Archive pour le 25 juin, 2010

La « Madonnina  » di Monte Mario, foto precedente al crollo

La

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Il Papa: la « Madonnina » vegli dall’alto su Roma

dal sito:

http://www.zenit.org/article-22970?l=italian

Il Papa: la « Madonnina » vegli dall’alto su Roma

Benedizione della statua della Madonna di Monte Mario

ROMA, giovedì, 24 giugno 2010 (ZENIT.org).- Pubblichiamo il discorso che Papa Benedetto XVI ha pronunciato questo giovedì durante la sua visita al Centro Don Orione di Roma, a Monte Mario, per benedire la grande statua di Maria Salus Populi Romani, restaurata di recente.

* * *

Cari fratelli e sorelle,

vorrei in primo luogo salutare cordialmente tutti voi, qui convenuti per l’odierno significativo evento. Su questa collina è tornata a vegliare sulla nostra Città la maestosa statua della Madonna, abbattuta alcuni mesi or sono dalla furia del vento. Saluto innanzitutto il Cardinale Vicario Agostino Vallini e i Vescovi presenti. Un pensiero speciale rivolgo a don Flavio Peloso, rieletto alla guida dell’Opera don Orione, e lo ringrazio per le gentili parole che ha voluto indirizzarmi. Estendo questo saluto ai religiosi partecipanti al 13° Capitolo Generale, a quelli che lavorano in questa Istituzione al servizio dei giovani e dei sofferenti e all’intera famiglia spirituale orionina. Rivolgo il mio deferente pensiero al Signor Sindaco di Roma, l’on. Gianni Alemanno – oggi è il suo onomastico – : desidero manifestarLe anticipatamente il mio apprezzamento per il Concerto che il Campidoglio mi offrirà la sera del 29 giugno; è un gesto che testimonia l’affetto per il Papa dell’intera città di Roma. Saluto anche le altre autorità civili e militari. Non posso infine non ringraziare di cuore quanti in vario modo hanno contribuito a restituire alla statua della Madonna il suo originale splendore.

Ho accolto volentieri l’invito ad unirmi a voi nel rendere omaggio a Maria « Salus populi romani », raffigurata in questa meravigliosa statua tanto cara al popolo romano. Statua che è memoria di eventi drammatici e provvidenziali, scritti nella storia e nella coscienza della Città. Infatti, essa fu collocata sul colle di Monte Mario nel 1953, ad adempimento di un voto popolare pronunciato durante la seconda guerra mondiale, quando le ostilità e le armi facevano temere per le sorti di Roma. Dalle opere romane di Don Orione partì allora l’iniziativa di una raccolta di firme per un voto alla Madonna cui aderirono oltre un milione di cittadini. Il Venerabile Pio XII raccolse la devota iniziativa del popolo che si affidava a Maria e il voto fu pronunciato il 4 giugno del 1944, davanti all’immagine della Madonna del Divino Amore. Proprio in quel giorno, si ebbe la pacifica liberazione di Roma. Come non rinnovare anche oggi con voi, cari amici di Roma, quel gesto di devozione a Maria « Salus populi romani » benedicendo questa bella statua?

Gli Orionini la vollero grande e collocata in alto, sovrastante la città, per rendere omaggio alla santità eccelsa della Madre di Dio, la quale, umile in terra, «è stata esaltata al di sopra dei cori angelici nei regni celesti» come disse il Papa Gregorio VII, (Ad Adelaide di Ungheria), e per averne, insieme, un segno di familiare presenza nella vita quotidiana. Maria, Madre di Dio e nostra, sia sempre in cima ai vostri pensieri e ai vostri affetti, amabile conforto delle anime vostre, guida sicura delle vostre volontà e sostegno dei vostri passi, ispiratrice suadente dell’imitazione di Gesù Cristo. La « Madonnina » – come amano chiamarla i romani – nel gesto di guardare dall’alto i luoghi della vita familiare, civile e religiosa di Roma, protegga le famiglie, susciti propositi di bene, suggerisca a tutti desideri di cielo. « Guardare al cielo, pregare, e poi avanti con coraggio e lavorare. Ave Maria e avanti! » – esortava san Luigi Orione.

Nel loro voto alla Madonna i romani oltre a promettere preghiera e devozione, si impegnarono anche in opere di carità. Per parte loro, gli Orionini realizzarono in questo Centro di Monte Mario, ancor prima della statua, l’accoglienza di mutilatini e di orfani. Il programma di san Luigi Orione – « Solo la carità salverà il mondo » – ebbe qui una significativa concretizzazione e divenne un segno di speranza per Roma, unitamente alla Madonnina posta sul colle. Cari fratelli e sorelle, spirituali eredi del Santo della Carità, Luigi Orione! Il Capitolo Generale che si è appena concluso ha avuto come proprio tema questa espressione cara al vostro Fondatore, « Solo la carità salverà il mondo ». Benedico il proposito e le decisioni che sono stati adottati per rilanciare quel dinamismo spirituale e apostolico che sempre deve contraddistinguervi.

