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LA MISTICA CORONA

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LA MISTICA CORONA

Riguardo la Corona, non molti ne hanno una considerazione chiara e il Papa scrive nella Lettera Apostolica sul Rosario: «Strumento tradizionale per la recita del Rosario è la Corona”. Nella pratica più superficiale essa finisce per essere spesso un semplice strumento di conteggio per registrare il succedersi delle Ave Maria. Ma essa si presta anche ad esprimere un simbolismo che può dare ulteriore spessore alla contemplazione.

A tal proposito, la prima cosa da notare è come la Corona converga verso il Crocifisso, che apre così e chiude il cammino stesso dell’orazione. In Cristo è centrata la vita e la preghiera dei credenti. Tutto parte da Lui, tutto tende a Lui, tutto, mediante Lui, nello Spirito Santo, giunge al Padre. In quanto strumento di conteggio, che scandisce l’avanzare della preghiera, la Corona evoca l’incessante cammino della contemplazione e della perfezione cristiana. Il Beato Bartolo Longo la vedeva anche come una « catena » che ci lega a Dio. Catena, sì, ma catena dolce; tale sempre si rivela il rapporto con un Dio che è Padre. Catena ‘filiale », che ci pone in sintonia con Maria, la « serva del Signore » (Lc 1,38), e, in definitiva, con Cristo stesso, che, pur essendo Dio, si fece « servo » per amore nostro (Fil 2,7). Bello è anche estendere il significato simbolico della Corona al nostro rapporto reciproco, ricordando con essa “il vincolo di comunione e di fraternità che tutti ci lega in Cristo» (RVM 36). La parola Rosario significa « Corona di Rose ». La Madonna ha rivelato, in diverse circostanze, che ogni volta che si dice una Ave Maria è come se si donasse a Lei una bella rosa e che con ogni Rosario completo Le si dona una Corona di Rose. La rosa è la regina dei fiori, e così il Rosario è la Rosa di tutte le devozioni ed è perciò la più importante. « Il tuo Rosario, Maria, è fatto di Rose che non periscono e non perdono mai il loro profumo. Quando dalla terra povera, oscura, facciamo salire la nostra preghiera, viene elevata fino a te stessa per rimanere sempre nel Cielo omaggio perenne di amore « , così Jean Galot esprime il suo amore per il Rosario. La Corona del Rosario è come un serto di Rose profumate e multicolori ai piedi di Maria. Nelle Apparizioni a Lourdes la Madonna ha mostrato la Corona del Rosario per indicare come preferisce questa santa preghiera. A Santa Bernardette mostrò la sua lunga Corona ed invitò la piccola a prendere quella che portava addosso per recitare insieme il Rosario. La Madonna nell’incanto della grotta di Massabielle sgranava in silenzio la Corona quando la piccola recitava un’Ave Maria, poi Lei recitava il Gloria al Padre, chinando la testa. E cominciava con il Padre nostro la nuova decina, facendo continuare la piccola Bernardette con le Ave Maria. Non dobbiamo mai tralasciare la Corona del Rosario, non solo portandola addosso, ma usandola spesso nella giornata, perché è la preghiera che la Madonna predilige e che Lei è venuta a chiedere dal Cielo. Lei stessa ha insegnato a recitarla bene, facendo scorrere fra le sue dita la Corona del Rosario, comunicando alla piccola Bernardette come recitarlo, mostrandole come si usa la Corona, recitando davanti a lei il Padre nostro e il Gloria, ma assistendo con grande gioia alle Ave Maria che recitava la bambina. Quindi, la Madonna è sempre presente quando ognuno di noi recita il Rosario, perché La invitiamo a pregare con noi e veramente la Madonna si associa alla preghiera che ognuno di noi recita. Non siamo soli quando recitiamo il Rosario, ma la Madre di Dio è accanto a noi e prega per noi, con noi e in noi; non siamo inascoltati quando con amore e fiducia recitiamo le Ave Maria del Rosario, perché la Madre di Dio è sempre in affabile attesa di ascoltare le nostre invocazioni al suo dolce Nome. Non è sublime questo? Prova a rifletterci per un po’! Diventerà più fiduciosa la tua preghiera, più amore avrai per la Madonna, più considerazione avvertirai per il Rosario. Non ti staccherai più dal Rosario. Se la Madonna recita il Rosario con noi, questa preghiera è potente proprio per questo. Ecco perché la Madonna indica il Rosario come l’Arma potente. Anzi, è l’Arma più potente per combattere satana e il suo esercito del male. La battaglia a livello spirituale che si combatte è terribile, e la nostra vittoria sul male non può avvenire senza l’aiuto della Madonna. Il Papa Giovanni Paolo II ha indicato a tutti la Corona del Rosario, l’ha mostrata ai giovani negli incontri e l’ha consegnata: « Consegno oggi idealmente anche a voi, cari giovani, la Corona del Rosario. Attraverso la preghiera e la meditazione dei misteri, Maria vi guida con sicurezza verso il suo Figlio ». Mons. Giuseppe Pullano, Vescovo del Santuario di Tindari, innamorato di questa potente preghiera, così ha scritto: « Il Santo Rosario è il salterio di Maria, la preghiera più bella, quella che rende più onore alla Vergine e fa più bene a noi perché è un insieme di contemplazione e di orazione ».

