SONO LA SERVA DEL SIGNORE!

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SONO LA SERVA DEL SIGNORE!

22 dicembre 2013 – 4a Domenica di Avvento A

L’arcangelo Gabriele non stava più nelle piume. Il Signore del Cielo e della Terra gli aveva affidato un compito di fiducia e responsabilità enormi. L’incarico più importante mai esistito dalla Creazione in poi: trovare una madre per il Messia, il Figlio di Dio, Dio stesso fatto uomo sulla terra. Una missione davvero delicata, ma Gabriele non era preoccupato. Tutte le donne della terra (ed erano tante) sarebbero state onorate di diventare la mamma del Messia. Quindi tutto si sarebbe risolto in un rapido voletto di qualche ora. Gabriele planò lemme lemme sulla terra. Fece un largo giro di ispezione e si fermò su una villa magnifica circondata da un grande parco. Accanto ad una fresca fontana, una signora bella ed elegante scherzava con un gruppo di amici simpatici, abbronzati e sorridenti. « La mamma giusta e il posto giusto per il Figlio di Dio! » pensò Gabriele. Si presentò alla signora e le parlò a colpo sicuro: « Vuoi essere la madre del Messia? » La signora lo guardò con aria frivola: « Scherzi? Siamo tutti in partenza per una crociera che farà il giro del mondo, figurati se mi metto a pensare a un bambino… » Gabriele riprese il volo brontolando: « Sì, forse è meglio una mamma meno ricca, più pratica… ». Sorvolò una grande centro di uffici e in uno di questi scorse una donna efficiente e sicura, alle prese con un voluminoso fascicolo. « Questa sarà una madre fantastica… » pensò il buon Gabriele che si fermò in bilico sulla scrivania e le fece senza tanti preamboli la sua proposta. La risposta però gli arruffò tutte le penne delle ali: « Un bambino? Adesso? Ma tu sei matto! Hai idea di quante società ho messo insieme per dare la scalata alla Borsa? Sto arrivando al top, capisci? Non posso certo fermarmi ora. Per un bambino, poi…! » « Ma è il Messia… » replicò Gabriele timidamente. « E allora? » rispose la donna in modo distaccato. Gabriele riprese il volo ma il suo ottimismo era svanito. « Forse devo cercare una donna che abbia già dei bambini… Sarà più facile » pensava un po’ preoccupato. Volò e volò, in lungo e in largo, finché trovò una donna indaffarata e sempre di corsa , ma felice, con tre bambini vivaci e giocherelloni. « Mamma, Alberto ha ingoiato la mia biglia! » « Mamma, Lucia ha strappato il mio libro di storie! » « Mamma, ho fame, ho sete, sono stanco e non so che cosa fare! » L’angelo Gabriele fu costretto a urlare per farsi sentire dalla signora e fece la sua proposta. La donna lo guardò con aria stralunata e poi sbottò: « Un altro bambino? Ma come farei? Questi tre mi divorano viva! non vedo l’ora che siano cresciuti! » Gabriele se ne andò a piedi, con le ali basse. Ora era proprio nei guai. Ma non poteva fallire. La sua missione era la più importante nei secoli dei secoli! « Devo trovare qualcuno più giovane… più coraggioso… più generoso…una donna dall’anima grande…ma veramente grande…immensa. Ma dove la trovo una così? » Gabriele riprese il suo volo. Volò e volò, in lungo e in largo, a nord e a sud. Per mesi, per anni. Un giorno, in un paesino minuscolo, aggrappato ad una collina di Galilea, trovò una ragazza giovane giovane, forse quindicenne, che mentre lavorava cantava e pregava, povera, libera e felice. « E’ lei! » si disse Gabriele. E si buttò in picchiata con l’angelico cuore che batteva all’impazzata. La fanciulla si chiamava Maria. L’angelo entrò in casa e le disse: « Ti saluto, Maria! Il Signore è con te: egli ti ha colmata di grazia ». A queste parole Maria rimase sconvolta e si domandava che significato poteva avere quel saluto. Ma l’angelo le disse: « Non temere, Maria! Tu hai trovato grazia presso Dio. Avrai un figlio, lo darai alla luce e gli metterai nome Gesù. Egli sarà grande: Dio, l’Onnipotente, lo chiamerà suo Figlio; il Signore lo farà re, lo porrà sul trono di Davide, suo padre, ed egli regnerà per sempre sul popolo d’Israele. Il suo regno non finirà mai ». Allora Maria disse all’angelo: « Come è possibile questo, dal momento che io non ho marito? » L’angelo rispose: « Lo Spirito Santo verrà su di te, l’Onnipotente Dio, come una nube, ti avvolgerà. Per questo il bambino che avrai sarà santo, Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, alla sua età aspetta un figlio. Tutti pensavano che non potesse avere bambini, eppure è già al sesto mese. Nulla è impossibile a Dio! » Allora Maria disse: « Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia con me come tu hai detto ». Poi l’angelo la lasciò.

