Quaresima: Sete e silenzio (salmo 41, 2-3)

dal sito:

http://www.mariadimagdala.191.it/riflessioni.htm

Quaresima

SETE e SILENZIO

Come la cerva anela ai corsi d’acqua,
così l’anima mia anela a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente…
(Salmo 41,2-3)

Siamo riusciti ad arrivare, con o senza i cinque sensi, a questo mormorio gemente e silenzioso? Ahimè, no. Troppo spesso siamo dei senza-sete di Dio, dei senza-sete di preghiera e di silenzio.
Questa sete di Dio, che farebbe sorgere in noi il desiderio del silenzio, ci fa paura… E allora preferiamo stordirci con ogni tipo di divertimento e di ebbrezza. Prima di tutto siamo talmente sazi di bevande che non sappiamo nemmeno più cosa significhi aspettare per placare la sete. Questo si può osservare nella vita quotidiana della città, dove per un nonnulla – a forza di abitudini, di pasti consumistici! – dal primo caffé del mattino fino al bicchierone d’acqua prima di avvolgerci nelle coperte, viviamo in una continua liquefazione, nella circolazione di liquidi, circondati da slogan che sostengono le meravigliose proprietà delle acque minerali e naturali, senza parlare degli aperitivi che dovrebbero aprirci lo stomaco per consumare sempre di più, oltre che sempre meglio. Tutto ciò sfocia in un’astenia spirituale.
Ed è ancora più evidente se dobbiamo fare una lunga camminata in compagnia, sia in montagna che in pianura: dopo la respirazione e la cadenza che segnano il ritmo del gruppo, i segni rivelatori saranno il silenzio e il desiderio di placare la sete.
I neofiti avidi e senza controllo si precipitano ad ogni sosta sulle borracce o sulla prima sorgente che capita: si dissetano con ingordigia, condizionati come sono dall’abitudine al consumo passivo: «Fatto subito, ben fatto!». Questo atteggiamento genera risate volubili e sonore, esclamazioni, rozzi gorgoglii, e quanto può nuocere al raccoglimento della tappa! È ben diverso riuscire a trattenere la voglia di bere fino alla sosta successiva, abituando così il proprio equilibrio psicofisico a marce più lunghe che portano alla sobrietà.
Silenzio e sobrietà vanno di pari passo.
Avviene la stessa cosa se consideriamo il rapporto del silenzio con la sete di preghiera: la fretta non ci può essere d’aiuto. Il desiderio di bere si trattiene nei silenzi ritmati della respirazione e dei battiti del cuore. La preghiera è una sosta silenziosa che può aiutarci a vincere la sete… e a ravvivare il desiderio di bere. Sete simbolo del desiderio.

L’anima mia languisce…
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente…            
(Salmo 83,3)

Questo desiderio spirituale viene infatti descritto dal salmista come una sete:

O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco,
di te ha sete l’anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta, arida, senz’acqua.         
(Salmo 62,2)

La nostra sete è davvero provocata dalla secchezza, dall’aridità del nostro cuore, da tutte le macchie interiori che ci trasformano in una scorza polverosa. Lo dice anche Isaia:

Di notte anela a te l’anima mia,
al mattino ti cerca il mio spirito.         
(Isaia 26,9)

L’aridità fa prendere coscienza della mancanza:

Vagavano nel deserto, nella steppa…
Erano affamati e assetati
veniva meno la loro vita…                  
(Salmo 106,4-5)

Il desiderio cresce fino all’esasperazione, come un grido violento rivolto a Dio, lui che «saziò il deside­rio dell’assetato» (Salmo 106,9), che con la sua po­tenza «percosse la rupe e ne scaturì acqua, e strariparono torrenti» (Salmo 77,20), lui che «spaccò le rocce nel deserto e diede loro da bere come dal grande abisso. Fece sgorgare ruscelli dalla rupe e scorrere l’acqua a torrenti» (Salmo 77,15-16).
Questo desiderio si traduce anche in zelo:

Mi divora lo zelo della tua casa,
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.
(Salmo 118,139)

E lo stesso fuoco si ritrova nell’anima che brucia di desiderio:

Io mi consumo nel desiderio
dei tuoi precetti in ogni tempo.         
(Salmo 118,20)

Solo la parola di Dio placa questo ardore, questo fuoco che arde senza distruggere l’anima, come il Roveto ardente:

Stilli come pioggia la mia dottrina, scenda come rugiada il mio dire; come scroscio sull’erba del prato, come spruzzo sugli steli del grano.
(Deuteronomio 32,2)

E già in queste immagini sono annunciate le fertilità del futuro:

Ridusse i fiumi a deserto,
a luoghi aridi le fonti d àcqua e la terra fertile d palude
per la malizia dei suoi abitanti. Ma poi cambiò il deserto in lago,
e la terra arida in sorgenti d àcqua. Là fece dimorare gli affamati
ed essi fondarono una città dove abitare. Seminarono campi e piantarono vigne,
e ne raccolsero frutti abbondanti.
(Salmo 106,33-37)

Il silenzio è il segno della quiete della fecondità ritrovata, e in modo del tutto naturale l’anima riposa:

Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l’anima mia.
(Salmo 130,2)

Publié dans : Bibbia - Antico Testamento, salmi |le 20 février, 2010 |Pas de Commentaires »

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