’Apostolo Giacomo, con frasi roventi, denuncia un abuso purtroppo molto frequente: “…Con la lingua benediciamo il Signore e Padre, e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. E’ dalla stessa bocca che esce benedizione e maledizione. Non dev’essere così, fratelli miei. Forse la sorgente può far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce ed amara?Può forse, miei fratelli, un fico produrre olive o una vite produrre fichi? Neppure una sorgente salata può produrre acqua dolce…” (Gc. 3,9-12)
La lingua viene dunque “consacrata” attraverso la benedizione. E noi purtroppo ci permettiamo di “sconsacrarla” con la maldicenza, il pettegolezzo, al menzogna, le mormorazioni.
Adoperiamo la bocca per due operazioni di segno opposto e pensiamo sia tutto regolare.
Non ci rendiamo conto che le due cose si escludono a vicenda. Che non si può, al tempo stesso, “ dire bene “ di Dio e “dire male” del prossimo.
La lingua non può esprimere benedizione, che è vita, e insieme gettare veleno che minaccia e addirittura spegne la vita.
Il Dio che incontro quando “salgo fino al Lui” nella preghiera, è il Dio che mi obbliga a “ridiscendere”, a cercare il prossimo, a trasmettere un messaggio di benedizione, ossia di vita.
L’esempio di Maria
E’ provvidenziale che sia rimasta una preghiera della Madonna : il Magnificat.
Così la madre del Signore ci fa da maestra nella preghiera di lode e di ringraziamento.
E’ bello avere Maria come guida, perché fu lei a insegnare a Gesù a pregare; fu lei che gli insegnò le prime “berakòth”, le preghiere di ringraziamento ebraiche.
Fu lei che fece scandire a Gesù le prime formule di benedizione, come facevano ogni mamma ed ogni papà in Israele.
Nazareth dovette diventare presto la prima scuola del ringraziamento. Come in ogni famiglia Ebraica si ringraziava dal “levar del sole fino al suo tramonto”.
La preghiera di ringraziamento è la più bella scuola di vita, perché ci guarisce dalla nostra superficialità, ci fa crescere nel rapporto con Dio, nella gratitudine e nell’amore, ci educa profondamente alla fede.

IL CANTO DELL’ANIMA
“Siate capaci di colmare la terra di Misericordia!
Riempite tutte le solitudini di oggi, tutte le
assenze di amore, tutte le nostalgie di accoglienza.
Siate mani di risurrezione.
Abbiate la gioia di Cristo Risorto
e presente in mezzo a noi;
la gioia della preghiera che giura sull’impossibile.
La gioia della fede, del chicco di grano,
seminato, forse per tanto tempo,
nell’oscurità della terra, squarciato dalla morte,
dalla persecuzione, dal dolore,
e che diventa, adesso,
spiga di pane, di primavera”.
(Suor Maria Rosa Zangara, fondatrice delle figlie della Misericordia e della Croce)

Publié dans:preghiera (sulla) |on 17 décembre, 2014 |Pas de commentaires »

HANUKKAH – INIZIA IL 17 DICEMBRE (IL 25 DI KISLEV) E DURA 8 GIORNI -

http://testi-italiani.it/hanukkah

HANUKKAH – INIZIA IL 17 DICEMBRE (IL 25 DI KISLEV) E DURA 8 GIORNI -

(altre notizie sul sito)

Hanukkah (;, Tiberian:, di solito farro, pronunciato in ebraico moderno , una traslitterazione anche romanizzato come Chanukah, Chanukkah o Chanuka), noto anche come il Festival delle Luci e festa della Dedicazione, ? un otto giorni festa ebraica che commemora la riconsacrazione il Sacro Tempio (il Secondo Tempio ) in Gerusalemme al tempo della rivolta dei Maccabei contro i greci del 2 ø secolo aC. Hanukkah ? osservato per otto notti e giorni, a partire dal 25 ø giorno di Kislev secondo il calendario ebraico , che pu? verificarsi in qualsiasi momento, da fine novembre a fine dicembre nel calendario gregoriano .
Il festival ? osservato da l’accensione delle luci di un unico, « guardiano ») e viene data una posizione distinta, generalmente al di sopra o al di sotto del resto. Lo scopo del Shamash ? quello di avere una luce disponibile per l’uso pratico, come utilizzare il Hanukkah si accende per scopi diversi da pubblicit? e la meditazione della Hanukkah ? vietato.

