GESÙ CRISTO FONTE UNIVERSALE DI SALVEZZA

  http://www.collevalenza.it/Riviste/2001/Riv0401/Riv0401_04.htm

GASTONE BELLABARBA

GESÙ CRISTO FONTE UNIVERSALE DI SALVEZZA

Introduzione: i pericoli del relativismo religioso 1.  La Dichiarazione “Dominus Jesus”. Alcuni contenuti dottrinali 2.  La Chiesa cattolica e le altre Chiese cristiane 3.  La salvezza riguarda anche le religioni non cristiane? 4.  Lo spirito ecumenico del Concilio Vaticano II e l’evangelizzazione del terzo millennio

Conclusioni: l’universalità della Chiesa di Cristo e il mistero della salvezza (Seguito)

3. La salvezza riguarda anche le religioni non cristiane? Il dibattito teologico sul come la salvezza possa realizzarsi nelle religioni non cristiane è tuttora aperto. Il Concilio Vaticano II si limitò ad affermare che Dio la dona “attraverso vie a lui note” (Decr. Ad gentes, n.7). “Per coloro i quali non sono formalmente membri della Chiesa, la salvezza di Cristo è accessibile in virtù di una grazia che, pur avendo una misteriosa relazione con la Chiesa, non li introduce formalmente in essa, ma illumina in modo adeguato alla loro situazione interiore e ambientale. Questa grazia proviene da Cristo, è frutto del suo sacrificio ed è comunicata dallo Spirito Santo” (Lett. Enc. Redemptoris Missio, n.10). L’insegnamento del Papa espresso nella “Redemtoris missio” è illuminante: “Quanto lo Spirito opera nel cuore degli uomini e nella storia dei popoli, nelle culture e nelle religioni, assume un ruolo di preparazione evangelica” (ibidem, n.29). Ne derivano alcune importanti conseguenze: “Via alla salvezza è il bene presente nelle religioni, ma non le religioni in quanto tali”; “Tutto ciò che di buono esiste nelle religioni va riconosciuto e valorizzato” perché “il bene e il vero, ovunque si trovi, proviene dal Padre ed è opera dello Spirito”. Con la venuta di Gesù Cristo Salvatore, Dio ha voluto che la Chiesa da lui fondata fosse lo strumento per la salvezza di tutta l’umanità. Questa verità di fede nulla toglie al fatto che la Chiesa consideri le religioni del mondo con sincero rispetto secondo quanto di “bene” esse esprimono, ma non riguardo ai contenuti dottrinali in quanto la Chiesa esclude radicalmente quella mentalità indifferentista impostata a un relativismo religioso che porta a ritenere che “una religione vale l’altra”. La Chiesa, come esigenza dell’amore a tutti gli uomini, “annuncia ed è tenuta ad annunciare, incessantemente Cristo che è ‘la via, la verità e la vita’ (Gv 14,6), in cui gli uomini trovano la pienezza della vita religiosa e nel quale Dio ha riconciliato a sé tutte le cose” (Dich. Nostra aetate, n.2 ). Gesù ha affidato alla Chiesa di diffondere il suo Vangelo tra tutti gli uomini, dicendo agli Apostoli: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte le cose che ho comandate a voi. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo” (Mt 28,18-20). Gesù esprime così il suo essere centro unico e universale di salvezza per tutta l’umanità attraverso la Chiesa da lui fondata che ha il compito di evangelizzare il mondo nel nome di Dio, Uno e Trino, e di indicare a tutte le genti e a tutti i popoli la via della verità e della salvezza che risiede in Gesù Cristo Figlio Unigenito di Dio Padre, incarnato, morto e risorto per la vittoria sul peccato e sulla morte e, donare la salvezza e la vita eterna a tutti i figli di Dio Padre divenuti fratelli in Cristo.

4. Lo spirito ecumenico del Concilio Vaticano II e l’evangelizzazione del terzo millennio Dopo il peccato originale di Adamo ed Eva, Dio Padre preannuncia il piano salvifico (Gn 3,15) e la vittoria di Gesù Cristo su Satana, principe del mondo, per la riconciliazione, la salvezza dell’intera umanità. Così, nella maturità dei tempi, Dio Padre invia il Verbo perché realizzi il piano della salvezza e quindi il Regno di Dio Padre. Il mistero della salvezza che si manifesta attraverso la Chiesa e abbraccia l’intera Creazione, diventa storia della redenzione mediante Cristo e lo Spirito Santo che danno forma alle diverse espressioni della fede che hanno come unico centro universale la Chiesa di Cristo che ha ricevuto la missione di battezzare, evangelizzare tutte le genti e annunciare e realizzare il Regno di Dio attraverso l’opera vivificante dello Spirito Santo e di Gesù Eucaristico. È sotto la guida dello Spirito Santo che la Chiesa ha realizzato la svolta ecumenica del Concilio Vaticano II e dato impulso al Grande Giubileo del 2000 come preparazione alla nuova evangelizzazione del terzo millennio. Così si è aperta per la Chiesa di Cristo una nuova stagione ricca di prospettive in una società razionalizzata, secolarizzata, globalizzata dove dilagano le nuove povertà materiali e spirituali che esprimono i diffusi malesseri presenti nel mondo all’alba del terzo millennio. Di fronte a queste nuove povertà e malesseri economici, demografici, sociali, culturali, spirituali, religiosi, la Chiesa di Cristo ha il compito di diffondere gli antitodi per la difesa della vita, della dignità della persona umana, per lo sviluppo dell’amore, della carità, della solidarietà, del perdono, della misericordia e su queste basi di amore e di verità intensificare il dialogo interreligioso per portare Cristo e Maria, Madre di Dio e Madre nostra, in tutti i cuori così da diffondere l’evangelizzazione e portare l’umanità alla salvezza.

