Archive pour le 7 mars, 2019

Mosè, il passaggio del Mar Rosso

mose_008_ivan_kramskoi_1861_passaggio_mar_rosso

Publié dans:immagini sacre |on 7 mars, 2019 |Pas de commentaires »

LA QUARESIMA: UN CAMMINO VERSO LA PASQUA

https://opusdei.org/it-it/article/la-quaresima-un-cammino-verso-la-pasqua/

LA QUARESIMA: UN CAMMINO VERSO LA PASQUA

Durante la Quaresima la Chiesa ci invita a riflettere nella nostra orazione sulla necessità di convertirci, di rivolgere i nostri passi verso il Signore. Un testo sulla Quaresima che fa parte del ciclo sull’Anno liturgico.

TESTI DI VITA CRISTIANA
02/03/2019

«Ti preghiamo, Signore, che la nostra vita sia conforme alle offerte che ti presentiamo e che inaugurano il cammino verso la Pasqua» i: fin dalla prima domenica di Quaresima la liturgia traccia con decisione le caratteristiche dei quaranta giorni che iniziano con il mercoledì delle ceneri. La Quaresima è un compendio della nostra vita, che è tutta «un continuo ritorno alla casa del Padre» ii. È un cammino verso la Pasqua, verso la morte e risurrezione del Signore, centro di gravità della storia del mondo, di ogni donna, di ogni uomo: un ritorno all’Amore eterno.
Nel tempo di Quaresima la Chiesa ci richiama ancora una volta alla necessità di rinnovare il nostro cuore e le nostre opere, in modo da scoprire sempre meglio la centralità del mistero pasquale: metterci nelle mani di Dio per «crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e testimoniarlo con una degna condotta di vita» iii.
LA QUARESIMA È UN CAMMINO VERSO LA PASQUA, VERSO LA MORTE E RISURREZIONE DEL SIGNORE: UN RITORNO ALL’AMORE ETERNO
«Che strana capacità ha l’uomo di dimenticare le cose più meravigliose, di abituarsi al mistero! Ricordiamo ancora una volta, in questa Quaresima, che il cristiano non può essere superficiale. Pienamente inserito nel suo lavoro ordinario, [...] deve, nello stesso tempo, essere pienamente in Dio, perché ne è figlio» iv.
Perciò è logico che durante questi giorni riflettiamo nella nostra orazione sulla necessità della conversione, di rivolgere i nostri passi verso il Signore e di purificare il nostro cuore, facendo nostri i sentimenti del salmista: « Cor mundum crea in me, Deus, et spiritum firmum innova in visceribus meis – Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo» v. Sono parole tratte dal salmo Miserere, che la Chiesa ci propone spesso in questo tempo liturgico, e che san Josemaría recitò tante volte.
Il cammino di Israele attraverso il deserto
La Quaresima ha radici profonde in diversi episodi chiave della storia della salvezza, che è anche la nostra storia. Uno di essi riguarda la traversata del deserto da parte del popolo eletto. Quei quarant’anni furono per gli israeliti un tempo di prova e di tentazioni. Yahveh li accompagnava passo passo e faceva loro capire che si dovevano appoggiare soltanto su di Lui: cercava di ammorbidire il loro duro cuore di pietra vi. Ma fu anche un tempo di grazie continue: anche se il popolo soffriva, Dio lo consolava e lo orientava con la parola di Mosè, lo alimentava con la manna e le quaglie, lo riforniva dell’acqua sgorgata dalla roccia di Meriba vii.
Come ci sembrano vicine le parole, piene di tenerezza, con le quali Dio fa riflettere gli israeliti sul significato della loro lunga traversata! «Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che neppure i tuoi padri avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore» viii.
« CHE STRANA CAPACITÀ HA L’UOMO DI DIMENTICARE LE COSE PIÙ MERAVIGLIOSE, DI ABITUARSI AL MISTERO!
Oggi il Signore rivolge anche a noi queste parole; a noi che, nel deserto della nostra vita, sicuramente sperimentiamo la fatica e i problemi di ogni giorno, anche se non ci mancano le attenzioni paterne di Dio, a volte attraverso l’aiuto disinteressato dei nostri familiari, degli amici o anche di persone di buona volontà che rimangono anonime. Con la sua ineffabile pedagogia, il Signore ci introduce nel suo cuore, che è la vera terra promessa: «Praebe, fili mi, cor tuum mihi… Fa’ bene attenzione a me, figlio mio, e tieni fisso lo sguardo ai miei consigli» ix.
CON LA SUA INEFFABILE PEDAGOGIA, IL SIGNORE CI INTRODUCE NEL SUO CUORE, CHE È LA VERA TERRA PROMESSA
