Archive pour le 28 septembre, 2012

I Santi Arcangeli: Michele, Gabriele, Raffaele

I Santi Arcangeli: Michele, Gabriele, Raffaele dans Papa Benedetto XVI Arcangeli-tosini

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Publié dans:Papa Benedetto XVI |on 28 septembre, 2012 |Pas de commentaires »

Arcangeli: San Michele, Gabriele, Raffaele

http://lesbonsanges.free.fr/index.php?option=com_content&view=article&id=3&Itemid=30

(traduzione Google dal francese)

Arcangeli: San Michele, Gabriele, Raffaele

Arcangeli
Tutti i reparti degli ordini angelici si riferiscono alla gloria di Dio e la deificazione dell’uomo. gli uomini sono oggetto di particolare preoccupazione angeli. Tra noi e loro è un commercio perpetuo, rappresentata dalla scala di Giacobbe. (Genesi 28, 10-15) i livelli più bassi di questa scala misteriosa e provengono in occasioni solenni, completi di importanti missioni umane, tale è la funzione del Arcangeli, il cui nome significa angelo sopra.
Anche se questi spiriti celesti form un ordine separato, il secondo componente della gerarchia terzo coro sebbene l’ufficio, quindi, ambasciatore suitable Extraordinary e appartiene a quelle della stessa famiglia, essendo simili tra loro da donazioni la natura e la grazia, Dio può, tuttavia, lasciando la loro missione normale, che è quello di essere ambasciatori straordinari, selezionare e nominare gli altri inviati cori angelici, che poi prenderà il nome di arcangeli. Questo è ciò che noi chiamiamo il santo Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele, pur appartenendo all’ordine dei cherubini e serafini, o se il numero di coloro che si trovano direttamente davanti a Dio. Sono arcangeli, sono inviati speciali.

dopo Jean de Sainte-Eulalie, 1845-1924, francescano
——–
Il culto degli Arcangeli dà grande consolazione e coraggio. Esse sono divise in vari livelli. Il colore del loro abbigliamento è diverso. Questo è il coro dei sette Arcangeli appartengono spiriti beati che stanno davanti al trono di Dio, sempre pronto a eseguire gli ordini dell’Onnipotente.

SAINT MICHEL
Il nome di questo grande Arcangelo significa « Chi è come Dio »
Questo è Saint Michel, che è il più vicino a Dio Padre. Dotato come un guerriero, che unisce la bellezza sublime di una grande potenza. L’ordine di angeli sono dotati come lui.
San Michele si celebra l’8 maggio e il 29 settembre.
Questi arcangeli poi assistere i martiri nella loro tormenti, frequentano lo stesso a coloro che soffrono persecuzioni per Dio. Il Dio misericordioso manda, via San Michele, l’arcangelo l’angelo custode per aiutare colui che è perseguitato. Come atti eroici di abnegazione, mortificazione forza di volontà in queste anime! Eppure, non credo che dover niente a loro angelo soccorso ricevuto. Gli angeli sono diligente servizio agli uomini, ma gli uomini sono ingrati verso il cielo!

SAN GABRIELE
Gabriel in ebraico significa « Forza di Dio ». Questo è l’angelo dell’annunciazione. San Gabriele è più vicino a Gesù.
Si celebra il suo 24 marzo.
San Gabriele indossa una stola sacerdotale e un’alba. In particolare, è il messaggero dello Spirito Santo. Privilegi il luogo stesso rango S. Michel. E ‘l’angelo di « figlio dello Spirito Santo, » i sacerdoti e tutte le anime che hanno un ardente devozione allo Spirito Santo, o che desiderano servirlo bene. Questo è ancora il capo della preghiera fervente. I sacerdoti non dovrebbero lasciar passare un solo giorno senza invocare, in particolare quando si tratta di proclamare la Parola di Dio. Coloro che sono alle prese con maggiore sofferenza fisica o mentale deve richiamare troppo. Ci fa un ardente amore per la Madre di Dio. Egli saluto al momento della morte e portare a loro anime queen che spesso hanno lodato. La bellezza del qualcosa arcangelo Gabriele più attraente, più irresistibile, si parla più al cuore non è così grande come quella di St. Michel.
San Gabriele è trasmesso da Dio ai tre Magi, che erano pagani, l’ordine di andare a Betlemme. Quando squilla l’Angelus, San Gabriele i benvenuti. Quale gioia deve aver provato quando ha sentito queste parole: « Eccomi, sono la serva del Signore » E come è inclinato, quando il Verbo si è fatto carne!
San Gabriele è l’angelo della santa Umanità di Gesù. E ‘stato lui che per primo ha annunciato ai pastori la nascita del Salvatore, colui che è stato il custode della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto, colui che, nel Giardino degli Ulivi, Cristo confortato, e ancora che, alla quarta stazione sulla via del Calvario, favorendo altresì la Madre di Dio, lui, infine, che quando Gesù morì sulla croce, ha partecipato il nostro Redentore. E ‘stato anche l’Angelo della Resurrezione, l’angelo dell’Ascensione. Chi onora San Gabriele sarà, al momento della morte, confortato e pacificati da lui, perché ha visto il Signore, quando Egli morì sulla croce.

