Archive pour la catégorie 'Bibbia: commenti alla Scrittura'

« Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse : ‘ Pace a voi ’ »

Giovanni Paolo II
Varcate la soglia della speranza

« Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse : ‘ Pace a voi ’ »

Abbiamo più che mai bisogno di udire questa parola di Cristo risorto: « Non abbiate paura » (Mt 28,10). Questa è una necessità per l’uomo di oggi… che non cessa di avere paura nel suo intimo, e non senza ragione… È questa anche una necessità per tutti i popoli e le nazioni del mondo intero. Bisogna che, nella coscienza di ogni essere umano, si fortifichi la certezza che esiste Qualcuno che tiene in mano la sorte di questo mondo che passa, Qualcuno che ha le chiavi della morte e degli inferi (Ap 11,8), Qualcuno che è l’Alfa e l’Omega della storia dell’uomo (Ap 22,13), sia individuale che collettiva; e soprattutto la certezza che questo Qualcuno è Amore, l’Amore fattosi uomo, l’Amore crocifisso e risorto, l’Amore sempre presente in mezzo agli uomini! Egli è l’Amore eucaristico. È fonte inesauribile di comunione. È l’unico a cui possiamo credere senza riserva quando ci chiede: « Non abbiate paura! »

« Camminava con loro »

Santa Teresa Benedetta della Croce [Edith Stein] (1891-1942), carmelitana, martire, compatrona d’Europa
Per il 6 gennaio 1941

« Camminava con loro »

Lo stesso Signore che la Parola della Scrittura ci mette sotto gli occhi nella sua umanità, mostrandocelo su tutte le strade che ha percorso sulla terra, abita in mezzo a noi, nascosto sotto le specie del pane eucaristico, viene a noi ogni giorno come Pane della Vita. In ambedue questi aspetti, si fa vicino a noi, e sotto questi due aspetti desidera che lo cerchiamo e lo troviamo. L’uno chiama l’altro. Quando vediamo con gli occhi della fede il Salvatore davanti a noi come la Scrittura ce lo dipinge, allora cresce il nostro desiderio di accoglierlo in noi, nel Pane della Vita. Il pane eucaristico a sua volta ravviva il nostro desiderio di fare sempre più profondamente conoscenza con il Signore a partire dalla Parola della Scrittura, e dona forze al nostro spirito per una migliore comprensione.

commento al vangelo del giorno – 10.4.07

Sant’Anselmo d’Aosta (1033-1109), monaco, vescovo, dottore della Chiesa
Disorsi, 74, PL 158, 1010-1012

« Perché piangi ? »

« Donna, perché piangi? » Signore amorosissimo, come mai cerchi di sapere perché piange? Non ti aveva forse visto crudelmente immolato, trafitto dai chiodi, appeso al legno come un brigante, consegnato alla derisione degli empi? Come dunque puoi dirle: « Donna, perché piangi? » Non aveva potuto strapparti alla morte, e vorrebbe almeno imbalsamare il tuo corpo, per conservarlo quanto possibile senza che si corrompa… Ed ecco che, al colmo, crede perso quel corpo che aveva la gioia di possedere ancora. Con esso ogni speranza è svanita per lei che non ha più quello che avrebbe voluto conservare in tuo ricordo. Come puoi dunque domandarle in quell’istante: « Donna, perché piangi ? Chi cerchi? »

O Signore buono, la tua discepola fedele, riscattata dal tuo sangue è tormentata dal desiderio di vederti. Permetterai a lungo tale pena? Ora che sei sfuggito ad ogni corruzione, hai forse perso ogni compassione? Giunto all’immortalità, hai forse dimenticato la misericordia? No, la tua dolce bontà, o Amico, ti fa intervenire senz’indugio, perché colei che piange il suo Signore non ceda all’amarezza del cuore.

