Archive pour le 4 août, 2010

Beata Teresa di Calcutta: Il sacramento della riconciliazione : « Tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100805

Giovedì della XVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario : Mt 16,13-23
Meditazione del giorno
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
No Greater Love

Il sacramento della riconciliazione : « Tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli »

          La confessione è un atto bellissimo, un atto di grandissimo amore. Qui possiamo recarci solo come peccatori, portatori del peccato, e da qui possiamo tornare solo come peccatori perdonati, senza peccato.

         La confessione è soltanto l’umiltà messa in atto. Un tempo la chiamavamo penitenza, ma si tratta proprio di un sacramento d’amore, del sacramento del perdono. Quando una breccia si apre fra me e Cristo, quando nel mio amore si apre una fessura, qualunque cosa può venire a riempire questa crepa. La confessione è questo momento in cui permetto a Cristo di togliere da me tutto quanto divide, tutto quanto distrugge. La realtà dei miei peccati deve essere prima. Noi siamo, per la maggior parte, minacciati dal pericolo di dimenticare che siamo peccatori e che dobbiamo recarci alla confessione in quanto tali. Dobbiamo recarci a Dio per dirgli quanto siamo afflitti da quello che abbiamo fatto e che l’ha offeso.

         Il confessionale non è il luogo delle conversazioni banali o delle chiacchiere. Solo questo vi risiede : i miei peccati, il mio pentimento, il mio essere perdonato, il modo di vincere le mie tentazioni, di praticare le virtù, di crescere nell’amore di Dio. 
    
 

buona notte

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Peacock

http://www.publicdomainpictures.net/browse-category.php?page=30&c=animali&s=10

Omelia (04-08-2010)

dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/18989.html

Omelia (04-08-2010) 
Monaci Benedettini Silvestrini

Più fede e meno « capricci« 

Se la preghiera è insistente, come ci assicura il Signore, si viene esauditi: è il caso della donna cananea del Vangelo di oggi. Di fronte a questo episodio viene da chiedersi se davvero tutto è già scritto, stabilito, se il Signore non dèroghi mai ai suoi piani. Ma, il problema è davvero molto arduo per risolverlo in questo nostro incontro quotidiano. Infatti, « chi mai ha conosciuto i pensieri del Signore, o chi è stato suo consigliere? ». Lasciamoci guidare dalla Sua Parola e facciamoci prendere dal sentimento di abbandono fiducioso che ravvisiamo nella donna cananea. Imploriamo, « scocciamo » Dio nella certezza di essere esauditi in modi e tempi a noi sconosciuti. Quanti hanno fatto l’esperienza della preghiera di domanda sanno che non sempre hanno ricevuto ciò che chiedevano, ma che la fede nel chiedere ha espresso nuove e inattese forme di risposta. L’importante è non lasciarsi prendere dallo scoraggiamento e dalla sfiducia, come accadeva spesso agli Israeliti. Il senso di non gestire più la propria vita e di averla messa in mano a Qualcuno che non adempie le promesse è una constatazione che sovente capita di fare. È una forma di orgoglio da cui dovremmo liberarci per dare spazio all’abbandono nelle mani di un Padre che ha un metro di misura diverso dal nostro e le cui vie sono sì inaccessibili ma altresì cariche di misericordia e ricche di bene per tutti. Potremmo sintetizzare dicendo: più fede e meno « capricci »: è questo che crea delle persone adulte, in grado di pregare con le parole insegnàteci da Gesù. 

Giovanni Taulero: « Donna, davvero grande è la tua fede »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100804

Mercoledì della XVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario : Mt 15,21-28
Meditazione del giorno
Giovanni Taulero (circa 1300-1361), domenicano a Strasburgo
Omelie, 9

« Donna, davvero grande è la tua fede »

« Pietà di me, Signore, Figlio di Davide ! » Questa invocazione è di una forza immensa… È come un gemito che viene da un abisso senza fine. Ciò supera di molto la natura, e occorre che lo Spirito Santo in persona proferisca in noi tale gemito (Rm 8,26)… Eppure le disse Gesù : « Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa d’Israele » e «  Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini »… come egli avrebbe potuto provarla maggiormente, cacciarla e respingerla con più forza ?

Ora, così inseguita, cosa ha fatto lei ? Si è lasciata braccare, anzi ella ha dato la caccia a se stessa più profondamente di quanto egli potesse inseguirla. Si è data la caccia fino in fondo. Ha penetrato più profondamente ancora nell’abisso. Pur abbassandosi e umiliandosi, ha mantenuto la sua fiducia e ha detto : « È vero, Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. »

Ah ! poteste anche voi riuscire a penetrare così veramente nel fondo della verità, non con commenti dotti, grandi parole o con i sensi, bensì nella verità intima del vostro essere ! Né Dio, né alcuna creatura potrebbe calpestarvi, annientarvi se dimoraste nella verità, nell’umiltà fiduciosa. Potreste subire affronti, disprezzi e rifiuti sgarbati, rimarreste saldi nella perseveranza, avanzereste più a fondo ancora, animati da una fiducia integra e aumentereste sempre di più il vostro zelo. Da questo dipende tutto, e giunge alla méta chi giunge a tal punto. Solo questi cammini conducono, in verità, senza nessuna tappa intermedia, fino a Dio. Tuttavia, pochi giungono a rimanere così in questa grande umiltà, con perseveranza, con integra e vera franchezza, come ha fatto questa povera donna.

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