Archive pour le 11 juin, 2010

Cuore Immacolato di Maria

Cuore Immacolato di Maria dans immagini sacre

http://www.santiebeati.it/

Publié dans:immagini sacre |on 11 juin, 2010 |Pas de commentaires »

Amare Gesù sopra ogni cosa (dalla Imitazione di Cristo)

dal sito:

http://www.jesuschrist.it/recensioni.asp?categoria=testo&sez=13&arg=64&offset=0#

Amare Gesù sopra ogni cosa (dalla Imitazione di Cristo)  
    
 Dal libro della Imitazione di Cristo (Libro II. cap. VII 1-3; cap. VIII. 1-3)

Amare Gesù sopra ogni cosa
Fortunato chi comprende che cosa sia amare Gesù e per lui disprezzare se stessi. Occorre infatti per il suo amore lasciare ogni altro amore: Gesù vuoi essere amato sopra ogni cosa, e solo.
L’amore della creatura è ingannevole e malsicuro; l’amore di Gesù, invece, è fermo e costante. E perciò chi s’attacca alla creatura, che ha fine, avrà fine con essa; ma chi abbraccia Gesù non potrà più essere scosso per tutta l’eternità. Amalo dunque, e tientelo sempre amico: quando tutti ti abbandoneranno, lui solo non ti abbandonerà; e sarà lui a salvarti dalla rovina.

Le creature sono tali che, volente o no, un giorno dovrai lasciarle tutte. Tieniti attaccato a Gesù, prima in vita e poi in morte, affidandoti a lui interamente, perché lui solo può aiutarti. Il tuo amato è tale, che non ammette affetti estranei: vuole possedere da solo il tuo cuore e farne il suo trono. Gesù verrebbe volentieri ad abitare in te, se tu sapessi liberarti del tutto dalle creature. E tu vedrai sempre che, qualunque cosa tenterai senza lui, appoggiandoti agli uomini, non riuscirai.
Ma dunque, non confidare e non mettere le tue speranze in una canna che si muove a ogni vento: « ogni carne è fieno, e ogni sua gloria, come il fieno, cadrà » (1 Pt 1,24).
Se tu guarderai soltanto alle apparenze esteriori, proverai presto la tua delusione: potrà infatti capitarti di cercare, nei tuoi simili, consolazione o guadagno, e ritrarne, invece, un danno. Ma se in ogni cosa tu cerchi Gesù, non potrai trovare che Gesù, così come, cercando in ogni cosa te stesso, troverai sempre te stesso, con tuo grande scapito.

Quando non cerca Gesù, l’uomo è a se stesso più dannoso che tutto il mondo e tutti i nemici messi insieme. Quando è vicino Gesù, tutto ci appare buono, nulla ci riesce difficile; quando è lontano, tutto è insopportabile. Le consolazioni non bastano, quando Gesù non parla dentro di noi; ma se lui ci dice una sola parola, la nostra consolazione è infinita.
Non si alzò subito, Maria Maddalena, dal luogo in cui stava a piangere, quando Marta le disse: « Il Maestro è qui e ti chiama»? (Gv 11, 28). Oh, felice l’ora in cui Gesù, dalle lacrime, chiama anche noi alla gioia! Quanto siamo aridi e duri di cuore, senza lui! quanto sciocchi e vani siamo, quando desideriamo qualcosa che non è lui! Non è questo un danno maggiore che se perdessimo tutto il mondo? E che cosa il mondo può darci senza Gesù? Essere senza Gesù è un inferno amaro, essere con lui è un dolce paradiso. Nessun nemico mai potrebbe farti alcun male, se tu avessi sempre vicino Gesù. Chi trova Gesù, trova un grande tesoro, anzi il più fra tutti i tesori. E chi perde Gesù, perde più assai di tutto il mondo. Chi vive senza Gesù è il più povero degli esseri umani, mentre chi lo trova può ben dirsi il più ricco.
Grande arte è saper stare con Gesù, e grande accortezza è il saperselo conservare.  