« Maria! » O Signore, hai chiamato la tua serva con il suo nome in segno d’intimità e lei riconosce subito la voce familiare del suo Signore. « Maria! » Parola dolcissima, traboccante di tenerezza e di amore! Ti è impossibile, Maestro, di dire più brevemente e con più forza: « Maria! So chi sei. So cosa vuoi. Eccomi! Non piangere più. Ecco, colui che cerchi. » Subito, le lacrime cambiano di natura: come potrebbero fermarsi, ora che sgorgano da un cuore in festa?

commento al vangelo del giorno – 9.4.07

dal sito EAQ:

San Pietro Crisologo (circa 406-450), vescovo di Ravenna, dottore della Chiesa
Discorsi, 80 ; CCL 24A, 490

« Non temete »

« So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui ». Così diceva alle donne l’angelo che per questo motivo aveva aperto il sepolcro: Non per farne uscire Cristo, che già non vi era più, bensì per fare sapere che Cristo non vi era più. « È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto » (Mt 28,5-6). Venite, donne, venite. Vedete il luogo dove avevate deposto Adamo, dove il genere umano era stato seppellito. Capite che tanto più grande è il suo perdono, quanto più grande è stata l’ingiustizia fatta al Signore… Quando le donne entrano nel sepolcro, partecipano alla sepoltura, si uniscono alla Passione. Uscite dal sepolcro, si risollevano nella fede prima di risorgere nella carne. « Abbandonato in fretta il sepolcro, corsero con timore e gioia grande »… La Scrittura dice: « Servite Dio con timore e con tremore esultate » (Sal 2,11).

« Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: Salute a voi ». Cristo viene incontro a coloro che corrono con fede affinché riconoscano con i loro occhi ciò che avevano creduto con la fede. Vuole confortare con la sua pesenza quelle che l’udito aveva lasciate tremanti fino a quel momento. Viene loro incontro come un maestro, le saluta come un parente, con il suo amore ridona loro la vita, le preserva con il timore. Saluta coloro che lo servono amorosamente, perché il timore non le faccia fuggire. « Salute a voi » Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi » … « Salute a voi » cioè: toccatemi. Ha voluto essere abbracciato, colui che si era lasciato gettare le mani addosso…

Dice loro: « Non temete ». Ciò che aveva detto l’angelo, anche il Signore lo dice. L’angelo le aveva rafforzate, Cristo le rende più forti ancora. « Non temete, andate ad annunziare ai miei faratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno ». Risorto dai morti, Cristo ha riafferrato l’uomo, non l’ha abbandonato. Chiama dunque suoi fratelli coloro che con il corpo ha reso suoi fratelli di carne; chiama fratelli coloro che ha adottato come figli del Padre suo. Chiama fratelli coloro che, erede pieno di bontà, ha reso suoi coeredi.

commento al vangelo del giorno – venderdì santo 2007

dal sito EAQ

San Massimo di Torino ( ? – circa 420), vescovo
Discorsi, 38 ; PL 57, 341s ; CCL 23, 149s

Il segno della salvezza

Nella sua Passione, il Signore ha assunto tutti i torti del genere umano affinché nulla in seguito potesse più arrecare torto all’uomo. La croce è dunque un grande mistero e, se proviamo a capirlo, vedremo che con questo segno il mondo viene salvato. Infatti quando i marinai fronteggiano il vento, drizzano prima l’albero della nave e tendono la vela perché si aprano i flutti; formano così la croce del Signore e, al sicuro grazie a questo segno del Signore, giungono al porto della salvezza e sfuggono al pericolo della morte. La vela sospesa all’albero è infatti l’immagine di questo segno divino, come Cristo è stato elevato sulla croce. Per questo, a motivo della fiducia che viene da questo mistero, gli uomini non si preoccupano delle burrasche di vento e giungono al porto auspicato. Allo stesso modo, così come la Chiesa non può stare in piedi senza la croce, una nave è indebolita senza il suo albero. Il diavolo infatti la tormenta e il vento colpisce la nave, ma appena si drizza il segno della croce, l’ingiustizia del diavolo è respinta, la burrasca si calma subito…

Anche l’agricoltore non intraprende il suo lavoro senza il segno della croce: nell’assemblare gli elementi del suo aratro, imita l’immagine di una croce… Anche il cielo è disposto come un’immagine di questo segno, con le sue quattro direzioni, Oriente, Occidente, Mezzogiorno e Nord. La forma dell’uomo stesso, quando eleva le mani, rappresenta una croce; soprattutto quando preghiamo con le mani alzate, proclamiamo con il nostro corpo la Passione del Signore… In questo modo ha vinto Mosè, il Santo, quando faceva la guerra contro Amalek, non con le arme cioè, bensì con le mani alzate verso Dio (Es 17,11)…

