Archive pour le 9 décembre, 2015

Hanukkah in Jerusalem

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IL MESSAGGIO DI CHANUKKAH – FESTA 2015: 7-14 DICEMBRE

http://moked.it/blog/2013/12/03/il-messaggio-di-chanukkah/

IL MESSAGGIO DI CHANUKKAH -  FESTA 2015: 7-14 DICEMBRE

Andrea Yakov Lattes, Università di Bar Ilan

(3 dicembre 2013)

L’aspetto più rappresentativo e peculiare, e forse anche fondamentale, che caratterizza l’ebraismo fin dalle sue origini, è il confronto e la contrapposizione con la cultura circostante. La storia comincia in Egitto, dove già la famiglia di Giacobbe dovette misurarsi con una società circostante diversa, tant’è che fu costretta a risiedere in una zona separata dagli egiziani, nella Terra di Goshen, perché questi non sopportavano chi si occupava dell’allevamento di bestiame (Genesi 46,34): questo caso potrebbe forse essere stato il prototipo della futura juderia o magari anche di quello che diventerà il ghetto. Terminata la schiavitù egiziana, al popolo venne insegnato che “non farete come le azioni della Terra d’Egitto in cui risiedevate e come le gesta del paese di Canaan in cui vi sto portando, e secondo le loro leggi non vi comporterete” (Levitico 18,3). La contrapposizione alle altre culture e la distinzione da esse diventa dunque non soltanto evidente, ma messa per iscritto e codificata. Sarà questo l’elemento peculiare dell’identità ebraica per le generazioni future: come dissero gli antichi Maestri, ???? ???? ???? ?????, le gesta dei padri sono un segno per i figli. Durante il periodo dei maccabei, l’ebraismo dovette confrontarsi con la cultura ellenistica. La festa di Chanukkah non è altro che la celebrazione di questa contrapposizione culturale, religiosa, e anche etnica, il rigetto delle usanze dei greci, diverse e straniere. In seguito, tramontata l’egemonia ellenica, il popolo ebraico si scontrò con il mondo romano e pagano, scontro che portò alla distruzione del Tempio prima e all’espugnazione di Betar nel 135. Nella Diaspora, il gruppo ebraico si trovò sempre a essere una minoranza, dovendosi per l’appunto confrontare con una cultura di maggioranza diversa dalla propria, sia che si trovasse in Europa in un ambiente cristiano, sia che si trovasse negli altri paesi mediterranei a maggioranza musulmana. Questo continuo confronto con culture diverse, e la necessità di diversificarsi e a volte distanziarsi da loro, è uno fra gli elementi che hanno più influito sulla cultura ebraica così come la conosciamo oggi. Ed è chiaro che nessun’altra popolazione si è mai posta questo dilemma con tanta forza, se accettare oppure rifiutare la cultura esterna. Ancora oggi ci troviamo dinnanzi alla necessità di un confronto con una cultura globalizzata, quella dei McDonald’s e della Coca Cola, e con l’esigenza di riuscire a ritagliare uno spazio particolare in cui poter esprimere la propria peculiarità e con cui identificarsi in una maniera distinta dalla moda corrente. Ma questo millenario confronto fa vedere anche che fra i due estremi, il totale rifiuto della cultura circostante da un lato e la sua passiva adozione a scapito della specifica cultura ebraica dall’altro, vi è una via di mezzo: l’accettazione della cultura estranea in maniera selettiva e consapevole. Quello che può essere utile e non contrasta con i princìpi tradizionali entra nell’ebraismo, quello che invece non è sano e utile viene respinto. Non per niente gli stessi Maestri introdussero molti termini greci nella lingua ebraica, tant’è che la massima istituzione ebraica si chiamava Sinedrio, sostenendo che il greco è una lingua bella e pertanto è permesso perfino scrivere un Sefer Torah in greco (Mishnah, Meghillah). Che sia questo il messaggio, del tutto moderno e attuale, che la festa di Chanukkah ci vuole trasmettere?

