Archive pour le 15 février, 2016

Il Papa in Messico

Il Papa in Messico dans immagini del Papa
http://www.acistampa.com/story/papa-francesco-in-messico-una-messa-alla-frontiera-e-due-lingue-indigene-2586

Publié dans:immagini del Papa |on 15 février, 2016 |Pas de commentaires »

LASCIARSI SCOLPIRE DALLA QUARESIMA

http://www.fmaitv.eu/content/lasciarsi-scolpire-dalla-quaresima

LASCIARSI SCOLPIRE DALLA QUARESIMA

Inviato da contenuti il Mer, 22/02/2012

Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, ama citare – riguardo i giovani – le parole di un padre della chiesa del IV secolo; “Voi vi chiedete come mai i giovani crescendo si allontanino dalla Chiesa. Ma è naturale; è come nella caccia alla volpe, dove i cani che non l’hanno vista, prima o poi si stancano, rinunciano e tornano a casa; mentre quei pochi che hanno visto la volpe proseguiranno la loro caccia fino in fondo”. Ed Enzo Bianchi conclude: “Ecco, il problema è far vedere la volpe ai giovani, far conoscere loro Gesù Cristo”.
Non solo ai giovani, ma a tutti noi è chiesto questo: conoscere e amare Gesù Cristo, vivere nel quotidiano il suo Vangelo.
Sono arrivato alquanto tardi a dare a Gesù Cristo il posto centrale ch’egli occupa oggi
nel mio pensiero e nella mia vita … Oggi, dopo aver molto riflettuto e predicato … Gesù Cristo è la luce, il calore e – attraverso il suo Spirito Santo – il moto della mia vita. Egli mi interroga ogni giorno, e ogni giorno mi impedisce di arrestarmi: il suo Vangelo e il suo esempio mi strappano alla tendenza istintiva che mi terrebbe legato a me stesso, alle mie abitudini, al mio egoismo. Ed esperimento la verità di questa frase di Ibn Arabi: « Colui la cui malattia si chiama Gesù, non può guarire ». (Yves Congar, teologo)
La Quaresima è proprio per questo un’occasione propizia: è intraprendere un viaggio, un percorso che conduce all’incontro col Signore Crocefisso e Risorto; è un grande appello sempre nuovo, scomodo e insieme promettente, a verificare il nostro essere cristiani sulla Pasqua di Gesù e sul Vangelo.
Intraprendere questo viaggio, rispondere a questo appello ci costruirà, ci darà una nuova forma, la forma di Gesù, ci spalancherà nuovi orizzonti, ci scolpirà come cristiani.
È noto l’aneddoto che narra di Michelangelo, visitato nel suo atelier di scultore da papa Giulio II, mentre stava accanendosi contro un blocco di marmo. “Perché colpisci così forte?”, gli chiese il pontefice. Gli rispose Michelangelo: “Non vedete che c’è un angelo imprigionato in questo blocco di marmo? Io lavoro per liberarlo!”.
E allora, lasciamoci “scolpire” e liberare dalla Quaresima …
In particolare vi invito a lasciarvi scolpire dalla Parola di Dio.
La Parola di Dio non si porta in capo al mondo in una valigetta: la si porta in se stessi, la si porta su di sé. Non la si ripone in un angolo di se stessi, nella propria memoria, come sistemata sul ripiano di un armadio. La si lascia andare fino al fondo di sé, sino a quel cardine su cui fa perno tutto il nostro essere. Essa non ci deve più abbandonare, più di quanto non ci abbandoni la nostra vita e il nostro spirito. Essa vuole fecondare, modificare, rinnovare la stretta di mano che avremmo da dare, lo sforzo che poniamo nei compiti che ci spettano, il nostro sguardo su coloro che incontriamo, la nostra reazione alla fatica, il nostro sussulto di fronte al dolore, lo schiudersi della nostra gioia. Vuole stare con se stessa ovunque noi siamo con noi stessi. Allora la vedremo splendere mentre camminiamo per strada, mentre accudiamo al nostro lavoro, sbucciamo i legumi, attendiamo una telefonata, spazziamo i pavimenti; la vedremo splendere tra due frasi del nostro prossimo, tra due lettere da scrivere, quando ci svegliamo e quando ci addormentiamo. Il fatto è che essa ha trovato il suo posto: un cuore di uomo povero e caldo per riceverla. (Madeleine Delbrêl, Noi delle strade)
Ascoltare, leggere, meditare la Parola; gustarla, amarla, celebrarla, viverla è l’itinerario su cui camminare nella prossima Quaresima. Certi che mettersi in ascolto della Sacra Scrittura ci fa sentire amati e ci fa capaci di amare.
Ed è l’amore che si declina nelle sue varie forme – in casa e fuori casa, coi vicini e con i lontani, nelle diverse attività di volontariato, nelle sfide della giustizia – il luogo per incarnare la Parola che si ascolta e cambia il cuore.
Sono stato colpito dalla scritta collocata sopra il Crocefisso ligneo della vostra
splendida chiesa (S. Bernardino di Molfetta): CHARITAS SINE MODO.
È un latino semplice, che vuol dire: amore senza limite. Anzi, per essere più fedeli alle parole, bisognerebbe tradurre così: Amore senza moderazione. Smodato, sregolato. Amore senza freni, senza misura, senza ritegno.
Volesse il cielo che, ogniqualvolta uscite dalla chiesa, non vi sentiste affidare da Gesù Cristo nessun’altra consegna che questa: Charitas sine modo. La misura dell’amore … è quella di amare senza misura.
(mons. Tonino Bello)
La Quaresima torna ogni anno con le sue domande e proposte forti e con la sua richiesta di risposte forti. Non la si può mai dare per scontata o invecchiata. Invita al silenzio, all’ascolto della Parola, alla preghiera, alla sobrietà, alla fraternità. Invita alla conversione del cuore, al rovesciamento di alcune prospettive.
In un campo ho veduto una ghianda:
sembrava così morta, inutile.
E in primavera ho visto quella ghianda mettere radici e innalzarsi,
giovane quercia verso il sole.
Un miracolo, potresti dire:
eppure questo miracolo si produce mille migliaia di volte
nel sonno di ogni autunno
e nella passione di ogni primavera.
Perché non dovrebbe prodursi nel cuore dell’uomo?
(Kahlil Gibran)

