Archive pour le 13 août, 2010

Assunzione di Maria Vergine in cielo

Assunzione di Maria Vergine in cielo dans immagini sacre

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La tomba di Maria a Gerusalemme

dal sito:

http://198.62.75.1/www1/ofm/san/TSmary11.html

La tomba di Maria a Gerusalemme

G.Claudio Bottini, ofm

E’ proprio vero–come ripete la saggezza popolare–che ‘non tutti i mali vengono per nuocere’. Una violenta alluvione il 7 febbraio 1972 allagò completamente la chiesa che racchiude il sepolcro vuoto della Madonna presso il Getsemani, a pochi passi dal celebre Orto degli Ulivi. Fu un allagamento provvidenziale, perché costrinse i greci ortodossi e gli armeni ortodossi, attuali custodi del santuario, a smantellare le sovrastrutture, che nascondevano la tomba di Maria, e a intraprendere lavori di restauro.

Grazie all’ecumenismo fatto di gesti piccoli e silenziosi – a Gerusalemme è forse l’unico tipo di ecumenismo che non rischia di aggravare le divisioni già esistenti – l’abuna (= padre) greco Macarios e il sacrestano armeno Hagop invitarono padre Bellarmino Bagatti, il decano degli archeologi francescani in Terra Santa, a visitare e a studiare la tomba e il complesso sepolcrale e architettonico che la circondano. P. Bagatti, fedele al metodo, cui si è sempre ispirato, di accostare reperti archeologici e fonti letterarie, non si limitò ad esaminare il monumento, ma rilesse con attenzione la letteratura antica sulla morte e la sepoltura della Madonna.

Si sa che il Nuovo Testamento parla di Maria per l’ultima volta dopo l’Ascensione di Gesù presentandola circondata dagli apostoli e dalla primitiva comunità cristiana (Atti 1, 14). Nessun testo canonico ci dice come Maria trascorse gli ultimi anni e come lasciò la terra. Invece non pochi libri apocrifi, che vanno sotto il nome di ciclo sulla Dormizione della Madonna, molto diffusi nel mondo cristiano, tramandano tutta una serie di informazioni che, passate al vaglio della critica storica e teologica, si rivelano di primissima importanza. I diversi testi sugli ultimi giorni e sulla morte di Maria sembrano tutti riconducibili a un documento originario, ad un prototipo giudeocristiano redatto intorno al II secolo nell’ambito della Chiesa Madre di Gerusalemme, per la commemorazione liturgica annuale presso la tomba della Vergine. Nella redazione della Dormizione attribuita a Giovanni il teologo si legge:

‘…gli apostoli trasportarono la lettiga e deposero il suo corpo santo e prezioso in una tomba nuova del Getsemani’.

In un altro testo conservato in siriaco si trovano indicazioni topografiche ancora più precise:

‘Stamattina prendete la Signora Maria e andate fuori di Gerusalemme nella via che conduce al capo valle oltre il Monte degli Ulivi, ecco, vi sono tre grotte: una larga esterna, poi un’altra dentro e una piccola camera interna con un banco alzato di argilla nella parte di est. Andate e mettete la Benedetta su quel banco e mettetela lì e servitela finché io non ve lo dica’.

Con la verifica dei fatti Padre Bagatti ha dimostrato che l’accordo tra documento e monumento non poteva risultare maggiore.

Effettivamente la tomba di Maria al Getsemani è situata in una zona cimiteriale in uso nel I secolo. Essa corrisponde molto bene sia al tipo di tombe usate in Palestina in quel tempo, sia ai dati topografici indicati nelle differenti redazioni della Dormizione della Vergine, specialmente per ciò che riguarda la camera sepolcrale nuova e la sua posizione rispetto alle altre. Il fatto che si trovi accanto all’Orto degli Ulivi e alla Grotta dove Gesù era solito passare la notte (Giovanni 18, 2), fa pensare che l’anonimo discepolo proprietario della zona vi abbia accolto anche la sepoltura di Maria. La tomba, custodita e venerata dai giudeo-cristiani fin verso la fine del IV secolo, quando passò nelle mani dei gentilocristiani fu isolata dalle altre e racchiusa in una chiesa. La venerazione e il culto a Maria in questo luogo non sono venuti mai meno, nonostante tutte le trasformazioni, ed è intorno a questa tomba vuota che è nata e si è alimentata la fede del popolo cristiano nell’Assunzione di Maria al cielo. Per citare un esempio, così è espressa questa fede nel testo già ricordato di Giovanni il teologo: ‘Per tre giorni si udirono voci di Angeli invisibili che glorificavano Cristo, Dio nostro, nato da Lei. Dopo il terzo giorno le voci non si udirono più: tutti allora compresero che il puro e prezioso corpo di lei era stato trasportato in Paradiso’.