Don Orione visse in modo lucido e appassionato il compito della Chiesa di vivere l’amore per far entrare nel mondo la luce di Dio (cfr. Deus Caritas est, n. 39). Ha lasciato tale missione ai suoi discepoli come via spirituale e apostolica, convinto che « la carità apre gli occhi alla fede e riscalda i cuori d’amore verso Dio ». Continuate, cari Figli della Divina Provvidenza, su questa scia carismatica da lui iniziata, perché, come egli diceva, « la carità è la migliore apologia della fede cattolica », « la carità trascina, la carità muove, porta alla fede e alla speranza » (Verbali, 26.11.1930, p.95). Le opere di carità, sia come atti personali e sia come servizi alle persone deboli offerti in grandi istituzioni, non possono mai ridursi a gesto filantropico, ma devono restare sempre tangibile espressione dell’amore provvidente di Dio. Per fare questo – ricorda don Orione – occorre essere « impastati della carità soavissima di Nostro Signore » (Scritti 70, 231) mediante una vita spirituale autentica e santa. Solo così è possibile passare dalle opere della carità alla carità delle opere, perché – aggiunge il vostro Fondatore – « anche le opere senza la carità di Dio, che le valorizzi davanti a lui, a nulla valgono » (Alle PSMC, 19.6.1920, p.141).

Cari fratelli e sorelle, grazie ancora per il vostro invito e per la vostra accoglienza. Vi accompagni ogni giorno la materna protezione di Maria, che insieme invochiamo per quanti operano in questo Centro e per l’intera popolazione romana e, mentre a ciascuno assicuro il mio orante ricordo, con affetto tutti vi benedico.

Don Di Noto: chi accoglie i bambini, accoglie il Signore

dal sito:

http://www.zenit.org/article-22984?l=italian

Don Di Noto: chi accoglie i bambini, accoglie il Signore

Intervento a Catania a conclusione della Settimana di aggiornamento teologico-pastorale

ROMA, venerdì, 25 giugno 2010 (ZENIT.org).- « La pedofilia e gli abusi sessuali sull’infanzia sono un grave reato, un peccato gravissimo. Non sono amore o un orientamento sessuale”, è quanto ha tenuto a sottolineare don Fortunato Di Noto, pioniere nella lotta alla pedofilia e fondatore dell’Associazione Meter onlus (www.associazionemeter.org), nella relazione tenuta il 24 giugno al clero della Diocesi di Catania a conclusione della Settimana di aggiornamento teologico-pastorale svoltasi presso il Seminario Vescovile.

Ed ha aggiunto che “nessuna categoria sociale è esclusa: genitori, parenti prossimi, educatori, politici, avvocati, magistrati, medici, maestri, preti e catechisti, esponenti di qualsiasi religione (protestanti, ebrei, musulmani, scintoisti, animisti e satanisti)”.

Questo a dimostrazione che “la pedofilia coinvolge l’uomo nella sua interezza e non è solo uno scivolone o un pruriginoso desiderio di vivere esperienze affettive per rompere la monotonia o un ‘tabù sessuale’”.

“E’ l’espressione di un volto disumano che distrugge i piccoli, i bambini”, ha aggiunto.

Ambito familiare e pedocriminalità

“L’abuso sessuale – ha poi continuato il fondatore di Meter – ha maggiore incidenza nell’ambito familiare, le statistiche ogni anno lo confermano, con una tendenza sempre più crescente in percentuale riguardo alla pedocriminalità (ossia le organizzazioni dedite al traffico, sfruttamento sessuale dei minori, oltre che nella produzione di materiale pedopornografico) e al turismo sessuale”.

Infatti, ha precisato, “nonostante l’Italia sia all’avanguardia per la lotta al turismo sessuale nei confronti di italiani che sfruttano bambini, in 12 anni è stato possibile contrastare e arrestare solo in un caso. Si potrebbe fare di più!”, ha esclamato.

“Non ultimo – ha proseguito – la pseudo istigazione alla normalizzazione del fenomeno con la cosiddetta ‘pedofilia culturale’, una sorta di movimenti nazionali e internazionali che rivendicano la liceità di avere relazioni, rapporti anche sessuali con i minori”.