Etimologia
Il nome « Hanukkah » deriva dal verbo ebraico «  », che significa « dedicare ». Su Hanukkah, gli ebrei ripresero il controllo di Gerusalemme e riconsacrato il tempio.
Molti homiletical spiegazioni sono state date per il nome:
Il nome pu? essere suddiviso in « , si riposarono il venticinquesimo », riferendosi al fatto che gli ebrei cessarono combattere il giorno 25 di Kislev , il giorno in cui inizia la festa.
(Hanukkah), ? anche l’ebreo – « Otto candele, e la

Le fonti storiche
Maccabei, Mishna e il Talmud
La storia di Hanukkah, insieme con le sue leggi e costumi, ? totalmente assente dai postulati della sua Hakdamah Le’mafteach Hatalmud che le informazioni sulla vacanza era cos? comune che la Mishna non sentiva il bisogno di spiegarlo. Reuvein Margolies suggerisce che la Mishnah ? stato redatto dopo la rivolta di Bar Kochba , i suoi redattori erano riluttanti ad includere discussione esplicita di una festa che celebra un altro relativamente recente rivolta contro un sovrano straniero, per paura di inimicarsi i Romani.
La storia di Hanukkah ? conservata nei libri del Primo e Secondo libro dei Maccabei . Questi libri non fanno parte del Tanakh (Bibbia ebraica); sono invece i libri apocrifi ebraici. Il miracolo della fornitura di un giorno di olio miracolosamente durata di otto giorni ? descritta la prima volta nel Talmud , scritto circa 600 anni dopo gli eventi descritti nei libri dei Maccabei. Il Gemara , nel Shabbat tractate, pagina 21b, si concentra su Shabbat candele e si trasferisce a Hanukkah candele e dice che dopo che le forze di Antioco IV erano stati cacciati dal Tempio, i Maccabei scoperto che quasi tutto l’olio d’oliva rituale era stato profanato. Hanno trovato solo un unico contenitore che era ancora sigillato dal Sommo Sacerdote , con olio sufficiente per mantenere la menorah nel Tempio illuminato per un solo giorno. Hanno usato questo, ma ? bruciato per otto giorni (il tempo necessario per avere nuovo olio pressato e reso pronto).

Il Talmud presenta tre opzioni:
La legge richiede solo una luce ogni notte per famiglia,
Una pratica migliore ? quella di accendere una luce ogni notte per ogni membro del nucleo familiare
La pratica pi? preferito ? quello di variare il numero di luci ogni notte.
In sefarditi famiglie, il padrone di casa accende le candele, mentre in ashkenaziti famiglie, tutti i membri della famiglia si illuminano. Tranne che in caso di pericolo, le luci dovevano essere posto al di fuori la propria porta, sul lato opposto del mezuza , o nella finestra pi? vicina alla strada. Rashi , in una nota a Shabbat 21b, dice che il loro scopo ? quello di pubblicizzare il miracolo . Le benedizioni per le luci di Hanukkah sono discussi in Succah tractate, p. 46a.

Narrazione di Giuseppe Flavio
L’antico storico ebreo Flavio Giuseppe racconta nel suo libro ebraico Antichit? XII, come il vittorioso Giuda Maccabeo ordin? sontuosi festeggiamenti annuali otto giorni dopo rededicating il Tempio di Gerusalemme che era stato profanato da Antioco IV Epifane. Josephus non dice il festival ? stato chiamato Hannukkah ma piuttosto il « Festival delle Luci »:
« Ora Giuda ha celebrato la festa del restauro dei sacrifici del tempio per otto giorni, e omesso nessuna sorta di piaceri al riguardo; ma li festeggiato al momento sacrifici molto ricche e splendide, e lui onorato Dio, e li deliziato da inni e salmi . Anzi, erano cos? molto felice al risveglio dei loro costumi, quando, dopo un lungo periodo di pausa, che inaspettatamente avevano riacquistato la libert? del loro culto, che hanno fatto una legge per la loro posteri, che dovrebbero mantenere un festival ., a causa della restaurazione del loro culto del tempio, per otto giorni e da quel momento per questo che celebriamo questa festa, e chiamiamo illumina Suppongo che la ragione era, perch? questa libert? oltre le nostre speranze ci apparve,., e che da l? era il nome dato a quella festa. Giuda ricostru? le mura intorno alla citt?, e torri di grande altezza allevato contro le incursioni dei nemici, e impostare le guardie in esso. Ha inoltre fortific? la citt? Bet-Zur, che potrebbe servire come una cittadella contro tutte le angosce che potrebbero venire dai nostri nemici. « 

