SANT’AGOSTINO OMELIA 34 – LA LUCE DEL MONDO.

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SANT’AGOSTINO OMELIA 34 – LA LUCE DEL MONDO.

Rimanendo presso il Padre, Cristo è la verità e la vita; rivestendosi di carne, è diventato la via. Alzati, la via stessa è venuta a te. Alzati e cammina!

1. Certamente, tutti ci siamo sforzati di capire ciò che adesso abbiamo ascoltato e con attenzione abbiamo accolto dalla lettura del santo Vangelo, e ciascuno di noi, secondo la sua capacità, ha preso ciò che ha potuto da una ricchezza così grande; e sono certo che nessuno dovrà rammaricarsi di non aver potuto gustare in qualche modo il pane della Parola che ci è stato messo davanti. Ma non posso credere che qualcuno sia riuscito a capire tutto. Perciò, anche ammesso che ci sia qualcuno che ha compreso sufficientemente tutte le parole di nostro Signore Gesù Cristo, che adesso sono state proclamate, ci consenta di esercitare il nostro ministero, destinato, con l’aiuto del Signore e attraverso il commento del sacro testo, a far comprendere, se non a tutti, almeno a molti, ciò che ora solo pochi sono contenti di aver compreso. [Cristo luce del mondo, e fonte della vita.]

2. L’affermazione del Signore: Io sono la luce del mondo (Gv 8, 12), ritengo sia chiara a quanti hanno occhi che consentono loro di venire a contatto con questa luce; chi invece possiede soltanto gli occhi della carne, rimane sorpreso di fronte all’affermazione del Signore Gesù Cristo: Io sono la luce del mondo. Probabilmente non manca chi tra sé dice: forse Cristo Signore è questo sole che, sorgendo e tramontando, segna il giorno? Non sono mancati infatti degli eretici che così hanno pensato. I Manichei hanno creduto che Cristo Signore fosse questo sole, visibile agli occhi di carne, che apertamente compare alla vista non solo degli uomini, ma anche degli animali. Ma la retta fede della Chiesa cattolica riprova tale invenzione e sa che è un insegnamento del diavolo. E non soltanto lo sa per fede, ma lo dimostra anche, a chi può, con argomenti di ragione. Respingiamo, dunque, tale errore, che la santa Chiesa condannò fin dall’inizio. Non dobbiamo pensare che il Signore Gesù Cristo sia questo sole che vediamo nascere in oriente e tramontare in occidente, al cui corso segue la notte, i cui raggi vengono coperti dalle nubi e che con determinati movimenti si sposta da un luogo ad un altro. Non è questo Cristo Signore! Non è Cristo Signore un sole creato, ma colui per mezzo del quale il sole è stato creato. Tutto – infatti – per mezzo di lui è stato creato, e senza di lui niente è stato creato (Gv 1, 3). 3. Egli è, dunque, la luce che ha creato quella che vediamo Amiamola, questa luce, aneliamo alla sua comprensione, siamone assetati, affinché, sotto la sua guida, possiamo finalmente pervenire ad essa e vivere in essa, così da non morire mai più. Questa è la luce di cui un’antica profezia in un salmo ha cantato: Salverai gli uomini e gli animali, o Signore; secondo l’abbondanza della tua misericordia, o Dio (Sal 35, 7-8). Son parole del salmo ispirato. E notate come l’antico Testamento si esprime a proposito di questa luce: Tu salverai, o Signore, gli uomini e gli animali; secondo l’abbondanza della tua misericordia, o Dio. Siccome tu sei Dio e la tua misericordia è molteplice, questa tua misericordia si estende, non solo agli uomini che hai creato a tua immagine, ma anche agli animali che hai sottomesso agli uomini. Da chi dipende la salute degli uomini, dipende anche la salute degli animali. Non vergognarti di pensare così del Signore Iddio tuo; anzi sii sicuro, fidati, e guardati dal pensare in modo diverso. Chi dà la salute a te, la dà anche al tuo cavallo, alla tua pecora e, giù giù, fino alla tua gallina. Dal Signore viene la salvezza (Sal 3, 9), e Dio dà la salute anche a queste cose. Vedo che sei perplesso, che hai dei dubbi, ed io mi stupisco dei tuoi dubbi. Disdegnerà di salvare, colui che si è degnato di creare? Dal Signore viene la salvezza degli angeli, degli uomini, degli animali: dal Signore viene la salvezza. Come nessuno ha l’essere da sé, così nessuno si salva da sé; per cui con piena verità e ottimamente il salmo dice: Salverai, o Signore, gli uomini e gli animali. E perché? Perché molteplice è la tua misericordia, o Dio. Siccome tu sei Dio e mi hai creato, tu mi salvi; tu che mi hai dato l’essere, mi dài di essere sano.

