poesia per Papa Benedetto – 1.5.07

Il cammino di Papa Benedetto

 

dolce battito d’ali,

fremito di corpo ignaro,

sorpassa una soglia,

d’invisibile percezione…

denso, corporeo, spazio,

inimmaginabile sogno,

realtà splendente,

attende…

un uomo impaziente,

appassionato cuore,

tende al passaggio,

sorpassa la soglia…

luce come di corallo

azzurro di mare profondo

biancore della piccola neve

e qualcuno…

l’umana numerologia

perde valore

Uno e Tre, Tre ed Uno,

lo stesso sempre diverso…

Una donna “vestita di Luce”

grida di gioia per i figli nati

ed accoglie il pellegrino

dell’amore…

Come un novello Dante

è giunto in Paradiso

il bianco-estito lo confonde

tra gli eletti…

biancovestito amore,

Signore e Figlio,

Maestro e bimbo

nostro: Benedetto,

Gabriella

Publié dans : poesie mie | le 1 mai, 2007 |Pas de Commentaires »

buona notte

martinpescatrore3.jpg

martin pescatore

Publié dans : immagini buon...notte, giorno | le 1 mai, 2007 |Pas de Commentaires »

« Io e il Padre siamo una cosa sola »

dal sito EAQ:

Catechismo della Chiesa cattolica
§ 232-234, 237

« Io e il Padre siamo una cosa sola »

I cristiani vengono battezzati « nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo » (Mt 28,19). Prima rispondono: « Credo » alla triplice domanda con cui ad essi si chiede di confessare la loro fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito: « La fede di tutti i cristiani si fonda sulla Trinità » (San Cesario di Arles). I cristiani sono battezzati « nel nome » – e non « nei nomi » – del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo; infatti non vi è che un solo Dio, il Padre onnipotente e il Figlio suo unigenito e lo Spirito Santo: la Santissima Trinità.

Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana. È il mistero di Dio in se stesso. È quindi la sorgente di tutti gli altri misteri della fede; è la luce che li illumina. È l’insegnamento fondamentale ed essenziale nella gerarchia delle verità di fede. Tutta la storia della salvezza è la storia del rivelarsi del Dio vero e unico: Padre, Figlio e Spirito Santo, il quale riconcilia e unisce a sé coloro che sono separati dal peccato.

La Trinità è un mistero della fede in senso stretto, uno dei misteri nascosti in Dio, che non possono essere conosciuti se non sono divinamente rivelati. Indubbiamente Dio ha lasciato tracce del suo essere trinitario nell’opera della creazione e nella sua rivelazione lungo il corso dell’Antico Testamento. Ma l’intimità del suo Essere come Trinità Santa costituisce un mistero inaccessibile alla sola ragione, come pure alla fede d’Israele, prima dell’incarnazione del Figlio di Dio e dell’invio dello Spirito Santo.

io (ehmm) e Rudy

b033081n0031id01946581e32p001.jpg

io e Rudy a Natale, è più bello Rudy!

ioerudi.jpg

si è bello!

 

Publié dans : con voi | le 30 avril, 2007 |Pas de Commentaires »

Venerdì 5 maggio compio 65 anni, si, 65;

Venerdì 5 maggio compio 65 anni, si, 65; 

 

vorrei partecipare con voi di questa “festa” particolare, nel senso che capita  di compiere 65 anni solo una volta nella vita, mi direte: “ma capita per tutti i compleanni!” è vero, però questa è una tappa importante, un momento in cui  – da una parte – fai il bilancio della vita, un primo bilancio, dall’altra sai che ne comincia una nuova di vita che ancora non conosci, ma che è sicuramente diversa, certo durante gli anni precedenti ci sono delle premesse, ma rimane una tappa; 

Come la sto vivendo? Credo che questi ultimi anni della mia vita, che sono stati pieni di sofferenza (e di persecuzioni) mi stanno spingendo fortemente a cercare Dio, ma questa volta “veramente” Lui primo, Lui solo, il solo che ti rimane amico e fedele per tutta la vita, il solo, come diceva Santa Teresa D’Avila, “che basta”; 