Papa Leone XIII ha scritto nell’Enciclica « Diuturni temporis », proprio per evidenziare l’importanza della Corona:
« …questa meravigliosa Corona è un intreccio di 2 salutazioni angeliche,
intercalate dall’orazione del Signore, unite dalla meditazione. Così
composto, il Rosario costituisce la forma più eccellente di preghiera e il
mezzo più efficace per conseguire la vita eterna. Poiché, oltre alla eccellenza
delle sue preghiere, esso ci offre una salda difesa della nostra Fede e un
sublime modello di virtù nei misteri proposti alla nostra contemplazione ».

Le 15 Promesse della Madonna al Beato Alano de la Roche (1428-1475) per i devoti del Santo Rosario:
A tutti quelli che reciteranno devotamente il Mio Rosario, Io prometto la Mia protezione speciale e grandissime grazie.
Prometto la Mia speciale protezione e le Grazie più grandi a tutti coloro che reciteranno il Rosario.
Il Rosario sarà una potente difesa contro l’inferno, distruggerà il vizio, diminuirà il peccato e sconfiggerà le eresie.
Il Rosario farà fiorire la virtù e le opere buone; otterrà per le anime l’abbondante Misericordia di Dio; allontanerà dal cuore degli uomini l’amore per il mondo e per le sue vanità e lo innalzerà al desiderio delle cose eterne. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!
L’anima che si raccomanda a Me attraverso la recita del Rosario non perirà.
Colui che reciterà devotamente il Mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Peccatore, si convertirà; giusto, crescerà in Grazia e otterrà la vita eterna.
Chi avrà una sincera devozione per il Rosario non morirà senza i Sacramenti della Chiesa.
Coloro che recitano con costanza il Rosario avranno, durante la loro vita e al momento della morte, la Luce di Dio e la pienezza della sua Grazia; al momento della morte parteciperanno dei meriti dei Santi in Paradiso.
Io salverò dal Purgatorio coloro che sono stati devoti al Rosario.
1 fedeli del Rosario avranno grandissima gloria in Paradiso.
Quello che chiederete con il Mio Rosario lo otterrete.
Coloro che diffonderanno il Mio Rosario saranno soccorsi da Me in tutte le loro necessità.
Io ho ottenuto dal Mio Divino Figlio che tutti i sostenitori del Rosario avranno come intercessori l’intera Corte Celeste durante la loro vita e nell’ora della morte.
Coloro che recitano fedelmente il Mio Rosario sono tutti Miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.
La devozione al Mio Rosario è un grande segno di predestinazione.

La voce dei Sommi Pontefici:
Papa Adriano VI: “Il Rosario vince sempre satana ».
Papa Gregorio XIV: « Il Rosario è estirpazione del peccato, recupero della Grazia, accrescimento della gloria di Dio ».
Papa Urbano VIII: « Per mezzo del Rosario aumenta il numero dei cristiani più fervorosi ».
Papa Giovanni Paolo II: « Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità ».
Papa Pio X: « Il Rosario è un’arma potentissima » per mettere in fuga il demonio ».
Papa Leone XIII: « Dio voglia che questa pratica di pietà riprenda da ogni parte il suo antico posto d’onore ».
San Luigi Maria Grignion de Montfort: “Nessuna preghiera è più meritoria per l’anima e più gloriosa per Gesù e Maria del Rosario ben recitato”.

