Archive pour le 8 janvier, 2015

L’Albero di Jesse nell’altare di S. Leonardo nella Cattedrale di Venafro

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IL BATTESIMO INIZIO DELLA NOSTRA DIVINIZZAZIONE PER GRAZIA (2005) DI BARTOLOMEO I

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IL BATTESIMO INIZIO DELLA NOSTRA DIVINIZZAZIONE PER GRAZIA (2005)

Dovremmo avere lo stesso dono della parola che aveva il nostro santo predecessore Gregorio il Teologo, il quale nella sua omelia sulla Santa Epifania – insuperabile sia teologicamente che letterariamente – esprime in maniera incomparabile la fede genuina della Chiesa sul santo battesimo trasmessa fin dai tempi antichi

DI BARTOLOMEO I, PATRIARCA ECUMENICO DI COSTANTINOPOLI

In queste pagine, i mosaici della prima metà dell’XI secolo del monastero
di Hosios Loukas, Daphni, Grecia; qui sopra il battesimo di Gesù
In queste pagine, i mosaici della prima metà dell’XI secolo del monastero di Hosios Loukas, Daphni, Grecia; qui sopra il battesimo di Gesù
Dovremmo avere lo stesso dono della parola che aveva il nostro santo predecessore Gregorio il Teologo, il quale nella sua omelia sulla Santa Epifania – insuperabile sia teologicamente che letterariamente – esprime in maniera incomparabile la fede genuina della Chiesa sul santo battesimo trasmessa fin dai tempi antichi, e, riferendosi alla rivelazione del Dio Trinitario al fiume Giordano, illustra con commovente magnificenza la grandezza dell’amore del Signore per gli uomini, che con la santificazione degli elementi materiali, come l’acqua, rende possibile la partecipazione alla vita divina a noi pellegrini sulla terra.
Molteplici sono le teofanie che – nelle sue svariate religioni mitiche – l’umanità ha conosciuto fin dai tempi antichi ed esse rivelano la profondissima ma inappagata sete dell’animo umano di giungere alla comunione con il suo Creatore. La Chiesa, Corpo di Cristo, che vive il compimento delle prefigurazioni e delle visioni dell’Antico Testamento, a partire dalla manifestazione del Dio Trinitario al fiume Giordano nel momento del battesimo di Gesù, non ha mai cessato di vivere manifestazioni divine di diversa intensità, grazie alla condiscendenza misericordiosa di Dio amico dell’uomo.
Dal momento in cui il Dio Logos «si è fatto uomo affinché l’uomo diventasse Dio», come diceva Atanasio il Grande, gradualmente ha rivelato il mistero della divinizzazione degli uomini, certo non per natura ma per grazia, tramite la potenza increata dello Spirito Santo, e ha consegnato ai fedeli sé stesso come esempio: «Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme» (1Pt 2, 21).
Battezzato lui stesso nel Giordano, ha insegnato così la necessità del battesimo come sacramento fondamentale e introduttivo per l’incorporazione e l’innesto dei fedeli nel bell’olivo della Chiesa e ha ripetuto, nel suo famoso dialogo notturno con il discepolo Nicodemo, che «se uno non nasce dall’acqua e dallo Spirito, non può entrare nel regno di Dio» (Gv 3, 5). Allo stesso modo ognuno di noi, quando riceve il battesimo, viene purificato in modo misterioso dalla macchia del peccato, e, rinato spiritualmente, ha da quel momento in poi la possibilità di partecipare dinamicamente alla vita della Chiesa, dove vivendo in purezza di spirito e di corpo può sperimentare già ora le manifestazioni divine e la manifestazione divina finale della quale godranno quanti diverranno partecipi del Paradiso, secondo la mirabile descrizione dell’evangelista Giovanni nella sua Apocalisse (capp. 21 e 22).