ossia, forse psicologicamente sto anticipando tempi e pensieri che dovrebbero venire successivamente, ma la mia vita è stata una serie impressionante di tentativi di essere fedele al Signore, di essere onesta sul lavoro, di essere di aiuto agli altri, di avere amici che ti vogliono bene (ossia in Italia, o perlomeno l’Italia che conosco io non conosce la parola “amici” forse fratelli si, ma amici no, io vedo , leggo quello che scrivete voi francesi e mi accorgo di una gentilezza, di una cortesia, di una dolcezza nel vostro modo di comportarvi e di parlare che qui non esiste)  gli amici spesso sono i colleghi di lavoro, i compagni di uno sport, cioè quelli che per qualche motivo si trovano comunque insieme, li forse ci sono amicizie, forse, non mi chiamate pessimista, ma l’Italia è una nazione dura, a volte cattiva, non credo che neppure voi più la possiate immaginare come nei vecchi film con Totò ed Anna Magnani, i Film di “Roma città aperta”; quella guerra ci ha segnato e tutte le divisioni politiche successive ci hanno fatto diventare scettici e aridi; non tutti non sempre, tutti, ma proprio tutti tentiamo di ricostruire o costruire di nuovo qualcosa di bello, ma sempre di più si sta distruggendo la famiglia, le donne non fanno più figli,  e poi…basta; 

Io sono stata, e sono consacrata in questo mondo, l’ho sempre vissuto, ho cercato di viverlo sempre con pienezza, tuttavia è stato ed è difficile, ho cercato, ho cercato, sempre, il volto del Signore, come direbbe il Papa, e spesso devo dire che l’ho trovato, e posso dire che nella mia vita Egli ha fatto dei miracoli per me, delle cose straordinarie che io con le mie mani non potevo fare; io devo ringraziare il Signore di tutto, ma di tutto veramente, la sua Croce gloriosa è permanentemente davanti a me e Lui, il Signore nel mio cuore; 

da bambina ho promesso la mia vita a Dio, poi, quando è stato eletto Papa Benedetto l’ho offerta in particolare per Lui, per “quello che vive nel suo ministero e quello che porta nel cuore, come tutte le promesse a Dio mi ha portato la gioia che Dio dona e…persecuzioni; il Blog italiano l’avevo da due anni su un server italiano, ceto non per colpa loro, ma specie ultimamente ad ogni post mi arrivavano commenti sconci, cattivi, più che cattivi, per questo mi sono “rifugiata” in Francia dove ho tutti e due i Blog ora sullo stesso server: questo, ed ho trovato sempre cortesia; 

non si può raccontare una vita, e neppure è facile raccontare i sentimenti di questo tempo; io sono stata sempre molto radicale nelle cose, non ho mai smussato gli angolo, nel senso che non ho fatto compromessi con le cose che ritenevo sbagliate e mi sono ritrovata quasi sola; 

forse in questi giorni riuscirò a dirvi qualcosa di più di quello che vivo, magari l’esperienza dell’amore di Dio e con Dio; quello che è strano e che mi convince dell’amore di Dio è proprio questa Sua costante presenza nel tempo, a me sono morti i genitori, tutti i parenti, alcuni “frati” sacerdoti a cui volevo bene, l’unico cugino, ho una sorella (e un gatto); 

questi ultimi tempi sono stati faticosi anche per motivi esterni alla mia volontà, stanno rifacendo il sottotetto di questa parte del palazzo dove abito, hanno messo dei ponteggi che a me sembrano troppo pensati, il lavoro sta durando un tempo che supera ogni previsione, dalla mia camera, dalla casa non vedo il cielo; sto andando dal dentista perché i molari sono cariati, il dente del giudizio (che strano che mi sia venuto!); ho un linfonodo nella gola che è benigno e spero che non si trasformi mai, ma mi da un po’ fastidio; 

forse è un inizio di discorso triste, ma non è così, io sono realista per ora mi viene da raccontarvi quello che vivo così come viene, poi magari potrò, con un poco di preghiera, maturare meglio questo tempo, lasciare che Dio armonizzi i vari fatti e me li renda amabili anche se umanamente molti non lo sono; 

una cosa ho chiesto a Dio ultimamente ed una sola: di poter amare come Lui ha amato noi; 

 

per oggi vi lascio, vi confermo il mio affetto per voi, se non l’avevate capito, scrivo questo sia ai francesi sia agli italiani, certo l’Italia l’amiamo e
la Francia, da me, si è sempre fatta amare; 

sulla “Pages” Je suis, Io sono, metto anche la mia e.mail se volte scrivermi qualcosa, darmi qualche suggerimento, io prima di postare qualcosa faccio molte ricerche e poi tra quello che trovo devo fare una scelta, se volte darmi dei consigli sono bene accolti, 

vi abbraccio,

Gabriella 

Publié dans : con voi | le 30 avril, 2007 |Pas de Commentaires »

Il papa ai nuovi sacerdoti:  »La bontà del Signore è sempre con voi ed è forte »

dal sito Korazym:

Il papa ai nuovi sacerdoti:  »La bontà del Signore è sempre con voi ed è forte »

di Mattia Bianchi/ 29/04/2007 

 

Il testo integrale dell’omelia pronunciata da Benedetto XVI durante la cerimonia di ordinazione di 22 nuovi preti della diocesi di Roma. « Nessun ostacolo – dice – potrà impedire la realizzazione del suo universale disegno di salvezza ». 

