Archive pour le 8 septembre, 2014

Nascita della Vergine, Notre-Dame Cathedral, Paris

Nascita della Vergine, Notre-Dame Cathedral, Paris dans immagini sacre birth_v

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Publié dans:immagini sacre |on 8 septembre, 2014 |Pas de commentaires »

NATIVITÀ DI MARIA COMMENTI DAI PADRI ORIENTALI E DAI PADRI OCCIDENTALI

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NATIVITÀ DI MARIA COMMENTI DAI PADRI ORIENTALI E DAI PADRI OCCIDENTALI

Commenti teologici-spirituali alla festa

DAI PADRI ORIENTALI
La nascita di Maria è l’inizio della nostra divinizzazione.
Oggi il grande seno della verginità viene svelato, e la Chiesa è cinta nuzialmente con l’inviolabile perla della vera incorruttibilità. Oggi la genuina nobiltà degli uomini riceve di nuovo il dono della prima divinizzazione e ritorna a se stessa; la natura generata, rimanendo unita alla Madre del Bello, riceve come impronta ottima e divinissima quel fulgore di bellezza che l’ignobiltà della malizia aveva oscurato; l’impronta diventa propriamente nuova chiamata; la nuova chiamata diventa divinizzazione, e questa a sua volta assimilazione all’antica condizione. Oggi la sterile è scoperta come madre al di là di ogni speranza, e a sua volta la Madre di un Figlio senza padre, derivando da lombi infecondi, rende sante le generazioni della natura. Oggi è stata colorata la splendente tintura della porpora divina, e la miseranda natura degli uomini si è rivestita della dignità regale. Oggi il rampollo davidico è germogliato secondo le profezie (cf. Is 11, 1), esso che è detto verga sempre verdeggiante di Aronne (cf. Nm 17, 23; Eb 9, 4) e ha fatto fiorire per noi la verga della potenza, il Cristo.
Oggi da Giuda e da Davide proviene una vergine fanciulla, che delinea il volto del regno e del sacerdozio di colui che fu sacerdote secondo l’ordine di Melchisedek <e non> di Aronne (cf. Eb 5ss.). Oggi la grazia, avendo imbiancato il mistico efod del divino sacerdozio (cf. Es 28, 6ss.; 29, 5), lo ha tessuto figurativamente con il seme discendente da Levi: e Dio arrossò la porpora divina con il sangue discendente da Davide. Insomma, per dirla in breve: oggi comincia la rigenerazione della nostra natura; e il mondo invecchiato, ricevendo una formazione divinissima, accoglie gli inizi di una seconda creazione da parte di Dio. Infatti, dopo che la prima formazione dell’uomo fu operata con la terra pura e incontaminata, invece la natura cancellò 1a sua dignità congenita: e si spogliò della grazia, mediante quella caduta della disobbedienza per la quale noi fummo scacciati dal luogo della vita. La natura scambiò il godimento del paradiso con la vita caduca – a guisa di un’eredità paterna giunta fino a noi -, e da essa nacque la morte e la conseguente rovina della stirpe: e quindi, poiché tutti avevano preferito il luogo di quaggiù a quello di lassù, ogni speranza di salvezza fu tolta e la natura aveva bisogno dell’aiuto supremo. Per la guarigione della malattia non valeva nessuna legge, né naturale né scritta, nessuna parola ardente e conciliatrice di profeti, nessuno che potesse rialzare la natura umana, nessun mezzo con cui essa fosse ricondotta alla primitiva nobiltà, né presto né facilmente. Ma a questo punto Dio, supremo artefice di tutte le cose, ritenne opportuno presentare – per così dire – con una nuova compiutezza un mondo di recente formazione e del tutto armonico, arrestando l’epidemia del peccato che da lungo tempo era scoppiata e da cui era venuta la morte: e così, anche, gli piacque di mostrare a noi una vita in qualche modo nuova, libera e realmente incrollabile, a noi cioè che siamo stati rigenerati dal battesimo della figliolanza divina (cf. Rm 8, 16ss). (Andrea di Creta, Testi Mariani, vol. 2, ed. Cittanuova)

DAI PADRI OCCIDENTALI: SERMONE SULLA NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA
La nascita dalla Vergine Maria rientra nel provvidenziale piano divino della salvezza
l. La Natività della beatissima e intemerata Madre di Dio, fratelli carissimi, giustamente reca agli uomini una straordinaria e particolare gioia, perché essa costituisce l’esordio di tutta la storia della salvezza umana. Infatti l’onnipotente Iddio, come, prima di divenire uomo, con l’ineffabile sguardo della sua provvidenza aveva previsto che l’uomo sarebbe perito per mezzo della diabolica macchinazione, così nel profondo della sua immensa pietà aveva progettato prima dei secoli il piano della redenzione dell’uomo.
E nell’imperscrutabile disegno della sua sapienza Dio stabilì non solo il modo e l’ordine della redenzione, ma predefinì anche il tempo preciso della sua attuazione. Ora, come era impossibile che il genere umano potesse essere redento senza che il Figlio di Dio nascesse dalla Vergine, così era altrettanto indispensabile che la Vergine nascesse, affinché da lei il Verbo assumesse la carne.
La Vergine ha ricevuto i sette doni dello Spirito Santo. In Maria la Chiesa diventa sposa di Cristo
2. Occorreva cioè prima edificare la casa nella quale il Re del cielo sarebbe disceso e avrebbe accettato di essere ospitato. Di questa casa Salomone dice: «La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne» (Prov 9, 1). Infatti questa casa verginale è sostenuta da sette colonne, perché la venerabile Madre di Dio ha ricevuto i sette doni dello Spirito Santo: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio (Is 11, 2). E certamente la Sapienza, che si estende da un confine all’altro con forza e governa con eccellente bontà ogni cosa (Sap 8, 1), l’ha costruita così affinché ella fosse degna di accoglierla e di generarla dalle viscere della sua intemerata carne.
Per prima era necessario edificare la stanza nuziale, affinché fosse idonea a ricevere lo Sposo che veniva per sposare la santa Chiesa. A lui infatti Davide, esultante nello spirito, intona un epitalamio, dicendo: «Il Signore esce come sposo dalla stanza nuziale» (Sal 18, 5).
Giustamente allora oggi il mondo intero esulta di una gioia che si è riversata dovunque; giustamente tutta quanta la Chiesa, poiché nasce la madre del suo sposo, alterna le lodi e per la gioia intona un canto. Esultiamo, dunque carissimi, in questo giorno nel quale, mentre veneriamo la nascita della Vergine, celebriamo anche l’inizio di tutte le festività del Nuovo Testamento. (S. Pier Damiani, Testi Mariani, vol 3, ed. Cittanuova).

NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA – 8 SETTEMBRE

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NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA – 8 SETTEMBRE

Questa celebrazione, che ricalca sul Cristo le prerogative della Madre, è stata introdotta dal papa Sergio I (sec VII) nel solco della tradizione orientale. La natività della Vergine è strettamente legata alla venuta del Messia, come promessa, preparazione e frutto della salvezza. Aurora che precede il sole di giustizia, Maria preannunzia a tutto il mondo la gioia del Salvatore. (Mess. Rom.)
Martirologio Romano: Festa della Natività della Beata Vergine Maria, nata dalla discendenza di Abramo, della tribù di Giuda, della stirpe del re Davide, dalla quale è nato il Figlio di Dio fatto uomo per opera dello Spirito Santo per liberare gli uomini dall’antica schiavitù del peccato.

Nella data odierna le chiese d’Oriente e d’Occidente celebrano la nascita di Maria, la madre del Signore. La fonte prima che racconta l’evento è il cosiddetto Protovangelo di Giacomo secondo il quale Maria nacque a Gerusalemme nella casa di Gioacchino ed Anna. Qui nel IV secolo venne edificata la basilica di sant’Anna e nel giorno della sua dedicazione veniva celebrata la natività della Madre di Dio. La festa si estese poi a Costantinopoli e fu introdotta in occidente da Sergio I, un papa di origine siriana. «Quelli che Dio da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati»: Dante sembra quasi parafrasare il versetto di san Paolo quando definisce Maria «termine fisso d’eterno consiglio».
Dall’eternità, Il Padre opera per la preparazione della Tuttasanta, di Colei che doveva divenire la madre del Figlio suo, il tempio dello Spirito Santo. La geneaologia di Gesù proposta dal Vangelo di Matteo culmina nell’espressione «Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo». Con Maria, dunque, è venuta l’ora del Davide definitivo, della instaurazione piena del regno di Dio. Con la sua nascita inoltre prende forma il grembo offerto dall’umanità a Dio perché si compia l’incarnazione del Verbo nella storia degli uomini. Maria bambina infine è anche immagine dell’umanità nuova, quella da cui il Figlio suo toglierà il cuore di pietra per donarle un cuore di carne che accolga in docilità i precetti di Dio.
Onorando la natività della Madre di Dio si va al vero significato e il fine di questo evento che è l’incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio ». E’ questo del resto il motivo per cui di Maria soltanto (oltre che di S. Giovanni Battista e naturalmente di Cristo) non si festeggia unicamente la  » nascita al cielo « , come avviene per gli altri santi, ma anche la venuta in questo mondo. In realtà, il meraviglioso di questa nascita non è in ciò che narrano con dovizia di particolari e con ingenuità gli apocrifi, ma piuttosto nel significativo passo innanzi che Dio fa nell’attuazione del suo eterno disegno d’amore. Per questo la festa odierna è stata celebrata con lodi magnifiche da molti santi Padri, che hanno attinto alla loro conoscenza della Bibbia e alla loro sensibilità e ardore poetico. Leggiamo qualche espressione del secondo Sermone sulla Natività di Maria di S. Pier Damiani: “Dio onnipotente, prima che l’uomo cadesse, previde la sua caduta e decise, prima dei secoli, l’umana redenzione. Decise dunque di incarnarsi in Maria”.
« Oggi è il giorno in cui Dio comincia a mettere in pratica il suo piano eterno, poiché era necessario che si costruisse la casa, prima che il Re scendesse ad abitarla. Casa bella, poiché, se la Sapienza si costruì una casa con sette colonne lavorate, questo palazzo di Maria poggia sui sette doni dello Spirito Santo. Salomone celebrò in modo solennissimo l’inaugurazione di un tempio di pietra. Come celebreremo la nascita di Maria, tempio del Verbo incarnato? In quel giorno la gloria di Dio scese sul tempio di Gerusalemme sotto forma di nube, che lo oscurò. Il Signore che fa brillare il sole nei cieli, per la sua dimora tra noi ha scelto l’oscurità (1 Re 8,10-12), disse Salomone nella sua orazione a Dio. Questo nuovo tempio si vedrà riempito dallo stesso Dio, che viene per essere la luce delle genti.
« Alle tenebre del gentilesimo e alla mancanza di fede dei Giudei, rappresentate dal tempio di Salomone, succede il giorno luminoso nel tempio di Maria. E’ giusto, dunque, cantare questo giorno e Colei che nasce in esso ».

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