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IL GIORNO DI CULTO: DI DOMENICA O DI SABATO?

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IL GIORNO DI CULTO: DI DOMENICA O DI SABATO?

Nell’Antico Testamento, Dio dichiarò al popolo d’Israele: « Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa’ tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città » (Esodo 20:8-10).
Era pratica comune degli ebrei riunirsi di sabato, smettere qualsiasi lavoro, e adorare Dio. Anche Gesù andò di sabato alla sinagoga per insegnare (vedere Matteo 12:9 e Giovanni 18:20), così come fece l’apostolo Paolo (Atti 17:2, 18:4).
Allora, se nell’Antico Testamento è comandato di onorare il sabato e nel Nuovo Testamento vediamo il popolo ebraico, Gesù, e gli apostoli, fare la stessa cosa, come mai adoriamo il Signore di domenica?
Prima di tutto, dei 10 comandamenti elencati in Esodo 20:1-17 (sotto la legge), solo 9 ci sono stati ripetuti nel Nuovo Testamento (sotto la grazia). Manca, infatti, quello relativo al dovere di osservare il sabato. Gesù, anzi, disse che Egli è Signore del sabato (Matteo 12:8).
Nella creazione, Dio « si riposò » il settimo giorno. Ciò non significa che l’Iddio onnipotente si « stancò » per l’opera che aveva fatto, Egli non ha bisogno di riposarsi come un uomo. Allora perché leggiamo che si riposò? La ragione è semplice: in Marco 2:27 Gesù dice: « Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato ». In altre parole, anticamente Dio aveva stabilito il sabato come giorno di riposo per il suo popolo, non perché Egli avesse bisogno di riposarsi, ma piuttosto perché Egli sa che siamo esseri mortali e abbiamo bisogno di un periodo di riposo per poterci dedicare più pienamente a Dio. Nel fare questo, sia nostri spiriti che i nostri corpi possono riedificarsi.
Nell’Antico Testamento, la legge mosaica stabiliva il dovere di osservare il sabato come parte di un sistema morale, legale, e sacrificale, in cui il popolo ebraico soddisfava alle prescrizioni di Dio sul comportamento, il governo, e il perdono dei peccati. Il sabato era parte della legge in questo senso. Per « restare » in comunione con Dio, bisognava anche osservare il sabato; chi trasgrediva commetteva peccato, e spesso ne subiva la condanna (Rom. 6:23; Lev. 20:2; Num. 35:31; ecc).
Ma con il sacrificio di Gesù, non siamo più sotto la legge, ma siamo sotto la grazia (Romani 6:14-15). Il sabato è adempiuto in Gesù. Egli è il nostro riposo. È il riposo che Dio ha dato per grazia a quanti credono in Lui: « Infatti chi entra nel riposo di Dio si riposa anche lui dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue » (Ebrei 4:10).
Dunque, non siamo più sotto l’obbligo della legge mosaica, e dunque neppure sotto l’obbligo di osservare uno specifico giorno, il sabato, per adorare. Se quest’obbligo restasse, significherebbe che siamo ancora sotto la legge, tenuti ad osservarla in ogni sua parte, e privi della grazia di Gesù. Nessun uomo, infatti, può osservarla: « mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a Lui; infatti la legge dà soltanto la conoscenza del peccato » (Romani 3:20); « perché se la giustizia si ottenesse per mezzo della legge, Cristo sarebbe dunque morto inutilmente » (Galati 2:21).
Non siamo dunque più sotto la legge, ma sotto la grazia. Ogni comandamento dell’Antico Testamento che non è ripetuto nel Nuovo Testamento, non è per noi che siamo in Cristo, sotto la grazia.