Quando parliamo di manifestazione divina, non intendiamo una condizione prodotta dalla fantasia, ma una totale partecipazione dell’intera persona umana, corpo e anima, ai doni dello Spirito Santo. In tale partecipazione, può accadere di sperimentare soltanto interiormente la presenza operante di Dio o può accadere di vivere anche corporalmente un cambiamento che non si può descrivere con parole umane. Così d’altronde capitò al santo apostolo Paolo che per primo visse questo fatto (2Cor 12), e si scoprì incapace di descriverlo, trattandosi di una pregustazione seppure di minima intensità del Paradiso.
Simili doni di grazia sono stati e sono ancora vissuti da moltissimi santi della Chiesa, sia antichi sia a noi contemporanei, che peraltro non li hanno cercati, visto che la manifestazione di Dio costituisce un evento straordinario, concepibile soltanto come dono di Dio, e non può essere il risultato di speciali sforzi tecnici che in una qualche maniera costringano Dio a rivelare sé stesso.
Una tale visione e condizione spirituale esige una vita assolutamente evangelica, secondo le promesse pronunciate al momento del nostro battesimo, quando «abbiamo rinunciato a Satana e siamo stati uniti a Cristo». E visto, comunque, che «viviamo nella carne e abitiamo nel mondo» e sporchiamo la candida veste del battesimo sia a causa della debolezza umana sia per la tentazione del demonio, il Signore misericordioso ci ha donato il secondo battesimo, cioè quello del pentimento e delle lacrime. Addirittura, riguardo al valore di questo secondo battesimo, san Gregorio di Nissa scrive che «anche la lacrima che gocciola ha la stessa forza del lavacro del battesimo, e un gemito di contrizione restituisce la grazia che si era perduta per poco tempo».
Con quel che abbiamo detto qui molto brevemente, abbiamo tentato di mostrare la fede ininterrotta che vive la Madre Santa, la Grande Chiesa di Cristo, riguardo al significato della manifestazione di Dio, in primo luogo al Giordano e poi nella vita quotidiana dei fedeli. La nostra discendenza da Adamo, il progenitore decaduto, certamente ci ha fatto ereditare anche tante conseguenze negative che ci ostacolano nel cammino per giungere alla visione diretta del volto di Dio. Il Signore misericordioso, però, con la sua ineffabile incarnazione e l’insieme della divina economia, ci concede la possibilità di spogliarci del vecchio Adamo corruttibile e di rivestirci in Lui del nuovo, secondo il detto paolino: «Quanti siamo battezzati in Cristo, ci siamo rivestiti di Cristo». Così canta la Chiesa nel giorno luminoso della festa dell’Epifania, con la gioia nel cuore, aspettando il rinnovamento di questo mondo corruttibile al momento della seconda venuta del Signore, il quale con la santificazione delle acque inaugura il ritorno alla bellezza primigenia anche della creazione stessa, che soffre con noi fino a quando Cristo sarà tutto in tutti.