Oggi delle diverse chiese erette lungo i secoli sul luogo santo resta la cripta che attraverso un’ampia scala di quarantotto gradini conduce alla tomba per un dislivello di circa quindici metri rispetto alla strada. L’edicola che racchiude la cameretta funeraria con il banco roccioso ancora visibile è appena rischiarata dalla luce che filtra dall’esterno e dalle lampade ad olio. Nell’interno si respira l’atmosfera tipica delle chiese orientali caratterizzate dall’odore forte dell’incenso, dalle numerose immagini e dalle tante candele e lampade ad olio. Il pellegrino che vi entra con fede riesce a percepire anche l’eco delle preghiere incessanti che vi effondono cristiani di tutte le denominazioni, visitatori di ogni parte del mondo e persino i musulmani.

E commovente e istruttivo sostare accanto alla tomba di Maria rileggendo i deliziosi racconti popolari della Dormizione o contemplando l’icona che li traduce in immagini. La figura di Maria è quella stessa del Nuovo Testamento e della Tradizione divino-apostolica. Maria è insieme la Madre di Cristo Signore e la creatura che vive immersa nella realtà quotidiana, la Vergine-Sposa-Madre scelta da Dio e la donna partecipe del comune destino di lotta e di dolore che giunge alla piena glorificazione dopo le prove della vitaterrena e passando per il sonno della morte. Sul piano umano, moralee spirituale lei appare dopo e con Gesù modello e guida di autentica vita cristiana. Come l’Ascensione non èstata una partenza di Gesù, ma l’inizio di una presenza nuova nella sua Chiesa, così Maria nella sua Assunzione non si allontana dai nuovi figli che le sono donati dal Figlio primogenito. Il discepolo amato la chia-ma: ‘Sorella mia Maria, divenuta madre dei dodici rami’ e gli apostoli la salutano: ‘Maria, sorella nostra,madre di tutti i salvati’. Negli apocrifi della Dormizione Maria è proclamata anche ‘tempio di Dio e porta del cielo’, ‘signora e regina’ che esplica la sua mediazione e intercessione sia prima che dopo l’Assunzione. Tutto ciò immerso in un mondo carico di immagini e di simboli: dalla palma dell’immortalità che Gesù le consegna preannunciandole il passaggio alla vita eterna ai sette cieli che Maria attraversa per giungere presso il Figlio, dalle nubi sulle quali giungono gli apostoli dalle quattro parti del mondo, alla ‘bambina luminosa’ simbolo dell’anima di Maria che Gesù prende fra le sue braccia, fino all’albero della vita, ai profumi, ai canti e alle luci del paradiso. Allora la preghiera che spontaneamente dal cuore affiora sulle labbra si confonde con quella dell’autore estasiato o del devoto traduttore dei manoscritti della Dormizione: ‘Celebrando misticamente la festa della sua gloriosa dormizione, troveremo misericordia e grazia in questo secolo e nel futuro, in virtù della bene-volenza e benignità del Signore nostro Gesù Cristo, al quale sia gloria e dominazione con il suo Padre, che è senza principio, e il santissimo e vi-vificante Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen’

