Archive pour la catégorie 'L’Osservatore Romano – Edizione Quotidiana'

La religiosità di Franz Liszt nel bicentenario della nascita

dal sito:

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/2011/057q04a1.html

La religiosità di Franz Liszt nel bicentenario della nascita

Al fondo della sofferenza umana

di MICHELE CAMPANELLA

Il 10 marzo a Roma, al Parco della Musica, viene presentato il volume Il mio Liszt. Considerazioni di un interprete (Milano, Bompiani, 2011, pagine 220, euro 11) scritto, in occasione del bicentenario della nascita del compositore ungherese, da uno degli esecutori più accreditati per questo repertorio. Ne anticipiamo uno stralcio.

Nella vita di Liszt la fede è una presenza indiscussa, anche da parte degli osservatori più scettici. Si dibatte di come la sua musica sia investita da essa, al di là delle ambizioni e delle intenzioni programmatiche dello stesso Liszt. Nel catalogo delle opere lisztiane la quantità di titoli « spirituali » è veramente cospicua: dalla prima Ave Maria (composta nel 1842) sino al suo ultimo anno di vita (1886), l’elenco dei pezzi dedicati alla fede cattolica, amplissimo, si confonde con i pezzi di carattere puramente meditativo, tanto da non potersi distinguere. Nella sua immaginazione la presenza di eroi, così significativa sino agli anni Cinquanta, si assottiglia per lasciare spazi sempre più vasti alle figure di santi e in particolare alla venerazione della Madonna. Nella creazione di un genere spirituale che trasversalmente abbracciasse pianoforte, coro, orchestra, con le loro diverse esigenze linguistiche, Liszt compie uno sforzo meritorio nel prendere le distanze da quello stile improvvisativo del palcoscenico, dal quale proviene. La maturazione di questo nuovo linguaggio non è indenne da sbavature e incertezze, legata come anche alla conquista del mestiere di orchestratore, abbastanza tardiva rispetto alla fioritura adolescenziale del suo talento pianistico.
La religiosità lisztiana si manifesta in modi difformi, né si potrebbe chiedere diversamente a un artista così orgoglioso della sua libertà. La relazione tra poesia e religione nella sua musica non è ben definita. In molti titoli la ricerca dell’eufonia diventa la cifra stessa del suo approccio alla preghiera, una sorta di conforto morale nella dolcezza del suono: non esiste un confine preciso tra eufonia estetizzante e ascesi. Un po’ come l’Adorazione dei pastori del Correggio, dove la Bellezza rischia di far velo alla Verità, rendendola sentimentale. Inoltre Liszt legge la storia della Chiesa attraverso figure eroiche di santi; alla loro mediazione e alla celebrazione dell’Ecclesia triumphans dedica molte risorse strumentali, soprattutto nelle sue messe per coro e orchestra.
Nella seppur frustrata ambizione di assumere il ruolo di riformatore della musica liturgica, Liszt ha impegnato tutto il suo talento alla ricerca di un punto di equilibrio tra tradizione antica e innovazione. Cosa che gli costò parecchi nemici.
Nonostante la presenza consistente di composizioni spirituali nel repertorio pianistico lisztiano, sarebbe paradossale valutare il volto religioso della sua personalità musicale dimenticando il Christus e la Leggenda di santa Elisabetta, raramente eseguiti in concerto. Vorrei soffermarmi sul Christus perché in questo opus magnum è manifesto il legame sia con la musica italiana a lui contemporanea, sia con la Chiesa cattolica e con la tradizione musicale che da essa discendeva.
Il Christus, senza ambire a un’omogeneità (irrealistica per le sue dimensioni monstre), pretende di essere al contempo sintesi delle esperienze artistiche dell’autore e nuova strada dello stile liturgico romano, attraverso il recupero delle « origini » palestriniane. Per questo motivo l’opera si presenta in giganteschi frammenti distanti tra loro, come avviene per i pezzi « caratteristici » di un ciclo romantico. I differenti organici orchestrali utilizzati nei vari episodi cercano la pluralità di stili e di sintassi, in un difficile equilibrio tra linguaggio della tradizione liturgica, cantabilità italiana, e orchestra moderna, correndo anche qualche rischio (Tristis est anima mea, per esempio, è un brano che rimanda un po’ troppo agli stilemi del melodramma italiano). Ciò che stupisce nel Christus è la capacità di Liszt da una parte di concepire una partitura universale, che si rifà in qualche misura alla classicità delle antiche generazioni di musicisti, e dall’altra di non perdere la fortissima impronta della sua personalità artistica, proprio nel momento in cui si allontana dalla poetica romantica, in lui stesso così autorevolmente incarnata.