SAINT RAPHAEL, AIUTARE LA ARCANGELO
Raphael significa « medicina di Dio ». Raphael è l’arcangelo dello Spirito Santo.
San Raffaele si celebra il 24 ottobre.
Saint Raphael è il patrono dei confessori e penitenti. Chi onora fedelmente saranno sempre buoni direttori spirituali. Saint Raphael è l’angelo della consolazione nelle difficoltà attuali, egli è nostro aiuto in difficoltà. Si tratta in particolare di chi amministra il sacramento della Penitenza e di chi lo riceve.
Coloro che sono coinvolti nello stato di matrimonio non si deve dimenticare neanche. L’indumento di Saint Raphael, si arrotola e si indossa una cintura. La mano destra tiene uno scettro a forma di bastone, mentre San Gabriele, egli porta un giglio, Saint Michel uno scudo e una spada. I sette doni dello Spirito Santo sono rappresentati da arcangeli la cui bellezza sfida espressione. Pazienza L’arcangelo si indossa un cappotto verde. Il suo viso è rivolto verso il cielo, con le mani giunte in preghiera fervente. Non vi è, nella sua bellezza, qualcosa che si muove, mi piacerebbe quasi malinconico. Quando Dio manda anime entrare rassegnazione e pazienza. Ci sono persone con le quali essa rimane incessantemente nature privilegiate, che sostengono tutto, anche le cose che sembrano incredibili. Dovunque si posa gli occhi, c’è una croce. Questo arcangelo aiuta coloro che soffrono con coraggio a sopportare con pazienza. Anche a me, ho bisogno di te oggi, aiutando arcangelo! Io non sono degno di chiedere la vostra visita, ma solo per l’amore di Dio, in modo che non offende la pazienza divina con pensieri di viltà e di impazienza. Medito di più, ora, i privilegi degli angeli. Oh! cielo deve essere bello!

Secondo Mechtild von Thaller

Publié dans:Arcangeli, Santi |on 28 septembre, 2012 |Pas de commentaires »

Il film e le vignette su Maometto: per occidente e islam è tempo di una laicità sana – di Samir Khalil Samir

http://www.asianews.it/notizie-it/Il-film-e-le-vignette-su-Maometto:-per-occidente-e-islam-%C3%A8-tempo-di-una-laicit%C3%A0-sana-25918.html

ISLAM

Il film e le vignette su Maometto: per occidente e islam è tempo di una laicità sana

di Samir Khalil Samir

Il mondo islamico risente di una frustrazione plurisecolare e reagisce in modo emozionale ad ogni minima critica. Allo stesso tempo l’occidente provoca senza ritegno e rispetto. Per uscire dal conflitto di civiltà, la soluzione è seguire il papa di Regensburg o della Ecclesia in Medio Oriente. Anche i musulmani devono imparare a non offendere ebrei, cristiani e altre religioni. Piuttosto che tarpare la libertà di critica, meglio attuare critiche, ma secondo la ragione.

