Archive pour le 3 août, 2010

4 agosto: San Giovanni Maria Vianney Sacerdote

4 agosto: San Giovanni Maria Vianney Sacerdote  dans immagini sacre

http://www.santiebeati.it/

Publié dans:immagini sacre |on 3 août, 2010 |Pas de commentaires »

Meditare il Rosario con San Giovanni Maria Vianney

dal sito:

http://www.piccolifiglidellaluce.it/curatoars.htm

Meditare il Rosario con San Giovanni Maria Vianney

Misteri della gioia (lunedì e sabato)

1° Mistero della gioia:  L’Annunciazione
Frutto del mistero: L’umiltà
« Siamo agli occhi di Dio quel che siamo: né più, né meno: Dobbiamo soltanto compiacerlo. Tutto il nostro merito è di contribuire alla grazia ».
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, risveglia nel cuore dei giovani il desiderio di seguirti con fiducia sul cammino del Sacerdozio, del matrimonio o della vita consacrata.

2° Mistero della gioia: La Visitazione
Frutto del Mistero: L’amore del prossimo
« Un buon cristiano che ama Dio e il prossimo, vedete come è felice! Quanta pace nella sua anima! Quelli che amano il buon Dio sono felici così quelli che sono intorno a loro »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, suscita nel mondo delle persone raggianti di carità

3° Mistero della gioia: La Natività
Frutto del Mistero: La Povertà
« Più ci si rende poveri per l’amore di Dio, più si è ricchi in realtà… I poveri e gli amici dei poveri sono gli amici di Dio »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, insegnaci ad accogliere i poveri e a servirli con gioia

4° Mistero della gioia: La Presentazione di Gesù al Tempio
Frutto del Mistero: L’obbedienza e la purezza
« Fratelli miei, non siamo più felici di Simeone? Possiamo guardare Gesù sempre, se vogliamo. Non viene soltanto nelle nostre braccia, ma nel nostro cuore. »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, disponi i bambini ad una obbedienza filiale e piena d’amore verso i genitori

5° Mistero della gioia: Il ritrovamento di Gesù nel Tempio
Frutto del Mistero: La ricerca di Dio in tutte le cose
« Se vogliamo testimoniare al buon Dio che l’amiamo, bisogna compiere la sua volontà. Il mezzo più sicuro di conoscere la volontà di Dio, è di pregare la nostra buona Madre »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, aiuta tutti quelli che devono prendere delle decisioni importanti a mettere Dio al primo posto.

Misteri della luce (giovedì)

1° Mistero della luce: Il Battesimo di Gesù nel fiume Giordano
Frutto del Mistero: Ravvivare in noi la grazia del nostro battesimo
« Un cristiano creato a immagine di Dio, un cristiano riscattato dal sangue di un Dio. Un cristiano, figlio di Dio, fratello di un Dio, l’erede di un Dio »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, rafforza la fede di tutti coloro che si preparano a ricevere il Battesimo.

2° Mistero della luce: Le nozze di Cana
Frutti del Mistero: L’amore alla Chiesa
« Tutto quello che il Figlio domanda al Padre gli è accordato. Tutto quello che la Madre domanda al Figlio le è ugualmente accordato. Quel che ci deve impegnare a rivolgerci ad Essa con grande fiducia, è che Lei è sempre disponibile.
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, fa’ crescere nei nostri cuori l’amore e la fiducia verso la Chiesa, nostra Madre.

3° Mistero della luce. L’Annuncio del Regno di Dio e l’invito alla conversione
Frutto del Mistero: La Conversione
« Nostro Signore che è la verità stessa, non fa distinzione tra la Parola e il suo Corpo. E’ totalmente impossibile amare Dio e piacergli senza essere nutriti da questa Parola divina »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, santifica i sacerdoti nell’esercizio del loro ministero, perché siano immagine credibile del Buon Pastore.

4° Mistero della luce: La Trasfigurazione
Frutto del Mistero: La grazia di una vita interiore
« Come i discepoli sul Tabor videro soltanto Gesù, le anime interiori, sul Tabor del loro cuore, vedono soltanto Nostro Signore. Sono due amici che non si stancano mai l’uno dell’altro »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, aiuta i cristiani a vivere una vita di preghiera sempre più profonda.

