Archive pour le 25 novembre, 2013

San Pietro

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Publié dans:immagini sacre |on 25 novembre, 2013 |Pas de commentaires »

PREGHIERA DI LODE

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PREGHIERA DI LODE

La meraviglia, ossia saper vedere
La preghiera non è conquista dell’uomo.
E’ dono.

La meraviglia, ossia saper vedere La preghiera non è conquista dell’uomo.E’ dono.La preghiera non nasce allorché « voglio » pregare. Ma quando mi è « dato » di pregare.E’ lo Spirito che ci dona e rende possibile la preghiera (Rm 8,26; 1Cor 12,3).La preghiera non è iniziativa umana.Può essere soltanto risposta.Dio mi precede sempre. Con le Sue parole.  Con le Sue azioni.
Senza le « imprese » di Dio, i Suoi prodigi, le Sue gesta, non nascerebbe la preghiera.
Sia il culto come l’orazione personale sono possibili soltanto perché Dio « ha compiuto meraviglie », è intervenuto nella storia del Suo popolo e nelle vicende di una Sua creatura.
Maria di Nazareth ha la possibilità di cantare, « magnificare il Signore », unicamente perché Dio « ha fatto cose grandi »  (Lc 1,49).
Il materiale per la preghiera viene fornito dal Destinatario.
Non ci fosse la Sua parola rivolta all’uomo, la Sua misericordia, l’iniziativa del Suo amore, la bellezza dell’universo uscito dalle Sue mani, la creatura rimarrebbe muta.
Il dialogo della preghiera si accende quando Dio interpella l’uomo con dei fatti « che mette sotto i suoi occhi ».
Ogni capolavoro ha bisogno di apprezzamento.
Nell’opera della creazione è l’Artefice Divino stesso che si compiace della propria opera:  « …Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona… »   (Genesi 1,31)
Dio gode di quanto ha fatto, perché si tratta di una cosa molto buona, molto bella.
E’ soddisfatto, oserei dire « sorpreso ».
L’opera è perfettamente riuscita.
E Dio si lascia sfuggire un  « oh! » di meraviglia.
Ma Dio aspetta che il riconoscimento nello stupore e nella gratitudine avvenga anche da parte dell’uomo.
La lode non è altro che l’apprezzamento della creatura per ciò che ha fatto il Creatore.
« …Lodate il Signore:
 è bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarLo come a Lui conviene… »( Salmo 147,1)
La lode è possibile soltanto se ci si lascia « sorprendere » da Dio.
La meraviglia è possibile esclusivamente se si intuisce, se si scopre l’azione di Qualcuno in ciò che sta davanti ai nostri occhi.
La meraviglia implica la necessità di fermarsi, ammirare, scoprire il segno dell’amore, l’impronta della tenerezza, la bellezza nascosta sotto la superficie delle cose.
« ….Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le Tue opere… »  (Sal 139,14)
 
La lode va sottratta alla cornice solenne del Tempio e riportata anche nell’ambito modesto della quotidianità domestica, là dove il cuore fa l’esperienza dell’intervento e della presenza di Dio nelle umili vicende dell’esistenza.
La lode diventa così una specie di « festa dei giorni feriali », canto che riscatta la monotonia sorpresa che annulla la ripetitività, poesia che sconfigge la banalità.
 
Bisogna che il « fare »sfoci nel « vedere », la corsa s’interrompa per lasciar posto alla contemplazione, la fretta lasci il posto alla sosta estatica.
Lodare significa celebrare Dio nella liturgia dei gesti ordinari.
Complimentarsi con Lui che continua a fare « una cosa buona e bella », in quella creazione stupefacente ed inedita che è la nostra vita di ogni giorno.
 
E’ bello lodare Dio senza preoccuparsi di stabilire i motivi.
La lode è un fatto di intuizioni e di spontaneità, che precede ogni ragionamento.
Nasce da un impulso interiore ed ubbidisce ad un dinamismo di gratuità che esclude ogni calcolo, ogni considerazione utilitaristica.
Non posso non godere per ciò che Dio è in se stesso, per la Sua gloria, per il Suo amore, indipendentemente dall’inventario delle « grazie » che mi concede.
 
La lode rappresenta una forma particolare di annuncio missionario.
Più che spiegare Dio, più che presentarLo come oggetto dei miei pensieri e ragionamenti, manifesto e racconto la mia esperienza della Sua azione.
Nella lode non parlo di un Dio che mi convince, ma di un Dio che mi sorprende.
 
Non si tratta di meravigliarsi per eventi eccezionali, ma di saper cogliere lo straordinario nelle realtà più comuni.
Le cose più difficili da vedere sono proprio quelle che abbiamo sempre sotto gli occhi!
 
