Archive pour la catégorie 'CONCLAVE 2013'

LA CHIESA CATTOLICA E LA MODERNITÀ

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LA CHIESA CATTOLICA E LA MODERNITÀ

L’INFLUENZA DEL CRISTIANESIMO NELLA STORIA DELLA CIVILTÀ OCCIDENTALE

ROMA, 11 MARZO 2013 (ZENIT.ORG) JOHN FLYNN

L’intenso interesse mediatico su quello che sta succedendo in Vaticano nella scelta del nuovo papa, fornisce un utile spunto per capire quanto la Chiesa sia importante nel mondo di oggi.
A dispetto delle critiche e delle malignità che oppongono la Chiesa alla scienza, alla ragione e al progresso, e che dipingono i suoi membri come dei retaggi di un Medioevo oppressivo, sembra che, nonostante tutto, essa rimanga un’istituzione che la gente considera rilevante.
Quest’ultima è anche la visione espressa in un saggio di recente pubblicazione, scritto dal noto autore Mike Aquilina, dal titolo Yours Is the Church: How Catholicism Shapes Our World, (Servant Books).
La cultura popolare ci ha fatto credere che la Chiesa sia una sorta di nemico universale, scrive Aquilina, spiegando però che “ogni cosa relativa alla nostra modernità, la consideriamo positiva per merito della Chiesa”.
Spesso si pensa che la civiltà moderna sia iniziata con il Rinascimento, osserva l’autore. E tuttavia, come è emersa tale concezione? Furono i monasteri a copiare gli scritti dei Greci e dei Romani, preservandone quindi l’eredità alle generazioni successive. La Chiesa ha salvato la civiltà, afferma Aquilina.
Venendo alla scienza, lo studioso osserva che essa ha radici nella Chiesa Cattolica: l’astronomia è nata grazie a Copernico, un canonico ordinato, mentre fu un vescovo, Nicola Steno, a fondare la geologia; cattolici erano anche Antoine Lavoisier, fondatore della chimica moderna, e il matematico Blaise Pascal.
Con Alberto Magno e Tommaso d’Aquino, furono riscoperti i tesori della filosofia greca, rendendo così possibile l’istituzione della scienza razionale. Ci sono molte scoperte scientifiche in altre culture, ma Aquilina fa notare che solo nell’Occidente Cristiano la scienza si è davvero sviluppata.
L’aiuto ai poveri
L’attività caritativa dei Cristiani e della Chiesa è un altro immenso contributo alla società, prosegue Aquilina. Nei primi secoli i cristiani hanno istituito ospedali, mense e case per poveri. I cristiani hanno fatto ben più dell’Impero Romano nell’aiuto ai bisognosi, osserva lo studioso.
Più tardi, con la caduta dell’Impero Romano, senza seguire la decadenza di molte istituzioni pubbliche, i Cristiani hanno continuato ad assicurare l’assistenza ai poveri. “Per la maggior parte della durata della storia occidentale, infatti, la Chiesa è stata la prima fonte di aiuto per i poveri”, aggiunge Aquilina.
La Chiesa ha anche avuto una notevole influenza sulla musica e sulle arti, prosegue Aquilina. Basta camminare all’interno di una qualunque grande cattedrale per comprendere l’importanza dell’arte nella Chiesa. Una delle più grandi opere del Rinascimento è la Cappella Sistina, affrescata da Michelangelo, dove domani i cardinali si raduneranno per l’elezione del nuovo papa.
Venendo alla condizione della donna, sebbene molti critichino la Chiesa per non permettere il sacerdozio femminile, Aquilina osserva che la Chiesa Cattolica ha aiutato a realizzare i più importanti cambiamenti nel modo in cui le donne sono trattate.
In epoca pagana le bambine erano spesso lasciate morire dopo la nascita e le donne erano trattate come una proprietà dai loro mariti, senza i minimi diritti. I cristiani, al contrario, come spiega San Paolo, sanno che non c’è maschio né femmina (cfr. Gal 3,28).
I cristiani spesso non rispettano questo principio, ma trattano le loro donne in modo molto diverso dai pagani.
Oggi, la Chiesa continua a pronunciarsi contro lo sfruttamento delle donne e insiste che esse siano trattate come esseri umani e non come oggetti.
Dignità umana
La Chiesa Cattolica ha fornito validi contributi ai diritti umani e alla pace nel mondo, afferma Aquilina. Lo sviluppo di linee guida per una “guerra giusta”, pone serie restrizioni su come una guerra possa essere condotta. Mentre le guerre continuano, gli ideali cattolici di amore e giustizia fanno da notevole contrappeso ai conflitti.
La Chiesa ha anche dato un sostanziale contributo al concetto di dignità umana, insistendo che tutti gli esseri umani sono ugualmente importanti, osserva Aquilina. La Chiesa giocò un ruolo cruciale nella difesa delle popolazioni indigene delle Americhe.
“Nei giorni bui della schiavitù e dell’oppressione, milioni di Americani riconobbero nella Chiesa la loro protettrice”, spiega Aquilina.
Molti anni dopo un papa polacco, Giovanni Paolo II, ha ispirato i popoli dell’Europa dell’Est a rivendicare i propri diritti e a conquistare la libertà.
Aquilina non si limita a contemplare le conquiste della Chiesa del passato. La Chiesa Cattolica sta ancora crescendo, commenta, con molte conversioni in Africa e in Asia.
Nel campo della scienza e della tecnologia, la Chiesa ha ancora un ruolo importante da giocare. La scienza può dirci cosa possiamo fare, ma abbiamo bisogno della Chiesa, perché ci informi su cosa dobbiamo fare.
“Come un corpo vivente, quale essa è, la Chiesa Cattolica continuerà a crescere e ad imparare”, conclude Aquilina.
Il suo libro aiuta a porre in una prospettiva più vasta gli eventi cui stiamo assistendo in questi giorni.