Publié dans:meditazioni |on 11 juin, 2010 |Pas de commentaires »

RINGIOVANIRE IL VOLTO FINO AL SANGUE

dal sito:

http://www.mariadinazareth.it/Martiri/ringiovanire%20il%20volto.htm

RINGIOVANIRE IL VOLTO FINO AL SANGUE

“Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani” (Tertulliano) La Chiesa è nata dal martirio. Il libro dell’Apocalisse chiama Cristo Gesù il “Martire” che muore crocifisso come un malfattore e un anatema (Gv 19,6), un blasfemo e una minaccia per il popolo, secondo le parole di Caifa.
 

La storia della Chiesa ha scritto e scrive le sue pagine più eloquenti con il sangue dei martiri. La testimonianza del martirio è una delle caratteristiche della Chiesa da sempre. Dopo la Pentecoste, molti tra quelli che ascoltano la predicazione degli apostoli si convertono, ma inizia subito la persecuzione contro di loro. Minacciati, bastonati, incarcerati, non cessano di predicare in pubblico e in privato. Proprio così la prima comunità cristiana cresce e si rafforza. Tocca al diacono Stefano l’onore di essere coronato per primo con il martirio, e alla feroce “lapidazione” assiste anche Saulo, allora persecutore dei cristiani. Quella morte segna l’inizio di una spietata repressione che costringe molti a rifugiarsi nelle zone montagnose di Giudea e Samaria, altri a espatriare. Tra le vittime c’è Giacomo, fratello di Giovanni, che fu decapitato a Gerusalemme.

A Roma, dove vive una fiorente colonia giudaica in stretti rapporti con Gerusalemme, arriva presto la notizia di Gesù, forse portata da qualche transfuga. Nel 49 d.C. già si contano numerose comunità cristiane, quando l’imperatore Claudio ordina l’espulsione dei Giudei dalla città a causa dei “frequenti tumulti” che scoppiavano in nome di un certo Chresto”. Saulo/Paolo arriva nella capitale dell’impero verso il 61, “prigioniero a causa di Gesù”, e soggiorna in una residenza privata (oggi diremmo agli “arresti domiciliari”) fino al 63 ca. Viene decapitato nella persecuzione di Nerone, verso il 67. Anche Pietro, giunto nel frattempo, è crocifisso attorno al 64 o poco più tardi. Papa Clemente, nella lettera che scrive ai Corinzi verso l’anno 96, fa riferimento al martirio di Pietro e Paolo “colonne che lottarono fino alla morte”. È bello constatare come i discepoli di Gesù si vadano configurando al Maestro, lo imitino in vita e in morte, lo proclamino risorto e non esitino a pagare con la vita tale testimonianza. I motivi delle persecuzioni sono complessi. Roma tollerava varietà di culti e di riti perché ciò favoriva l’unità nella diversità, purché i popoli sottomessi aggiungessero ai loro anche il culto dell’imperatore e della dea Roma, come garanzia di fedeltà. Il rifiuto costituiva un atto sovversivo. Poiché per il giudaismo monoteista ciò costituiva un’empietà, gli Ebrei avevano ottenuto uno statuto speciale, valido anche nella diaspora.

Nerone perseguita i cristiani perché il loro proselitismo e il loro rigido monoteismo cominciano a preoccupare e, contrariamente ai giudei, essi fanno adepti di ogni razza, in tutte le città. Il loro culto, non godendo di speciale statuto, viene dichiarato illecito. Il grande incendio di Roma del 64 fornisce il pretesto all’imperatore che, accusato dall’opinione pubblica di averlo provocato per agevolare i suoi progetti urbanistici, scarica la colpa sui cristiani ed estorce false confessioni con la tortura. Tacito racconta l’orribile fine loro inflitta, ma giustifica la persecuzione: “Quegli individui erano detestati per i loro abomini”. Traiano legifera che si debba essere tolleranti con chi sacrifica agli dei e condannare gli irriducibili, solo se denunciati. Plinio il Giovane confessa di non aver scoperto nessuna delle mostruosità di cui erano accusati, ma considera il cristianesimo “superstizione malvagia e sfrenata”. La storia ci ha tramandato gli atti di parecchi martiri dei primi secoli: sant’Agnese, suppliziata verso la fine del terzo secolo, santa Cecilia, modello perfetto di donna, decapitata per aver scelto la verginità, il diacono Lorenzo, bruciato su una graticola sotto Valeriano…

