Natale presso i Copti

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Natale presso i Copti

La festività del Natale celebra l’avvenimento della nascita di Gesù, Figlio di Dio , nato dalla Vergine Maria. Egli è nato a Betlemme , in Giudea, e le prime visite furono quelle di semplici pastori che trovarono Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù deposto in una mangiatoia. Questo avvenimento ci ha portato la salvezza. Ci unisce a Dio, ce lo rivela, ci rende liberi.
L’angelo da ai pastori un segno: essi vanno a vedere il segno e vedono Maria e Giuseppe e il neonato che dorme in una mangiatoia : in altre parole Maria fa parte del grande segno del Natale.
La festa di Natale è celebrata dai copti 9 mesi dopo l’Annunciazione, il 29 di kîahk, corrispondente al 25 dicembre del calendario giuliano, al 6/7 gennaio del calendario gregoriano.
Questa solennità è preceduta da un digiuno tutti i giorni fino alle 15.00.
Dunque si celebra :
L’attesa (vigilia) del Natale il 28 kîahk
Natale, il 29 kîahk, Preceduto da una veglia con la Messa di mezzanotte.
Il giorno successivo, il 30 kîahk, in cui si commemora l’adorazione dei Magi e il re David, Antenato del Signore.
Infatti: « [...] I Padri della Chiesa hanno deciso di festeggiare il Natale in due giorni perché la nascita è avvenuta alla fine della notte del 28 kîahk . e si manifestò al mondo il giorno 29»
(Sinassario 29 kîahk, ed. Forget, in CSCO 48, 179
testo in arabo ; 78, 287 tradotto in latino.
Gabriele Giamberardini, Il culto mariano in Egitto,
Gerusalemme 1974, vol 3, p.49)
Il ruolo di Maria è molto importante, come possiamo vedere nei testi liturgici.

Nel 28 kîahk :
« In questo giorno avvenne il natale glorioso del nostro Signore Gesù Cristo secondo la carne. Fu dato alla luce dalla Vergine illibata, la nostra Signora Maria. »
(Sinassario 28 kîahk, ed. Forget, in CSCO 48, 178
testo in arabo ; 78, 286 tradotto in latino.
Gabriele Giamberardini, Il culto mariano in Egitto,
Gerusalemme 1974, vol 3, p.48)

Nel 29 kîahk
« I magi se ne andarono e divennero gli annunziatori e i predicatori del Dio incarnato.Questo pertanto, è il giorno preannunziato dal profeta Isaia, il quale disse : « Ecco che una Vergine concepirà e partorirà un figlio, il cui nome sarà Emmanuele ». Di questa vergine vaticinò Ezechiele, che disse : ‘Vidi ad oriente una porta chiusa. Nessuno entrerà o uscirà da essa, all’infuori del Dio d’Israele.’ [Ez 44, 1-2].’ »
(Sinassario 29 kîahk, ed. Forget,
in CSCO 48, 179-191; 78, 287-289
Gabriele Giamberardini, Il culto mariano in Egitto,
Gerusalemme 1974, vol 3, p.51)

Sono numerosi gli inni natalizi. Abbiamo scelto un inno che è stato inserito nello stesso Euchologion :
Ave Maria, o Regina,
o albero della vita che mai appassisce !
Ave o Colei nella quale, senza che l’agricoltore vi lavorasse,
è stato trovato il grappolo della vita.
‘In verità, il Figlio di Dio ha preso carne dalla Vergine !
Lei lo ha generato, e lui ha salvato noi dai nostri peccati.
‘Tu, o Sposa, hai trovato grazia !
Molti parlano della tua onorificenza,
poiché il Verbo di Dio è venuto, ed ha preso carne da te.
‘Quale donna sulla terra è diventata madre di Dio all’infuori di te ?
Tu infatti, donna terrena, sei diventata madre del Redentore !
‘Molte donne sono state onorate, ed hanno ottenuto il regno :
nessuna però ha potuto ottenere l’onore tuo,
o tu che tra le donne sei la più bella !
‘Ti infatti sei la fortezza sublime,
nella quale si trova la gemma, cioè l’Emmanuele,
Colui che è venuto ed ha abitato nel tuo seno !
‘Lodiamo la verità della Sposa, di colei che è senza macchia, e pura,
e Tutta Santa, della madre di Dio, Maria !
‘Tu sei più sublime del cielo, tu sei più generosa della terra
e di tutte le creature che in essa si trovano : poiché sei la madre del creatore !
‘Tu sei veramente il talamo puro del Cristo,
di Colui che, secondo la voce profetica, è lo sposo !
Intercedi per noi, o Signora, o Padrona di noi tutti,
o Madre di Dio, Maria,
o Madre di Gesù Cristo ! »

(Messale copto, Cairo, 1960, p. 629-631,
in Gabriele Giamberardini, Il culto mariano in Egitto,
Gerusalemme 1974, vol 3, p.105-106)

Nota : quando si dice che Maria è la Madre di Dio (Theotokos) o la Madre del Creatore bisogna ricordare le definizioni del Concilio di Efeso, secondo il quale è Madre di Dio non nel senso che la natura del Verbo e la sua divinità ha avuto origine dalla Vergine Maria , ma che avendo Egli tratto da lei il sacro corpo, perfezionato dalla Sua anima intelligente e ad essa unito in ipostasi viene dichiarato nato da lei secondo la carne. Un autore copto del XX° secolo ne parla in questo modo: «Noi cristiani affermiamo che la Vergine è madre di Dio perché in lei si è incarnato il Verbo. Non diciamo che abbia generato la divinità astratta, o l’umanità astratta e divisa dalla divinità: ma diciamo che ha generato Dio incarnato, secondo il santo Vangelo..» (Shihatah, Maria vergine, Cairo 1934, p. 86)

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