Publié dans:ROSARIO (IL) |on 7 octobre, 2014 |Pas de commentaires »

IL ROSARIO: LECTIO DIVINA « TASCABILE »

http://www.padresalvatore.altervista.org/rosarioldt.html

IL ROSARIO: LECTIO DIVINA « TASCABILE »

Il Rosario: lectio divina « tascabile », così ho intitolato il mio contributo al messalino mensile Messa meditazione (edizioni ART), per il mese di Ottobre 2011. Poiché anche Maggio è, tradizionalmente un mese dedicato a Maria santissima e alla preghiera del santo Rosario, ho deciso di farvi leggere in anteprima alcune mie riflessioni che sono la parte finale di un trattatello sulla lectio divina. Chi è assiduo a questa pia pratica può convenire con la constatazione che il Rosario è il modo più semplice di fare lectio divina. Anch’esso è « ascolto attento ed orante della Parola di Dio », per questo, soprattutto in quello che chiamiamo « Rosario meditato », vi ritroviamo i famosi « quattro gradini ». 1°: lettura/ascolto quando enunciamo il « mistero »; 2°:meditazione nell’attualizzazione del mistero stesso; 3°: orazione quando recitiamo il « Padre nostro », le dieci « Ave Maria » e il « Gloria »; ed, infine, 4°: contemplazione. Anzi, quest’ultimo termine è quello più frequentemente associato al Rosario, tanto che è quasi diventato automatico dire: « Nel primo mistero glorioso si contempla… ». Indubbiamente, come scrive il Beato Giovanni Paolo II nella sua Lettera apostolica Rosarium Virgini Mariae, « il Rosario è una preghiera spiccatamente contemplativa » (RVM 12); ma lo diventa davvero se, come scrive lo stesso Papa, viviamo sul serio tutti i passaggi che dalla lectio ci portano alla contemplatio. Non sembri, poi, poco dignitoso l’aggettivo che ho voluto accostare al santo Rosario. L’ho definito lectio divina « tascabile », come lo è la corona che portiamo in tasca o in borsetta, perché possa accompagnarci dovunque: per strada, sulla metro, in chiesa e in casa. Se lo vogliamo, il Rosario potrebbe divenire il nostro respiro spirituale; una lectio divina alla portata di tutti, da viversi in ogni situazione. Tascabile, dunque, nel senso di accessibile, di presente in tutta la nostra vita. In questo modo ognuno di noi « può racchiudere nelle decine del Rosario tutti i fatti che compongono la vita dell’individuo, della famiglia, della nazione, della Chiesa e dell’umanità. Vicende personali e vicende del prossimo e, in modo particolare, di coloro che ci sono più vicini, che ci stanno più a cuore. Così la semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana » (RVM 2). Di più: il tempo della malattia, le ore d’insonnia o d’attesa, la stessa meditazione divenuta difficile o impossibile, acquisteranno valore positivo dal nostro povero Rosario; perché proprio quando ci sentiremo « deboli » per le altre forme d’orazione, sperimenteremo, con la recita del Rosario, la forza della preghiera e ci accorgeremo che essa è dono gratuito di Dio (cfr. 2Cor 12,9-10; Rom 8,25-27). Capiremo allora perché Gesù esultò e lodò  » il Padre cheha nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti, e le ha rivelate ai piccoli » (Lc 10,21).