I Salmi : massimo esempio di preghiera di lode
« ….. Hai mutato il mio lamento in danza, la mia veste di sacco in abito di gioia, perché io possa cantare senza posa. Signore, mio Dio, ti loderò per sempre…. »  (Salmo 30)
 
« ….Esultate, giusti, nel Signore; ai retti si addice la lode.  Lodate il Signore con al cetra, con l’arpa a dieci corde a Lui cantate.  Cantate al Signore un canto nuovo, suonate la cetra con arte e acclamate… »  (Salmo 33)
 
« ….Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la mia lode.  Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino.
Celebrate con me il Signore, esaltiamo insieme
 il Suo nome…. »  (Salmo 34)
 
« ….Perchè ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi?  Spera in Dio: ancora potrò lodarLo,
Lui, salvezza del mio volto e mio Dio…. »  (Salmo 42)
 
« ….Voglio cantare, a Te voglio inneggiare: svegliati, mio cuore, svegliati arpa, cetra, voglio svegliare l’aurora.  Ti loderò tra i popoli Signore, a Te canterò inni tra le genti, perché la Tua bontà è grande fino ai cieli, la Tua fedeltà fino alle nubi…. »    (Salmo 56)
 
« ….O Dio, Tu sei il mio Dio, all’aurora Ti cerco,
di Te ha sete l’anima mia…..poichè la Tua grazia vale più della vita, le mie labbra diranno la Tua lode… »    (Salmo 63)
 
« ….Lodate, servi del Signore, lodate il nome del Signore.  Sia benedetto il nome del Signore, ora e sempre.  Dal sorgere del sole al suo tramonto, sia lodato il nome del Signore…. »    (Salmo 113)
 
« ….Lodate il Signore nel Suo santuario, lodatelo nel firmamento della Sua potenza. Lodatelo per i Suoi prodigi, lodatelo per la Sua immensa grandezza.
Lodatelo con squilli di tromba, lodatelo con arpa e cetra; lodatelo con timpani e danze, lodatelo sulle corde e sui flauti, lodatelo con cembali sonori, lodatelo con cembali squillanti; ogni vivente dia lode al Signore.   Alleluia!…. »    (Salmo 150)
 

Publié dans:preghiera (sulla) |on 25 novembre, 2013 |Pas de commentaires »

SANTA MESSA A CONCLUSIONE DELL’ANNO DELLA FEDE NELLA SOLENNITÀ DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO, RE DELL’UNIVERSO – PAPA FRANCESCO, OMELIA

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20131124_conclusione-annus-fidei_it.html
 
SANTA MESSA A CONCLUSIONE DELL’ANNO DELLA FEDE NELLA SOLENNITÀ DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO, RE DELL’UNIVERSO – OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Piazza San Pietro, Domenica, 24 novembre 2013
 
