NOI, VASI DI CRETA, ALLA SCUOLA DEL BEATO LUIGI NOVARESE

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NOI, VASI DI CRETA, ALLA SCUOLA DEL BEATO LUIGI NOVARESE

Pubblicato il 10 agosto 2013 da Giovanni

“Chi più del malato possiede un tesoro in vasi di creta?”. Si è ispirato alla Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi mons. Tommaso Valentinetti, Arcivescovo della Diocesi di Pescara Penne, in occasione della Messa di ringraziamento per la beatificazione di mons. Luigi Novarese, tenutasi lo scorso 25 luglio. Erano in tanti, oltre al CVS, ad ascoltarlo nella parrocchia dello Spirito Santo di Pescara: l’Unitalsi, la Pastorale ospedaliera, la Consulta delle Aggregazioni Laicali, il Rinnovamento nello Spirito, la Pastorale familiare “Lui e Lei” e un gruppo di amici dell’associazione.
Nella sua omelia mons. Valentinetti, affiancato da don Luciano Volpe, don Giancarlo Mandelli e don Tommaso Fallica, ha ricordato così il Beato Luigi Novarese, apostolo dei malati:”Andò a cercare gli ammalati ovunque essi si trovavano, per ricomunicare ad essi la gioia di vivere e la serenità dentro un cammino di Fede che essi avevano il diritto di fare e di compiere in pienezza e in verità.” Guidato dalle parole di San Paolo ha proseguito: “Noi abbiamo un tesoro in vasi di creta. Chi più del malato possiede un tesoro in vasi di creta? I malati sono richiamati da questa Parola a sentirsi investiti dalla grazia del Signore. Tribolati ma non schiacciati, sconvolti ma non disperati […] portando nel proprio corpo, la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo.”
Con il linguaggio chiaro, immediato e coinvolgente che lo contraddistingue, Valentinetti ha raccontato di come il corpo e l’anima lacerata degli ammalati siano stati dentro il cuore di mons. Luigi Novarese e di come egli abbia creato stupende realtà associative per potersi inserire dentro la storia di ogni situazione umana, dentro la storia di coloro che portavano più da vicino la croce di nostro Signore.Al termine dell’omelia, l’Arcivescovo ha invitato l’assemblea a imitare il Beato, animati dallo stesso spirito di Fede che la pagina di S. Paolo suggerisce: “Ho creduto perciò ho parlato”. “Anche noi crediamo e perciò parliamo!”, ha concluso, “convinti che Colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi. Sia questa la speranza nostra e la speranza di tutti i malati, che attraverso la figura e l’Opera di mons. Luigi Novarese si accostano al Signore, alla Parola di Dio e ai Sacramenti. Che siano sempre più pronti a donare tutto e senza riserve. A donare per amore e solo per amore. Il Signore ci illumini e ci faccia comprendere l’abbondanza di questo insegnamento e la vita di quest’uomo che ha donato tutto sé stesso per il bene delle anime, per il bene degli ammalati”.
Un grazie di cuore all’Arcivescovo, ai Presbiteri, ai Diaconi Giancarlo Cirillo e Laurino Circeo, agli Accoliti, al coro parrocchiale che ha animato la liturgia e a quanti sono intervenuti per lodare insieme il Signore per le meraviglie che ha operato nel Beato Luigi Novarese!

Lucia Maiolino

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