Publié dans:CHIESA CATTOLICA, CONCLAVE 2013 |on 11 mars, 2013 |Pas de commentaires »

Il debutto storico della Cina al conclave

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Il debutto storico della Cina al conclave

Intervista con il cardinale José Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi

Roma, 06 Marzo 2013 (Zenit.org) Giuseppe Rusconi

Dall’appartamento di José Saraiva Martins si gode una bella vista su piazza San Pietro. Ottantunenne, ha presieduto fino al 2009 il dicastero delle Cause dei Santi. Se il conclave del 2005 non fosse riuscito a eleggere quasi subito Joseph Ratzinger, la sua candidatura sarebbe stata proposta dal cardinal Martini. In effetti, essendo Saraiva Martins portoghese e dunque europeo ma nel contempo legato in ragione delle colonie ad Africa, America latina e Asia, la sua elezione avrebbe potuto rappresentare nella storia della Chiesa un momento di passaggio morbido del testimone tra la vecchia Europa e il resto del mondo.
Eminenza, Lei ha partecipato al conclave del 2005, caratterizzato dall’elezione rapida di Joseph Ratzinger. A otto anni distanza un nuovo conclave, cui Lei contribuirà intervenendo nella fase preparatoria, anche se – essendo ultraottantenne – non potrà votare. I contesti storici sono diversi…
In linea di principio tutti i conclavi si somigliano nelle procedure e nel fine da raggiungere. Certo i tempi cambiano e oggi c’è una novità significativa che vorrei evidenziare: per la prima volta tra i cardinali elettori siederà un cardinale cinese, l’arcivescovo di Hong Kong John Tong Hon. Non solo: ce ne sarà uno, filippino, ma di madre cinese, il cardinale Luis Antonio Tagle. Ambedue sono stati promossi alla porpora l’anno scorso: il primo a febbraio, il secondo nel piccolo Concistoro di novembre, voluto fortemente da Benedetto XVI.
Ciò sta forse a significare che non si può escludere una svolta storica nell’elezione del Papa?
Questo non lo posso sapere. Tuttavia l’elezione di un cardinale cinese al soglio di Pietro sarebbe certo un fatto epocale. E, se ciò accadesse, le conseguenze sarebbero importantissime. Lei sa che la Cina sta ormai da anni giocando un ruolo primario nel mondo, lo sta sempre più influenzando. I cinesi sono dappertutto. Sempre più. Con un Papa cinese, anche la Cina non potrebbe non incominciare a cambiare seriamente al suo interno e nei rapporti con l’esterno!
Tra i cardinali c’è però più d’uno che fa un altro tipo di ragionamento: proprio perché l’Europa cattolica (e non solo) è in piena crisi, dobbiamo scegliere un europeo che tale crisi la viva sulla propria pelle, la conosce e sarebbe in grado di reagire adeguatamente…
Noi europei abbiamo spesso ancora una mentalità eurocentrica, ragioniamo come se fossimo ancora dei dominatori. La realtà odierna è però molto diversa, perché invece continuiamo a perdere influenza. Non penso che si debba scegliere il Papa in base all’appartenenza geografica o al colore della pelle. Il Papa è di tutti e per tutti, per l’Europa e perla Cina.UnPapa, di qualsiasi colore esso sia, deve conoscere i problemi della Chiesa e deve avere il coraggio di affrontarli come hanno fatto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI…
…due Papi che alcuni mettono in contrasto…

Ma no! Io, che li ho ben conosciuti, so che non possono essere messi in contrasto tra loro. Ambedue hanno seguito le orme dell’evangelizzazione. Giovanni Paolo II è stato il più grande missionario della storia; i suoi erano viaggi apostolici, certo non turistici! Aveva una visione globale della realtà mondiale. In Benedetto XVI sono emerse la chiarezza e la determinazione nell’affrontare i problemi più urgenti della società, non solo della parte cattolica. Il problema della famiglia è universale e dalla crisi della famiglia emergono quasi tutti gli altri problemi, compreso quello dei giovani. I governanti dovrebbero porsi il sostegno alla famiglia come priorità, indipendentemente dal fatto che siano cristiani o no, perché i cosiddetti ‘principi, valori cristiani’ non sono distinguibili da quelli genericamente ‘umani’, che valgono per tutti. Giovanni Paolo II è venuto a ricordare all’uomo l’obbligo di vivere secondo i valori ‘umani’: l’uomo è il cammino della Chiesa e tutto il pontificato di papa Wojtyla ha inteso mettere in atto questo principio.
Anche il nuovo Papa dovrà puntare su questo…
E’ indispensabile. Perciò il Papa nuovo dovrà saper comunicare semplicemente e dunque efficacemente. Anche un grande teologo come Joseph Ratzinger l’ha saputo fare, ha saputo adattarsi a tale esigenza di esprimersi nella lingua dell’uomo d’oggi, senza naturalmente tradire la dottrina.
Tra poche ore i cardinali incominceranno le riunioni preparatorie al conclave, le cosiddette ‘Congregazioni generali’…
L’importante non è fare in fretta, ma fare bene. Le Congregazioni generali sviluppano le loro dinamiche interne, a volte sorprendenti. Perché tutti abbiano le idee chiare sullo stato e i problemi principali della Chiesa e sulle persone adatte per ascendere al soglio di Pietro, ci vuole un po’ di tempo. Non si esageri poi con la questione dell’età. Come diceva Einstein, “vecchio è solo quell’uomo in cui i rimpianti superano i sogni”.

[L’intervista al card. Saraiva Martins è stata pubblicata sul quotidiano svizzero Il Corriere del Ticino, in data 6 marzo 2013]

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