Dimostrazioni nel Nuovo Testamento
Nel Nuovo Testamento vi è ampia evidenza che l’osservanza del settimo giorno, il sabato ebraico, come giorno specifico non è più un obbligo.
Romani 14:5-6: « Uno stima un giorno più di un altro; l’altro stima tutti i giorni uguali; sia ciascuno pienamente convinto nella propria mente. Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore; e chi mangia di tutto, lo fa per il Signore, poiché ringrazia Dio; e chi non mangia di tutto fa così per il Signore, e ringrazia Dio. »
L’intera sezione di Romani 14:1-12 merita di essere studiata con particolare attenzione dai credenti. Nondimeno, le istruzioni che riceviamo qui sono che ogni individuo deve essere pienamente convito nella propria mente riguardo alla necessità o meno di osservare un giorno specifico per l’adorazione. Dunque, se l’osservanza del sabato fosse una necessità imposta da Dio, la scelta non sarebbe lasciata agli uomini, ma ci sarebbe comandata da Dio.
Colossesi 2:16-17: « Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, a noviluni, a sabati, che sono l’ombra di cose che dovevano avvenire; ma il corpo è di Cristo. »
Notiamo qui la sequenza temporale che viene usata. Le feste ebraiche cui si fa riferimento sono annuali. I noviluni sono mensili. Il sabato è settimanale. Nessuno deve giudicarci in merito a queste cose. Il sabato è definito come « un’ombra », la realtà è Gesù, Egli è il vero riposo che Dio ci dà. Gesù è il nostro sabato.
Atti 20:7: « Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, parlava ai discepoli, e prolungò il discorso fino a mezzanotte. »
Il « primo giorno della settimana » è la domenica (il settimo è il sabato), e questo era il giorno in cui quei credenti si riunivano. In questo passaggio possiamo dunque facilmente vedere come la chiesa primitiva si riuniva di domenica.
Riconosciamo anche due importanti funzioni della chiesa: lo spezzare il pane (comunione), e un messaggio (predicazione). Inoltre, Luca non usa il sistema ebraico per contare i giorni: da tramonto a tramonto. No, egli usa il sistema romano: da mezzanotte a mezzanotte. È una sfumatura importante che ci aiuta a stabilire che il sistema del sabato ebraico non era utilizzato da Luca.
1 Corinzi 16:1-2: « Quanto poi alla colletta per i santi, come ho ordinato alle chiese di Galazia, così fate anche voi. Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi, a casa, metta da parte quello che potrà secondo la prosperità concessagli, affinché, quando verrò, non ci siano più collette da fare. »
Notiamo che qui Paolo sta dicendo alle chiese di incontrarsi il primo giorno di ogni settimana per fare delle collette, come si usa fare quando ci si riunisce. Anche qui, vediamo che il giorno per l’incontro dei primi credenti era la domenica.
Apocalisse 1:10-11: « Fui rapito dallo Spirito nel giorno del Signore, e udii dietro a me una voce potente come il suono di una tromba, che diceva: Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatiri, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea. »
Il New Bible Dictionary, riguardo al termine « giorno del Signore » usato in questo verso, spiega: « Questo è il primo uso nella letteratura cristiana di heµ kyriakeµ heµmera. La costruzione aggettivale suggerisce che si tratti di una designazione formale del giorno di culto della chiesa. Così appare certamente nel secondo secolo (Ignazio, Epistola ai Magnesi, I, 67).
In molte chiese oggi, il termine « giorno del Signore » è usato per indicare la domenica, proprio come si faceva nel secondo secolo.
Confido che queste prove bastino a dimostrarvi che la Scrittura non ci chiede di adorare in giorno di sabato.
Gesù Cristo ci ha dato libertà (Romani 14:1-12) di adorare nel giorno che noi decidiamo, e nessuno dovrebbe giudicare gli altri in merito al giorno in cui si rende il culto a Dio. Soprattutto, ricordiamo sempre che la nostra comunione personale col Signore, la lode, la preghiera, la testimonianza e la lettura della Sua Parola, non devono essere limitate a un giorno della settimana, ma sono una realtà quotidiana per tutti i veri credenti che camminano con il Signore.

Publié dans:DOMENICA E SABATO |on 25 février, 2017 |Pas de commentaires »

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