 

Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato,
cari Ordinandi,
cari fratelli e sorelle!

L’odierna IV Domenica di Pasqua, tradizionalmente detta del « Buon Pastore », riveste per noi, che siamo raccolti in questa Basilica Vaticana, un particolare significato. E’ un giorno assolutamente singolare soprattutto per voi, cari Diaconi, ai quali, come Vescovo e Pastore di Roma, sono lieto di conferire l’Ordinazione sacerdotale. Entrerete così a far parte del nostro « presbyterium« . Insieme con il Cardinale Vicario, i Vescovi Ausiliari ed i sacerdoti della Diocesi, ringrazio il Signore per il dono del vostro sacerdozio, che arricchisce la nostra Comunità di 22 nuovi Pastori.

La densità teologica del breve brano evangelico, che è stato poco fa proclamato, ci aiuta a meglio percepire il senso e il valore di questa solenne Celebrazione. Gesù parla di sé come del Buon Pastore che dà la vita eterna alle sue pecore (cfr Gv 10,28). Quella del pastore è un’immagine ben radicata nell’Antico Testamento e cara alla tradizione cristiana. Il titolo di « pastore d’Israele » viene attribuito dai Profeti al futuro discendente di Davide, e pertanto possiede un’indubbia rilevanza messianica (cfr Ez 34,23). Gesù è il vero Pastore d’Israele, in quanto è il Figlio dell’uomo che ha voluto condividere la condizione degli esseri umani per donare loro la vita nuova e condurli alla salvezza. Significativamente al termine « pastore » l’evangelista aggiunge l’aggettivo kalós « bello », che egli utilizza unicamente in riferimento Gesù e alla sua missione. Anche nel racconto delle nozze di Cana l’aggettivo kalós viene impiegato due volte per connotare il vino offerto da Gesù ed è facile vedere in esso il simbolo del vino buono dei tempi messianici (cfr Gv 2,10).

« Io do loro (alle mie pecore) la vita eterna e non andranno mai perdute » (Gv 10,28). Così afferma Gesù, che poco prima aveva detto: « Il buon pastore offre la vita per le pecore » (cfr Gv 10,11). Giovanni utilizza il verbo tithénaioffrire, che ripete nei versetti seguenti (15.17.18); lo stesso verbo troviamo nel racconto dell’Ultima Cena, quando Gesù « depose » le sue vesti per poi « riprenderle » (cfr Gv 13, 4.12). E’ chiaro che si vuole in questo modo affermare che il Redentore dispone con assoluta libertà della propria vita, così da poterla offrire e poi riprendere liberamente. Cristo è il vero Buon Pastore che ha dato la vita per le sue pecore -per noi- immolandosi sulla Croce. Egli conosce le sue pecore e le sue pecore lo conoscono, come il Padre conosce Lui ed Egli conosce il Padre (cfr Gv 10,14-15). Non si tratta di mera conoscenza intellettuale, ma di una relazione personale profonda; una conoscenza del cuore, propria di chi ama e di chi è amato; di chi è fedele e di chi sa di potersi a sua volta fidare; una conoscenza d’amore in virtù della quale il Pastore invita i suoi a seguirlo, e che si manifesta pienamente nel dono che fa loro della vita eterna (cfr Gv 10,27-28).

Cari Ordinandi, la certezza che Cristo non ci abbandona e che nessun ostacolo potrà impedire la realizzazione del suo universale disegno di salvezza sia per voi motivo di costante consolazione -anche nel giorno di difficoltà- e di incrollabile speranza. La bontà del Signore è sempre con voi ed è forte. Il Sacramento dell’Ordine che state per ricevere vi farà partecipi della stessa missione di Cristo; sarete chiamati a spargere il seme della sua Parola -il seme che porta in sé il Regno di Dio-, a dispensare la divina misericordia e a nutrire i fedeli alla mensa del suo Corpo e del suo Sangue. Per essere suoi degni ministri dovrete alimentarvi incessantemente dell’Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana. Accostandovi all’altare, vostra quotidiana scuola di santità, di comunione con Gesù, del modo di entrare nei Suoi sentimenti; accostandovi all’altare per rinnovare il sacrificio della Croce, scoprirete sempre più la ricchezza e tenerezza dell’amore del divino Maestro, che oggi vi chiama ad una più intima amicizia con Lui. Se lo ascolterete docilmente, se lo seguirete fedelmente, imparerete a tradurre nella vita e nel ministero pastorale il suo amore e la sua passione per la salvezza delle anime. Ciascuno di voi, cari Ordinandi, diventerà con l’aiuto di Gesù un buon pastore, pronto a dare, se necessario, anche la vita per Lui.