Le tappe della lectio divina nei misteri del Rosario In ogni decina del Rosario e in ogni serie di « misteri » possiamo rivivere, come abbiamo detto sopra, i quattro momenti della lectio divina; tuttavia, chi ha la grazia di recitare le quattro corone nella stessa giornata, può constatare come in ognuna di esse ci sua un’accentuazione specifica, che favorisce il passaggio dalla « lettura/ascolto » alla « contemplazione », soprattutto se cerchiamo di pregare il Rosario « contemplando Cristo con Maria » (RVM 9).. Nei misteri della gioia, « nei quali la presenza di Maria è più pronunciata » (RVM 38), la Vergine di Nazaret ci è d’esempio nell’ascoltare e meditare la Parola, così come suppone il metodo giusto per iniziare la lectio divina. «  Nel 1°: Maria ascolta l’Angelo che le annuncia il concepimento verginale del Figlio di Dio. «  Nel 2°: La Vergine divenuta madre, ascolta Elisabetta che, mossa dallo Spirito, la riconosce « madre del suo Signore » e la proclama « beata perché ha saputo credere ». «  Nel 3°: Dopo aver dato alla luce Gesù, Maria sa ascoltare i pastori di Betlemme che narrano in che modo siano stati coinvolti in quell’evento salvifico. «  Nel 4°: Quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, quando insieme a Giuseppe porta il bambino al Tempio per il rito del riscatto, Maria ascolta il vecchio Simeone che le preannuncia « la spada che le trafiggerà l’anima ». «  Nel 5°: Dodici anni più tardi, quando dopo tre giorni d’angoscia ritroverà Gesù nel Tempio, Maria accoglierà nel suo cuore le parole incomprensibili del Figlio, che troveranno piena luce solo sotto la croce. Ed è lo stesso evangelista Luca a notare, sia nel terzo che nel quinto mistero della gioia, come Maria « conservasse tutte queste parole/eventi meditandole nel suo cuore » (Lc 2,19.51). « Nei misteri della luce, tranne che a Cana, la presenza di Maria rimane sullo sfondo »(RVM 21); tuttavia a Cana di Galilea, « la Madre di Gesù » c’insegna a vivere il terzo momento della lectio divina: l’orazione; a viverlo non per se stessi ma per gli altri, nella forma più alta: l’intercessione. In più, Colei che è stata sempre attenta alla Parola, invita tutti i servi/discepoli ad essere ascoltatori obbedienti di Gesù, parola di Dio fatta carne. Con il suo intervento Maria ottiene per i discepoli il dono della fede e anticipa per noi lo sbocco finale della lectio divina: la missione. « I misteri del dolore portano il credente a rivivere la morte di Gesù, ponendosi sotto la croce accanto a Maria, per penetrare con Lei nell’abisso dell’amore di Dio per l’uomoe sentirne tutta la forza rigeneratrice » (RVM 22). Pregando questi misteri otteniamo anche noi la « sapienza della croce », per saper « vedere oltre », guidati solo dalla nuda fede. È ildono che noi abbiamo identificato con la contemplazione. Nei misteri della gloria è tutta la Chiesa che, con Maria e come Maria, ascolta, medita, prega e contempla, soprattutto in quei cinquanta giorni che separano il primo dal terzo mistero glorioso. Mentre nel quarto e nel quinto mistero della gloria, noi Chiesa ancora pellegrinante, volgiamo lo sguardo contemplativo su Maria, nella quale è arrivato a pieno compimento la risposta che ella diede all’Angelo nell’annunciazione: « Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola ».

Dai misteri del Rosario al mistero di Cristo Possiamo, pregando la corona, « ricordare Cristo con Maria » (RVM 13); « imparare Cristo da Maria » (14); « conformarci a Cristo con Maria » (15); « supplicare Cristo con Maria »,(16), ed, infine, « annunciare Cristo con Maria » (17). Così l’evento di Cristo che noi meditiamo, pur essendo passato nel tempo, con la sua forza salvifica dura nell’oggi e raggiunge ogni orante che ad esso si rifà. Si può ripetere a chi recita il Rosario, ciò che san Paolo chiede ai suoi discepoli: « Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono inCristo Gesù » (Fil 2,5); a cui noi possiamo aggiungere, « e che furono in Maria santissima ».