[Bevi e vivi!] 4. Se dunque, nella sua molteplice misericordia, Dio salva gli uomini e gli animali; forse gli uomini non hanno qualcosa di particolare che Dio creatore concede ad essi e non concede agli animali? Forse che non esiste alcuna differenza tra il vivente creato ad immagine di Dio e il vivente sottomesso all’immagine di Dio? Certamente sì! Oltre questa salute che hanno anche gli animali, c’è qualcosa che Dio concede a noi e non concede ad essi. Che cos’è? Continua la lettura del salmo: I figli degli uomini, però, si rifugeranno all’ombra delle tue ali (Sal 35, 8). I figli degli uomini, che hanno già in comune la salute con i propri animali, si rifugeranno all’ombra delle tue ali. Possiedono una salute nella realtà presente, un’altra nella speranza: c’è una salute del tempo presente che gli uomini hanno in comune con gli animali, e ce n’è un’altra che gli uomini sperano, e la ricevono quelli che sperano, non quelli che disperano. I figli degli uomini – dice infatti il salmo – spereranno all’ombra delle tue ali. Coloro, dunque, che perseverano nella speranza, godono la tua protezione e il diavolo non può allontanarli dalla speranza: spereranno all’ombra delle tue ali. Ma che cosa spereranno se non ciò di cui sono privi gli animali? Saranno inebriati dall’abbondanza della tua casa, e li disseterai al torrente della tua dolcezza (Sal 35, 9). Che vino è questo di cui è bello inebriarsi? che vino è questo che non perturba ma illumina la mente, che anziché privarti della coscienza inebriandoti ti rende sapiente per sempre? Saranno inebriati. Di che cosa? Dell’abbondanza della tua casa, e li disseterai al torrente della tua dolcezza. In che modo? Perché presso di te è la fonte della vita (Sal 35, 10). La fonte stessa della vita camminava in terra e diceva: Chi ha sete venga a me e beva! (Gv 7, 37). Ecco la fonte. Ma noi si parlava della luce, si trattava il tema della luce propostoci dal Vangelo. Abbiam sentito l’affermazione del Signore: Io sono la luce del mondo. Donde la preoccupazione che qualcuno, guidato dalla sapienza carnale, identificasse questa luce con il sole: siamo giunti poi al salmo, con la guida del quale abbiamo trovato nel Signore la fonte piena della vita. Dunque, bevi e vivi. Presso di te – dice – è la fonte della vita e perciò i figli degli uomini spereranno all’ombra delle tue ali desiderosi di inebriarsi a questa fonte. Ma noi si parlava della luce Ebbene, prosegui la lettura del salmo, che dopo aver detto: Presso di te è la fonte della vita, aggiunge: E nella tua luce vedremo la luce (Sal 35, 10): Dio da Dio, luce da luce. Per mezzo di questa luce è stata creata la luce del sole; e la luce che ha creato il sole, sotto il quale ha creato anche noi, è diventato luce per noi sotto il sole. Sì, è diventato luce per noi sotto il sole colui che ha creato il sole. Non disprezzare la nube della carne: essa copre la luce, non per oscurarla ma per temperarne lo splendore. 5. Parlando, dunque, attraverso la nube della carne, la luce che non conosce tramonto, la luce della sapienza, dice agli uomini: Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nella tenebra, ma avrà la luce della vita (Gv 8, 12). In che modo ti ha distolto dagli occhi della carne per richiamarti agli occhi del cuore? Non si è accontentato di dire: Chi segue me, non camminerà nella tenebra, ma avrà la luce, ma ha aggiunto della vita, in linea col salmo che dice: Presso di te è la fonte della vita. Notate, fratelli, come concordano le parole del Signore con la verità del salmo: nel salmo la luce si trova unita alla fonte della vita, e il Signore parla di luce della vita. Nel linguaggio ordinario e commensurato alle cose d’ogni giorno, una cosa è la luce e un’altra è la fonte: la bocca cerca la fonte, gli occhi cercano la luce; quando abbiamo sete cerchiamo la fonte, quando siamo al buio cerchiamo la luce; e se abbiamo sete di notte, accendiamo la luce per cercare la fonte. In Dio non è così: luce e fonte sono la medesima cosa: colui che ti illumina perché tu veda, egli stesso è la fonte cui puoi dissetarti. 