Così avvenne all’inizio del cristianesimo con i primi discepoli, mentre, come abbiamo ascoltato nella prima Lettura, il Vangelo andava diffondendosi tra consolazioni e difficoltà. Vale la pena di sottolineare le ultime parole del brano degli Atti degli Apostoli che abbiamo ascoltato: « I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo » (13,52). Malgrado le incomprensioni e i contrasti, l’apostolo di Cristo non smarrisce la gioia, anzi è il testimone di quella gioia che scaturisce dall’essere con il Signore, dall’amore per Lui e per i fratelli. Nell’odierna Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che quest’anno ha come tema « La vocazione al servizio della Chiesa comunione« , preghiamo perché quanti sono scelti a così alta missione siano accompagnati dall’orante comunione di tutti i fedeli.

Preghiamo perché cresca in ogni parrocchia e comunità cristiana l’attenzione per le vocazioni e per la formazione dei sacerdoti: essa inizia in famiglia, prosegue in seminario e coinvolge tutti coloro che hanno a cuore la salvezza delle anime. Cari fratelli e sorelle che partecipate a questa suggestiva celebrazione, e in primo luogo voi, parenti, familiari e amici di questi 22 Diaconi che tra poco saranno ordinati presbiteri! Attorniamoli, questi nostri fratelli nel Signore, con la nostra spirituale solidarietà. Preghiamo perché siano fedeli alla missione a cui oggi il Signore li chiama, e siano pronti a rinnovare ogni giorno a Dio il loro « sì », il loro « eccomi » senza riserve. E chiediamo al . E chiediamo al Padrone della messe, in questa Giornata per le Vocazioni, che continui a suscitare molti e santi presbiteri, totalmente dediti al servizio del popolo cristiano.

In questo momento tanto solenne e importante della vostra esistenza, è ancora a voi, cari Ordinandi, che mi dirigo con affetto. A voi quest’oggi Gesù ripete: « Non vi chiamo più servi, ma amici ». Accogliete e coltivate questa divina amicizia con « amore eucaristico »! Vi accompagni Maria, celeste Madre dei Sacerdoti; Lei, che sotto
la Croce si è unita al Sacrificio del suo Figlio e, dopo la risurrezione, nel Cenacolo ha accolto insieme con gli Apostoli e con gli altri discepoli il dono dello Spirito, aiuti voi e ciascuno di noi, cari fratelli nel Sacerdozio, a lasciarci trasformare interiormente dalla grazia di Dio. Solo così è possibile essere immagini fedeli del Buon Pastore; solo così si può svolgere con gioia la missione di conoscere, guidare e amare il gregge che Gesù
 si è acquistato a prezzo del suo sangue. Amen! 

Publié dans : Papa Benedetto XVI | le 30 avril, 2007 |Pas de Commentaires »

BENEDETTO XVI – REGINA CÆLI – V Domenica di Pasqua, 29 aprile 2007

dal sito Vaticano: 

BENEDETTO XVI 

 REGINA CAELI IV Domenica di Pasqua, 29 aprile 2007 

Cari fratelli e sorelle! 