La solennità odierna di Cristo Re dell’universo, coronamento dell’anno liturgico, segna anche la conclusione dell’Anno della Fede, indetto dal Papa Benedetto XVI, al quale va ora il nostro pensiero pieno di affetto e di riconoscenza per questo dono che ci ha dato. Con tale provvidenziale iniziativa, egli ci ha offerto l’opportunità di riscoprire la bellezza di quel cammino di fede che ha avuto inizio nel giorno del nostro Battesimo, che ci ha resi figli di Dio e fratelli nella Chiesa. Un cammino che ha come meta finale l’incontro pieno con Dio, e durante il quale lo Spirito Santo ci purifica, ci eleva, ci santifica, per farci entrare nella felicità a cui anela il nostro cuore.
Desidero anche rivolgere un cordiale e fraterno saluto ai Patriarchi e agli Arcivescovi Maggiori delle Chiese Orientali Cattoliche, qui presenti. Lo scambio della pace, che compirò con loro, vuole significare anzitutto la riconoscenza del Vescovo di Roma per queste Comunità, che hanno confessato il nome di Cristo con una esemplare fedeltà, spesso pagata a caro prezzo.
Allo stesso modo, per loro tramite, con questo gesto intendo raggiungere tutti i cristiani che vivono nella Terra Santa, in Siria e in tutto l’Oriente, al fine di ottenere per tutti il dono della pace e della concordia.
Le Letture bibliche che sono state proclamate hanno come filo conduttore la centralità di Cristo. Cristo è al centro, Cristo è il centro. Cristo centro della creazione, Cristo centro del popolo, Cristo centro della storia.
1. L’Apostolo Paolo ci offre una visione molto profonda della centralità di Gesù. Ce lo presenta come il Primogenito di tutta la creazione: in Lui, per mezzo di Lui e in vista di Lui furono create tutte le cose. Egli è il centro di tutte le cose, è il principio: Gesù Cristo, il Signore. Dio ha dato a Lui la pienezza, la totalità, perché in Lui siano riconciliate tutte le cose (cfr 1,12-20). Signore della creazione, Signore della riconciliazione.
Questa immagine ci fa capire che Gesù è il centro della creazione; e pertanto l’atteggiamento richiesto al credente, se vuole essere tale, è quello di riconoscere e di accogliere nella vita questa centralità di Gesù Cristo, nei pensieri, nelle parole e nelle opere. E così i nostri pensieri saranno pensieri cristiani, pensieri di Cristo. Le nostre opere saranno opere cristiane, opere di Cristo, le nostre parole saranno parole cristiane, parole di Cristo. Invece, quando si perde questo centro, perché lo si sostituisce con qualcosa d’altro, ne derivano soltanto dei danni, per l’ambiente attorno a noi e per l’uomo stesso.
2. Oltre ad essere centro della creazione e centro della riconciliazione, Cristo è centro del popolo di Dio. E proprio oggi è qui, al centro di noi. Adesso è qui nella Parola, e sarà qui sull’altare, vivo, presente, in mezzo a noi, il suo popolo. E’ quanto ci viene mostrato nella prima Lettura, dove si racconta del giorno in cui le tribù d’Israele vennero a cercare Davide e davanti al Signore lo unsero re sopra Israele (cfr 2 Sam 5,1-3). Attraverso la ricerca della figura ideale del re, quegli uomini cercavano Dio stesso: un Dio che si facesse vicino, che accettasse di accompagnarsi al cammino dell’uomo, che si facesse loro fratello.
Cristo, discendente del re Davide, è proprio il “fratello” intorno al quale si costituisce il popolo, che si prende cura del suo popolo, di tutti noi, a costo della sua vita. In Lui noi siamo uno; un solo popolo uniti a Lui, condividiamo un solo cammino, un solo destino. Solamente in Lui, in Lui come centro, abbiamo l’identità come popolo.
3. E, infine, Cristo è il centro della storia dell’umanità, e anche il centro della storia di ogni uomo. A Lui possiamo riferire le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di cui è intessuta la nostra vita. Quando Gesù è al centro, anche i momenti più bui della nostra esistenza si illuminano, e ci dà speranza, come avviene per il buon ladrone nel Vangelo di oggi.
Mentre tutti gli altri si rivolgono a Gesù con disprezzo – “Se tu sei il Cristo, il Re Messia, salva te stesso scendendo dal patibolo!” – quell’uomo, che ha sbagliato nella vita, alla fine si aggrappa pentito a Gesù crocifisso implorando: «Ricordati di me, quando entrerai nel tuo regno» (Lc 23,42). E Gesù gli promette: «Oggi con me sarai nel paradiso» (v. 43): il suo Regno. Gesù pronuncia solo la parola del perdono, non quella della condanna; e quando l’uomo trova il coraggio di chiedere questo perdono, il Signore non lascia mai cadere una simile richiesta. Oggi tutti noi possiamo pensare alla nostra storia, al nostro cammino. Ognuno di noi ha la sua storia; ognuno di noi ha anche i suoi sbagli, i suoi peccati, i suoi momenti felici e i suoi momenti bui. Ci farà bene, in questa giornata, pensare alla nostra storia, e guardare Gesù, e dal cuore ripetergli tante volte, ma con il cuore, in silenzio, ognuno di noi: “Ricordati di me, Signore, adesso che sei nel tuo Regno! Gesù, ricordati di me, perché io ho voglia di diventare buono, ho voglia di diventare buona, ma non ho forza, non posso: sono peccatore, sono peccatore. Ma ricordati di me, Gesù! Tu puoi ricordarti di me, perché Tu sei al centro, Tu sei proprio nel tuo Regno!”. Che bello! Facciamolo oggi tutti, ognuno nel suo cuore, tante volte. “Ricordati di me, Signore, Tu che sei al centro, Tu che sei nel tuo Regno!”.
La promessa di Gesù al buon ladrone ci dà una grande speranza: ci dice che la grazia di Dio è sempre più abbondante della preghiera che l’ha domandata. Il Signore dona sempre di più, è tanto generoso, dona sempre di più di quanto gli si domanda: gli chiedi di ricordarsi di te, e ti porta nel suo Regno! Gesù è proprio il centro dei nostri desideri di gioia e di salvezza. Andiamo tutti insieme su questa strada!

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