6. Guardate dunque, fratelli miei, guardate, se sapete guardare profondamente, la luce di cui parla il Signore dicendo: Chi segue me, non cammina nella tenebra. Segui questo sole materiale e vediamo se davvero non camminerai nelle tenebre. Eccolo che sorge e avanza verso di te; seguendo il suo corso si dirige verso occidente, e tu probabilmente sei diretto in oriente; se tu non vai in senso contrario al suo, seguendo la sua direzione senz’altro sbaglierai andando in occidente anziché in oriente. Sbaglierai tu che lo segui in terra, sbaglierà il marinaio che lo segue in mare. Insomma, se credi di dover seguire il corso del sole e ti dirigi anche tu verso occidente, al quale esso tende, vedremo, quando sarà tramontato, se tu non camminerai nelle tenebre. Ecco dunque che, anche se tu farai di tutto per non abbandonarlo, sarà lui ad abbandonarti, obbligato com’è a compiere ogni giorno, a nostro servizio, il suo corso. Invece nostro Signore Gesù Cristo, anche quando non si mostrava a tutti, avvolto com’era nella nube della carne, aveva tutto in mano con la potenza della sua sapienza. Il tuo Dio è tutto dappertutto; se tu non ti allontani da lui, egli non tramonterà mai per te.

[Cercare Dio da Dio.] 7. Chi segue me – dice – non camminerà nella tenebra, ma avrà la luce della vita. Ciò che ha promesso lo esprime con un verbo al futuro; non dice, infatti, « ha », ma dice avrà la luce della vita. E tuttavia non dice: chi mi seguirà, ma chi mi segue. Usa il presente per indicare ciò che dobbiamo fare, il futuro per indicare la promessa riservata a chi fa: Chi segue me, avrà. Adesso deve seguirmi, poi avrà; adesso deve seguirmi credendo, poi avrà; vedendo faccia a faccia. Finché siamo nel corpo – dice l’Apostolo – siamo esuli, lontani dal Signore; camminiamo infatti al lume della fede e non della visione (2 Cor 5, 6-7). Quando vedremo faccia a faccia? Quando avremo la luce della vita, quando saremo pervenuti alla visione, quando questa notte sarà trascorsa. Proprio di quel giorno che dovrà spuntare, è detto: Al mattino starò davanti a te, e ti contemplerò (Sal 5, 5). Perché al mattino? Perché sarà trascorsa la notte di questo mondo, saranno finiti gli incubi delle tentazioni, sarà vinto il leone che di notte va attorno ruggendo in cerca di chi divorare (cf. 1 Pt 5, 8). Al mattino starò davanti a te, e ti contemplerò. Adesso però, o fratelli, non credete che questo sia il tempo di fare quanto ancora si dice nel salmo: Vo bagnando ogni notte il mio letto, rigando di lacrime il mio giaciglio (Sal 6, 7)? Ogni notte, dice il salmista, piango; brucio dal desiderio della luce. Il Signore vede il mio desiderio; per questo in un altro salmo gli si dice: Ogni mio desiderio ti sta davanti, non ti è nascosto alcun mio gemito (Sal 37, 10). Cerchi l’oro? Non puoi tener nascosto il tuo desiderio: se cerchi l’oro, tutti se ne accorgeranno. Desideri del grano? Ti rivolgi a chi ce l’ha, manifestandogli il desiderio che hai di averlo. Desideri Dio? Chi vede questo desiderio se non Dio? A chi puoi chiedere Dio, così come chiedi il pane, l’acqua, l’oro, l’argento, il grano? A chi ti rivolgerai per avere Dio, se non a Dio? Si chiede Dio a Dio, che ha promesso se stesso. Si dilati la tua anima per il grande desiderio, si protenda in avanti e sempre più si renda capace di accogliere ciò che l’occhio non vede, ciò che l’orecchio non ode, e di cui il cuore umano non ha esperienza (cf. 1 Cor 2, 9). Dio puoi desiderarlo, puoi appassionatamente cercarlo, puoi anelare a lui con tutta l’anima; ma non puoi concepirlo in maniera adeguata e tanto meno esprimerlo a parole. 