5° Mistero della luce: L’istituzione dell’Eucaristia
Frutto del Mistero: La fede nella presenza reale
« Tutte le opere buone riunite non equivalgono al Sacrificio della Messa, perché esse sono le opere degli uomini e la Santa Messa è l’opera di Dio ».
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, fa’ che l’Eucaristia sia la sorgente e la vetta della nostra vita cristiana. 

Misteri del dolore (martedì e venerdì)

1° Mistero del dolore: L’agonia di Gesù nel Getsemani
Frutto del Mistero: La contrizione dei nostri peccati
« Un cristiano deve essere sempre pronto a combattere. E’ combattendo che proviamo a Dio che il nostro amore consiste nell’accettare le pene che Lui ci manda ».
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, sostieni quelli che combattono per la fede.

2° Mistero del dolore: Gesù è flagellato
Frutto del Mistero: Il controllo dei sensi
« Il buon Dio non domanda il martirio del corpo, ci chiede soltanto il martirio del cuore e dell’anima ».
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, aiutaci a guardare un cuore puro al centro di questo mondo.

3° Mistero del dolore: Gesù è coronato di spine
Frutto del Mistero: La guarigione del nostro orgoglio
« Quelli che ci umiliano sono nostri amici, non quelli che ci lodano… »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, fa’ regnare nei nostri cuori l’umiltà e la pace di Cristo.

4° Mistero del dolore: Gesù porta la croce
Frutto del Mistero: La pazienza nelle prove
« Nostro Signore è il nostro modello: prendiamo la nostra croce e seguiamolo. Se temete che il coraggio vi manchi, portate lo sguardo sulla Croce dove Gesù Cristo è morto, e vedrete che il coraggio non vi mancherà »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, aiuta le persone provate ad unirsi a Te nella sofferenza.

5° Mistero del dolore: Gesù è morto sulla Croce
Frutto del Mistero: La sete della salvezza delle anime
« O amore immenso di un Dio per la sua creatura! Ci aspetta a braccia aperte, ci apre la piaga del suo Cuore Divino »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, fa’ crescere nel cuore dei missionari il desiderio di farti conoscere dappertutto nel mondo

Misteri della gloria (mercoledì e domenica)

1° Mistero della gloria: La Resurrezione del Signore
Frutto del Mistero: La fede
« La fede può tutto. Mio Dio dateci la fede e vi ameremo di tutto cuore »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, guida il Santo Padre affinché annunci senza tregua che sei l’unico Salvatore che ci conduce verso il Padre

2° Mistero della gloria: L’Ascensione di Gesù al cielo
Frutto del Mistero: Il desiderio del cielo
« Vedete, figli miei, bisogna riflettere che abbiamo un’anima da salvare e una eternità che ci aspetta »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, effondi la tua grazia nei nostri cuori affinché la speranza della vita eterna abiti in noi ogni giorno

3° Mistero della gloria: La Pentecoste
Frutto del Mistero: La venuta dello Spirito Santo nei nostri cuori
« Lo Spirito Santo è come un giardiniere che lavora nella nostra anima… Dobbiamo soltanto dire « Si » e lasciarci guidare »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, aiuta i cristiani ad accogliere pienamente lo Spirito Santo per lavorare all’unità della Chiesa

4° Mistero della gloria. L’Assunzione di Maria Vergine
Frutto del Mistero: La Grazia di una buona morte
« In Cielo, il nostro cuore sarà talmente perso, annegato nella felicità di amare Dio, che non ci occuperemo di noi, né degli altri, ma di Dio soltanto »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, apri le porte del Tuo Regno a tutti i nostri fratelli defunti

5° Mistero della gloria: L’incoronazione di Maria Vergine
Frutto del Mistero: Una più grande devozione a Maria
« Il cuore di questa Madre buona è soltanto amore e misericordia; Lei desidera soltanto vederci felici. E’ sufficiente rivolgersi a Lei per essere esauditi »
Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, ti presentiamo le nostre intenzioni particolari. Nella tua bontà degnati di esaudirle. 

