1 GENNAIO 2018 – MARIA SS. MADRE DI DIO – OMELIA

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1 GENNAIO 2018 – MARIA SS. MADRE DI DIO – OMELIA

Maria, Madre di Dio – Anno B

Per cominciare
Un anno nuovo che si apre nel nome di Gesù e di sua madre Maria. Si sa che il calendario è una convenzione sociale, ma il primo gennaio è un giorno carico di simboli. « Anno nuovo, vita nuova », si dice, e c’è in molti di noi il desiderio di ripartire bene.

La Parola di Dio
Numeri 6,22-27. Un’antichissima benedizione sacerdotale risalente al tempo di Mosè ci ricorda che Dio è sempre al nostro fianco, dalla nostra parte. Se lasciamo entrare in noi il suo nome, egli benedice i nostri giorni.
Galati 4,4-7. Nella pienezza del tempo, Gesù si fa uomo, entra in un popolo, nasce da donna, si sottomette alla legge per fare di noi degli uomini liberi, dei figli di Dio.
Luca 2,16-21. Il testo ci riporta all’atmosfera del Natale. Ci avviciniamo ancora alla grotta, ci mettiamo in fila anche noi, con i pastori, con i magi… L’obiettivo è su Gesù, su Maria, sulla famiglia di Nazaret.