Beirut (AsiaNews) – Ora che le fiammate e gli scontri si sono sedati, possiamo ripensare alla pubblicazione del film anti-islam (« L’innocenza dei musulmani ») e alle vignette blasfeme su Maometto (pubblicate a Parigi su Charlie Hebdo) per cercare di comprendere cosa ha provocato l’ondata di reazioni violente, che hanno causato la morte di decine di persone, centinaia di feriti e distruzioni senza numero.
Il concetto di libertà è quasi sconosciuto nel mondo islamico
Analizzando la situazione, la prima cosa che emerge è che nei Paesi musulmani il concetto di libertà di espressione è sconosciuto, perché viviamo in regimi che sono in pratica delle dittature, che soffocano questo diritto. Quando qualcuno fa o dice qualcosa, l’intera comunità si sente aggredita e reagisce contro la comunità dell’altro (in questo caso gli Usa per il film; la Francia per le vignette). Tutto questo è assurdo ma comprensibile, perché le comunità islamiche, in genere, non hanno ancora scoperto e sperimentato la libertà individuale di coscienza e di parola.
Un altro punto da mettere in luce è il tipo di reazione: a un discorso si risponde con un discorso, a un’immagine con un’immagine; alla violenza si può rispondere con la violenza… Ma non vi è alcun diritto a rispondere ad un film con la violenza di cui siamo stati testimoni.
Il film è sì violento, ma di un altro tipo di violenza, che ha bisogno di una qualità diversa di risposta. Il trailer del film che ho visto è di una grande mediocrità ed aggressivo. L’aggressività, eticamente non è una cosa buona, ma la gente ha diritto di aggredire almeno a parole. E questo almeno finché non c’è un accordo internazionale che dica che le religioni sono un argomento tabù. In tal caso questa aggressività diviene illegittima.
Andando più a fondo, dobbiamo ricordare che nel mondo musulmano in cui viviamo è presente una frustrazione grandissima perché ci sentiamo molto in ritardo riguardo al resto del pianeta, mentre una volta eravamo molto avanzati; eravamo i pionieri in tante scienze: astronomia, matematica, medicina, filosofia, ecc. Questo ci rende vulnerabili e ipersensibili a qualunque cosa: basta che qualcuno faccia anche una velata allusione alla nostra situazione, e noi ci sentiamo aggrediti. Dobbiamo imparare a convivere con le nostre frustrazioni.
Non limitare la libertà, ma la provocazione non aiuta
Purtroppo, fra di noi ci sono pure persone che usano queste emozioni del mondo musulmano, ampliate dall’ignoranza e dalla povertà, per andare contro all’occidente, per motivare questa lotta. Invece varrebbe la pena guardare le cose con più razionalità, rispondendo secondo ragione alle accuse e alle aggressioni, mostrando loro le ingiustizie e le falsità che commettono.
L’occidente, da parte sua, invece di aiutarci ad educare questa sensibilità estrema, cerca di limitare la libertà dei suoi membri. La libertà non deve essere limitata. Però l’individuo deve imparare che la provocazione e l’aggressione spirituale non portano frutto.
Tanti ora invocano « più senso di responsabilità dei Paesi occidentali ». Ma nel caso del film non è implicato nessun Paese occidentale o governo: esso è l’opera di un individuo o di un gruppo di individui; negli Stati Uniti vi è libertà di esprimersi finché non si fa del torto a persone o comunità. Non dobbiamo limitare la libertà. Dobbiamo avere più etica, questo sì.
Limitare la libertà perché noi, nel mondo arabo, non la sopportiamo, è inaccettabile! Dobbiamo imparare a usare dello spirito critico in tutti i campi, compreso il campo religioso. Finché non avremo imparato ad usare lo spirito critico verso i nostri testi sacri (Bibbia, Vangelo, Corano, ecc.), non potremo dialogare, e ancor meno liberarci dal nostro fondamentalismo.
L’Islam attacca ogni giorno cristianesimo e ebraismo
D’altra parte, è falso pensare che l’Occidente sia il solo a criticare l’altro (in questo caso l’Islam). Il mondo islamico critica tutti i giorni l’Occidente. Il problema è nel modo di farlo. Calunniare l’altro, dire il falso, non fa parte della libertà della persona. Questo film comporta anche calunnie e falsità, accanto agli elementi di verità. E questo non è etico.