Oggi, IV Domenica di Pasqua, Domenica del « Buon Pastore », ricorre
la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Tutti i fedeli sono esortati a pregare in modo particolare per le vocazioni al sacerdozio ed alla vita consacrata. Stamani, nella Basilica di San Pietro, ho avuto la gioia di ordinare 22 nuovi Sacerdoti: ne siamo felici. Mentre saluto con affetto questi neo-presbiteri insieme con i loro familiari ed amici, vi invito a ricordare quanti il Signore continua a chiamare per nome, come fece un giorno con gli Apostoli sulla riva del Lago di Galilea, perché diventino « pescatori di uomini », cioè suoi più diretti collaboratori nell’annuncio del Vangelo e nel servizio del Regno di Dio in questo nostro tempo. Domandiamo per tutti i sacerdoti il dono della perseveranza: che si mantengano fedeli alla preghiera, celebrino la santa Messa con devozione sempre rinnovata, vivano in ascolto della Parola di Dio ed assimilino giorno dopo giorno gli stessi sentimenti ed atteggiamenti di Gesù Cristo, il Buon Pastore. Preghiamo, poi, per chi si prepara al ministero sacerdotale e per i formatori nei Seminari di Roma, d’Italia e del mondo intero; preghiamo per le famiglie, perché in esse continui a sbocciare e maturare il « seme » della chiamata al ministero presbiterale. 
Quest’anno, il tema della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni è: « La vocazione al servizio della Chiesa comunione« . Il Concilio Ecumenico Vaticano II, per presentare il mistero della Chiesa nel nostro tempo, ha privilegiato la categoria della « comunione ». In questa prospettiva assume grande rilievo la ricca varietà di doni e di ministeri nel Popolo di Dio. Tutti i battezzati sono chiamati a contribuire all’opera della salvezza. Nella Chiesa ci sono però alcune vocazioni specialmente dedicate al servizio della comunione. Primo responsabile della comunione cattolica è il Papa, Successore di Pietro e Vescovo di Roma; con lui custodi e maestri di unità sono i Vescovi, successori degli Apostoli, coadiuvati dai presbiteri. Ma al servizio della comunione sono anche le persone consacrate e tutti i fedeli. Nel cuore della Chiesa comunione c’è l’Eucaristia: le differenti vocazioni attingono da questo sommo Sacramento la forza spirituale per edificare costantemente nella carità l’unico Corpo ecclesiale. Ci rivolgiamo ora a Maria, Madre del Buon Pastore. Lei, che ha risposto prontamente alla chiamata di Dio dicendo: « Eccomi, sono la serva del Signore » (Lc 1,38), ci aiuti tutti ad accogliere con gioia e disponibilità l’invito di Cristo ad essere suoi discepoli, sempre animati dal desiderio di formare « un cuor solo e un’anima sola » (cfr At 4,32). 

Publié dans : Papa Benedetto XVI | le 30 avril, 2007 |Pas de Commentaires »

buona notte

oldromemap.jpg

Publié dans : immagini buon...notte, giorno | le 30 avril, 2007 |Pas de Commentaires »

« Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza »

dal sito EAQ:

Clemente d’Alessandria (150-circa 215), teologo
Il Pedagogo, 9,83s ; SC 70, p. 258

« Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza »

Noi che siamo ammalati, abbiamo bisogno del Salvatore; smarriti, abbiamo bisogno della sua guida; ciechi, di lui che ci porti alla luce; assetati abbiamo bisogno della fonte di vita; morti, abbiamo bisogno della vita; pecore del pastore; bambini, del pedagogo; insomma, tutta la nostra natura umana ha bisogno di Gesù…

Se si vuole, si può apprendere la somma sapienza che c’insegna il santissimo pastore e maestro, l’onnipotente Verbo del Padre, quando servendosi dell’allegoria si proclama pastore delle pecore. E anche pedagogo dei bambini; infatti, rivolgendosi ai pastori d’Israele, descrive la sua giusta e salutare sollecitudine per bocca di Ezechiele: « Fascerò la pecora ferita, curerò quella malata, ricondurrò all’ovile quella smarrita e le pascerò sul mio monte santo » (Ez 34,16)… Sì, o Signore, nùtrici coi pascoli della tua giustizia. O maestro, pasci le tue pecore sul tuo santo monte: La Chiesa, che sta in alto, supera le nubi, tocca i cieli. « Sarò loro pastore, dice, e sarò in mezzo a loro » (Ez 34,24). Egli vuole salvare la mia carne rivestendomi della tunica dell’incorruzione… « Prima che mi invochino, io risponderò » (Is 58,9)…

Tale è il nostro Pedagogo, davvero buono. « Non sono venuto, dice, per essere servito, ma per servire » (Mt 20,28). Perciò nel vangelo è detto che era « stanco » (Gv 4,5) colui che si è affaticato per noi, promettendo anche di « dare la propria vita in riscatto per molti » (Mc 10,45). Dimostra così di essere lui solo il buon pastore. Generoso e magnifico è colui che giunge al punto di dare la sua vita per noi. Veramente a servizio degli uomini e pieno di bontà, egli che, potendo essere il Signore dell’uomo, volle essere suo fratello. Buono fino al punto di morire per noi!

Publié dans : Bibbia: commenti alla Scrittura | le 30 avril, 2007 |Pas de Commentaires »

Il Buon Pastore

buonpastore.jpg

il Buon Pastore, dal sito Maranathà

Publié dans : immagini sacre | le 29 avril, 2007 |Pas de Commentaires »
1...11391140114111421143...1155

PUERI CANTORES SACRE' ... |
FIER D'ÊTRE CHRETIEN EN 2010 |
Annonce des évènements à ve... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Vie et Bible
| Free Life
| elmuslima31