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Publié dans:immagini sacre |on 22 décembre, 2017 |Pas de commentaires »

25 DICEMBRE 2017 – NATALE DI GESÙ – GIORNO | LETTURE – OMELIE

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25 DICEMBRE 2017 – NATALE DI GESÙ – GIORNO | LETTURE – OMELIE

Per cominciare
Da mezzanotte è ormai Natale. C’è chi ha vegliato e chi non ha potuto. Ma da un’antica tradizionale nei paesi e nelle città c’è chi va in chiesa presto, immedesimandosi in quei pastori in veglia che corrono alla grotta, guidati dalla stella e invitati dagli angeli per gioire della nascita di Gesù.

La Parola di Dio
Isaia 62,11-12. Al popolo in esilio e sfiduciato, Isaia fa delle promesse inaudite e profetiche: arriva il vostro salvatore e voi sarete il suo popolo santo.
Tito 3,4-7. Il miracolo dell’incarnazione non è frutto di una nostra iniziativa o di un diritto da parte degli uomini: nasce dalla misericordia di Dio e dalla bontà di Dio, che ci purifica e ci rinnova mediante lo Spirito, nel nome di Gesù.
Luca 2,15-20. I pastori corrono al presepe e vedono ciò che è stato annunciato loro dagli angeli e gioiscono al vedere il piccolo Gesù con Maria e Giuseppe. Maria dal canto suo vede tutto e riflette su questa storia meravigliosa che la coinvolge.

Riflettere e Attualizzare
o È Natale. Nasce il messia e in Gerusalemme i maestri della legge dicono a Erode che deve nascere a Betlemme: così è scritto nelle profezie. Ma non si muovono. Anzi, Erode cerca di ucciderlo. È precisamente quel che dice Giovanni nel suo prologo: « Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto » (Gv 1,11).
o Non si accorge della sua nascita il grande Cesare Augusto, dall’alto del suo impero in Roma, né i potenti del popolo ebraico. Gesù nasce nella povertà, in un paese che non lo ospita. Sin dal suo nascere Gesù trova maggior accoglienza nei semplici, come sarà per tutta la vita. Solo i pastori corrono alla grotta, loro che sono discriminati perché considerati ladri e perché vivono a contatto con gli animali.
o Gesù non trova accoglienza nell’albergatore: perché non c’è posto o perché Giuseppe non ha abbastanza denaro per pagare. Oppure perché l’ambiente non era adatto a Maria. Gesù nascerà fuori città, nella povertà, scaldato probabilmente dal fiato dell’asinello, che ha accompagnato la coppia fino a Betlemme.
o Gesù deve nascere ancora oggi, nelle nostre città. Dice un giornalista: « Per il mio lavoro ho dovuto sfogliare le pagine web per scaricare le fotografie di agenzia che mi occorrono, divise per argomenti. Ebbene, alla voce Natale, c’erano 2300 fotografie disponibili, ma c’erano solo alberi natalizi, panorami invernali, strade e negozi pieni di luci, ma nemmeno una era su Gesù, su Gesù bambino, sulla grotta di Betlemme, sui Magi, o qualcosa di simile ».
o Quello di Gesù « è un messaggio semplice, accessibile a tutti, a cominciare dai poveri pastori di Betlemme. Così come semplice sarà anche la vita di quel figlio d’uomo appena nato: passerà in mezzo agli altri uomini facendo il bene, parlerà un linguaggio capace di andare al cuore dei semplici, vivrà nella frugalità, nella solidarietà e nell’amicizia propria dei piccoli » (Enzo Bianchi).
o La parola di Dio parla di gioia e di festa e nessuno più di noi ha diritto di essere nella gioia e di fare festa. A Natale festeggiano anche in Cina e in Arabia Saudita, anche da loro si vedono babbi natale, comete e alberi addobbati. Ma non festeggiano nulla.
o Se a Natale Gesù comparisse in certi ambienti, ci si sentirebbe a disagio. Non per tutti Natale vuol dire incarnazione del Figlio di Dio, l’Emmanuele, il Dio-con-noi, che cerca ogni uomo per entrare in un dialogo intimo con lui.
o Il gesuita Sauro De Luca ricorda di essere andato a trascorrere i giorni di Natale in un paesino del Trentino, un mucchietto di abitazioni sparse tra le montagne. Nell’andare a celebrare la messa di mezzanotte, passando accanto alle varie case, vide che avevano tutte le porte spalancate e la luce accesa. E il suo stupore fu grande quando entrando in chiesa, trovò tutta la popolazione ad attenderlo. Quella gente aveva anche in quella notte compiuto il gesto tradizionale dell’accoglienza. Come a dire che se Maria e Giuseppe fossero passati di lì, avrebbero trovato ospitalità.
o Anche questo è Natale, uno spirito nuovo che respiriamo tutti e che dovremmo conservare a lungo tra di noi. La nostra società e il mondo intero diventerebbero davvero più simili alle visioni del futuro preannunciate dal profeta Isaia.
o La poesia profonda del Natale e le meraviglie di Dio espresse in forma umana sono presenti in una delle statuette del presepe della Provenza francese, quella dell’incantato, il sempliciotto del paese, che davanti alla grotta esprime la sua meraviglia e allarga le braccia in contemplazione. Una donna davanti al presepe ha esclamato: « O Signore, fammi credere che tutto questo è vero! ».
o È Natale, tutto andrebbe vissuto in modo nuovo, anche il saluto che ci scambiamo: lo si può fare per cortesia sociale (anche gli atei lo fanno, anche le aziende), per un vago sentimento religioso-umano, oppure per un significato teologico profondo che nasce dalla fede: siamo fratelli in Gesù, anche noi siamo figli di Dio.

* « Cristo può rinascere mille e diecimila volte, ma a nulla serve se non nasce almeno una volta in te »
(Giovanni Papini).
« Ah, se il tuo cuore potesse diventare un mangiatoia, Dio si farebbe ancora bambino su questa terra »
(Angelo Silesio).
* Il pericolo che corriamo è di pensare a Natale solo in questi giorni e poi di metterlo nel cassetto fino al prossimo anno. Un po’ come si fa con il presepe. Ma ogni anno dovrebbe rappresentare un passo verso la verità, la luce, la novità che è Gesù. È per questo che ogni anno facciamo Natale.
* « Fino a quando non ci avvenga che ci sia mostrato quello che ci appagherà, fino a quando non berremo a quella fonte di vita che ci sazierà, mentre noi camminiamo nella fede, pellegrini, lontani da lui, e abbiamo fame e sete di giustizia e aneliamo con indicibile desiderio alla bellezza di Cristo che si svelerà nella forma di Dio, celebriamo con devozione il Natale di Cristo nato nella forma di servo » (sant’Agostino)
È Natale ogni volta che sorridi
a un fratello e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta che rimani
in silenzio per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta che non accetti
quei principi che relegano gli oppressi
ai margini della società.
È Natale ogni volta che speri
con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta che
riconosci con umiltà i tuoi limiti
e la tua debolezza.
È Natale ogni volta che permetti
al Signore di rinascere
per donarlo agli altri.
(Madre Teresa di Calcutta)

Fonte autorizzata in: Umberto DE VANNA

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