  MARY’S TOMB Main 

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15 agosto: Assunzione di Maria: Maria avvolta di gloria

immagini sul sito:

http://www.donbosco-torino.it/ita/Maria/feste/08-09/01-Assunzione_di_Maria.html

15 agosto: Assunzione di Maria

 MARIA AVVOLTA DI GLORIA

 Nella festa del 15 di agosto, celebriamo Maria assunta in cielo in corpo e anima. Il suo corpo è posto accanto a Dio, perché presso di Lui c’è posto anche per il corpo. In questo modo il Cielo non è più un luogo lontano o sconosciuto.
È un luogo che in qualche modo già conosciamo e che possiamo anticipare sulla terra. Con l’Assunzione di Maria, la gioia prorompa sulla terra perché con il corpo di Maria è la terra che è entrata nel Cielo.
Il suo corpo assunto è il segno che la vittoria di Cristo iniziata con la Risurrezione si sta estendendo al Creato. Con la sua Assunzione, Maria afferma che il progetto originario della Creazione non è fallito, ma si sta realizzando. Nonostante l’uomo e il suo peccato, Dio è più forte. Nonostante il potere della morte, Dio vince, la vita vince, l’amore vince.

La grandezza dell’uomo

Ora con Maria in Cielo, abbiamo là una Madre e se una Madre è in Cielo, allora il Cielo ha un cuore e questo cuore è il cuore di una madre.
E una madre non può che desiderare il meglio per i suoi figli. Figli che saranno felici se come Maria sapranno far posto a Dio nella loro vita. Maria desidera che Dio sia grande nel mondo, sia grande nella sua vita, sia presente tra tutti noi. Non ha paura che Dio possa essere un concorrente nella nostra vita, che possa toglierci qualcosa della nostra libertà, del nostro spazio vitale con la sua grandezza. Ella sa che, se Dio è grande, anche noi siamo grandi. La nostra vita non viene oppressa, ma viene elevata e allargata: proprio allora diventa grande nello splendore di Dio.
Il fatto che i nostri progenitori pensassero il contrario fu il nucleo del peccato originale.
Temevano che, se Dio fosse stato troppo grande, avrebbe tolto qualcosa alla loro vita. Pensavano di dover accantonare Dio per avere spazio per loro stessi.
Questa è stata anche la grande tentazione dell’epoca moderna, degli ultimi tre-quattro secoli. Sempre più si è pensato ed anche si è detto: «Ma questo Dio non ci lascia la nostra libertà, rende stretto lo spazio della nostra vita. Dio deve dunque scomparire; vogliamo essere autonomi, indipendenti».
Chiamati alla vita eterna
Ma dove scompare Dio, l’uomo non diventa più grande; perde anzi la dignità divina, perde lo splendore di Dio sul suo volto.
Alla fine risulta solo il prodotto di un’evoluzione cieca e, come tale, può essere usato e abusato.
Solo se Dio è grande, anche l’uomo è grande. Per Maria è stato così, e lei vuole che sia così anche per noi suoi figli.
L’Assunzione della Vergine esprime in modo mirabile quanto dicevano i Padri della Chiesa a partire da Ireneo di Lione, nel II secolo: “Dio si è fatto uomo perché l’uomo possa diventare Dio”. Diventare Dio: cioè un vivente la cui vita non ha limiti, una vita liberata dal male e dalla morte.

Le due Assunzioni

Nell’Oriente cristiano vi sono due icone che ci aiutano a comprendere questa festa. Nella prima è la madre a reggere e proteggere il bambino, e a volte, come nella “Vergine della tenerezza”, essa appoggia il proprio volto al volto minuto del Figlio. Maria, a nome di tutta l’umanità, accoglie Dio. È la prima Assunzione: quella della divinità da parte dell’umanità.
Nella seconda icona, avviene esattamente il contrario: la madre è morta; le sue spoglie, nera crisalide, sbarrano orizzontalmente la composizione; ma lo spazio della morte si apre, appare Cristo, vittorioso, verticale di luce che fa dell’icona una croce di gloria. Egli prende tra le braccia l’anima non disincarnata di sua madre, rappresentata come una bambina che porta a compimento la sua nascita nel regno. E in alcune icone, Gesù stringe al proprio volto il volto di questa donna bambina: germe e anticipazione della trasfigurazione di tutto il creato. Seconda Assunzione, questa volta dell’umano da parte del divino.
La Chiesa, infatti, maturò presto l’intuizione secondo cui il corpo di Maria, prodigiosamente “consustanziale” a quello del Risorto, non era possibile che fosse rimasto prigioniero della morte. Così, al Dio fatto uomo corrisponde l’uomo deificato, e il primo essere umano presente, anima e corpo, nella gloria divina è la “Donna vestita di sole” di cui parla l’Apocalisse.

