IL ‘PADRE NOSTRO’ : ANGELA DA FOLIGNO

è uno stralcio del commento al Padre nostro di alcuni santi, è bella, potete andare al sito per leggere tutto, dal sito:

http://www.umilta.net/padrenostro.html

IL ‘PADRE NOSTRO’

ANGELA DA FOLIGNO  

Oltre ai Salmi e al Padre nostro il solo e più grande dono di nostro Signore è il dono di se stesso.
o scoperto questa frase quando ero novizia in un libro di esercizi spirituali che raccoglieva conversazioni tenute per i novizi due secoli prima. E’ proprio così, i Salmi di Lode composti dal pastore Davide incantano in tutte le lingue; cantarli, leggerli, ascoltarli è conforto all’anima. Anche il Padre nostro è un grande dono, tramandatoci tramite il greco. Dall’aramaico, la lingua di Gesù, è giunto a noi in tutte le lingue. Con questa preghiera prima di ricevere il Pane e il Vino supplichiamo il prezioso Dono del Corpo e Sangue di Cristo, per il quale a nostra volta rendiamo grazie. Ancora oggi in Grecia si dice ‘evkaristo’, ‘eucharisto’, ‘Ti rendiamo grazie’.
A Gesù, uno di noi, uomo di carne e sangue, Maria, sua madre, insegnò a pregare. ‘Nelle tue mani Signore affido il mio spirito’ è la prima preghiera che una madre ebrea insegna a suo figlio, preghiera che il figlio reciterà per il resto della vita, prima di addormentarsi, e prima di esalare l’ultimo respiro. La vigilia dello Shabbat, al tramonto del venerdì, Gesù avrà ascoltato Maria benedire le candele: ‘Benedetto sii tu, o Signore, Re dell’Universo, che ci hai donato i tuoi precetti e ci hai comandato di accendere i lumi dello Shabbat’. E dopo di lei suo padre Giuseppe recitare: ‘Benedetto sii tu Signore, Re dell’Universo che ci hai dato questo pane e questo vino, frutto della terra, della vite e del lavoro dell’uomo’.

Il canto del Magnificat di Maria troverà eco nelle Beatitudini di Gesù. Ai discepoli che chiedono venga loro insegnato a pregare Egli dona una preghiera che nella sua essenza è autenticamente ebraica. Matteo 6.9-15 riporta la preghiera in un greco alquanto rozzo, al di là del quale riusciamo a intravedere l’originale ebraico:

Voi dunque pregate così:
adre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Per la versione in inglese e greco si veda:
http://home.neo.rr.com/theodore/our.htm
 Nella redazione di Luca (11. 2-4) in un greco raffinato, molto più semplice, tuttavia, diviene:

Quando pregate dite:
adre, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e perdonaci i nostri peccati,
perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore,
e non ci indurre in tentazione.
  Marco ci offre, invece, la preghiera ebraica del Santo Nome, lo shema, 12. 29-31:
scolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore.
preghiera che nella forma ebraica continua santificando il Nome del Signore e parlando del Suo Regno: benedetto il Nome del Signore, il Suo Regno non avrà fine. Il Vangelo di Marco aggiunge poi la preghiera sul nostro amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza, che deriva dalla preghiera del Tau benedetto, sin dall’Esodo posta sugli stipiti delle porte della casa ebraica. La preghiera sull’amare il prossimo come se stessi con le parole tratte direttamente dal Deuteronomio e dal Levitico.
Il ‘Padre nostro’ riecheggia le preghiere ebraiche a Dio che glorificano il Santo Suo Nome, parlano del Suo regno, del Giubileo che rimette tutti i debiti e della liberazione di coloro i quali sono in condizione di schiavitù. Evelyn Underhill, mistica anglicana, osserva come le sette frasi del Padre nostro, strettamente legate l’una all’altra, derivino tutte in modi differenti dalle Scritture ebraiche. Il Padre nostro fonde i testi di Matteo, Marco e Luca. Paradossalmente alcuni dei migliori scritti sul Padre nostro ci sono venuti dalle donne, dagli ebrei, da coloro i quali sono al di fuori della Chiesa. ‘Il Padre nostro’ è Padre non solo di figli, ma anche di figlie, non solo di chi è alla sequela di Cristo ma dell’intera umanità. E’ inclusivo, non esclude. In questi commenti al testo è chiaro l’anelito a volersi conformare alla volontà di Dio nella libertà. Il servizio a Dio è perfetta libertà. Queso parrebbe rivoluzionario ma non lo è affatto. Lucifero è artefice di Rivoluzioni. I Vangeli sono di Dio.

Angela da Foligno, terziaria francescana, così si esprime sul Padre nostro, la preghiera di Gesù: 
   L’esempio di questa gloriosa preghiera e l’invito a perseverare in essa ci vengono dati dallo stesso Figlio di Dio e uomo Gesù Cristo, che ci ha insegnato in molti modi  a pregare con le parole e con le opere. Infatti, ci ha ammonito, dicendo ai suoi discepoli: ‘Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione’. In molti passi del Vangelo troverai che egli ci ha istruiti in molte maniere riguardo alla venerabile preghiera. Egli ha fatto anche capire a tutti che gli è molto cara, avendoci di cuore ad essa esortato tante e tante volte. Poiché ci ha amato veramente e di cuore, affinché non avessimo nessuna scusa riguardo alla benedetta preghiera, ha voluto anche lui pregare, perchè, trascinati almeno dal suo esempio, l’amassimo più di tutte le altre cose . . . Metti questo specchio davanti ai tuoi occhi e sforzati con tutto te stesso di avere un po’ di questa preghiera, perché egli ha pregato per te, non per sé. Lo ha fatto anche quando disse: ‘Padre, se questo calice non può passare da me, sia fatta la tua volontà’. Nota come Cristo antepose sempre la volontà del Padre alla sua; tu fa secondo questo modello. Egli ha pregato, anche quando disse: ‘Padre nelle tue mani consegno il mio spirito’. Perché dire di più? Tutta la sua vita fu preghiera, in quanto egli restò continuamente nella perenne conoscenza di Dio e di sé. Forse che Cristo ha pregato invano? Perché, dunque, sei negligente nel farlo, se nulla si può ottenere senza la preghiera? Per il fatto che Cristo Gesù, Dio e uomo vero, ha pregato per te, non per sé, per darti l’esempio della vera orazione, se vuoi avere qualcosa da lui, non puoi non pregare, dal momento che, se non lo fai, non potrai ottenerlo.

( Il Libro della Beata Angela da Foligno. La preghiera: l’esempio di Gesù)

Publié dans : preghiera (sulla) |le 3 janvier, 2011 |Pas de Commentaires »

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