Il Christus esprime compiutamente in musica la certezza, la serenità, la forza che scaturiscono dalla Verità. Soltanto alla luce delle grandi opere corali andrebbero esaminati i brani pianistici che si rivolgono alla fede: Vexilla regis prodeunt, che evoca il linguaggio primitivo delle origini; In festo trasfigurationis Domini nostri Jesu Christi, quasi verso l’impronunciabile; le Leggende francescane, composte come in uno stato di estasi. Il valore degli ultimi due brani non sta tanto nel loro straordinario impressionismo quanto nella profonda adesione alle figure dei santi: questi non sono un « pretesto » per fare musica, è la musica il linguaggio privilegiato da Liszt per venerarli. I pezzi di carattere spirituale raggiungono un apice con la stesura, molto meditata, delle Harmonies poétiques et religieuses, che segna un punto importante nello sviluppo del linguaggio lisztiano. (Posso immaginare che il solo titolo Harmonies poétiques et religieuses gli abbia creato già all’epoca antipatia diffusa, tra i cattolici perché la religione non si confonde con la poesia, tra i laici perché la poesia bagnata in acque cattoliche passa al nemico).
Raccogliendo i frutti di un’esperienza quasi trentennale, il musicista ungherese sperimenta la massima potenza oratoria cui può giungere il suono del pianoforte inteso come alternativa al canto umano. I dieci quadri del Kreis non si concentrano più sulla resa virtuosistica e le difficoltà tecniche sono sempre rigorosamente al servizio della concezione sonora della musica.
La santità della Chiesa trionfante, così appassionatamente espressa da pagine memorabili come il poema sinfonico Hunnenschlacht, la Leggenda di san Francesco di Paola che cammina sulle onde, tutte le grandi messe così come i due oratori, non è accolta con favore dalla sensibilità del XXI secolo: non commuove le folle e non convince gli stessi interpreti. I paradigmi di santità insegnati da Georges Bernanos sono meno retorici e si immergono senza enfasi nella sofferenza umana. I santi del XX secolo certo non mancano, ma poco somigliano a quelli descritti da Liszt.
La spiritualità del nostro tempo non chiede di esibirsi sui palcoscenici e si rifugia in più appropriati luoghi dell’anima. Tuttavia svilire il sentimento profondo e continuamente riaffiorante di fedeltà alla dottrina della Chiesa romana così vivo in Liszt, è la facile reazione del cinismo e dello scetticismo della nostra società secolarizzata. È quindi comprensibile la totale svalutazione di quella parte dell’opera di Liszt che era considerata dall’autore come la sua più importante, e destinata a sopravvivergli. Eppure non tutto è perduto: esistono alcuni brani della produzione spirituale di Liszt ancora corrispondenti alla nostra sensibilità ferita. La sua Sancta Dorothea è un miracoloso esempio di veicolazione attraverso la musica: la quieta operosità claustrale, le emozioni rinchiuse nel silenzio vengono descritte in modo toccante. Il mottetto Ossa arida e la Via Crucis lasciano cadere l’oratoria trionfalistica e immergono senza pietà il coltello nella ferita. Con queste opere Liszt giunge al termine di un lungo percorso, principiato dallo stile Biedermeier delle composizioni infantili, dove i sentimenti assomigliano a una stampa di genere da attaccare alle pareti di una casa borghese, e concluso con l’espressionismo di questi brandelli di musica, capaci di andare al fondo della sofferenza umana senza pagare dazio a nessun condizionamento, di qualsiasi genere.