PREGHIERA A S. GIOVANNI MARIA VIANNEY

di mons. Guy Bagnard, vescovo di Belley – Ars

 Santo Curato d’Ars, tu hai fatto della tua vita un’offerta totale a Dio per il servizio degli uomini. Che lo Spirito Santo, per la tua intercessione, ci conduca a rispondere oggi, senza debolezza, alla nostra vocazione personale.
Tu sei stato un assiduo adoratore di Cristo nel Tabernacolo. Insegnaci ad avvicinarci con fede e rispetto all’Eucaristia, a gustare la presenza silenziosa di Gesù nel Santissimo Sacramento.
Tu sei stato l’amico dei peccatori. Tu dicevi loro: “Le vostre colpe sono come un granello di sabbia rispetto alla grande montagna della misericordia di Dio”. Sciogli i legami della paura che talvolta ci tengono lontani dal perdono di Dio. Aumenta in noi il pentimento per le nostre colpe. Mostraci il vero volto del Padre che attende instancabilmente il ritorno del figliol prodigo.
Tu sei stato il sostegno dei poveri: “Il mio segreto è molto semplice:dare tutto senza conservare niente”. Insegnaci a condividere con quelli che sono nel bisogno, rendici liberi riguardo al denaro e a tutte le false ricchezze.
Tu sei stato un figlio affettuoso della Vergine Maria, “il tuo più vecchio amore”. Insegnaci a pregarla con la semplicità e la fiducia di un bambino.
Tu sei diventato il testimone esemplare dei Parroci dell’universo. Che la tua carità pastorale conduca i pastori a ricercare la vicinanza con tutti, senza preferenze. Ottieni loro l’amore per la Chiesa, lo slancio apostolico, la solidità nelle prove.
Ispira ai giovani la grandezza del ministero sacerdotale e la gioia di rispondere alla chiamata del buon Pastore.
Santo Curato d’Ars, sii tu il nostro intercessore presso Dio.
Amen.

(LITANIE SUL SITO) 

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4 agosto: San Giovanni Maria Vianney Sacerdote

dal sito:

http://liturgia.silvestrini.org/santo/233.html

San Giovanni M. Vianney

Sacerdote – Patronato: Patrono dei Parroci

BIOGRAFIA
Nacque presso Lione nel 1786. Superate molte difficoltà, poté essere iniziato al sacerdozio e resse e fece rifiorire mirabilmente la parrocchia affidategli nel villaggio di Ars nella Diocesi di Belley, con l’efficace predicazione, con la mortificazione, la preghiera, la carità. Essendo molto stimato nella direzione spirituale, i fedeli accorrevano a lui da ogni parte e ricevevano santamente i suoi consigli. Morì nel 1859.

MARTIROLOGIO
Memoria di San Giovanni Maria Vianney, sacerdote, che per otre quarant’anni guidò in modo mirabile la parrocchia a lui affidata nel villaggio Ars vicino a Belley in Francia, con l’assidua predicazione, la preghiera e una vita di penitenza. Ogni giorno nella catechesi che impartiva a bambini e adulti, nella riconciliazione che amministrava ai penitenti e nelle opere pervase di quell’ardente carità, che egli attingeva dalla santa Eucaristia come da una fonte, avanzò a tal punto da diffondere in ogni dove il suo consiglio e avvicinare saggiamente tanti a Dio.

DAGLI SCRITTI…
Dal «Catechismo» di san Giovanni Maria Vianney, sacerdote
Fate bene attenzione, miei figliuoli: il tesoro del cristiano non é sulla terra, ma in cielo. Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov’é il nostro tesoro. Questo é il bel compito dell’uomo: pregare ed amare. Se voi pregate ed amate, ecco, questa é la felicità dell’uomo sulla terra. La preghiera nient’altro é che l’unione con Dio. Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, é preso da una certa saovità e dolcezza che inebria, é purificato da una luce che si diffonde attorno a lui misteriosamente. In questa unione intima, Dio e l’anima sono come due pezzi di cera fusi insieme, che nessuno piò più separare.
Come é bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura! E’ una felicità questa che non si può comprendere. Noi eravamo diventati indegni di pregare. Dio però, nella sua bontà, ci ha permesso di parlare con lui. La nostra preghiera é incenso a lui quanto mai gradito. Figliuoli miei, il vostro cuore é piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio. La preghiera ci fa pregustare il cielo, come qualcosa che discende a noi dal paradiso. Non ci lascia mai senza dolcezza. Infatti é miele che stilla nell’anima e fa che tutto sia dolce.
Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole. Anche questo ci dà la preghiera: che il tempo scorra con tanta velocità e tanta felicità dell’uomo che non si avverte più la sua lunghezza. Ascoltate: quando ero parroco di Bresse, dovendo per un certo tempo sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati, mi trovavo spesso a percorrere lunghi tratti di strada; allora pregavo il buon Dio, e il tempo, siatene certi, non mi pareva mai lungo.
Ci sono alcune persone che si sprofondano completamente nella preghiera come un pesce nell’onda, perché sono tutte dedite al buon Dio. Non c’é divisione alcuna nel loro cuore. O quanto amo queste anime generose! San Francesco d’Assisi e santa Coletta vedevano nostro Signore e parlavano con lui a quel modo che noi ci parliamo gli uni agli altri.
Noi invece quante volte veniamo in chiesa senza sapere cosa dobbiamo fare o domandare! Tuttavia, ogni qual volta ci rechiamo da qualcuno, sappiamo bene perché ci andiamo. Anzi vi sono alcuni che sembrano dire così al buon Dio: «Ho soltanto due parole da dirti, così mi sbrigherò presto e me ne andrò via da te». Io penso sempre che, quando veniamo ad adoperare il Signore, otterremmo tutto quello che domandiamo, se pregassimo con fede proprio viva e con cuore totalmente puro.

