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CHIESA DEL GESÙ A ROMA – QUANDO ERO GIOVANE CI ANDAVO SPESSO A PREGARE

CHIESA DEL GESÙ A ROMA – QUANDO ERO GIOVANE CI ANDAVO SPESSO A PREGARE 

 

questa sera ho voglia di raccontarvi, magari solo in parte poi continuo un’altra volta, della Chiesa del Gesù, si trova, per chi conosce Roma almeno un po’, non lontana da Piazza Venezia, vicina c’è Piazza Argentina, anche essa molto centrale ed importante dove si trovano degli scavi anticho-romani e il Teatro Argentina restaurato alcuni anno fa, in una delle strade che danno a Largo Argentina sono nata io (così è diventata importante… ehmmm); 

quando ero piccola, giovane… piccola ci andavo spesso a pregare, è molto bella, è in stile barocco che a me non piace più di tanto però nell’insieme è bella, a sinistra c’è una cappellina dedicata alla madonna veramente incantevole e che invita alla preghiera; 

insomma ci andavo spesso, anche perché la parrocchia era un po’ più lontana e, sinceramente, un po’ meno bella, vicino, sulla Piazza c’è anche la Chiesa delle Stimmate dei frati francescani cappuccini, anche li andavo spesso; 

quando ero piccola i gesuiti facevano quello che allora erano i « quaresimali »: prediche, io me le ricordo molto belle, che mi hanno aiutato molto; poi c’è il crocifisso che ha un volto di uno che sta morendo o morto, molto veritiero, quando morì papà io ero lì in ospedale e il suo viso mi ha ricordato quello di quel Crocifisso; 

un certo periodo della mia giovinezza, ma non ricordo l’età, ho avuto dei problemi seri, era un periodo difficile, la guerra non era ancora molto lontana, difficoltà di ordine finanziario, di lavoro che era difficile trovare anche allora, di persone che, magari solo a causa delle loro sofferenze insultavano gli altri e, facilmente, le bambine venivano prese di petto con le leggi più strane e con un moralismo (moralismo poi!) che con la fede non aveva nulla a che fare, insomma soffrivo molto e non avevo voglia di uscire di casa, ma desideravo, comunque, andare alla Chiesa del Gesù, così piano, piano, ho ritrovato la serenità, questo periodo della vita mi è rimasto dentro, e, ogni tanto ci vado a pregare, solo che fino a qualche anno fa c’era la messa ogni mezz’ora sempre piena, poi è successo qualcosa, la Chiesa ultimamente è diventata quasi un museo, celebrano in una cappella della sacrestia, ci ho sofferto molto; 

questi giorni so che ci è andato Mons. Ravasi per il restauro di non so quale opera d’arte forse per la statua,  complesso statuario di Santa Teresa d’Avila, ma non sono sicura; così mi sono consolata un po’, Ravasi è in grado… e in fede per aiutare la Chiesa del Gesù, perlomeno ci spero; questa sera mi vengono in mente questi ricordi, se mi ricorderò ancora qualcosa la scrivo, perché per me è importante, e lo è anche per molti, tanti che hanno pregato nella Chiesa del Gesù e sono stati aiutati dai religiosi gesuiti; 

spero di raccontarvi gli sviluppi di questi lavori perché veramente su Mons. Ravasi ci conto un po’; 

di immagini ce ne sono diverse, ma non danno veramente il senso della conformazione e della bellezza della chiesa, comunque ho trovato un sito sul quale vedere qualcosa e metto il link; 

 

c’è l’archivio fotografico e, a sinistra la visita virtuale; 

 

http://www.chiesadelgesu.org/html/archivio_fotografico_001_it.html

 

 

oggi ho pensato alla pace però mi sono venuti in mente diversi pensieri che vi scrivo

oggi ho cercato inutilmente un pensiero sulla pace, ossia tratto da qualche testo dei Padri o altro, ma non ho trovato quello che volevo, forse, il mio pensiero andava da altra parte riguardo il tema della pace, una pace che, perlomeno, io sento, deve essere giustamente cercata dai popoli, dai governi, dagli uomini, nella speranza che questo mondo possa trovare la pace e non la guerra, tuttavia, appunto, il mio pensiero oggi è andato lontano, dove, non lo so bene; 

 

pensavo alle parole di Gesù: 

 

« Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la da il mondo io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. » (Gv 14,27) 

 

Gesù parla ai discepoli, sa che sarà condannato a morte, che morirà come un malfattore, ma sa che tornerà alla casa del Padre e allora, oggi, come penso, io, questa pace? 