Conclusioni: l’universalità della Chiesa di Cristo e il mistero della salvezza Il piano divino della salvezza è la risposta di Dio Padre e Creatore al peccato originale che rappresenta la trasgressione, la superbia dell’uomo contro il Signore Iddio. Una risposta di amore e di misericordia che offre ai figli peccatori la redenzione, la salvezza attraverso il sacrificio della Croce di Gesù Cristo che con la sua gloriosa risurrezione sconfigge i1 peccato e la morte, e apre le porte alla vita eterna nel Regno santo di Dio, Uno e Trino. I contenuti fondamentali della dottrina cattolica sono l’incarnazione, la morte, la risurrezione di Gesù Cristo che, nella maturità dei tempi, viene inviato dal Padre per la salvezza dell’intera umanità. E nella missione terrena il Figlio di Dio, incarnato nel seno della Vergine ed Immacolata Maria per opera dello Spirito Santo, costituisce la Chiesa per l’evangelizzazione del mondo e la salvezza dell’umanità. La Chiesa di Cristo è la custode del mistero della salvezza e le sue porte sono sempre aperte all’amore, alla misericordia, al perdono, come tabernacolo universale di Dio vivente che chiama tutti a sé per vincere Satana e popolare di Angeli e di Santi la Gerusalemme celeste. La Dichiarazione “Dominus Jesus”, firmata dal cardinale Joseph Ratzinger (Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede) ha definito i principali contenuti dottrinali della Chiesa cattolica riguardo al rapporto con le altre Chiese e religioni in ordine alla verità e alla salvezza negando che “tutte le religioni siano vie ugualmente valide di salvezza”, così rispondendo ai teologi e a quanti sostengono il relativismo religioso. Monsignor Tarcisio Bertone (segretario della Congregazione), che ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione del documento “Dominus Jesus”, ha chiarito che anche se la Dichiarazione, in quanto tale, non gode della prerogativa dell’infallibilità, gli insegnamenti che contiene sono “patrimonio di fede della Chiesa”, in quanto “infallibilmente proposti dal Magistero in precedenti atti”. Come prevedibile, la Dichiarazione ha suscitato dure reazioni da parte degli esponenti delle altre Chiese e religioni non cristiane in quanto si è temuto che la Dichiarazione costituisse un freno allo spirito ecumenico, che procede secondo un cammino irto di difficoltà, e una sorta di “fondamentalismo” poiché vi si intravvede una affermazione di esclusività della Chiesa cattolica in ordine alla verità e alla salvezza. Il cardinale australiano Edward Cassidy, massimo collaboratore del Papa per il dialogo con le Chiese cristiane e con l’Ebraismo, dissente dal “linguaggio” e dai “modi” della Dichiarazione “Dominus Jesus” pur confermando che i contenuti dottrinali sono quelli della teologia manifestata nei documenti del Concilio Vaticano II. Tuttavia, riguardo alla forma, la Dichiarazione sembra rappresentare una ulteriore difficoltà rispetto al dialogo ecumenico che si è sviluppato dal Concilio in poi. Il cardinale E.Cassidy spera comunque che il progetto di incontro giubilare ebraicocattolico in programma per il 3 ottobre 2000 al Laterano, disdetto dalle Comunità ebraiche, possa realizzarsi una volta maturato il tempo per chiarire bene le divergenze che si sono venute a creare. Il Papa, in occassione del XIII Incontro interreligioso, organizzato nella capitale portoghese (Lisbona) dalla comunità di S. Egidio con la partecipazione di 250 personalità di dieci religioni (e conclusosi il 26-9-2000), ha inviato al Cardinale E. Cassidy un messaggio di compiacimento per la conclusione dell’incontro rilanciando il dialogo ecumenico a tutto campo, quindi “impegno prioritario” pur senza “ignorare le differenze”. Questo terreno teologico aprirà certamente un acceso dibattito fra i cristiani e i non cristiani nella sperazza che l’ecumenismo non sia messo in discussione, come affermato dal Papa. Un punto fermo per tutti rimane comunque quello che “Cristo è una realtà che cambia la storia, anche per chi non lo riconosce”. Per quanto riguarda i contrasti, le incomprensioni, le difficoltà di dialogo affidiamoci all’opera santifica dello Spirito Santo che diffonde i suoi doni e la sua grazia secondo la volontà e i disegni di Dio Padre.

 

Publié dans : meditazioni/ riflessioni |le 5 avril, 2016 |Pas de Commentaires »

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