Archive pour le 25 août, 2010

St Louis IX de France, Roi de France († 1270); il link è alla biografia

St Louis IX de France, Roi de France († 1270); il link è alla biografia dans immagini sacre

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La riflessione di Benedetto XVI sulla figura di Sant’Agostino

dal sito:

http://www.zenit.org/article-23445?l=italian

La riflessione di Benedetto XVI sulla figura di Sant’Agostino

All’Udienza generale del mercoledì

ROMA, mercoledì, 25 agosto 2010 (ZENIT.org).- Riportiamo di seguito il testo dell’intervento pronunciato da Benedetto XVI questo mercoledì durante l’Udienza generale tenutasi a Castel Gandolfo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa si è soffermato sulla figura di Sant’Agostino

* * *

Cari fratelli e sorelle,

nella vita di ciascuno di noi ci sono persone molto care, che sentiamo particolarmente vicine, alcune sono già nelle braccia di Dio, altre condividono ancora con noi il cammino della vita: sono i nostri genitori, i parenti, gli educatori; sono persone a cui abbiamo fatto del bene o da cui abbiamo ricevuto del bene; sono persone su cui sappiamo di poter contare. E’ importante, però, avere anche dei « compagni di viaggio » nel cammino della nostra vita cristiana: penso al Direttore spirituale, al Confessore, a persone con cui si può condividere la propria esperienza di fede, ma penso anche alla Vergine Maria e ai Santi. Ognuno dovrebbe avere qualche Santo che gli sia familiare, per sentirlo vicino con la preghiera e l’intercessione, ma anche per imitarlo. Vorrei invitarvi, quindi, a conoscere maggiormente i Santi, a iniziare da quello di cui portate il nome, leggendone la vita, gli scritti. Siate certi che diventeranno buone guide per amare ancora di più il Signore e validi aiuti per la vostra crescita umana e cristiana.

Come sapete, anch’io sono legato in modo speciale ad alcune figure di Santi: tra queste, oltre a san Giuseppe e san Benedetto dei quali porto il nome, e ad altri, c’è sant’Agostino, che ho avuto il grande dono di conoscere, per così dire, da vicino attraverso lo studio e la preghiera e che è diventato un buon « compagno di viaggio » nella mia vita e nel mio ministero. Vorrei sottolineare ancora una volta un aspetto importante della sua esperienza umana e cristiana, attuale anche nella nostra epoca in cui sembra che il relativismo sia paradossalmente la « verità » che deve guidare il pensiero, le scelte, i comportamenti.

Sant’Agostino è un uomo che non è mai vissuto con superficialità; la sete, la ricerca inquieta e costante della Verità è una delle caratteristiche di fondo della sua esistenza; non, però, delle « pseudo-verità » incapaci di dare pace duratura al cuore, ma di quella Verità che dà senso all’esistenza ed è « la dimora » in cui il cuore trova serenità e gioia. Il suo, lo sappiamo, non è stato un cammino facile: ha pensato di incontrare la Verità nel prestigio, nella carriera, nel possesso delle cose, nelle voci che gli promettevano felicità immediata; ha commesso errori, ha attraversato tristezze, ha affrontato insuccessi, ma non si è mai fermato, non si è mai accontentato di ciò che gli dava solamente un barlume di luce; ha saputo guardare nell’intimo di se stesso e si è accorto, come scrive nelle Confessioni, che quella Verità, quel Dio che cercava con le sue forze era più intimo a sé di se stesso, gli era stato sempre accanto, non lo aveva mai abbandonato, era in attesa di poter entrare in modo definitivo nella sua vita (cfr III, 6, 11; X, 27, 38). Come dicevo a commento del recente film sulla sua vita, sant’Agostino ha capito, nella sua inquieta ricerca, che non è lui ad aver trovato la Verità, ma la Verità stessa, che è Dio, lo ha rincorso e lo ha trovato (cfr L’Osservatore Romano, giovedì 4 settembre 2009, p. 8). Romano Guardini commentando un brano del capitolo terzo delle Confessioni afferma: sant’Agostino comprese che Dio è « gloria che ci getta in ginocchio, bevanda che estingue la sete, tesoro che rende felici, […egli ebbe] la pacificante certezza di chi finalmente ha capito, ma anche la beatitudine dell’amore che sa: Questo è tutto e mi basta » (Pensatori religiosi, Brescia 2001, p. 177).