Maria prega per la nostra liberazione

Maria si trova ormai al di là della morte e del giudizio, in quella luce che le Scritture chiamano “Regno di Dio”; e tuttavia umana, infinitamente materna, ella rimane totalmente rivolta verso gli uomini, verso le loro sofferenze, verso il pellegrinaggio compiuto così spesso a tastoni dalla chiesa, e prima ancora dalla chiesa mistica che ingloba l’intera umanità e tutto quanto il cosmo. Nella grande spiritualità della chiesa antica, come pure in molte leggende popolari, Maria è colei che pronuncia sull’inferno – anche sul nostro inferno interiore – la preghiera per la salvezza universale.
I testi delle omelie orientali associano, a partire dal V secolo, la Dormizione di Maria – vale a dire una morte pacifica, in cui l’anima entra nella pace – e la sua Assunzione corporale – l’anima ricongiunta al corpo nell’unità della persona (come avverrà a ciascuno di noi), ormai elevata al cielo, letteralmente sollevata dallo slancio “risurrezionale” del Cristo –.
Parecchie leggende, ricche peraltro di significato, si sono sedimentate nelle più antiche liturgie. Mentre Maria viene avvisata della sua morte da un angelo, gli apostoli, dispersi lontano da lei, le sono miracolosamente trasportati accanto. Lei li consola, li benedice, prega per la pace del mondo, e muore. Essi la seppelliscono nel Getsemani. Dopo tre giorni, Maria appare loro mentre stanno celebrando l’eucarestia, e gli apostoli trovano la sua tomba vuota.

Le origini della festa

Celebrata originariamente in ricordo di una “stazione” (così si faceva la liturgia, di stazione in stazione) ubicata nei pressi di Betlemme e dove la Vergine si sarebbe riposata, l’Assunzione veniva festeggiata in Oriente come in Occidente nel mese di gennaio. La festa estesa all’impero bizantino intorno all’anno 600, giunse in Occidente quarant’anni più tardi, grazie a papa Teodoro I, il quale proveniva dal clero di Gerusalemme.
Nel 1950, Pio XII proclamò con tutte le solennità che si addicono ad un dogma che l’“Immacolata Madre di Dio, la sempre Vergine Maria, dopo aver terminato il corso della sua vita terrena, è stata elevata in corpo e anima alla gloria celeste”.
La Chiesa ortodossa, che si prepara a questa festa con un digiuno di quindici giorni, non ha avvertito la necessità di un simile dogma; nessun ortodosso, infatti, contesta il mistero della Dormizione-Assunzione proclamato dai testi liturgici dell’ortodossia: “Ella è la Madre della vita, e colui che aveva abitato il suo seno verginale l’ha trasferita alla vita… Ogni figlio della terra trasalga nel suo spirito e celebri con gioia la venerabile Assunzione della Madre di Dio”.
Si aggiunga che in oriente la venerazione mariana è al tempo stesso onnipresente e assai discreta, quasi iniziatica, poiché dipendente non tanto dall’annuncio della risurrezione di Cristo, quanto dalla ricezione di tale annuncio.

