Archive pour le 24 décembre, 2009

buon Natale a tutti

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La notte santa di Guido Gozzano

dal sito:

http://www.lestagioni.altervista.org/2poesia.htm

La notte santa

Guido Gozzano

- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell’osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

- Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po’ di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

Il campanile scocca
lentamente le sette.

- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.

Il campanile scocca
lentamente le otto.

- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno
d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.

- Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

- Oste di Cesarea… – Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell’alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! – ecco una stalla! – Avrà posto per due?
- Che freddo! – Siamo a sosta – Ma quanta neve, quanta!
Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…
Maria già trascolora, divinamente affranta…

Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d’un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill’anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill’anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d’un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

Omelia per Natale 2009 – Dono d’amore visibile all’umanità

dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/14348.html

Omelia (25-12-2008) 
LaParrocchia.it

Dono d’amore visibile all’umanità

Se nel giorno di Natale io mi trovassi solo in chiesa, mi toglierei le scarpe e, camminando scalzo, attraverserei tutta la chiesa ricordando il lungo cammino che porta a Betlemme. E poi mi inginocchierei davanti a Gesù Bambino e gli consegnerei due lacrime di pentimento per non aver ascoltato la voce buona di Betlemme, per non aver capito la meravigliosa lezione di Betlemme. Poniamoci ancora una volta la domanda: che cosa è accaduto a Betlemme? Perché da secoli il mondo sembra fermarsi in questa notte e in questo giorno? Perché viene nel mondo la luce vera: da Dio verso l’uomo, dal grande verso il piccolo, da una città verso la stalla, i re magi verso il Bambino, il forte a servizio del debole. Natale è l’inizio del capovolgimento totale, di un nuovo ordinamento di tutte le cose. « Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere » (Lc 2,15).

Oggi, come due mila anni fa, la Chiesa rinnova l’annuncio al mondo del fatto più straordinario: Dio si è fatto uomo ed è venuto in mezzo a noi. Il miracolo più grande è che Dio non plasma più l’uomo nuovo con polvere del suolo, come in principio, nell’Eden, per Adamo, ma che si fa lui stesso polvere plasmata, vaso fragile d’argilla e non più vasaio, Bambino di Betlemme. Dio ha fatto un passo decisivo e irreversibile verso di noi. Dio ha lasciato che il Suo Figlio uscisse dall’abbraccio divino e entrasse nella nostra storia pericolosa, infida ed inospitale. Eppure è accaduto: è accaduto duemila anni fa e questo avvenimento è la vertebra che tiene in piedi tutta la storia umana. Alcuni non lo sanno, altri non ci credono, ma noi sappiamo che questa è la verità. E proprio perché lo sappiamo, noi abbiamo una grande responsabilità all’umanità. Cerchiamo, allora, di capire bene il Natale.
Perché Dio ha fatto questo passo? Perché il Figlio di Dio si è fatto uomo? Perché « Dio, ti vuol far Dio, non per natura come il Figlio da lui generato, ma per dono e adozione. Infatti, come il Verbo per l’umanità è diventato partecipe della tua mortalità, così Dio, esaltandoti, ti fa partecipe della sua immortalità » (S. Agostino).

Gesù è un dono d’amore visibile all’umanità. È la più bella notizia che si possa raccontare agli uomini. Ed il Natale è la festa dell’amore puro e gratuito. Dio, l’infinito, si è fatto vicino e si è legato a noi per sempre e questo fatto deve farci amare la vita ancora di più.
E le conseguenze? Si vede qualche conseguenza della venuta di Dio in mezzo a noi? Sì, certamente!
Gesù è un potenziale d’amore divino, che si è inserito nel tronco inaridito dell’umanità. Basta allora che un persecutore, davanti Lui, cada dal cavallo dell’orgoglio… ed ecco il miracolo: il persecutore si alza innamorato di Cristo, fino a girare il mondo per Lui e a morire per Lui: è la storia meravigliosa di S. Paolo di Tarso.
Basta che un lussurioso inquieto si nasconda nel silenzio e nella preghiera per ascoltare Cristo… e nasce un gigante di santità che ancora oggi fa venire le vertigini: è la vicenda incantevole di S. Agostino di Ippona.