8. Dunque, fratelli miei, dato che il Signore dice in breve: Io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nella tenebra, ma avrà la luce della vita, e con queste brevi parole comanda una cosa e ne promette un’altra, facciamo ciò che comanda in modo da non far cattiva figura quando desideriamo ciò che promette, e non dover temere che nel giudizio debba dirci: Hai fatto ciò che ti ho comandato, per esigere ciò che ti ho promesso? Cosa mi hai dunque comandato, Signore Dio nostro? Di seguirmi, ti risponde. Tu hai chiesto un consiglio per avere la vita; ma quale vita, se non quella di cui è stato detto: Presso di te è la fonte della vita? Un tale si sentì dire: Va’, vendi ciò che hai e dallo ai poveri, poi vieni e seguimi (Mt 19, 21). Quel tale se ne andò triste e non lo seguì. Era andato a cercare il maestro buono, lo aveva interrogato come dottore e non lo ascoltò come maestro. Si allontanò triste, legato ancora alle sue cupidigie, carico del pesante fardello della sua avarizia. Era affaticato, non ce la faceva più; ma anziché seguire colui che voleva liberarlo dal suo pesante fardello, preferì allontanarsi e abbandonarlo. Ma dopo che il Signore fece sentire la sua voce per mezzo del Vangelo: Venite a me voi tutti che siete stanchi e aggravati, e io vi ristorerò; prendete sopra di voi il mio giogo, e imparate da me che sono mite ed umile di cuore (Mt 11, 28-29), quanti, ascoltando il Vangelo, si misero a fare ciò che non fece quel ricco che aveva raccolto l’invito direttamente dalle labbra del Signore? Mettiamoci a farlo anche noi adesso, seguiamo il Signore, liberandoci dalle catene che ci impediscono di seguirlo. Ma chi potrà liberarsi da tali catene senza l’aiuto di colui al quale è detto: Hai spezzato le mie catene (Sal 115, 16)?, del quale un altro salmo dice: Il Signore scioglie i prigionieri, il Signore raddrizza i curvati (Sal 145, 8)? 9. Cosa seguono coloro che sono stati liberati e raddrizzati, se non la luce dalla quale si sentono dire: Io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nella tenebra? Sì, perché il Signore illumina i ciechi. Noi veniamo ora illuminati, o fratelli, con il collirio della fede. Egli dapprima mescolò la sua saliva con la terra per ungere colui che era nato cieco (cf. Gv 9, 6). Anche noi siamo nati ciechi da Adamo, e abbiamo bisogno di essere da lui illuminati. Egli mescolò la saliva con la terra: Il Verbo si è fatto carne, e abitò fra noi (Gv 1, 14). Mescolò la saliva con la terra, perché era stato predetto: La verità è uscita dalla terra (Sal 84, 12), ed egli dice: Io sono la via, la verità e la vita (Gv 14, 6). Noi godremo pienamente della verità quando lo vedremo faccia a faccia. Anche questo, infatti, ci è stato promesso. E chi oserebbe sperare ciò che Dio non si fosse degnato promettere o dare? Lo vedremo faccia a faccia. Dice l’Apostolo: Adesso conosco in parte, adesso vedo in modo enigmatico come in uno specchio, allora invece faccia a faccia (1 Cor 13, 12). E l’apostolo Giovanni nella sua epistola aggiunge: Carissimi, già adesso noi siamo figli di Dio, ma ancora non si è manifestato ciò che saremo; sappiamo infatti che quando egli si manifesterà, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è (1 Io 3, 2). Che grande promessa è questa! Se lo ami, seguilo! Io lo amo, – tu dici – ma per quale via debbo seguirlo? Vedi, se il Signore tuo Dio ti avesse detto soltanto: Io sono la verità e la vita, il tuo desiderio della verità e il tuo anelito per la vita ti spingerebbero a cercare la via per poter giungere all’una e all’altra, o diresti a te stesso: che grande cosa la verità, che grande cosa la vita, oh se l’anima mia sapesse come giungervi! Cerchi la via? Ascolta il Signore; è la prima cosa che egli ti dice. Ti dice: Io sono la via; la via per arrivare dove? e sono