A questo proposito il sacerdote ha accennato a vari partiti e movimenti pro pedofilia con le loro giornate di orgoglio ed ha ricordato che Meter non solo ha fatto arrestare dei soggetti nel 2004 per « apologia di pedofilia », ma ha presentato anche un Progetto di legge, assorbito dalla Convezione di Lanzarote e da mesi fermo alla Commissione Senato per la sua definitiva approvazione e promulgazione.

La risposta della Chiesa agli abusi su minori

“In tutto questo contesto – ha continuato – si inserisce il triste fenomeno di abusi pedofili che alcuni sacerdoti nelle diverse diocesi del mondo (300 i casi trattati dalla Congregazione per la Dottrina della Fede). Sono diversi invece i casi, anche se gravi e da condannare, dei preti omosessuali che hanno abusato di minori (ca. 3.000) e anche in Italia (ca. 100 i casi di sacerdoti pedofili o che hanno abusato di minori in attesa di definizione o altri definiti)”.

“E’ importante questa precisazione – ha chiarito poi don Di Noto –: il pedofilo è un malato lucido (psicopatologia lucida) e preferisce bambini prepuberi, sotto i 12 anni. Diversamente non è pedofilia”.

“La Chiesa, pur trovandosi in imbarazzo e nonostante alcuni Vescovi non abbiano saputo gestire il fenomeno, ha reagito duramente – ha detto –. Si pensi ai vari pronunciamenti di Benedetto XVI: basta poi andare sul sito del Vaticano dove è presente la sezione ‘Abusi su minori. La risposta della Chiesa’, che contiene una serie di discorsi”.

Don Di Noto ha quindi ricordato la Lettera alla Chiesa di Irlanda, il discorso al Regina Coeli del 3 maggio scorso su Meter e la Giornata Nazionale dei Bambini vittime contro la pedofilia, più una serie di documenti di importanza sostanziale per le procedure da adottare nelle varie diocesi, da parte del Vescovo, come la « Guida alla comprensione delle procedure di base della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) riguardo alle accuse di abusi sessuali ».

Urgenza educativa e pastorale

“Perché sia chiaro – ha specificato il sacerdote – , la strategia della Chiesa è molto decisa: dura condanna da cui non si torna più indietro; vicinanza alle vittime e richiesta di giustizia ‘non sommaria’ a chi, prete (e non prete!), si macchia di questi terribili reati”.

E ancora: “Richiamo alla conversione e alla collaborazione con la giustizia come segno di responsabilità; Impegno a non abbassare mai la guardia inserendo nelle azioni pastorali diocesane un ‘sussulto’ educativo e programmatico per prevenire e informare sugli abusi, affinchè non accadano mai da parte di nessuno”.

“Meter – ha concluso – è disponibile ad aiutare in questo percorso educativo e preventivo nella Chiesa e nella società”.

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buona notte

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Simeone il Nuovo Teologo: « Gesù lo toccò dicendo : ‘ Lo voglio, sii sanato ’ »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100625

Venerdì della XII settimana delle ferie delle ferie del Tempo Ordinario : Mt 8,1-4
Meditazione del giorno
Simeone il Nuovo Teologo (circa 949-1022), monaco ortodosso
Inno 30 ; SC 174, 357

« Gesù lo toccò dicendo : ‘ Lo voglio, sii sanato ’ »

Prima che brillasse la luce divina,
io non conescevo me stesso.
Allora, al vedere me nelle tenebre e in carcere,
rinchiuso in un pantano,
coperto di imondizie, ferito, la carne gonfia…,
sono caduto ai piedi di colui che mi aveva illuminato.

E colui che mi aveva illuminato tocca con le sue mani
i miei legami e le mie ferite;
là dove la sua mano tocca e il suo dito si avvicina,
subito cadono i miei legami,
scompaiono le ferite, e ogni sporcizia.
L’impurità della mia carne scompaia…
sicché egli la rende simile alla sua mano divina.
Strana meraviglia: la mia carne, la mia anima e il mio corpo
partecipano della gloria divina.

Appena sono stato purificato e liberato dai miei legami,
ecco che stende verso di me la sua mano divina,
mi tira fuori del pantano interamente,
mi abbraccia, mi si getta al collo,
mi bacia (Lc 15,20).
Mi prende sulle spalle
io che ero completamente esausto,
e avevo perso le mie forze,
e mi porta fuori dall’inferno…
La luce stessa mi porta e mi sostiene;
mi trascina verso una grande luce…
Egli mi dona di contemplare con quale strano rimodellare
lui stesso mi ha plasmato nuovamente (Gen 2,7)
e mi ha strappato dalla corruzione.
Mi ha fatto il dono di una vita immortale
e mi ha rivestito di una tunica immateriale e luminosa
e mi ha dato dei sandali, un anello e una corona
incorruttibili e eterni (Lc 15,22).

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