COMMENTO AD ATTI 2,42-27

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ARCIDIOCESI DI BITONTO BARI – COMMENTO

“ ERANO ASSIDUI ALL’INSEGNAMENTO DEGLI APOSTOLI, ALLA COMUNIONE, ALLA FRAZIONE DEL PANE E ALLA PREGHIERA” (CFR AT 2,42-47)

Nella celebrazione della prossima Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio 2011) la nostra Chiesa locale è invitata, come ogni anno alla stessa data, a vivere in maniera tutta particolare la comunione di fede e di carità con i fratelli delle chiese ortodosse e delle comunità protestanti, presenti nel mondo intero ed, in particolare, nel territorio barese.
Lo farà, ascoltando l’insegnamento degli Apostoli, contenuto in Atti 2,42-47. Questo brano contiene uno dei tanti “sommari”, o sintesi, in cui viene descritta da Luca la vita della Chiesa primitiva (Cfr Atti 1,14; 2,1; 4,4;4,32-34;5,12-16;6,7;9,31;11,21;12,24); sommari che fondano la ecclesiologia di comunione.
Nella pericope di Atti 42-47 infatti Luca conclude il capitolo 2, narrando la discesa dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste, che le fa da contesto. L’evangelista commenta che, fortificati dalla potenza dello Spirito Santo (Cfr Atti 2,1-13), i discepoli del Signore stavano sempre insieme (cfr Atti 1,4.14), soprattutto nella preghiera e prima e dopo la discesa dello Spirito. Dono di tale straordinario evento fu la loro unità come non si stancheranno di ricordare ed esortare gli Apostoli (Cfr Ebr 10,23). Un primo elemento di questa fraternità sarà l’ascolto della Parola di Dio che li esorterà ad essere “assidui” alla “dottrina degli Apostoli”, all’insegnamento cioè affidato ad essi dal Signore. In tal modo la comunità cristiana diventerà anima di speranza per un mondo nuovo. Gli altri due elementi di comunione vengono indicati da Luca come lo “spezzare il pane” e la preghiera. Lo “spezzare il pane”, che in Atti 20,7 avviene di Domenica, diverrà la espressione ‘tecnica’, anche se poi perdutasi nel tempo, per indicare la celebrazione della Cena del Signore. Lo aveva insegnato il Signore stesso, restando a cena con i due discepoli di Emmaus (Cfr Lc 24,35). Questo gesto, che secondo gli usi ebraici, spettava al capo famiglia, aveva un valore altamente simbolico. Indicava l’unità, significata dal pane unico, moltiplicato per così dire nei partecipanti, i quali, ricevendone un pezzo dalle mani del padre e mangiandone, erano costituiti più fortemente in unità.
L’altro elemento di coesione sarà la preghiera in comune. Con questo termine generico, che proviene dal linguaggio cultuale del Vecchio Testamento, si intendeva e la vita di preghiera, intensa e prolungata della comunità, e la preghiera ‘tipica’ dei salmi e, in special modo il “Padre Nostro”, ossia la preghiera “eucaristica”.
Con questi 3 elementi, l’insegnamento degli apostoli, lo spezzare il pane e la preghiera del “Padre Nostro” vengono indicati i momenti essenziali della celebrazione eucaristica, memoriale del Signore Risorto: la Liturgia della Parola, la Prece eucaristica e la comunione, che saranno fissate per sempre dalla Tradizione delle Chiese fino ad oggi (Cfr Tommaso Federici, Cristo Risorto Amato e Celebrato. Vol. I. Eparchia di Piana degli Albanesi, Palermo 2001, pp.419-423).
Ma l’Eucarestia è oggi fra le comunità cristiane segno di unità? Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC), trattando del “L’Eucarestia e l’unità dei cristiani” (n°1398), ricorda che purtroppo le numerose e gravi divisioni esistenti fra i cristiani impediscono la partecipazione comune alla mensa del Signore. In particolare le Chiese orientali, pur conservando e celebrando validamente tutti e singoli i sette sacramenti, in virtù della successione apostolica, tuttavia non sono in piena comunione visibile con la Chiesa Cattolica Romana. Per questo è possibile con loro una “certa” comunione eucaristica: presentandosi opportune circostanze e con l’approvazione dell’autorità ecclesiastica, non solo sarà possibile, ma anche consigliabile l’ospitalità eucaristica (Codice del Diritto Canonico, canone 844,3).
Con le Comunità cristiane, uscite dalla Riforma protestante, la intercomunione non è possibile, perché tali chiese mancano del sacramento dell’Ordine Sacro “e non hanno conservato la genuina e integra sostanza del Mistero eucaristico” (Concilio Vaticano II, Decreto per l’Ecumenismo, n° 22).
Il Codice di Diritto Canonico elenca le condizioni necessarie perché i ministri cattolici possano amministrare il sacramento dell’Eucarestia (come del resto della Penitenza e dell’Unzione degli Infermi) ai cristiani non in piena comunione con la Chiesa romana (canone 844,4): la presenza di grave necessità, il giudizio del Vescovo Ordinario, la manifestazione della fede cattolica a riguardo dei sacramenti richiesti e le dovute disposizioni per accedervi.
“Quanto più dolorosamente si fanno sentire le divisioni della Chiesa che impediscono la comune partecipazione alla mensa del Signore, tanto più pressanti sono le preghiere al Signore perché ritornino i giorni della piena unità di tutti coloro che credono in lui” (CCC, n°1398).
Per questo, in occasione della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani (18-25 gennaio 2011), anche quest’anno il Centro Editoriale Libri Paoline e il Centro pro Unione hanno stampato il sussidio “Uniti nell’insegnamento degli Apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera” (cfr Atti 2,42), contenente, una introduzione teologico-pastorale, il testo biblico e le letture bibliche con il commento per ogni giorno della Settimana.
L’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, con riferimento al testo pubblicato dalle Edizioni Paoline, da alcuni anni ha deciso di preparare un suo sussidio che contenga preghiere e proposte, più consone alla sua vocazione ecumenica di “ponte lanciato verso le chiese di Oriente”. Per questo il Centro Ecumenico della Basilica di S. Nicola “S. Manna” e l’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, che insieme hanno curato la pubblicazione del volumetto “Erano assidui all’insegnamento degli apostoli, all’unione fraterna,alla frazione del pane e alla preghiera” ( Ediz. Levante Bari), sono lieti di offrirlo alle comunità parrocchiali, alle comunità religiose agli istituti secolari, alle arciconfraternite e alle associazioni laicali.

sac. Angelo Romita
Direttore dell’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso

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