(L’Osservatore Romano 10 marzo 2011)

L’OSSERVATORE ROMANO EDIZIONE QUOTIDIANA 14 SETTEMBRE 2008 –

L’OSSERVATORE ROMANO EDIZIONE QUOTIDIANA 14 SETTEMBRE 2008

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/


Da Parigi un nuovo richiamo di Benedetto XVI
alla ragionevolezza dell’evento cristiano

Denaro, potere, sapere
le tentazioni della nostra epoca

Fuggire gli idoli per cercare Dio


La traduzione dell’omelia del Pontefice
durante la celebrazione dei Vespri a Notre-Dame

La Parola di Dio
è l’anima di ogni apostolato


L’indirizzo d’omaggio del cardinale André Vingt-Trois
In preghiera per progredire
verso l’unità dei cristiani

Benedetto XVI parla al mondo della cultura
durante l’incontro al Collège des Bernardins di Parigi

Oggi è necessario cercare Dio
e lasciarsi trovare da Lui


Le parole di saluto rivolte al Pontefice dal cardinale arcivescovo
e dal cancelliere dell’Institut de France

Un tempio del sapere
fortemente voluto dal cardinale Lustiger


Settecento intellettuali in silenzioso ascolto
Un nuovo capitolo
nel dialogo tra fede e cultura

Ai giovani nella veglia di preghiera sul sagrato di Notre-Dame
Lo Spirito apre l’intelligenza
a nuovi orizzonti


Il saluto ai fedeli raccolti davanti alla nunziatura apostolica
«Conto su di voi e sulle vostre preghiere»

La visita di Benedetto XVI alla sede dell’Institut de France
L’importanza della cultura francese
nel percorso intellettuale del Papa

Il saluto alla delegazione ebraica
ricevuta venerdì pomeriggio nella nunziatura apostolica

Per la Chiesa
nessuna giustificazione all’antisemitismo


Dieci ulivi simbolo di pace e di fraternità

La traduzione italiana dell’omelia
durante la messa sull’Esplanade des Invalides

Mai la ragione
è in contraddizione reale con la fede


L’indirizzo di omaggio del cardinale André Vingt-Trois,
arcivescovo di Parigi, all’inizio della messa

La Francia è un crocevia
dove tutti vengono accolti


Il cardinale Bertone sul discorso del Papa al mondo della cultura
Un compito ancora attuale


In volo verso la Francia il Papa ha difeso la laicità
e la riforma liturgica del concilio

Credenti felici
e cittadini impegnati


Summit sudamericano lunedì in Cile
Cresce la tensione
tra America latina e Stati Uniti

La Banca centrale statunitense vuole valutare
gli ultimi sviluppi della crisi dei mutui subprime

Vertice straordinario della Fed a New York


Dopo l’accordo tra Mugabe e Tsvangirai
L’Unione europea
pronta a rivedere
le sanzioni allo Zimbabwe

Un interessante articolo sull’Osservatore Romano di oggi:

Di ritorno da Sydney

Quel soffio di Dio
che abita in noi

di Fratel Alois
Priore di Taizé

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#2

L’Osservatore Romano ed: 14-15 luglio 2008

L’OSSERVATORE ROMANO  

EDIZIONE QUOTIDIANA 14-15 LUGLIO 2008

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/ 

In un videomessaggio diffuso a Sydney il Papa
invita alla speranza contro povertà e ingiustizia
Il cammino che porta a un mondo migliore

Il testo della conferenza stampa del Papa
sull’aereo in volo verso Sydney
La fede unisce culture e crea gioia
L’augurio del Papa ai capi di Stato durante il volo verso Sydney
Pace e prosperità per le nazioni

Il Pontefice è giunto nella capitale australiana
nel pomeriggio di domenica dopo 13.300 chilometri percorsi in volo
L’arrivo a Sydney tra il calore della gente
e l’attenzione dei media
Tra preghiere, letture e passeggiate
Nostre Informazioni Assad frena sulla pace in Vicino Oriente
Riparte da Parigi la strada di Annapolis
Chiesto l’arresto del presidente sudanese

Per gli analisti è uno dei maggiori collassi bancari
nella storia degli Stati Uniti
Fallisce la IndyMac Bank
Dilaga la crisi dei mutui 
Intervento della Santa Sede al Comitato permanente dell’Unhcr
Soluzioni concrete
per proteggere i rifugiati