PAPA FRANCESCO (SUL BATTESIMO, 13.11.13)

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2013/documents/papa-francesco_20131113_udienza-generale.html

PAPA FRANCESCO (SUL BATTESIMO, 13.11.13)

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro

Mercoledì, 13 novembre 2013

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel Credo, attraverso il quale ogni domenica facciamo la nostra professione di fede, noi affermiamo: «Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati». Si tratta dell’unico riferimento esplicito a un Sacramento all’interno del Credo. In effetti il Battesimo è la “porta” della fede e della vita cristiana. Gesù Risorto lasciò agli Apostoli questa consegna: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato» (Mc 16,15-16). La missione della Chiesa è evangelizzare e rimettere i peccati attraverso il sacramento battesimale. Ma ritorniamo alle parole del Credo. L’espressione può essere divisa in tre punti: «professo»; «un solo battesimo»; «per la remissione dei peccati».
1. «Professo». Cosa vuol dire questo? È un termine solenne che indica la grande importanza dell’oggetto, cioè del Battesimo. In effetti, pronunciando queste parole noi affermiamo la nostra vera identità di figli di Dio. Il Battesimo è in un certo senso la carta d’identità del cristiano, il suo atto di nascita, e l’atto di nascita alla Chiesa. Tutti voi conoscete il giorno nel quale siete nati e festeggiate il compleanno, vero? Tutti noi festeggiamo il compleanno. Vi faccio una domanda, che ho fatto altre volte, ma la faccio ancora: Chi di voi si ricorda la data del proprio Battesimo? Alzi la mano: sono pochi (e non domando ai Vescovi per non far loro provare vergogna…). Ma facciamo una cosa: oggi, quando tornate a casa, domandate in quale giorno siete stati battezzati, cercate, perché questo è il secondo compleanno. Il primo compleanno è quello della nascita alla vita e il secondo compleanno è quello della nascita alla Chiesa. Farete questo? È un compito da fare a casa: cercare il giorno in cui io sono nato alla Chiesa, e ringraziare il Signore perché nel giorno del Battesimo ci ha aperto la porta della sua Chiesa. Al tempo stesso, al Battesimo è legata la nostra fede nella remissione dei peccati. Il Sacramento della Penitenza o Confessione è, infatti, come un “secondo battesimo”, che rimanda sempre al primo per consolidarlo e rinnovarlo. In questo senso il giorno del nostro Battesimo è il punto di partenza di un cammino bellissimo, un cammino verso Dio che dura tutta la vita, un cammino di conversione che è continuamente sostenuto dal Sacramento della Penitenza. Pensate a questo: quando noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati, andiamo a chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo con questo perdono. E questo è bello, è come festeggiare il giorno del Battesimo in ogni Confessione. Pertanto la Confessione non è una seduta in una sala di tortura, ma è una festa. La Confessione è per i battezzati! Per tenere pulita la veste bianca della nostra dignità cristiana!
2. Secondo elemento: «un solo battesimo». Questa espressione richiama quella di san Paolo: «Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo» (Ef 4,5). La parola “battesimo” significa letteralmente “immersione”, e infatti questo Sacramento costituisce una vera immersione spirituale nella morte di Cristo, dalla quale si risorge con Lui come nuove creature (cfr Rm 6,4). Si tratta di un lavacro di rigenerazione e di illuminazione. Rigenerazione perché attua quella nascita dall’acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno può entrare nel regno dei cieli (cfr Gv 3,5). Illuminazione perché, attraverso il Battesimo, la persona umana viene ricolmata della grazia di Cristo, «luce vera che illumina ogni uomo» (Gv 1,9) e scaccia le tenebre del peccato. Per questo, nella cerimonia del Battesimo, ai genitori si dà una candela accesa, per significare questa illuminazione; il Battesimo ci illumina da dentro con la luce di Gesù. In forza di questo dono il battezzato è chiamato a diventare egli stesso “luce” – la luce della fede che ha ricevuto – per i fratelli, specialmente per quelli che sono nelle tenebre e non intravedono spiragli di chiarore all’orizzonte della loro vita.
Possiamo domandarci: il Battesimo, per me, è un fatto del passato, isolato in una data, quella che oggi voi cercherete, o una realtà viva, che riguarda il mio presente, in ogni momento? Ti senti forte, con la forza che ti dà Cristo con la sua morte e la sua risurrezione? O ti senti abbattuto, senza forza? Il Battesimo dà forza e dà luce. Ti senti illuminato, con quella luce che viene da Cristo? Sei uomo e donna di luce? O sei una persona oscura, senza la luce di Gesù? Bisogna prendere la grazia del Battesimo, che è un regalo, e diventare luce per tutti!
3. Infine, un breve accenno al terzo elemento: «per la remissione dei peccati». Nel sacramento del Battesimo sono rimessi tutti i peccati, il peccato originale e tutti i peccati personali, come pure tutte le pene del peccato. Con il Battesimo si apre la porta ad una effettiva novità di vita che non è oppressa dal peso di un passato negativo, ma risente già della bellezza e della bontà del Regno dei cieli. Si tratta di un intervento potente della misericordia di Dio nella nostra vita, per salvarci. Questo intervento salvifico non toglie alla nostra natura umana la sua debolezza – tutti siamo deboli e tutti siamo peccatori -; e non ci toglie la responsabilità di chiedere perdono ogni volta che sbagliamo! Io non mi posso battezzare più volte, ma posso confessarmi e rinnovare così la grazia del Battesimo. È come se io facessi un secondo Battesimo. Il Signore Gesù è tanto buono e mai si stanca di perdonarci. Anche quando la porta che il Battesimo ci ha aperto per entrare nella Chiesa si chiude un po’, a causa delle nostre debolezze e per i nostri peccati, la Confessione la riapre, proprio perché è come un secondo Battesimo che ci perdona tutto e ci illumina per andare avanti con la luce del Signore. Andiamo avanti così, gioiosi, perché la vita va vissuta con la gioia di Gesù Cristo; e questa è una grazia del Signore. 

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