Il senso della festa

Sia per l’Oriente che per l’Occidente, l’Assunzione è un segno delle cose ultime. In Maria, “figlia del proprio Figlio”, dice Dante, ci è data un’anticipazione della glorificazione di tutto l’universo che avverrà alla fine dei tempi, quando Dio sarà “tutto in tutti”, “tutto in ogni cosa”.
Innalzata al cielo – a differenza di Cristo che si innalza da se stesso – Maria, dicono certi testi liturgici, è la nostra “Terra promessa”. La Dormizione-Assunzione anticipa la parusìa, e non è affatto un caso che nei grandi affreschi che impreziosiscono i muri esterni delle chiese monastiche moldave, il tronco di Iesse divenga un immenso, cosmico roveto ardente.
L’Assunzione anticipa e prepara il nostro comune destino. Nel corpo della Vergine, sepolto simbolicamente dagli apostoli (richiamo della Pentecoste) nel Getsemani (richiamo della Passione, unica fonte della nostra salvezza), in quel corpo portato verso la luce originaria e terminale, tutto il creato è assunto dall’Increato, tutta la carne della terra diventa Eucaristia. Come Giovanni Damasceno, allora, anche noi possiamo dire: “Rallegrati, germe divino della terra, giardino in cui fu posto l’Albero della vita!”.

 Lorenzo Villar                                                    

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buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno hanging_basket_04

A hanging basket of annual flowers

http://www.flowerpictures.net/blooming/pages/flower_basket_04.htm

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Omelia pe il 13 agosto 2010

dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/7765.html

Omelia (18-08-2006) 
Monaci Benedettini Silvestrini

Fedeli al patto

Nel discorso di Matteo sulle esigenze del Regno, che in questi giorni la liturgia ci propone, fanno capolino considerazioni riguardo il matrimonio. Naturalmente ciò che Gesù rimprovera è l’abbandono della legge originaria per seguire « la durezza del cuore ». Il matrimonio ben lungi dal rappresentare un semplice contratto stipulato tra due persone assurge qui a icona dell’alleanza che Dio stringe con il suo popolo. È questo il grande simbolismo che sta dietro l’unione sponsale. JHWH è colui che ricerca il suo popolo come uno sposo cerca la sua amata, è fedele alla sua promessa, non viene meno alla parola data. L’amore coniugale quando è autentico si snoda lungo tali percorsi e diventa segno visibile della presenza di Dio nella comunità. Il tema della fedeltà riguarda tutti, sposati e non, e, a questo punto, più che di fedeltà che nell’ambito del nostro discorso ha assunto talvolta un’accezione limitativa al solo ambito sessuale, parlerei di tenere fede alla parola data oppure di non rompere un patto. Per la nostra società, ma penso per tutte le culture di tutti i tempi e a tutte le latitudini, questa modalità biblica è difficile da perseguire, perché è quella che richiede più fermezza e più costanza. Un uomo e una donna (siamo in tempi di politically correct) che esigono la coerenza prima di tutto per le loro scelte personali saranno capaci di ricevere il dono di Dio e saranno in grado di essere segno del Regno nel mondo. 

Giovanni Paolo II : « Il Creatore da principio li creò maschio e femmina »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100813

Venerdì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario : Mt 19,3-12
Meditazione del giorno
Giovanni Paolo II
Angelus, 6 febbraio 1994

« Il Creatore da principio li creò maschio e femmina »

Dio fin dal principio, ha creato l’uomo e la donna a sua immagine. Dice la Scrittura: « A immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò » (Gen 1,27). E’ importante allora cogliere, nel libro della Genesi, questa grande verità: l’immagine di sé, che Dio ha posto nell’uomo, passa anche attraverso la complementarità dei sessi. L’uomo e la donna, che si uniscono in matrimonio, riflettono l’immagine di Dio e sono in qualche modo « rivelazione » del suo amore. Non solo dell’amore che Dio nutre verso l’essere umano, ma anche di quella misteriosa comunione che caratterizza la vita intima delle tre Persone divine.

Immagine di Dio si può considerare, inoltre, la stessa generazione, che fa di ogni famiglia un santuario della vita. L’apostolo Paolo ci dice che da Dio trae nome ogni paternità e maternità (Ef 3,15). E’ lui la sorgente ultima della vita. Si può dunque affermare che la genealogia di ogni persona affonda le radici nell’eterno. Nella generazione di un figlio i genitori agiscono come collaboratori di Dio. Missione veramente sublime! Non meraviglia pertanto che Gesù abbia voluto elevare il matrimonio alla dignità di sacramento, mentre San Paolo ne parla come di un « grande mistero », ponendolo in rapporto all’unione di Cristo con la sua Chiesa (Ef 5,32).

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