Uccisi nove soldati statunitensi in combattimenti nel nord-est
S’inasprisce il confronto militare con i taleban
Pace lontana in Afghanistan
Attaccato in Pakistan un convoglio di paramilitari
Un accordo per il restauro dei monumenti storici
Sempre più Italia a San Pietroburgo
Intervista a Mikhail Piotrovskij, direttore del Museo dell’Ermitage
Un’enciclopedia dell’arte scritta in russo

Disoccupazione ai minimi storici e alta qualità
della vita in città per un’Australia in pieno sviluppo
Duecento nazionalità per un solo popolo
La pienezza della felicità secondo san Bonaventura
Come si educa il desiderio 
Un’indagine sul declino degli atenei italiani
Troppa burocrazia uccide la ricerca

Il cardinale Tauran sulla conferenza
per il dialogo interreligioso a Madrid
Le religioni al servizio della pace

Prima celebrazione eucaristica da vicario generale del Papa
Il cardinale Agostino Vallini
in una parrocchia romana

oggi molti articoli interessanti sull’Osservatore Romano

dal sito: 

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/

L’OSSERVATORE ROMANO

Edizione quotidiana del 15 giugno 2008

Il nuovo piano proposto dal Pam
Più investimenti nel sud del mondo
per combattere la crisi alimentare

Nostre Informazionni

È iniziata la visita pastorale
a Santa Maria di Leuca e Brindisi
La Puglia accoglie Benedetto XVI

A colloquio con monsignor Rocco Talucci,
arcivescovo di Brindisi-Ostuni
L’inizio di una nuova storia di fede

Dopo la bocciatura del Trattato di Lisbona
nel referendum in Irlanda
Più incerto il futuro
dell’Unione europea

Una battuta d’arresto

Il Brasile si profila come nuova potenza
in campo energetico

Il Governo argentino ordina
la rimozione dei blocchi stradali

Varato dal Governo italiano
il disegno di legge sulle intercettazioni

L’arte cristiana tra rito e natura:
l’iconografia del Sacro Monte di Varallo
Luoghi, personaggi ed emozioni
per dare senso al mistero

Parola e immagine
E l’«opera per il popolo»
diventa spettacolo

La liturgia alla radice dell’esperienza teatrale occidentale

I testi del predicatore gesuita riproposti al Napoli Teatro Festival
Padre Giacomo Lubrano
il Quentin Tarantino del Seicento

Critiche dalla Chiesa e dalle organizzazioni di tutela
dei diritti umani per le denunce nei confronti di giornalisti
Nel Gujarat indiano difficoltà
per gli operatori della comunicazione

Benedetto XVI ha inviato un videomessaggio
Si apre a Québec
il Congresso eucaristico internazionale

Messaggio sul futuro del Paese
I vescovi del Mozambico
Combattere Aids e povertà

Insieme per la pace e la giustizia Il Comitato
di collegamento islamo-cattolico

Richiesta un’attenzione particolare ai più emarginati
L’episcopato cileno
sui sistemi educativi

L’OSSERVATORE ROMANO – ED- 16.5.08

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/

 

 L’OSSERVATORE ROMANO 

 

EDIZIONE QUOTIDIANA DEL 16 MAGGIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’OSSERVATORE ROMANO DEL 12-13 MAGGIO 2008

L’OSSERVATORE ROMANO DEL 12-13  MAGGIO 2008 

 

 

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Per i giovani riuniti a Lourdes, dal 22 al 27 aprile, in occasione del centenario del « Frat », LINK

A Sua Eminenza il Cardinale
André VINGT-TROIS
Arcivescovo di Parigi
Presidente della Conferenza
dei Vescovi di Francia

Per i giovani riuniti a Lourdes,
dal 22 al 27 aprile, in occasione del centenario del « Frat »,
organizzato dalle diocesi dell’Île-de-France.

OSSERVATORE ROMANO 27 APRILE 2008

terzo articolo

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#2

L’OSSERVATORE ROMANO – EDIZIONE 26 APRILE 2008

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/index.html

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