Le persecuzioni non si limitarono ai primi secoli. Continuano anche oggi. Il secolo scorso è forse stato uno di quelli che hanno dato più martiri alla Chiesa. È conosciuto il caso di Massimiliano Kolbe nel campo di concentramento di Oswiecim, che offrì la vita in sostituzione di un padre di famiglia condannato a morte. Né possiamo dimenticare i martiri salesiani, i santi Luigi Versiglia e Callisto Caravario, i cinque giovani dell’oratorio di Poznan, quelli della guerra civile spagnola… Anche al presente la Chiesa è perseguitata, in alcune nazioni esplicitamente e in modo cruento, in altre con leggi restrittive. Dire cristianesimo è dire fraternità universale, impegno per la giustizia e la dignità di tutti gli uomini, specialmente i più deboli. Certo, il coraggio di opporsi e denunciare ingiustizie e sopraffazioni comporta l’emarginazione civile e sociale e, in certi casi, la persecuzione e la morte. Stando alla parola di Gesù, quando i credenti non sono perseguitati devono interrogarsi se non siano venuti meno al loro compito profetico. Chi non contesta le ingiustizie, chi non denuncia soprusi e abusi rischia di tradire il Vangelo. Una fede autentica va a braccetto con il martirio. I martiri, sia quelli canonizzati sia quelli non ufficialmente riconosciuti, sono la gloria della Chiesa, e punto di riferimento per i credenti, chiamati a rendere testimonianza della propria fede sempre e dovunque.

di Pascual Chávez Villanueva, rettore maggiore dei salesiani

Bollettino Salesiano – Giugno 2005

Publié dans:santi martiri |on 11 juin, 2010 |Pas de commentaires »

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno 5831

http://www.provincia.ap.it/novita/newsdett/newsdett.asp?codnew=5831

Beato Giovanni XXIII : « Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100611

Sacratissimo Cuore di Gesù C, solennita : Lc 15,3-7
Meditazione del giorno
Beato Giovanni XXIII (1881-1963), papa
Giornale dell’anima,  1901-1903 (trad. Cerf, 1964, p. 242 )

« Rallegratevi  con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta  »

        Io sento che il mio Gesù si fa sempre più vicino. Egli ha permesso in questi giorni che io cadessi in mare, e non annegassi proprio tenuto conto della mia miseria e della mia superbia, per farmi capire quanto io abbia bisogno di lui. Al momento in cui rischio di venire sommerso, Gesù, camminando sulle acque, mi viene incontro sorridendo per salvarmi. Vorrei dirgli con Pietro: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore» (Lc 5,8), ma sono prevenuto dalla tenerezza del suo cuore e dalla mitezza delle sue parole: «Non temere» (Lc 5,10).

        Oh! Non temo nulla accanto a te! Riposo contro di te; come la pecora smarrita, sento battere il tuo cuore; Gesù, sono tuo una volta di più e per sempre. Con te, io sono veramente grande; senza di te sono soltanto una canna debole, ma appoggiato su di te sono una colonna. Non devo mai dimenticare la mia miseria, non però allo scopo di tremare sempre, bensì affinché, malgrado la mia umiltà e la mia confusione, io mi avvicini al tuo cuore con una fiducia sempre più grande, poiché la mia miseria è il trono della tua misericordia e del tuo amore.

PUERI CANTORES SACRE' ... |
FIER D'ÊTRE CHRETIEN EN 2010 |
Annonce des évènements à ve... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Vie et Bible
| Free Life
| elmuslima31