Molti episodi dell’Esodo erano figura di realtà future. In realtà non tutti coloro che parteciparono a quella prima peregrinazione riuscirono a entrare nella terra promessa x. Per questo, la lettera agli Ebrei, citando il salmo 94, si duole della ribellione del popolo e, nello stesso tempo, celebra l’arrivo di un nuovo esodo: «Quelli che per primi ricevettero la buona novella non entrarono a causa della loro disobbedienza», e Dio «fissa di nuovo un giorno, un oggi, dicendo per mezzo di Davide dopo tanto tempo [...]: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori» xi. È l’ oggi inaugurato da Cristo. Con la sua Incarnazione, la sua vita e la sua glorificazione, il Signore ci conduce verso l’esodo definitivo, nel quale le promesse trovano perfetto adempimento: ci fa posto in cielo, ottiene «un riposo sabbatico per il popolo di Dio. Chi è entrato nel suo riposo, riposa egli pure dalle sue opere» xii.
Il cammino di Cristo nel deserto
Il Vangelo della prima domenica di Quaresima ci presenta Gesù che, solidale con noi, volle essere tentato alla fine dei quaranta giorni passati nel deserto. Constatare la sua vittoria su Satana ci riempie di speranza e ci rende coscienti che con Lui potremo uscire vincitori anche nelle battaglie della vita interiore. Le nostre tentazioni, allora, non ci preoccupano più, ma diventano un’occasione per conoscerci meglio e per confidare di più in Dio. Scopriamo così che l’ideale di una vita conveniente è specchio dell’autentica felicità e ci rendiamo conto, con san Josemaría, che «c’è indubbiamente bisogno di un nuovo cambiamento, di una lealtà più piena, di un’umiltà più profonda, affinché diminuisca il nostro egoismo e Cristo cresca in noi; infatti, illum oportet crescere, me autem minui – Egli deve crescere e io invece diminuire (Gv 3, 30)»xiii.
L’ESPERIENZA DELLA NOSTRA FRAGILITÀ NON SBOCCIA NEL TIMORE, MA NELL’UMILE RICHIESTA CHE IMPEGNA LA NOSTRA FEDE, LA NOSTRA SPERANZA E L’AMORE
L’esperienza della nostra fragilità personale non sboccia nel timore, ma nell’umile richiesta che impegna la nostra fede, la nostra speranza e l’amore: «Allontana da me, Signore, tutto ciò che mi allontana da te», potremmo dire, con una frase che san Josemaría ripeteva spesso xiv. Con Gesù troviamo la forza per respingere con decisione la tentazione, senza cedere al dialogo: «Notate bene come risponde Gesù. Lui non dialoga con Satana, come aveva fatto Eva nel paradiso terrestre. Gesù [...] sceglie di rifugiarsi nella Parola di Dio e risponde con la forza di questa Parola. Ricordiamoci di questo: nel momento della tentazione, delle nostre tentazioni, niente argomenti con Satana, ma sempre difesi dalla Parola di Dio! E questo ci salverà» xv.
Il racconto della Trasfigurazione del Signore, proclamato nella seconda domenica di Quaresima, ci conferma nella convinzione della certezza della vittoria, malgrado ogni nostro limite.
ANCHE NOI PRENDEREMO PARTE ALLA SUA GLORIA, SE CI SAPPIAMO UNIRE ALLA SUA CROCE NELLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA.
Anche noi prenderemo parte alla sua gloria, se ci sappiamo unire alla sua Croce nella nostra vita quotidiana. Perciò dobbiamo alimentare la nostra fede, come i personaggi del Vangelo che ogni tre anni la liturgia ci presenta nelle ultime domeniche di Quaresima: la samaritana, che supera il peccato riconoscendo in Gesù il Messia che spegne, con l’acqua viva dello Spirito Santo, la sua sete d’amore xvi; il cieco dalla nascita, che, vincendo l’ignoranza, vede Cristo come luce del mondo, mentre i vedenti del mondo rimangono ciechi xvii; Lazzaro, la cui risurrezione ci ricorda che Gesù è venuto a portarci una nuova vita xviii. Se contempliamo questi racconti sentendoci un personaggio fra gli altri, con l’aiuto dei santi troveremo materia per la nostra orazione personale e si fortificherà una presenza di Dio più intensa che cercheremo di mantenere in questi giorni.

Publié dans:quaresima |on 7 mars, 2019 |Pas de commentaires »

PUERI CANTORES SACRE' ... |
FIER D'ÊTRE CHRETIEN EN 2010 |
Annonce des évènements à ve... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Vie et Bible
| Free Life
| elmuslima31