DA VEDERE (links esterni):

Lettera del Santo Padre Benedetto XVI per l’Indizione dell’Anno Sacerdotale in occassione del 150-mo anniversario del “Dies Natalis” di Giovanni Maria Vianney (16.06.2009)

Elogio dello « stupore » che produce la vera « conoscenza »

dal sito:

http://www.atma-o-jibon.org/italiano10/rit_lodovici24.htm

La « provocazione » che arriva dal « Meeting » di Rimini 2009

Elogio dello « stupore » che produce la vera « conoscenza »

Giacomo Samek Lodovici
(« Avvenire », 23/8/’09)

Il titolo del « Meeting » di Rimini di quest’anno – « La conoscenza è sempre un avvenimento » – produce molte suggestioni. In controtendenza rispetto al prevalente clima culturale scettico (potremmo parlare di « relativismo », ma avvertendo che di esso sono state contate dodici varianti, preferiamo rinunciare), esso esprime la fiducia nel fatto che la realtà sia « conoscibile » (almeno in parte), interessante, connotata da un senso e da una regolarità, e che essa non sia costruita dal soggetto che la osserva.
Ora, la « scaturigine » della conoscenza appassionata è quel « platonico » sentimento della meraviglia – di cui, però, l’uomo contemporaneo sembra spesso divenuto incapace – che trasforma ogni conoscenza in un incontro con la realtà, in un’esperienza sorprendente. Perché come avvertiva Gregorio di Nissa «solo lo stupore conosce».
Ma ciò che rende la conoscenza umana peculiare – ce l’ha insegnato Aristotele – è che non risulta sempre « utilitarista-pragmatica » come quella dell’animale.
Quest’ultimo non si accorge di tutte le cose, bensì solo di quelle « utili-dannose », « piacevoli-dolorose », e si « domanda » soltanto: mi servono o non mi servono?, sono piacevoli o dolorose?. Invece, l’uomo si accorge di tutte le cose e si interroga non soltanto sulla loro « utilità-dannosità », ma anche sulla loro natura, cioè si chiede: che cos’è questa cosa?.
Vuole conoscerla a prescindere dalla sua eventuale « utilità-dannosità », vuole conoscere la verità, il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, il bello e il brutto. E la differenza si manifesta nella comunicazione: mentre i versi animali esprimono soltanto sensazioni « piacevoli-spiacevoli » o informazioni « pragmatiche » (sui pericoli, sul cibo…), il linguaggio umano non è solo strumentale al conseguimento di qualcosa, bensì comunica anche il vero, il bello, il bene… Comunica lo « stupore ».
Ed è lo stupore che dà slancio alla conoscenza, che mostra come la nostra ricerca conoscitiva sia compenetrata di affettività. Nella sua espressione « aurorale », infatti, l’amore coincide proprio con lo stupore; e – di seguito – è la reazione « estatica » che fa fuoriuscire l’uomo da se stesso, «per giungere, per quanto possibile, a un’esperienza vissuta di incontro col mondo» (Scheler). Inoltre, il vero amore non domina la realtà, bensì la lascia essere, la ammira – appunto come la conoscenza « meravigliata » – e cerca di farla fiorire. Quanto alla radice ultima dell’ »osmosi », in noi, tra conoscenza e amore, essa si trova in Dio, che è « Ragione » e « Amore », e di cui noi siamo immagine e somiglianza.
D’altra parte, la vastità potenzialmente illimitata di ciò che è conoscibile dalla ragione umana – che, per sua natura, è sempre assetata di ulteriore conoscenza (al pari dell’Ulisse « omerico ») – dice che l’uomo, invece di fermarsi sul frammento, può interrogarsi su se stesso, sull’ »infinito » (Leopardi) e su Dio, a cui il mondo e l’uomo stesso rinviano. E l’esperienza conoscitiva è tanto più sorprendente ed inesauribile quanto più ci imbattiamo nel mistero degli altri esseri umani e di Dio.
Il nesso « conoscenza-amore » suggerisce, insomma, che il fine del conoscere è amare l’altro e Dio. Il « Dio-Ragione-Amore » – insegna Benedetto XVI – ha infatti «un cuore, tanto da poter rinunciare alla propria immensità e farsi carne». E lo stupore di questa consapevolezza si specchia in quello della riflessione di Kierkegaard: «Mentre tu vivi questa sola volta e la durata di questa vita si accorcia ad ogni minuto che passa, sta il Dio dell’Amore nei cieli, pieno d’amore, anche verso te. Sì, verso di te, Egli vorrebbe che tu volessi ciò ch’Egli vuol volere con te per l’eternità». 