Sempre nelle Confessioni, al Libro nono, il nostro Santo riporta un colloquio con la madre, santa Monica – la cui memoria si celebra il prossimo venerdì, dopodomani. È una scena molto bella: lui e la madre stanno a Ostia, in un albergo, e dalla finestra vedono il cielo e il mare, e trascendono cielo e mare, e per un momento toccano il cuore di Dio nel silenzio delle creature. E qui appare un’idea fondamentale nel cammino verso la Verità: le creature debbono tacere se deve subentrare il silenzio in cui Dio può parlare. Questo è vero sempre anche nel nostro tempo: a volte si ha una sorta di timore del silenzio, del raccoglimento, del pensare alle proprie azioni, al senso profondo della propria vita, spesso si preferisce vivere solo l’attimo fuggente, illudendosi che porti felicità duratura; si preferisce vivere, perché sembra più facile, con superficialità, senza pensare; si ha paura di cercare la Verità o forse si ha paura che la Verità ci trovi, ci afferri e cambi la vita, come è avvenuto per sant’Agostino.

Cari fratelli e sorelle, vorrei dire a tutti, anche a chi è in un momento di difficoltà nel suo cammino di fede, a chi partecipa poco alla vita della Chiesa o a chi vive « come se Dio non esistesse », di non avere paura della Verità, di non interrompere mai il cammino verso di essa, di non cessare mai di ricercare la verità profonda su se stessi e sulle cose con l’occhio interiore del cuore. Dio non mancherà di donare Luce per far vedere e Calore per far sentire al cuore che ci ama e che desidera essere amato.

L’intercessione della Vergine Maria, di sant’Agostino e di santa Monica ci accompagni in questo cammino.

“Dio è tornato”: Il Cardinale Angelo Scola parla di “grossa sorpresa”

dal sito:

http://www.zenit.org/article-23457?l=italian

“Dio è tornato”

Il Cardinale Angelo Scola parla di “grossa sorpresa”

di Antonio Gaspari

ROMA, mercoledì, 25 agosto 2010 (ZENIT.org).- In un editoriale pubblicato in prima pagina questo mercoledì da “Meeting Quotidiano”, il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, ha affermato di aver scoperto che Dio è tornato nella società postmoderna.

“Fino a quindici anni fa circa si parlava dell’eclissi di Dio giungendo anche ad affermare che la sfera religiosa sarebbe del tutto sparita dalla società”, ma oggi – scrive il Patriarca -, “se si eccettuano taluni tentativi di elaborare un nuovo ateismo, giudicato dai critici come più stravaganti che oggettivamente pertinenti, siamo di fronte a una grossa sorpresa: Dio è tornato”.

Secondo il porporato, oggi la domanda cruciale non è più “Esiste Dio?”, ma piuttosto “Come aver notizia di Dio?”, e soprattutto “Come nominare questo Dio perché l’uomo postmoderno lo percepisca significativo e quindi conveniente?”.

Citando Eberhard Jungel, docente di Teologia sistematica e Filosofia delle religioni all’Università di Tübingen, il Cardinale ha spiegato che per parlare di Dio all’uomo postmoderno “si deve azzardare l’ipotesi che sia Dio stesso che viene nel mondo ad abilitare l’uomo a divenirgli familiare”.

“Per l’uomo di oggi – ha precisato il Patriarca –, la questione non è tanto se esiste Dio, ma se esiste cosa ha a che fare con me ogni giorno?”.

Il porporato ha sostenuto che “è nel DNA della mentalità occidentale la convinzione che Dio si è fatto conoscere e si è reso familiare perché si è compromesso con la storia degli uomini”.

Il Cardinale Scola ha aggiunto che “è attraverso una persona vivente, Gesù Cristo, che Dio ci viene incontro”.

Per comprendere “la lingua della creatura che il Verbo incarnato ha voluto liberamente assumere”, il Patriarca ha proposto di “comprendere la grammatica che è capace di narrarci il divino”.

“Solo così – ha concluso – il cristiano sarà in grado di confessarlo come il suo Signore e Dio”, e ogni uomo, anche colui che si dice non credente, “lo potrà riconoscere”.

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