Con questo segno del Signore dunque, il mare viene aperto, la terra viene coltivata, il cielo viene governato, gli uomini vengono salvati. Anzi, lo affermo, con questo segno del Signore, gli abissi del soggiorno dei morti vengono aperti. Infatti l’uomo Gesù, il Signore, che portava la vera croce, è stato seppellito in terra, e la terra che egli aveva profondamente lavorata, che aveva, per così dire, spezzata da ogni parte, ha fatto germogliare tutti i morti che tratteneva.

giovedì santo – 5.4.07

Origene (circa 185-253), sacerdote e teologo
Commento su Giovanni, § 32, 25-35.77-83 ; SC 385, 199

« Se non ti laverò, non avrai parte con me »« Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò di tavola ». Ciò che non era prima nelle mani di Gesù è rimesso dal Padre nelle sue mani: non certe cose solamente, ma tutte. Davide aveva detto: « Oracolo del Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi » (Sal 109,1). I nemici di Gesù facevano parte infatti di quel ‘tutto’ che suo Padre gli donava… A causa di coloro che si erano allontanati da Dio, si è allontanato da Dio colui che per natura non vuole uscire dal Padre. È uscito da Dio affinché quanto si era allontanato da lui tornasse con lui, cioè nelle sue mani, presso Dio, secondo il suo disegno eterno…

Cosa dunque faceva Gesù lavando i piedi dei suoi discepoli? Lavandoli e asciugandoli con l’asciugatoio di cui si era cinto, Gesù non rendeva forse i loro piedi belli, per il momento in cui avrebbero avuto da annunciare la buona novella? Allora si compì, secondo me, la parola profetica: « Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi » (Is 52,7; Rm 10,15). Eppure se, lavando i piedi dei suoi discepoli, Gesù li rende belli, come esprimere la bellezza vera di coloro che egli immerge interamente nello « Spirito Santo e nel fuoco » (Mt 3,11)? I piedi degli apostoli sono divenuti belli affinché… possano porre il piede sulla strada santa e camminare in colui che ha detto: « Io sono la via » (Gv 14,6). Infatti chi ha avuto i piedi lavati da Gesù, e lui solo, segue quella via vivente che conduce al Padre; quella via non ha posto per i piedi sporchi… Per seguire quella via vivente e spirituale (Eb 10,20)…, occorre avere i piedi lavati da Gesù che ha deposto le vesti… per prendere nel suo corpo l’impurità dei loro piedi con quell’asciugatoio che era il suo solo vestito, perché « si è addossato i nostri dolori » (Is 53,4).

commento al vangelo del giorno – 4.4.07

dal sito Evangile au Quotidien 

San Gregorio Nazianzeno (330-390), vescovo, dottore della Chiesa
Discorsi 45, 23-24 ; PG 36, 654 C – 655 D

« Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua ? »

Saremo partecipi della Pasqua, presentemente ancora in figura, certo più chiara di quella dell’antica Legge, immagine più oscura della realtà figurata…

Diveniamo partecipi della Legge in maniera non puramente materiale, ma evangelica, in modo completo e non limitato e imperfetto, in forma duratura e non precaria e temporanea. Facciamo nostra capitale adottiva non la Gerusalemme terrena, ma la metropoli celeste, non quella che viene calpestata dagli eserciti, ma quella acclamata dagli angeli. Sacrifichiamo non giovenchi né agnelli con corna e unghie, che appartengono più alla morte che alla vita, mancando d’intelligenza. Offriamo a Dio un sacrificio di lode sull’altare celeste insieme ai cori degli angeli. Otrepassiamo il primo velo del tempio, accostiamoci al secondo e penetriamo nel « Santo dei santi ». E più ancora, offriamo ogni giorno a Dio noi stessi e tutte le nostre attività. Facciamo come le parole stesse ci suggeriscono. Con le nostre sofferenze imitiamo le sofferenze di Cristo, cioè la sua passione. Saliamo anche noi di buon animo sulla sua croce. Dolci sono infatti i suoi chiodi, benché duri. Siamo pronti a patire con Cristo e per Cristo, piuttosto che desiderare le allegre compagnie mondane.

