Le beatitudini e l’Antico Testamento: come fanno a stare insieme?

dal sito:

http://www.parrocchiadisantanna.it/blog/?p=32

Le beatitudini e l’Antico Testamento: come fanno a stare insieme?

25 gennaio 2009 by: Rita M.

LA Bibbia

Una beatitudine fondamentale nell’Antico Testamento è quella che può essere ridotta alla formula seguente: “Beato chi ha Dio per Signore!”. Come nel caso di Gesù, le beatitudini anche nell’Antico Testamento sono delle dimostrazioni di felicità, delle “congratulazioni”, o meglio, delle indicazioni di una strada per la felicità ovvero per la realizzazione della persona umana.

“Beato chi ha Dio per Signore!” significa allora che la relazione con il Signore in quanto Dio è fonte di felicità.

Noi usiamo il termine “Signore” per tradurre il nome proprio di Dio come si è rivelato nell’Antico Testamento, cioè “Yahweh”, termine che abitualmente non traduciamo e non conserviamo, ma sostituiamo con “Signore”. Ogni volta che troviamo la parola “Signore” nell’Antico Testamento sappiamo che fa riferimento al nome proprio di Dio.

Allora, non “qualunque Dio va bene”, ma “Beato chi ha per Dio Yahweh”.

È un’idea del popolo di Israele che, prima di arrivare alla negazione dell’esistenza delle altre divinità, arriva alla consapevolezza che quel Dio che si è rivelato al popolo di Israele è la strada della felicità: “Beato chi ha incontrato quel Dio, perché è lui che garantisce una situazione buona”.

Pensiamo allora come esempio il salmo 33. È un salmo che celebra come inno la provvidenza di Dio, celebra il Signore perché regge la storia e la creazione: “Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli. Ma il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni” (Sal 33, 10÷11). Dio ha un progetto, ha un piano che vale per tutti i popoli e, mentre i progetti dei grandi e dei potenti della terra vengono vanificati, i progetti di Dio sussistono “perché egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste” (Sal 33, 9), “dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera” (Sal 33, 6). Parola e Spirito, dalla parola del Signore, dal soffio, dal respiro, dallo Spirito di Dio è stato creato l’universo: il Padre, il Figlio e lo Spirito creatori dell’universo, i pensieri del cuore di Dio durano per sempre, il progetto del Signore è eterno; allora, dopo aver detto questo, l’autore del salmo esplode in un’affermazione di entusiasmo: “Beata la nazione il cui Dio è il Signore, il popolo che si è scelto come erede” (Sal 33, 12). Israele celebra la propria beatitudine in quanto nazione: “Beata la nazione che è stata scelta dal Signore”.

Eppure noi, rileggendo questi testi in un’ottica cristiana, ampliamo l’orizzonte di Israele, ci sentiamo noi partecipi di questa nazione e applichiamo tranquillamente a noi questa beatitudine: siamo noi quella nazione – non intesa in senso civile, politico, amministrativo, ma in senso religioso -, siamo noi quel popolo fortunato, beato, perché “scelto”.

È interessante il contesto comunitario, non individualista: non tanto “io”, ma “noi”, noi popolo scelto da Dio, beati noi! (fonte: don Claudio Doglio)
Meditiamo insieme queste belle parole, ci fanno sentire bene, accolti e soprattutto in cammino…sulla strada della felicita’.

Publié dans : biblica |le 20 janvier, 2010 |Pas de Commentaires »

Vous pouvez laisser une réponse.

Laisser un commentaire

PUERI CANTORES SACRE' ... |
FIER D'ÊTRE CHRETIEN EN 2010 |
Annonce des évènements à ve... |
Unblog.fr | Annuaire | Signaler un abus | Vie et Bible
| Free Life
| elmuslima31