Il Rosario va pregato con il cuore Non disprezziamo, anzi valorizziamo la dimensione affettiva del Rosario. Dobbiamo credere, come i grandi Santi devoti di Maria santissima, che ogni volta nella quale noi rivolgiamo a lei l’invito a « rallegrarsi perché è la piena di grazia », il suo cuore verginale sussulta di nuovo, ed ella, da « mamma », farà di tutto perché anche il nostro cuore percepisca l’eco di quella gioia evangelica. Non stanchiamoci, perciò di ripeterle: « Ave Maria ». E non fermiamoci alle sole parole dell’Ave, lasciamoci afferrare dal mistero nella sua globalità e su di esso orientiamo la nostra riflessione orante. Pregato così, il Rosario diventerà il tempo nel quale sperimenteremo la bontà di Dio e cresceremo nell’abbandono in Lui. Riusciremo, allora, a mettere a tacere i nostri interessi personali, per farci carico degli interessi di quel « Regno » che Gesù ha annunciato e per il quale ha dato la sua vita.Ciò avrà un immancabile riscontro ascetico, perché ci obbligherà, come dice Gesù neldiscorso della montagna, a cercare « prima il Regno di Dio e la sua giustizia, sapendo che tutte le altre cose ci saranno date in aggiunta » (Mt 6,33). Invito che potremmo così tradurre: « Occupatevi delle cose di Dio [anche nella preghiera] ed egli si occuperà di voi ».È certo che allora il Padre, mediante l’azione dello Spirito Santo, ci conformerà al Figlio, così che ognuno di noi, pur essendo un poverello, « diventerà tutto preghiera », come scrive Tommaso da Celano di san Francesco.

p. Salvatore Piga

 

Publié dans:ROSARIO (IL) |on 24 février, 2014 |Pas de commentaires »

GIORGIO PRECA E I NUOVI MISTERI DEL ROSARIO – (I MISTERI DELLA LUCE) (2007)

http://www.ocarm.pcn.net/ita/articles/ac03-ita.htm

GIORGIO PRECA E I NUOVI MISTERI DEL ROSARIO – (I MISTERI DELLA LUCE) (2007)

(non ne sapevo niente, ho appena letto questo articolo in inglese)

John Formosa, SDC Anthony Cilia, O.Carm.

Il 16 ottobre 2002, il Santo Padre ha dato inizio al 25° anniversario del suo pontificato con la pubblicazione della Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae (RVM) con la quale ha promulgato l’ « Anno del Rosario » (da ottobre 2002 a ottobre 2003) e ha presentato alla Chiesa, oltre ai quindici misteri del rosario già esistenti, altri cinque nuovi Misteri della Luce sulla vita pubblica di Gesù. La promulgazione di questa Lettera Apostolica, e in modo particolare l’introduzione dei cinque nuovi misteri, hanno creato tra molti credenti reazioni diverse. Infatti, molti mezzi di comunicazione hanno focalizzato l’attenzione più sull’introduzione dei nuovi misteri che sull’insegnamento in generale della stessa RVM. Numerosi giornalisti hanno sottolineato che « l’idea del Santo Padre circa questi nuovi misteri potrebbe essere stata presa dagli scritti di un sacerdote maltese che lo stesso Pontefice ha beatificato nel 2001, don Giorgio Preca. » [cfr. The Guardian del 16 ottobre 2002; The Wanderer (USA), The Tablet, Catholic Herald, Catholic Times (Gran Bretagna), The Catholic Weekly (Australia) e il giornale elettronico Daily Spirit (USA).] Non ci è dato sapere da dove il Santo Padre abbia attinto per l’introduzione di questi nuovi misteri. Eppure eliminando alcune piccole diversità, i cinque nuovi misteri proposti dal Santo Padre sono quasi identici a quelli proposti da don Giorgio nel 1957! Appare anche un po’ misterioso il fatto che il Santo Padre chiami i nuovi misteri dalla vita pubblica di Gesù « Misteri della Luce », con la stessa nomenclatura proposta dal Santo! Se accettiamo l’origine di questi Misteri della Luce al santo Giorgio Preca, si pone un altro interrogativo: « Come questi misteri sono arrivati nelle mani del Santo Padre per introdurli nella Lettera Apostolica sul rosario? » Il postulatore della Causa di Canonizzazione di Giorgio Preca ha cercato d’indagare ma fino ad ora non è riuscito ad ottenere delle risposte. Sono state ipotizzate diverse possibilità e tra l’altro e la più plausibile, pare essere quella di aver attinto l’informazione su internet. Infatti alcuni siti cattolici di lingua inglese, già prima della pubblicazione della Lettera Apostolica RVM, fanno riferimento a questi Misteri della Luce, probabilmente introdotti da qualche maltese che ha bevuto dalla spiritualità del Santo. Malgrado manchino prove concrete, i misteri sulla vita pubblica di Gesù hanno trovato un posto privilegiato nell’insegnamento della Chiesa e saranno adottati e meditati da milioni di cattolici in tutto il mondo.

