QUARESIMA: MIRANDO ALLA GIOIA

dal sito:

http://www.suffragio.it/prediche/gemme/quaresima95.htm

QUARESIMA: MIRANDO ALLA GIOIA

Il tempo dei perché e dei per chi

Ci sono le stagioni dell’anno e le stagioni vita. E ci sono le stagioni liturgiche … La Chiesa, splendida madre, grande maestra ed educatrice, ci dona la Quaresima questo grande stagione liturgica – ci invita alla Quaresima.
La Quaresima torna ogni anno con la sua proposta di domande forti e con la sua richiesta di risposte forti. È lì e, come un faro, indica la strada del porto … Non la si può mai dare per scontata: è un grande appello sempre nuovo e scomodo, inquietante a verificare il cuore del nostro essere cristiani, mettendoci di fronte a Gesù Cristo.
È il tempo dei perché e dei per chi, degli interrogativi fondamentali su Dio, sulla vita, sulla morte, sull’amore, sul dolore, sulla Pasqua che è amore e dolore insieme.
È il tempo di forti proposte. È il luogo in cui vivere la realtà di un incontro, di una conoscenza, di una accoglienza più vera di Gesù Cristo e del suo Vangelo. La Quaresima allora è uno vicenda di conversione. È la vicenda di un cristiano e di una comunità che si lasciano educare, « lacerare », consolare, trasformare da una Parola che salva, da un Crocefisso Risorto. Ho trovato un raccontino di Anthony de Mello ironico ma incisivo: mi sembra un’ottima premessa a questo tempo che stiamo per cominciare:
Un taglialegna stremato di fatica continuava a sprecare tempo ed energie, tagliando la legna con un’accetta perché diceva di non avere tempo per fermarsi ad affilarne la lama.
Quaresima allora è il tempo del « fermarsi », dell’ « affilare le lame » … è il tempo di ridiventare cristiani appassionati, profondi e geniali, che si sanno straamati e perdonati da Dio, non annoiati, non vinti dall’abitudine, non verniciati da un Cristianesimo esteriore, non rassegnati al « così fan tutti »
 
Al centro lo Pasqua di Gesù
Prima di ogni altra cosa, la Quaresima va vista come una Buona Notizia, come uno straordinario Vangelo, come un grande annuncio di vita, di speranza, di possibilità concreta di cambiare la nostra vita, se lo vogliamo. Al centro della Quaresima deve stare Dio e la suo misericordia, deve stare la Pasqua di Gesù. La Quaresima non deve essere dominata dall’ aspetto ascetico, dalla rinuncia, dalla proibizione, ma deve essere dominata dall’aspetto teologico, dalla Pasqua perché prima sta Dio, prima sta la grazia, prima sta il Vangelo, poi la morale cristiana poi l’ascesi cristiana. Non per nulla risuona un annuncio nella 2^ lettura della 1^ domenica di Quaresima:
 
Vi supplichiamo, in nome di Cristo:
lasciatevi riconciliare con Dio.
(2 Cor 5,20)
 
La meta del cammino quaresimale è la Pasqua di Gesù, il meraviglioso mattino di Pasqua, è credere nel Risorto, è vivere a partire dalla Resurrezione. La Quaresima è e deve diventare quindi il tempo dello stupore per le parole di Gesù, per i gesti di Gesù, per la sua morte, per la sua resurrezione cioè per la sua Pasqua. Questa è la conversione: dallo stupore al far memoria delle parole e dei gesti di Gesù. Affascinati dalla sua vicenda, dai suoi gesti, dalle sue parole, dovremmo poter dire: vorrei essere anch’io così, sentire così, agire così, essere libero così, pregare, amare, perdonare così. Fra i tanti inviti che la Pasqua ci lancia, ne sottolineo due in particolare.
 