La Quaresima può essere la tua, la mia primavera …
Mirko Bellora

IL RINNOVAMENTO DELLA TERRA

http://www.esserecristiani.com/index.php?option=com_content&view=article&id=976:il-rinnovamento-della-terra-la-risurrezione-del-mondo&catid=122:2014-testi-omelie&Itemid=91

Pe. Luiz Carlos de Oliveira, Redentorista

IL RINNOVAMENTO DELLA TERRA

1420. la Risurrezione del mondo   “Invia, Signore, il tuo Spirito e rinnoverai la faccia della terra”. Normalmente dicendo questo intendiamo l’aspetto spirituale. L’uomo, nel linguaggio della Scrittura e anche dei miti, è stato fatto di fango al quale è stata data l’intelligenza e l’anima spirituale. L’essere umano è un tutto. La materia, anche  deperibile, è animata da un’anima che gli dà senso e consistenza vitale. Grazie a Dio, a partire dal crescente rispetto verso l’essere umano, anche la natura è stata beneficata. Abbiamo la sensibilità di preservare la natura come condizione di vita per le persone. Ma c’è una dimensione spirituale  che può fondare meglio questa cura. San Paolo ci insegna nella lettera ai Romani la vita dello Spirito in noi e nella natura: “La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa – e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.” (Rm 8,19-23). La Risurrezione di Gesù e la nostra, per il dono dello Spirito, sono la base dell’ecologia che è anche spirituale. Per questo possiamo dire che una vita spirituale può essere coerente solo se sa preservare anche i beni naturali. Il peccato che disequilibra la persona ha risonanza anche nella natura. Quando la Bibbia, nel raccontare la creazione dell’uomo dice: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e sottomettetela” (Gn 1,28). Il senso è di dominarla ma non per averla come un Dio. C’è anche un lato positivo nel prendersi cura della terra come leggiamo più avanti:”Dio prese l’uomo e lo mise nel giardino di Eden perchè lo coltivasse e lo custodisse” (Gn 2,15). 1421. la natura cammino di Dio Quando si parla di spiritualità, c’è una tendenza di uscire dalla realtà, fino al disprezzo della natura, inclusa quella umana. Questo contraddice l’insegnamento della Scrittura che ha creato tutto nella unità. Questa unità arriva al massimo nella persona di Gesù che è Uomo-Dio. La Divinità si è unita alla materia. Questa materia partecipa della Risurrezione di Gesù ed è glorificata in Lui. Per questo, la natura è cammino di Dio. Per essa possiamo comprendere l’amore creatore del padre e la forza redentrice della Risurrezione. La Parola insegna: “I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera sua (Salmo 18). S. Bernardo diceva che imparava più dalle piante che dai libri. Preghiamo nei salmi quanto le bellezze della natura sono motivo di lode a Dio. Nell’inno alle creature diamo voce a tutto l’Universo per lodare Dio: “Opere del Signore, benedite il Signore…” (Dn 3,57 ss.). Il salmo 64, dopo la lode dell’azione di Dio nella natura, esplode in un grido che riassume tutto: “Tutto canta e grida di gioia”. La spiritualità senza l’unione all’altro e alla natura è “un come un bronzo che risuona e  un cembalo che tintinna” (1 Cor 13,1). 1422. A causa dell’uomo L’essere umano, come natura, è unito all’Universo. Con la Risurrezione di Gesù l’universo ha iniziato il suo rinnovamento. Risuscitare con Gesù è integrarsi sempre più nella cura del mondo che ci è stato affidato. Il rispetto, la promozione e l’integrazione della persona nella vita degna porta con se la natura. Se per causa del peccato dell’uomo la natura soffre, anche se non sappiamo spiegarlo, vivere nella grazia è anche la sua redenzione. Nella Scrittura la natura che grida e geme nelle doglie del parto (Rm 8,22), asciuga le sue lacrime e offre a Dio il pane e il vino, Corpo e Sangue del Signore, che sono la sua risurrezione. Siamo chiamati a dare al mondo e a tutte le persone il diritto di amare Dio con totalità,  unendo alla sua risposta di fede, la natura creata con molto amore.

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