SHAVUÒT, PENTECOSTE, FESTA DELLE PRIMIZIE E DELLA MIETITURA

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SHAVUÒT, PENTECOSTE, FESTA DELLE PRIMIZIE E DELLA MIETITURA

20 maggio 2010

Calendario per l’omer, Padova 1797. Manifesto in legno e pergamena per il conteggio dell’omer (i 49 giorni fra Pasqua e Pentecoste). Tratto da: Ebraismo Ed. Giunti Firenze.
Questa festa ebraica corrisponde alla nostra Pentecoste ma con significato diverso. Infatti festeggia il raccolto delle messi con un particolare significato per la primogenitura di ogni cosa, dedicata al Signore, ed anche completa il ricordo della liberazione ottenuta con la fuga dall’Egitto.
Shavuòt cade sette settimane (shavuòt) dopo Pèsach (la Pasqua ebraica che anche Gesù festeggiò). In quanto festa delle delle primizie e della mietitura è anche chiamata Ghang abikkurìm e Chang hakatzir. Poiché i Dieci Comandamenti furono promulgati sul Monte Sinai proprio cinquanta giorni dopo l’uscita del Popolo ebraico dall’Egitto, la ricorrenza di Shavuòt viene festeggiata come “tempo in cui è stata donata la legge”.
Il popolo Ebraico conquistò la libertà fisica con la liberazione dall’Egitto, ma fu solo quando ricevette i Comandamenti e la Legge che la liberazione arrivò al suo compimento anche spirituale. Le feste di Pèsach e Shavuòth sono collegate fra loro dal periodo dell’òmer che dura sette settimane.
Il passaggio dalla liberazione fisica a quella spirituale necessita di un periodo di purificazione. Sette giorni è il periodo di purificazione normale, quarantanove giorni è il periodo di purificazione necessario per liberarsi dalle influenze assorbite dalla cultura egiziana: il conto inizia la seconda sera di Pèsach e continua per quarantotto sere successive.
Lòmer è una misura di orzo pari a circa quattro litri che, ai tempi in cui esisteva il Tempio a Gerusalemme, veniva prelevata dal nuovo raccolto e offerta al Santuario, per la prima volta, proprio il secondo giorno di Pèsach.
Come gli Ebrei festeggiano oggi giorno Shavuòt: si usa trascorrere la prima notte della festività studiando tutta la notte su libri appositi in cui sono indicati i brani della Torà, del Talmud e dello Zohar da leggere. Si legge il Libro di Ruth.
Come per gli altri giorni di festa solenne, è permesso accendere da un fuoco già acceso, cucinare e trasportare oggetti da un luogo pubblico ad uno privato. Sono in genere vietati gli stessi lavori vietati il sabato: per es. non è permesso accendere o spegnere la luce elettrica.
In alcune comunità si usa consumare pasti composti di soli latticini forse perché, non avendo ancora ricevuto la Torà (la Legge), gli Ebrei non sapevano ancora come macellare in modo kasher gli animali (in modo puro e codificato dalla Legge oltre che, oggi, verificato e vigilato dai Rabbini).
È consuetudine adornare il Tempio con fiori e piante in ricordo del profumo che gli Ebrei sentirono quando furono promulgati i Comandamenti.
Ludovica Pepe Diaz

Spiegazioni:
Torà: equivale alla nostra Bibbia (Vecchio Testamento, detto anche Pentateuco perché consta di 5 Libri, come nel canone Protestante.
Talmud: Libro che racchiude interpretazioni e pareri sulla Torà di molti Rabbini, oltre a norme di comportamento; è considerato come la Torà orale.
Zohar: testo che appartiene alla mistica ebraica della Kabalà.
Macellazione kasher: viene fatta da macellai autorizzati in modo che l’animale soffra il meno possibile e che tutto il sangue esca tramite rapido taglio della giugulare. La preparazione della carne per la cottura avviene tenendola mezz’ora nell’acqua e poi un giorno sotto sale.

Fonti:
Ebraismo – Giunti Ed. Firenze
Lunario della Comunità Ebraica di Roma?

Publié dans : Ebraismo : feste |le 4 juin, 2014 |Pas de Commentaires »

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