 

forse ho dentro il cuore le sofferenze mie e di molti, quelle che ho conosciuto personalmente, insieme penso alle persone che mi hanno fatto del male, rifletto su chi soffre e guardo con sofferenza a questa pace che sembra, ogni giorno, avvicinarsi e poi allontanarsi; mi rimane la domanda: « la pace? », ma a quella che ci lascia il Signore che si prepara a morire e prepara noi a questa morte; 

 

un giorno quando ero giovane, forse ero sempre un poco triste, qualcuno, non mi ricordo chi, mi disse che dovevo sorridere e che gli altri avrebbero sorriso a me, in questi ultimi tempi, forse sono più serena, non lo so, mi viene da sorridere, ma senza farlo appositamente, e mi sta ritornando come « il cento per uno », mi sorridono mi parlano sono gentili, anche chi conosco poco o non conosco, è come un contagio; 

 

 

la notte di Natale ho visto la messa di Mezzanotte del Papa in televisione, a San Pietro non sarei potuta andare, è un poco faticoso, tutta la messa è entrata dentro di me, è come passata dentro di me e mi ha dato pace se posso definire così quello che ho provato, ma è stato come se una porta dentro di me si fosse aperta, una porta verso l’infinito, anzi dall’infinito, da Dio, dentro di me, io so che sono dura, esigente verso gli altri e verso me stessa, eppure una porta di è aperta e Dio è passato, ora non sono migliore però so che Lui può andare oltre i nostri muri, i nostri ostacoli, i nostri dolori; 

 

io non so dove può andare a finire questa mia riflessione di oggi, forse solo che so che Dio passa che Dio è: »il Dio con noi » in qualsiasi luogo anche più buio ci troviamo; è speranza forse, non lo so; 

 

circa 14 anni fa mi ammalai di tumore e mi dissero che dovevo morire perché la formazione era grande e non era possibile che vivessi, mi dissero tutto e non mi nascosero niente, vi potete immaginare come stavo, non fui operata a Roma perché il chirurgo che conoscevo era a Civitavecchia, una cittadina a Nord di Roma, sul Mar Tirreno, dalla stanza dell’ospedale guardavo il mare, ma non sembrava più lo stesso, aveva un aspetto diverso, come se stessi in un altro pianeta, pure, certamente al di la delle mie forze, della mia fede così piccola, Dio passò dentro di me e trovai la serenità, quasi la gioia già dentro l’ospedale, poi, come un dono gratuito mi dissero che pur essendo – da manuale medico – una forma mortale, non si era diffuso, un caso da manuale, e sono qui, però ricordo che la pace venne veramente al di la di ogni mia possibilità di reagire o di fidarmi di Dio; 

 

la pace, la pace è quella che dona Dio anche dove tutto sembra perduto, dove non sembra che vi sia speranza, dove gli uomini, noi stessi, siamo capaci di fare del male, di pensare del male o, anche, di tentare di fare il bene; la pace è un dono gratuito di Dio, si confonde e si unisce alla fede, alla speranza, alla carità; 

 

evangelizzare, diceva il Papa proprio questi giorni, ma che cosa significa? io ho ascoltato molte catechesi in vita mia e ho cercato sempre di annunziare il Vangelo, ma il pericolo è di dare se stessi e non Dio, quello che credo sia l’evangelizzare è trasmettere Dio, non solo la sua Parola, ma come lasciarlo passare da dentro di noi in modo che attraverso la nostra povera persona possa come uscire di nuovo nel mondo e, più passa senza ostacoli, e più è vero, e più è Lui il Signore; 

 

sempre nel Vangelo di Giovanni (16,33) Gesù dice ai suoi discepoli: 

 

« Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me, voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia, io ho vinto il mondo » 

 

e così noi non sappiamo veramente e profondamente come il Signore vincerà il mondo, pure lo vincerà e porterà la pace, anzi l’ha già portata ed essa va oltre le nostre guerre, le nostre armi, noi dobbiamo cercare la pace, il mondo ed i responsabili cercare la pace, volerla, combattere per essa, ma Gesù « ha vinto il mondo »,

Gabriella 

 

Publié dans:vi racconto quello che ho pensato |on 28 décembre, 2007 |Pas de commentaires »

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