I Misteri della Luce del Santo Preca Nel 1957 la società istituita da don Giorgio ha compiuto 50 anni dalla sua fondazione. Don Giorgio non ha voluto celebrazioni esterne ma ha desiderato solo che quest’anno fosse per tutti i soci un anno di avvicinamento più intimo a Dio. A tale scopo ha pubblicato il libro Kollokwji ma’ Alla (Colloqui con Dio) – ovvero, 60 discorsi che mettono in risalto il suo grande amore per il Creatore. Oltre a questi colloqui, durante lo stesso anno, don Giorgio ha proposto l’idea di aggiungere altri cinque misteri del rosario circa la vita pubblica di Gesù. Allora questi misteri erano per l’uso privato dei membri della sua società, come aveva fatto anche per i Colloqui. Alcuni dei suoi seguaci, vissuti al tempo del fondatore, raccontano che don Giorgio ha presentato i Misteri della Luce per la prima volta durante uno dei loro incontri del mercoledì. Non ha comunicato come questi misteri siano nati, se presi da qualche libro o su sua ispirazione. Solitamente, quando proponeva qualche cosa nuova ai suoi seguaci diceva: « Ecco cosa ho trovato oggi per voi …. » Ma in quella occasione non ha pronunciato questa frase, e sembra che l’idea dei Misteri della Luce è stata originata proprio da lui. Gli stessi testimoni affermano che quella sera, dopo aver spiegato l’importanza della meditazione su tutta la vita di Gesù, e che al rosario, in qualche modo mancava questo aspetto, ha parlato di quanto li abbia trovati piacevoli e quanto si sia sentito felice nel meditare questi « nuovi » misteri dalla vita pubblica di colui che ha dichiarato: « Io sono la luce del mondo » (Gv 8, 12). I Misteri della Luce proposti da don Giorgio sono apparsi per la prima volta in pubblico in un articolo intitolato Id-Devozzjoni ta’ Dun Gorg lejn ir-Ruzarju (La devozione di don Giorgio per il rosario) pubblicato nella rivista Dun Gorg, N. 5, luglio-dicembre 1973. La divulgazione dei misteri continuò nel 1987 quando Vincent Caruana (1912-1998), membro della società, ha pubblicato un libretto intitolato Gesù Kristu – Alla – Bniedem – Feddej (Gesù Cristo – Dio – Uomo – Redentore), con il sottotitolo Episodji mill-Evangelju f’ghamla ta’ Ruzarju fuq idea originali ta’ Dun Gorg Preca (Episodi dal Vangelo nella forma di un rosario sull’idea originale di don Giorgio, Ed., P.E.G. Ltd., Marsa, Malta). Nella sua introduzione Caruana presenta i Misteri della Luce affermando che « sono stati pubblicati e divulgati per la prima volta dal Servo di Dio don Giorgio Preca ». Con queste due pubblicazioni i Misteri della Luce hanno superato i limiti dell’uso privato per i membri della società, e divulgati tra molti fedeli sia a Malta che in altre parti del mondo. Altri, ispirati dall’insegnamento di don Giorgio, hanno perfino introdotto questi misteri nei propri siti web dedicati al rosario.

I Misteri della Luce secondo don Giorgio e il Santo Padre

Secondo don Giorgio: 1. Gesù, dopo essere battezzato al Giordano, fu trasferito nel deserto. 2. Gesù che si rivela vero Dio con la parola e i miracoli. 3. Gesù che insegna le Beatitudini sulla montagna. 4. Gesù che si trasfigura sulla montagna. 5. Gesù che fa l’ultima cena con gli Apostoli.