Se sei Simone di Cirene, prendi la croce e segui Cristo. Se sei il ladro appeso alla croce, fa’ come il buon ladrone e riconosci onestamente il tuo Dio… Se sei Giuseppe d’Arimatèa, richiedi il corpo a colui che lo ha crocifisso, assumi cioè quel corpo e rendi tua propria, così, l’espiazione del mondo. Se sei Nicodemo, il notturne adoratore di Dio, seppellisci il suo corpo e ungilo con gli unguenti di rito. E se sei una delle Marie, spargi al mattino le tue lacrime. Fa’ di vedere per prima la pietra rovesciata, va’ incontro agli angeli, anzi allo stesso Gesù.

commento al vangelo del giorno – 3.4.07

dal sito Evangile au Quotidien, poi metto il link:

San Leone Magno ( ?-circa 461), papa e dottore della Chiesa
Discorso 3 sulla Passione, 4-5 ; PL 54, 320-321

« Si è caricato delle nostre sofferenze » (Is 53,4)

Il Signore si è rivestito della nostra debolezza per coprire la nostra incostanza con la fermezza della sua fortezza. Era venuto dal cielo in questo mondo come un mercante ricco e benevolo e, mediante un mirabile scambio, aveva concluso un affare: preso quello che era nostro, ci concedeva ciò che era suo; in cambio di quello che faceva la nostra vergogna, donava l’onore, in cambio dei dolori la guarigione, in cambio della morte la vita…

Il santo apostolo Pietro ha fatto per primo l’esperienza di quanto tale umiltà sia stata proficua per tutti i credenti. Scosso dalla violenta tempesta del suo turbamento, si è ripreso con un brusco cambiamento, e ha ritrovato la sua fortezza. Aveva trovato il rimedio nell’esempio del Signore… Il servo infatti « non è da più del suo padrone, né un discepolo da più del maestro » (Mt 10,24), e non avrebbe potuto vincere il tremore della sua fragilità umana se lo stesso vincitore della morte non avesse prima tremato. Il Signore dunque ha guardato Pietro (Lc 22,61); in mezzo alle calunnie dei sacerdoti, alle menzogne dei testimoni, alle ingiurie di coloro che lo percuotevano e lo beffeggiavano, ha incontrato il suo discepolo, con quegli occhi che vedevano in anticipo il turbamento che lo avrebbe sconvolto. La Verità l’ha penetrato con il suo sguardo proprio quando il suo cuore aveva bisogno di venire guarito. Era come se la voce del Signore si fosse fatta udire per dirgli: « Dove vai, Pietro? Perché rientrare in te stesso? Torna a me, fidati di me e seguimi. Questo tempo è quello della mia Passione, non è ancora giunta l’ora del tuo supplizio. Perché temere ora? Anche tu vincerai. Non lasciarti sconcertare dalla debolezza che ho assunto. A causa di quello che ho preso da te, io ho tremato; ma tu, sii senza timore, a motivo di quello che ricevi da me.

Sabato della XII settimana del Tempo Ordinario – 30.6.07

« Quando si parla dello splendore del volto divino, si indica Dio come fonte della vita. »(In cammino verso Gesù Cristo, Joseph Ratzinger-Papa Benedetto) »

Oggi la Chiesa celebra : Ss. Primi martiri della Chiesa di Roma
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 8,5-17.
Entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava:
«Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente».
Gesù gli rispose: «Io verrò e lo curerò».
Ma il centurione riprese: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.
Perché anch’io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fà questo, ed egli lo fa».
All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande.
Ora vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,
mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti».
E Gesù disse al centurione: «Và, e sia fatto secondo la tua fede». In quell’istante il servo guarì.
Entrato Gesù nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva a letto con la febbre.
Le toccò la mano e la febbre scomparve; poi essa si alzò e si mise a servirlo.
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati,
perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie

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vangelo dal sito: 

http://www.vangelodelgiorno.org/ (EAQ)

Liturgia delle ore – Ufficio delle letture  – calendario liturgico anche da:

http://www.maranatha.it/

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