Dio è qui. Il suo nome è Emmanuele, Dio-con-noi. E’ questo il mistero incredibile. Ma siamo capaci noi di far posto a lui? La sua presenza cambia la vita di Maria. E’ fatale che anche a noi dica: « Stringiti un po’ » « Fammi posto perché voglio stare con te. Dio vuole occupare uno spazio: non è un’idea, non è un’astrazione, non è una formula. Dio non è virtuale. Vuole una casa di mattoni, e una di persone vive: la Chiesa. Un Dio astrazione non farebbe paura a nessuno. Dio-nella-storia fa paura, deve essere neutralizzato. Sono duemila anni che qualcuno ci prova. Ma ci sono altre sottili forme di neutralizzazione, per non lasciare spazio a Dio: la parola si e’ fatta carne, afferma l’evangelista Giovanni e gli uomini per troppo tempo hanno cercato di trasformare questa carne, che è Gesù, in parole, parole, parole. Dio è storia, sangue, carezze. DIO è CON NOI perché impariamo a conoscerlo. Si presenta vulnerabile, rifiutabile, eliminabile con facilità. Un bambino. Un pezzetto di pane. E’ in agguato per tutti (specialmente per chi fa tante prediche) il pericolo del mestiere. Dell’abitudine. È la sindrome dell’uomo invisibile Chi ci sta sempre sotto gli occhi non conta più: non lo vediamo più. Quante messe passano in cui badiamo a tante cose, tanti particolari, meno che a Lui, a questa presenza reale che dovrebbe sconvolgerci, abbagliarci. Dio con noi è il paradiso. Abbiamo il paradiso accanto così spesso e non ce ne accorgiamo neppure.

Come se non bastasse, Dio disturba. È come se dicesse anche a noi, come a Maria e a Giuseppe: « Io ho un piano per il mondo che ho creato e voglio portarlo a termine. Ma non lo posso fare senza di te. D’altra parte non voglio forzarti perché la libertà è il dono più grande che ti ho fatto. Vuoi far parte del mio piano? » Gli angeli volano ancora e portano a tutti la domanda di Dio. Se questo messaggio debba raggiungere solo poche persone o tutti gli abitanti di una città o il mondo intero dipende esclusivamente dalla scelta di Dio. L’unica cosa importante è essere convinti che ognuno di noi è adeguatamente equipaggiato: tu hai i doni giusti per adempiere il tuo compito ed io ho i doni appositamente scelti per terminare il mio.

Una graziosa storia racconta: « Dimmi, quanto pesa un fiocco di neve? », chiese la cinciallegra alla colomba. « Meno di niente », rispose la colomba. La cinciallegra allora raccontò alla colomba una storia: « Riposavo sul ramo di un pino quando cominciò a nevicare. Non una bufera, no, una di quelle nevicate lievi lievi, come un sogno. Siccome non avevo niente di meglio da fare, cominciai a contare i fiocchi che cadevano sul mio ramo. Ne caddero 3.751.952. Quando, piano piano, lentamente sfarfallò giù il 3.751.953esimo – meno di niente, come hai detto tu – il ramo si ruppe… ». Detto questo, la cinciallegra volò via. La colomba, un’autorità in materia di pace dall’epoca di un certo Noè, rifletté un momento e poi disse: « Manca forse una sola persona perché tutto il mondo piombi nella pace? ».

Forse manchi solo tu. Un aspetto particolare della verità di Dio è stato messo nelle tue mani, e Dio ti ha chiesto di condividerlo con ognuno di noi, e lo stesso vale per me. Proprio perché tu sei unico, la tua verità è data soltanto a te e nessun altro può dire al mondo la tua verità, o compiere per gli altri il tuo atto d’amore. Solo tu hai tutti i requisiti per essere e fare ciò che devi essere e fare. Solo io ho tutto ciò che è necessario per portare a termine il compito per cui sono stato inviato in questo mondo.

Celebrando Dio con noi possiamo ripetere quello che dice un’antica preghiera liturgica:

Resta con noi, Signore, si sta facendo sera, la giornata volge al tramonto.
Resta con noi e con l’intera umanità Resta con noi quando tramonta il giorno, alla sera della vita e del mondo.
Resta con noi, con la tua grazia e la tua bontà, con la tua parola e il tuo pane, con il tuo conforto e la tua benedizione.
Resta con noi quando su noi viene la notte del tormento e dell’angoscia, la notte del dubbio e della tentazione, la notte della morte amara.

Bruno FERRERO sdb |

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