Riflettere e Attualizzare
o Abbiamo appena concluso un anno e diamo inizio a un anno nuovo. Un grande settimanale che ogni anno dedica la copertina al personaggio dell’anno, ha pubblicato anche una specie di barzelletta, in cui un vecchio con la barba lunga, pieno di acciacchi e di ferite, se ne va con la scritta dell’anno che finisce, e ne arriva un altro, non un bambino, ma un vecchio come lui, ma più piccolo, con la scritta « anno nuovo ». Come a dire: niente di nuovo.
o Anche un buontempone diceva: « Guardo il mio cane: per lui oggi è un giorno come gli altri… ». Ma non è così. Il tempo, le situazioni, i fatti non si ripetono mai gli stessi, tali e quali. Il tempo non si ripropone. Ogni istante della nostra vita ha sempre un sapore di eternità. Quando è passato è consegnato all’eterno e non ritorna. Il tempo non è ciclico. Questo ci dice l’importanza senza misura di ciò che viviamo. Di ogni giorno.
o Iniziamo un anno con il cuore pieno di speranza. Un anno che è nelle nostre mani, che ci viene offerto come opportunità, come un’occasione per fare qualcosa di buono, qualcosa di speciale. Un detto popolare dice che « il tempo è denaro ». In realtà è molto, molto di più.
o È tempo di bilanci, di revisioni, di richiesta di perdono e di ringraziamento. Dio benedice e fa vivere tutte le cose e le fa esistere, le mantiene in vita. Dà a ogni creatura il necessario per vivere ed essere felice. Il primo grazie che dobbiamo dire è il nostro « sì » alla vita, all’esistenza: grazie perché ci siamo.
o « Il Signora faccia risplendere per te il suo volto »: è la benedizione di Dio sull’anno nuovo. Noi la chiediamo, l’imploriamo. Oggi in qualche modo è anche la festa del Padre, fonte di ogni bene, di tutto ciò che esiste e causa finale di ogni cosa.
o Nel nuovo anno molte cose dipenderanno da noi, bisogna tenerci pronti ad affrontarle con fede e con coraggio. Avvenimenti quotidiani che conosciamo già e che possiamo prevedere. Con quale spirito li vivremo? Il rischio è di affrontarli in modo ripetitivo e stanco. Altre cose saranno impreviste e non dipenderanno da noi: ci mettiamo nelle mani di Dio, vogliamo tenerci pronti, renderci forti, robusti, prendere sul serio la vita e le giornate che ci aspettano. Decidiamo di viverle e alla presenza di Dio. Riempiendo di amore i giorni che il Signore del tempo ci dona.
o Al figlio di Maria e Giuseppe, al Figlio di Dio, viene dato ufficialmente il nome di Gesù. Nell’antico testamento Dio si rifiuta di dire il suo nome. Presso gli antichi ebrei chi conosce il nome di una persona in qualche modo la possiede. Con Mosè però Dio si rivela come « Colui che è », come « Colui che è vicino e libera ».
o In Gesù (il nome deriva dalla radice ebraica jasha’, che significa « salvare ») il nome di Dio si fa pienamente umano. Gesù assumendo un nome e accettando il rito della circoncisione entra giuridicamente in un popolo. In Giuseppe è discendente di Davide, fa parte di una famiglia concreta, vivrà tra la gente della piccola cittadina Nazaret.
o Gesù rivela esplicitamente il nome di Dio e dice che è Padre, anzi, che è « papà », come lo chiama affettuosamente lui. Padre rimanda al primo significato: il salvatore, colui che c’è, che ti è vicino e non ti lascia in difficoltà.
o Iniziamo l’anno nuovo nel segno della pace: un augurio di felicità e serenità che timbra ogni foglio del nuovo calendario. La pace è un bene immenso, non solo assenza di guerra, ma benessere totale, fraternità, rispetto per il mondo e la natura. Eppure nel mondo nel secolo scorso ci sono state almeno 150 grandi guerre e milioni di morti.
o « Se un uomo selvaggio ha in mano una pietra, può fare del male al prossimo; ma se l’uomo – restando selvaggio – ha in mano una bomba atomica, io non so più a quali conseguenze possa andare incontro », ha detto Albert Einstein.
o Meditiamo dunque oggi sul valore della pace. Una pace che è tutta da costruire. « Vi lascio la pace, vi do la mia pace », dice Gesù (Gv 14,27). Ma il regno di Dio predicato da Gesù è ancora un obiettivo, un ideale da raggiungere.
o L’uomo di pace non è un debole, un « pacifico » – una persona in poltrona – ma un uomo forte e attivo, scomodo, dinamico. La pace non nasce dalla violenza, ma neanche dalla rinuncia al sacrificio, alla lotta, all’impegno: è frutto di coraggio.
o La piccola pace prepara la grande pace. Pace in famiglia, sul lavoro, a scuola: si impara nel piccolo a diventare operatori di pace. Una piccola goccia può diventare oceano. Ci dobbiamo sentire coinvolti da ciò che avviene attorno a noi. Assumerci la nostra fetta di responsabilità.
o La pace nasce da noi stessi, dalla nostra buona coscienza. Qualcuno è in lotta con se stesso, ha un fuoco dentro che non lo lascia sereno. « La pace sulla terra si prepara nella misura in cui ciascuno osa domandarsi: sono disposto a cercare una pace interiore, camminare con un cuore riconciliato e vivere in pace con coloro che mi circondano? » (Frère Roger di Taizé).
o Oggi è la festa della madre di Dio. Madre di Dio è il titolo più importante che viene dato a Maria ed è ciò che la rende grande. È il primo dogma mariano, mai definito, ma alla radice di ogni riconoscimento. « Nato da donna », dice Paolo, per indicare l’umiltà di Gesù e la sua piena umanità. Ogni nascita rende madre una donna. Maria con la nascita di Gesù diventa Madre di Dio!
aMaria è la benedetta, pienamente coinvolta nei piani di Dio. Partecipa lucidamente a ogni avvenimento. È una ragazza profondamente attiva: pensa a ciò che sta vivendo, aderisce, collabora. Maria riflette su tutto, contempla il mistero di Gesù e il suo coinvolgimento.
o Gabriele annuncia a Maria la nascita di un figlio e le dice che « sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine » (Lc 1,32-33). Parole e promesse che saranno poi così lontane dalla realtà concreta e squallida del Natale: la nascita lontana da casa, il rifiuto dell’ospitalità, i disagi di una povertà assoluta.
o Maria per tutta la vita dovrà interrogarsi su Gesù, su questo figlio speciale, nato dallo Spirito, ma che cresce in un quotidiano che non lascia trapelare il mistero.
o Non abbiamo un ritratto del vero volto di Gesù, né di Maria. Siamo certi però che si assomigliavano come due gocce d’acqua. Fisicamente, certo. Ma anche nella personalità, perché con il tempo si sono fatti simili. Gesù sin da piccolo alla scuola di Maria, ma poi sempre più Maria alla scuola di Gesù, Figlio di Dio.
o Durante la vita pubblica Maria seguirà Gesù da lontano, più con il cuore che mettendosi al suo seguito. Ma la troveremo con gli apostoli quando scenderà su loro lo Spirito Santo e nascerà la chiesa.

Il tempo
« Il tempo è troppo lento per chi aspetta, troppo rapido per chi ha paura, troppo lungo per chi soffre, troppo breve per chi gioisce, Ma per chi ama, il tempo non esiste » (Henry Van Dyke).

Mai più la guerra
« Mai più gli uni contro gli altri, mai più! Basta ricordare che il sangue di milioni di uomini e innumerevoli ed inaudite sofferenze, inutili stragi e formidabili rovine sanciscono il patto che vi unisce, con un giuramento che deve cambiare la storia futura del mondo: non più la guerra, non più la guerra! La pace deve guidare la sorte dei popoli. Se volete essere fratelli, lascate cadere le armi dalle vostre mani! » (Paolo VI all’ONU, 1965).

Anche Dio ha una mamma
Ogni essere umano ha una mamma. Anche un Dio non può essere orfano. Un Dio serio, poi, è anche un Dio spiritoso. E un Dio spiritoso non può che avere una madre vergine. Non sforzarti di capire come sia possibile. Il mistero non va capito, ma goduto » (Gigi Avanti).

Fonte autorizzata in: Umberto DE VANNA

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