Ma anche il mondo islamico deve fare il suo esame di coscienza. Ad esempio, ogni giorno l’islam attacca cristianesimo e ebraismo nei libri – anche nei libri scolastici -, e nei discorsi degli imam, insegna spesso falsità, eppure nessuno dice nulla.
Un esempio: tutti i giorni sentiamo dire che « la Bibbia è stata manipolata, e falsificata (tahrif al-Ingil) », senza mai dare la minima prova della falsificazione. Ma questa è un’offesa verso ciò che noi abbiamo di più sacro! Oppure dicono su Gesù Cristo cose che sono non vere. Ma loro le annunciano, le ripetono, le propagano. I musulmani (come i cristiani, gli ebrei, e tutti quanti) devono imparare ad essere più ragionevoli, e noi – in questo caso noi cristiani – dobbiamo imparare il diritto a rispondere a queste accuse e falsità con argomenti razionali.
Seguendo Benedetto XVI, dobbiamo superare il momento dell’emozione e della reattività, per affermare la ragione. Qui, la parola ?ragione » è quella che lui ha definito nel suo discorso a Regensburg, che comprende la dimensione spirituale ed etica.
Il papa afferma che l’occidente ha separato la razionalità dalla sua dimensione spirituale ed etica. E questo si vede in questo filmetto o in queste vignette; ma il mondo musulmano, a sua volta, ha svuotato la fede della razionalità e naviga solo nell’emozionale. In tal modo il conflitto fra culture e civiltà è inevitabile.
Libertà e razionalità, laicità e religione
Per uscire da questa situazione ognuno ha un passo da fare, ma non posso impedire la libertà, né ridurla, rimanendo inteso che nessuno ha la libertà di calunniare e di dire il falso. Agli occidentali, devo dire: dovete correggere la vostra razionalità con un minimo di etica; e ai musulmani, che devono correggere la loro religione ampliandola alla razionalità e all’universalità.
Nei discorsi svolti durante la sua visita in Libano e nell’esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente, Benedetto XVI parla di laicità sana e di fondamentalismo (nn. 29 e 30), che sono i problemi di cui stiamo discutendo. Il papa dice che occorre un equilibrio fra politica e religione, senza escludere nessuna delle due. La laicità sana permette un legame fruttuoso fra il politico e il religioso.
Il Libano sembra più aperto a questa doppia dimensione dando spazio ad ogni gruppo religioso e nello stesso tempo garantendo una legge comune a tutti, che aiuta la convivenza. Questo modello può aiutare i Paesi arabi e musulmani, dove spesso politica e religione coincidono, eliminando la libertà, Ma può aiutare anche l’occidente, che nella visione secolarista ha eliminato il religioso.
Vietare le critiche alle religioni e all’ateismo?
Ora vi sono diverse organizzazioni che chiedono misure internazionali per frenare questi casi di offese alle religioni. Il gruppo più importante che ha fatto questo passo è l’Organizzazione dei Paesi islamici.
Ma i Paesi islamici rischiano di usare queste direttive anti-blasfeme come avviene in Pakistan, attaccando tutti coloro che non sono musulmani (cristiani, indù, sikh, baha’i, ecc..). Se vogliamo dare alcune direttive generali per non offendere le religioni, siamo d’accordo; ma se questo significa tagliare le ali della libertà e della ragione, per cui non si può più parlare di elementi da correggere in una religione o un’altra, non sono d’accordo.
Per questo è molto pericoloso accettare questa proposta, ma è anche vero che dobbiamo metterci d’accordo a livello universale sul rispetto dei diritti umani, compresi quelli religiosi. Cominciamo ad applicarli in modo totale, dato che né in occidente, né nel mondo islamico i diritti umani sono applicati in pienezza, sebbene in occidente ci sia qualcosa di più.
Purtroppo, nei Paesi islamici, ad esempio, la libertà di coscienza è inesistente. Secondo la legge islamica, un musulmano che si converte all’ebraismo, al cristianesimo o a un’altra religione, merita la morte. Ma questo è contrario alla Carta universale dei diritti dell’uomo. Addirittura, i musulmani hanno scritto una loro ?Carta islamica dei diritti dell’uomo »; ma se è « islamica » non è più universale!
Ogni religione deve portare il suo contributo alla riflessione ma per arrivare tutti insieme, religiosi e atei, a un nuovo umanesimo. Questo è lo sforzo che si fa all’Onu o all’Unesco. Tale sforzo deve essere potenziato.

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