Basta che una donna semplice ed analfabeta si inginocchi davanti a Gesù e si consegni totalmente a Lui… e nasce Caterina da Siena: una donna che è stata capace di dare una svolta decisiva alla storia del suo tempo ed ha avuto il coraggio di ricordare il Vangelo anche al Papa.
Basta che un giovane gaudente e malaticcio ascolti la voce del Crocifisso … e nasce Francesco d’Assisi: un gigante della poesia, un gigante della libertà interiore, un gigante della pace, un gigante del dialogo e della comunicazione … perché era un gigante della santità, cioè un uomo che si è offerto a Dio come un’umile culla. Questi sono i fatti. E possiamo continuare quanto vogliamo. Basta che in pieno secolo ventesimo un povero fraticello, discepolo di Francesco d’Assisi, si metta in sincero ascolto di Cristo .. e nasce Padre Pio da Pietralcina: un uomo che, vivendo in pochi metri quadrati di convento, attira a sé una folla immensa di pellegrini provenienti da tutti gli angoli della terra.
Basta che una fragile donna senta la voce di Cristo che le dice  » Ho sete » … e nasce il miracolo d’amore di Madre Teresa di Calcutta: una donna che, pregando, è diventata un incendio di carità e un contagioso esempio di misericordia, che ha stupito il mondo intero. Tutto questo nasce da Gesù: tutto questo parte da Betlemme!
E poi milioni e milioni di persone che, nel silenzio della casa o della fabbrica o degli ospedali o dei lebbrosi o di mille altre frontiere d’amore, hanno scritto pagine meravigliose di bontà … sempre e soltanto per Lui: per Gesù!

Questo è il Natale: accorgersi di Gesù, accoglierlo nella vita e lasciar continuare in noi la novità della santità sbocciata come inatteso miracolo nella povera mangiatoia di Betlemme. (Cfr. A. Comastri).

Commento a cura di don Joseph Venson 

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno 6_Stella_variegata

Euphorbia pulcherrima o Poinsettia

http://giardinaggio.efiori.com/Conoscere-le-Piante-Ct18/In-Casa-S19Pg1/Stella-di-Natale…la-sua-Storia-A14.html

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Omelia per il 24 dicembre – Feria di Avvento

dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/16898.html

Omelia (24-12-2009) 
Eremo San Biagio

Dalla Parola del giorno
« Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace ».

Come vivere questa Parola?
Questo testo è preceduto dalle motivazioni di quanto qui è annunciato come un evento di grande luce. Si tratta addirittura di un sole che sorge. E sappiamo bene che il nostro sole di vita e di gioia è Gesù. Come ha potuto avvenire un simile evento di chiarità solare, dunque di gioia e salvezza?
Non è stata l’umanità a meritarlo con la sua storia tutta segnata da errori, cadute, a volte da oscure nefandezze. Tutto è avvenuto « grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio ».
La nostra meditazione si muove proprio su questa traiettoria: dall’immersione gioiosa nella fede-certezza di un Dio che infinitamente ci ama in forza della sua bontà (che è il suo stesso essere misericordia illimitata) a un emergere con sguardo che contempla un Sole Nascente. È un Sole che è luce piena d’amore. È Gesù che non ci lascia dentro le nostre tristezze, pessimismi e depressioni. Assolutamente no! È venuto ad aprirci la via della pace che è Lui stesso, il suo vangelo. È venuto a guidarci, passo passo, proprio su questa strada.

Signore, Tu ci apri, in questa vigilia di Natale, la visione opposta a quella dell’affannosa corsa alle cose da preparare perché il Natale sia pieno di regali. Tu mi fai contemplare Gesù come un gran sole che si affaccia all’orizzonte della mia vita con la promessa di quello che più conta: la pace. Proprio quella pace che ottengo in cuore quando con Lui (non da solo) compio ciò che il Padre vuole.

La voce di un dottore della Chiesa
Il mondo si trovava nell’errore, servendo la creazione invece del Creatore, ed era ottenebrato dall’ignoranza. La notte, per così dire, era caduta sulle menti di tutti, e non permetteva loro di vedere colui che è veramente e per natura Dio. Ma il Signore di tutti sorse per gli Israeliti come una luce e come un sole.
Cirillo di Alessandria 

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