Il cuore e il silenzio
Ecco l’attirerò a me,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.
(Osea 2, 16)
Sono le parole dell’amante alla sua Amata, sono il desiderio potente e dolce dell’intimità, stare cl tu per tu … Sono le parole che il nostro Signore – come un tempo con Israele -ci sussurra in questa Quaresima appena iniziata. Fermarsi nelle cose affannose della nostra vita e spalancare il nostro cuore, la nostra libertà a Dio: ecco la Quaresima! E Dio, come l’amore – e Dio è amore – non lascia mai le persone come le ha trovate: le illumina, le ispira, le consola, le trasforma, le trasfigura
Vi darò un cuore nuovo,
metterò dentro di voi uno spirito nuovo
toglierò da voi il cuore di pietra
e vi darò un cuore di carne.
(Ezechiele 36,26)
È questo il più grande miracolo che la tenerezza e la forza di Dio sanno inventare. Ed è solo questo cuore nuovo, questo cuore di carne che ci dona occhi per vedere, nella Croce di Gesù, le Croci degli uomini e che ci dona mani instancabili nella carità. Lasciamoci « sedurre » dal Signore, allora, lasciamoci condurre nel « deserto ».C’è un libro che amo e che mi sentirete citare spesso: « Il piccolo principe » di Saint Exupéry. Ho scovato lì questo passo:
Mi è sempre piaciuto il deserto.
Ci si siede su una duna di sabbia.
Non si vede nulla. Non si sente nulla.
E tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio.
« Ciò che abbellisce il deserto »,
disse il piccolo principe,
« è che nasconde un pozzo in qualche luogo… »
Il silenzio cristiano nasconde il pozzo d’acqua viva delle Parole e della vita che Gesù di Nazareth ci regala perché possiamo imparare a lasciarci amare, ad amare, a servire, a sperare, ad essere liberi.
 
La libertà dalle cose
e il digiuno per la fraternità

La Quaresima è anche tempo di fraternità, di donazione. È una ottolineatura recente ma certo non accidentale. Terribili le parole di Voltaire che così apostrofava i preti:
« A chi predicate la Quaresima, ai ricchi?
Ma se non la fanno mai! …
Ai poveri? Ma se la fanno tutto l’anno!… ».
È ancora un filosofo, Socrate, che ci richiama all’essenziale:
Da vero filosofo qual era, Socrate era convinto che il saggio fosse portato istintivamente a condurre una vita frugale. Da parte sua, egli non portava nemmeno le scarpe eppure non riusciva a sottrarsi al fascino del mercato e vi si recava spesso a guardare la merce in esposizione. Quando un amico gli domandò perché lo facesse, rispose: « Mi piace ndarci per scoprire di quante cose posso benissimo fare a meno ».
Socrate ci invita a essere liberi dalle cose ed è davvero molto, vista la « cultura del superfluo » e la sete di avere, di potere dentro cui viviamo. Ma la « libertà da » è solo il primo passo: la libertà più vera, quello che fa felici, quella che ci chiede il Vangelo è la « libertà per », per la fraternità.Cosi va visto l’invito della Quaresima all’austerità, all’essenzialità, perché il risultato di certi digiuni non sia solo l’avere fame…
Anche il digiuno deve essere « digiuno per ». E riguardo al digiuno vi propongo solo tre frasi da meditare:
 
Se digiunando ti senti eroico, pensa
che i due terzi della popolazione mondiale
sono eroici.
 
Chi digiuna si fa trasparente.
Gli altri gli si fan trasparenti.
I loro dolori penetrano in lui ormai indifeso.
 
Il digiuno è il sigillo della carità.
Ti fa amare di più Dio,
dando più slancio alla tua preghiera.
Ti fa amare di più il prossimo,
dando più sostanza alla tua condivisione.
 
Mirando alla gioia
Cosi troviamo scritto su Gesù nella lettera agli Ebrei (12,2):
Mirando alla gioia si sottopose alla croce
Anche noi, mirando alla gioia, ci « sottoponiamo » alla Quaresima… Qualcuno ha scritto che
Per essere uomini veri, uomini felici
ci mancano gli altri e l’Altro
in Quaresima possiamo compiere questo cammino verso gli altri e verso l’Altro … e sarà gioia, la gioia del mattino di Pasqua!
 
Don Mirko
dall’Informatore Parrocchiale – marzo 1995
 

Publié dans : quaresima |le 29 mars, 2011 |Pas de Commentaires »

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