la verità e la vita. Prima ti dice che via devi prendere, poi dove devi arrivare: Io sono la via, io sono la verità, io sono la vita. Dimorando presso il Padre, egli è la verità e la vita; rivestendosi di carne, è diventato la via. Non ti è detto: sforzati di cercare la via per giungere alla verità e alla vita; non ti è stato detto questo. Pigro, alzati! la via stessa è venuta a te e ti ha scosso dal sonno; e se è riuscita a scuoterti, alzati e cammina! Forse tenti di camminare e non riesci perché ti dolgono i piedi; e ti dolgono perché, forse spinto dall’avarizia, hai percorso duri sentieri. Ma il Verbo di Dio è venuto a guarire anche gli storpi. Ecco, dici, io ho i piedi sani, ma non riesco a vedere la via. Ebbene, egli ha anche illuminato i ciechi. 10. Fintantoché, dimorando nel corpo, siamo esuli dal Signore, ci tocca camminare nella fede; ma quando avremo percorso la via e saremo giunti in patria, gusteremo la più grande letizia, godremo la più completa beatitudine. Sarà perfetta pace, perché cesserà ogni contrasto. Frattanto, o fratelli, è difficile che riusciamo a vivere senza contesa. Siamo chiamati a vivere nella concordia, ci è comandato di essere in pace con tutti; dobbiamo sforzarci e impegnare tutte le nostre energie nell’intento di giungere finalmente alla pace più completa; e tuttavia litighiamo per lo più con quelli stessi che sono oggetto delle nostre premure. C’è chi sbaglia e tu vuoi ricondurlo sulla retta via; egli ti oppone resistenza e tu litighi; ti oppone resistenza il pagano, e tu polemizzi contro gli errori degli idoli e dei demoni; ti oppone resistenza l’eretico, e tu attacchi altre dottrine diaboliche; il cattivo cattolico non vuole vivere bene e tu rimproveri anche questo tuo fratello che vive con te: è con te sotto il medesimo tetto ed è sulla via della perdizione; ti struggi nel tentativo di correggerlo, dovendo rendere conto di lui al Signore tuo e suo. Quanti motivi di contese d’ogni parte! Qualche volta, stanco di lottare, uno dice: chi me lo fa fare, di continuare a sopportare quelli che mi contrariano e quelli che mi rendono male per bene? Io voglio aiutarli, ma essi vogliono perdersi; passo la mia vita a litigare, non sono mai in pace; inoltre mi faccio nemici quelli stessi che dovrei avere amici, se tenessero conto della mia premura per loro; perché devo sopportare tutto questo? Voglio ritirarmi da tutto, starmene solo, badare a me stesso e invocare il mio Dio. Sì, rifugiati dentro di te, e anche in te troverai la lotta. Se hai cominciato a seguire Dio, in te ci sarà la lotta. Quale lotta? La carne ha desideri contrari a quelli dello spirito, e lo spirito desideri contrari a quelli della carne (cf. Gal 5, 17). Ora eccoti, sei solo, solo con te stesso; non devi sopportare nessuno; ma vedi nelle tue membra un’altra legge in contrasto con la legge del tuo spirito, e che tende a renderti schiavo della legge del peccato che è nelle tue membra. Alza, dunque, la tua voce e, in mezzo alla lotta che è dentro di te, grida verso Dio, affinché egli ti metta in pace con te stesso: Infelice uomo che io sono! Chi mi libererà da questo corpo che mi vota alla morte? La grazia di Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore (Rm 7, 24-25). Perché chi segue me – dice il Signore – non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita. Una volta risolto ogni contrasto, si conseguirà l’immortalità, perché la morte, ultima nemica, sarà distrutta (1 Cor 15, 26). E quale pace sarà? E’ necessario che questo corpo corruttibile rivesta l’incorruttibilità, e questo corpo mortale rivesta l’immortalità (1 Cor 15, 53). Per giungere a questo, che sarà allora una realtà posseduta, seguiamo ora nella speranza colui che dice: Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.

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