Secondo il Santo Padre: 1. Gesù battezzato al Giordano da Giovanni. 2. Gesù che si rivela con il primo segno alle nozze di Cana. 3. Gesù che predica il regno di Dio e la conversione. 4. Gesù che si trasfigura sul monte Tabor. 5. Gesù che istituisce l’Eucaristia.

Quando le due versioni vengono confrontate, risulta una grande somiglianza tra i Misteri della Luce proposti da don Giorgio nel 1957 e quelli dal Santo Padre. E’ vero che ci sono alcune leggere differenze, ma queste non sono così grandi come potrebbero apparire. * Nel primo mistero don Giorgio, oltre al Battesimo di Gesù al Giordano aggiunge la sua ritirata nel deserto, dove si è preparato per quaranta giorni prima di dare inizio alla sua missione. Chi conosce bene il Santo può capire perché ha aggiunto questo dalla vita di Gesù. Inizialmente lui ha scritto questi misteri per i suoi seguaci, cioè, per mostrargli la necessità di una buona preparazione nella loro missione della proclamazione della Parola. * Nel secondo mistero, don Giorgio propone la meditazione su come Gesù si riveli Dio con la parola e i miracoli. Il Santo Padre propone un solo miracolo, quello avvenuto alle nozze di Cana, che nelle parole dell’evangelista San Giovanni (2,11) aveva proprio quello scopo. * Nel terzo mistero, don Giorgio propone Gesù nell’insegnamento delle Beatitudini, chiamate « la Carta Costituzionale » della Chiesa che doveva istituire Gesù. Non possiamo negare che con la predicazione delle beatitudini Gesù ha anche annunziato il Regno di Dio e ha invitato tutti gli uomini alla conversione di vita. * Nel quarto e quinto mistero abbiamo gli stessi episodi dalla vita di Gesù proposti da don Giorgio e dal Santo Padre. Per quanto riguarda quando meditarli, don Giorgio e il Santo Padre suggeriscono di inserirli tra i Misteri della Gioia e quelli del Dolore. La differenza tra le due proposte è solo nel giorno. Il Santo propone il lunedì (al posto dei Misteri della Gioia, e questi in cambio vengono meditati la domenica), mentre il Santo Padre ha proposto il giovedì, che in realtà è un giorno più adatto perché associato all’istituzione dell’Eucaristia. E’ anche giusto che i Misteri della Gioia, che toccano gli eventi principali dalla vita di Maria, vengano meditati di sabato, giorno dedicato alla Vergine Santa. Oltre ai Misteri della Luce, nella RVM ci sono dei concetti che sono simili a quelli predicati da don Giorgio. * Per esempio il Santo Padre fa riferimento all’importanza di una breve pausa di silenzio dopo l’enunciazione del mistero per la contemplazione e meditazione (cfr. 31). Questa idea don Giorgio non soltanto la praticava ma anche la raccomandava ai suoi ascoltatori. * Il Santo Preca amava chiamare il rosario « scuola di insegnamento » in modo particolare per la meditazione dei misteri. E’ interessante notare che il Santo Padre, nella sua Lettera Apostolica RVM, fa riferimento al rosario come « scuola di Maria » (cfr. 1, 3, 15, 34). * La Lettera Apostolica RVM (cfr. 35) propone, dopo il Gloria Patri, l’introduzione di una preghiera come conclusione di ogni mistero. A questo scopo don Giorgio ha scritto varie preghiere alla Vergine Maria e alle virtù relative ai misteri da recitare prima del Pater Noster.

Conclusione Durante la sua vita il santo Preca si è impegnato molto per la divulgazione del santo rosario. Come un vero devoto della Vergine Maria ha praticato con fervore questa preghiera mariana dal cuore cristologico, l’ha raccomandata volentieri ai suoi ascoltatori, e ha anche scritto varie volte sulla sua importanza e efficacia. Le somiglianze che si riscontrano nell’insegnamento del Santo Padre nella Lettera Apostolica RVM e quello di don Giorgio, mostrano la profonda spiritualità di questo santo carmelitano, una spiritualità che ha superato i limiti geografici della sua terra nativa ed è passata alla Chiesa universale!

Publié dans:preghiera (sulla), preghiere, ROSARIO (IL) |on 4 décembre, 2013 |Pas de commentaires »

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