Altre fonti antiche
La storia di Hanukkah si allude nel libro di stato a causa di un miracolo avvenuto il 25 di Kislev, e che sembra essere dato come la ragione per la scelta della stessa data per la riconsacrazione dell’altare da Giuda Maccabeo.
Un’altra fonte ? il Megillat Antioco . Questo lavoro (noto anche come « Megillat HaHasmonaim », « Megillat Hanukkah » o « Megillat Yevanit ») ? sia in aramaico e l’ebraico ; la versione ebraica ? una traduzione letterale dall’originale aramaico. Date Studi recenti ? da qualche parte tra i secoli 2 ø e 5 ø, probabilmente nel 2 ø secolo, con la datazione ebraica al 7 ø secolo. E ‘stato pubblicato per la prima volta a Mantova nel 1557. Saadia Gaon , che ha tradotto in arabo nel 9 ø secolo, attribuito agli stessi Maccabei, contestate da alcuni, in quanto d? date come tanti anni prima della distruzione del secondo Tempio nel 70 dC. Il testo ebraico con traduzione in inglese pu? essere trovato nel Siddur di Filippo Birnbaum .

La si riferisce al festival come « luci ».
Storia di Hanukkah
Sfondo
La prima guerra giudaica. 31 Le Tobiadi , che ha guidato la fazione ebraica ellenizzante a Gerusalemme, furono espulsi in Siria intorno al 170 aC, quando il sommo sacerdote Onia e la sua fazione pro-egiziano strappato il controllo da loro. Tobiadi esiliati incitato Antioco IV Epifane di riconquistare Gerusalemme. Come l’antico storico ebreo Giuseppe Flavio ci dice « Il re essendo esso disposto in precedenza, rispettato con loro, e venne su gli ebrei con un grande esercito, e ha preso la loro citt? con la forza, e uccise una grande moltitudine di coloro che ha favorito Tolomeo, e inviato ai suoi soldati di saccheggiare loro senza piet?. Egli ha anche rovinato il tempio, e mettere fine alla pratica costante di offrire un sacrificio quotidiano di espiazione per tre anni e sei mesi. « 

Vista Tradizionale
Quando il Secondo Tempio di Gerusalemme fu saccheggiata e servizi si ferm?, il giudaismo ? stato dichiarato illegale. Nel 167 aC Antioco ordinato un altare a Zeus eretta nel Tempio. Egli ha vietato la circoncisione e ordin? maiali per essere sacrificato sull’altare del tempio (il sacrificio di suini alle divinit? greche era pratica rituale di serie nella religione greca antica ). Azioni di Antioco provocato una grande rivolta. Mattityahu , un sacerdote ebreo , ei suoi cinque figli Jochanan , Simeone , Eleazar , Jonathan , e Giuda ha condotto una ribellione contro Antioco. Giuda divenne noto come Yehuda HaMakabi (« Giuda il martello »). Con 166 aC Mattatia era morto, e Giuda ha preso il suo posto come leader. Con 165 aC la rivolta ebraica contro la monarchia seleucide era successo. Il Tempio fu liberato e riconsacrato. La festa di Hanukkah ? stato istituito per celebrare questo evento. Giuda ordin? al tempio per essere purificato, un nuovo altare per essere costruito al posto di quello inquinato e nuovi vasi sacri da effettuare. Secondo il Talmud, ? stato necessario l’olio d’oliva per la menorah del Tempio, che ? stata tenuta a bruciare per tutta la notte ogni notte. La storia racconta che c’era solo olio sufficiente a bruciare per un giorno, ma si bruci? per otto giorni, il tempo necessario per preparare una nuova fornitura di petrolio per la menorah. Un festival di otto giorni ? stato dichiarato dai saggi ebrei per commemorare questo miracolo.
La versione della storia in 1 Maccabei afferma che una celebrazione di otto giorni di canti e sacrifici ? stato proclamato su ri-dedicazione dell’altare, e non fa menzione del miracolo dell’olio. Un certo numero di storici ritengono che la ragione per la celebrazione di otto giorni era che la prima Hanukkah era una celebrazione tardiva di Sukkot e Shemini Atzeret . Durante la guerra gli ebrei non erano in grado di celebrare queste feste, quando le lampade dovevano essere accesa nel Tempio (Suk.v. 2-4).

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