 

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UNA PREGHIERA PER L’AVVENTO DI SANT’AMBROGIO – 7 DICEMBRE

http://www.cantualeantonianum.com/2012/12/ambrogio-celebra-la-messa-assistito-dai.html#ixzz3tqQiWCTB

UNA PREGHIERA PER L’AVVENTO DI SANT’AMBROGIO – 7 DICEMBRE

Sant’Ambrogio (340-397), Vescovo e Dottore della Chiesa (una dei primi quattro grandi dottori d’Occidente), la cui festa ricorre oggi, ci ispira nel cammino dell’Avvento con questa bellissima preghiera di invocazione, tutta trapuntata di citazioni e allusioni bibliche. E’ tratta dai suoi scritti in commento ai Salmi, ma – come si vede – è un colloquio con Gesù, una richiesta ardente della sua venuta come Pastore a prendersi cura della pecorella smarrita. Il Signore, che viene « in persona » ci accoglie in Maria « vergine immune, per effetto della grazia, da ogni macchia di peccato », come la sentiamo cantare da Ambrogio in questa vigilia dell’Immacolata Concezione. Una vita antica del Santo fu scritta da Paolino, suo segretario, e si può leggere a questo link.

CERCA, O SIGNORE, LA TUA PECORA STANCA dal Commento al Salmo CXVIII 22, 28-30 di S. Ambrogio di Milano

Ps. 118, 176: Quaere servum tuum, quia mandata tua non sum oblitus…

Vieni dunque, Signore Gesù, cerca il tuo servo[Sal 118,176] cerca la tua pecora stanca. Vieni, pastore, cerca, come Giuseppe cercava le pecore[Gn 37,14]. Ha errato la tua pecora, mentre tu indugi, mentre ti aggiri sui monti. Lascia andare le tue novantanove pecore e vieni a cercare la sola pecora che ha errato[Mt 18,12 ss; Lc 15,4]. Vieni senza cani, vieni senza cattivi operai, vieni senza il servo mercenario, che non sa passare per la porta[Gv 10,1-7]. Vieni senza aiutante, senza messaggero. Già da tempo aspetto la tua venuta. Infatti so che verrai, «poiché non ho dimenticato i tuoi comandamenti»[Sal 118,176]. Vieni non «con la verga, ma con carità e in spirito di mansuetudine»[lCor 4,21]. Non esitare a lasciare sui monti le tue novantanove pecore, poiché i lupi rapaci[Mt 7,15; At 20,29] non possono attaccarle finché stanno sui monti. Nel paradiso il serpente è riuscito a nuocere solo una volta, ma dopo che Adamo ne è stato scacciato ha perduto l’esca e là non potrà più nuocere. Vieni da me, che sono tormentato dall’attacco di lupi pericolosi. Vieni da me, che sono stato scacciato dal paradiso e le cui piaghe sono da tempo penetrate dai veleni del serpente, da me che ho errato lontano dalle tue greggi su quei monti. Anche me tu avevi collocato qui, ma il lupo notturno mi ha allontanato dai tuoi ovili. Cercami, poiché io ti cerco, cercami, trovami, prendimi, portami. Tu puoi trovare colui che cerchi, ti degni di prendere colui che hai trovato, ti porti sulle spalle colui che hai preso. Non ti infastidisce un peso che ti ispira pietà, non ti pesa un trasporto di giustizia. Vieni dunque, Signore, poiché anche se ho errato, tuttavia «non ho dimenticato i tuoi comandamenti» e conservo la speranza della medicina. Vieni, Signore, perché tu solo sei in grado di far tornare indietro la pecora errante e non rattristerai quelli da cui ti sei allontanato. E anche loro si rallegreranno del ritorno del peccatore. Vieni ad attuare la salvezza sulla terra, la gioia nel cielo. Vieni, dunque, e cerca la tua pecora non per mezzo dei servitori, non per mezzo dei mercenari, ma tu in persona. Accoglimi nella carne che è caduta in Adamo. Accoglimi non da Sara[Gn 17,15], ma da Maria, perché sia non soltanto una vergine inviolata, ma una vergine immune, per effetto della grazia, da ogni macchia di peccato. Portami sulla croce che da la salvezza agli erranti, soltanto nella quale c’è riposo per gli affaticati, soltanto nella quale vivranno tutti quelli che muoiono.

Testo preso da: Una preghiera per l’Avvento di sant’Ambrogio

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