Publié dans:meditazioni |on 3 août, 2010 |Pas de commentaires »

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno file1501275224735

http://www.morguefile.com/archive/browse/#/?display_type=1&fcat=88123&sort=date_added&page=2&ttl=2089&lmt=24

Origene : « Passiamo all’altra riva » (Lc 8,22)

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100803

Martedì della XVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario : Mt 14,22-36
Meditazione del giorno
Origene (circa 185-253), sacerdote e teologo
Commento al vangelo di Matteo, 11, cap. 5-6 ; PG 13, 913 ; SC 162

« Passiamo all’altra riva » (Lc 8,22)

« Gesù ordinò ai suoi discepoli di salire sulla barca e di precerderlo sull’altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla ». La folla non era in grado di partire verso l’altra sponda, visto che essa non era Ebrea, nel senso spirituale della parola che si traduce : « La gente dell’altra riva ». Questa invece era il compito dei discepoli di Gesù : partire per l’alta riva, superare quello che è visibile e corporeo, queste realtà temporanee, e giungere per primi a quelle cose invisibili ed eterne…

I discepoli, tuttavia, non hanno potuto precedere Gesù sull’altra sponda… Egli voleva forse insegnare loro con l’esempio che senza di lui non era possibile giungervi… Cos’è questa barca nella quale Gesù ordina ai suoi discepoli di salire ? Non sarà forse la lotta contro le tentazioni e le circostanze difficili ?… Lui, il Salvatore, ordina dunque ai discepoli di salire sulla barca delle prove per giungere all’altra riva, superando le circostanze difficili mediante la sua vittoria su di esse…

Poi è salito sul monte, solo, a pregare. In favore di chi prega ? Probabilmente, in primo luogo per la folla, affinché, congedata dopo aver mangiato i pani benedetti, non faccia nulla di contrario all’invio di Gesù. Per i dicepoli in seguito, … affinché sul mare, non soffrano a causa delle onde, né per il vento contrario. Ho voglia di dire che proprio grazie alla preghiera che Gesù rivolge a suo Padre, i discepoli non patirono danni sul mare.

Se quando siamo soggetti al pericolo delle tentazioni, ci ricordassimo che il Signore ci ha obbligati a imbarcarci, perché vuole che lo precediamo sull’altra riva ! Chi non ha sopportato la prova dei flutti e del vento contrario, è impossibile che giunga all’altra riva. Perciò quando ci vediamo accerchiati da numerose difficoltà, e stanchi ci troviamo immersi in esse, pensiamo che la nostra barca sta in mezzo al mare, sbattuta dai flutti, che vorrebbero vederci « naufragare nella fede » (1 Tm 1,19)… Siamo certi che all’arrivo della quarta ora, quando « la notte è avanzata e il giorno è vicino » (Rm 13,12), si accosterà a noi il Figlio di Dio camminando sul mare per rendercelo tranquillo.

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