Archive pour le 15 décembre, 2009

The Magi

The Magi dans immagini sacre

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Publié dans:immagini sacre |on 15 décembre, 2009 |Pas de commentaires »

Dialogo tra i Magi e Maria

dal sito:

http://www.ilvolodeigabbiani.it/Natale/i_magi_nella_poesia.htm

Dialogo tra i Magi e Maria
 

I magi: « Una stella ci ha annunciato
che Colui che è nato è il re dei cieli.

Tuo figlio comanda gli astri,
che sorgono solo al suo ordine ».

Maria: « E io vi rivelerò un altro segreto,
perché ne siate persuasi:
da vergine,  ho dato la luce a mio figlio.
Egli è figlio di Dio.

Andate, e annunciatelo alle genti! »

I magi: « Pure la stella ce l’aveva fatto conoscere,
che tuo figlio è figlio di Dio e Signore ».

Maria: « Mari e monti lo testimoniano;
tutti gli angeli e tutte le stelle:
Egli è il figlio di Dio e il Signore.
Datene l’annuncio nelle vostre terre,
che la pace si diffonda nel vostro paese ».

I magi: « Che la pace del tuo figlio
ci riporti nel nostro paese,
senza pericoli come siamo venuti,
e quando Egli dominerà il mondo,
che visiti e benedica la nostra terra ».

Maria: « Esulti la Chiesa e intoni gloria,
per la venuta del figlio dell’Altissimo,
la cui luce ha illuminato cielo e terra,
benedetto Colui la cui nascita

allieta il mondo! »

Efrem Siro (306-373)

Benedetto XVI: « il presepio è una scuola di vita »

dal sito: 

http://www.zenit.org/article-20714?l=italian

Benedetto XVI: « il presepio è una scuola di vita »

Discorso introduttivo alla preghiera dell’Angelus in piazza San Pietro

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 13 dicembre 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo il discorso che Benedetto XVI ha pronunciato questa domenica in occasione della preghiera mariana dell’Angelus, recitata insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti in piazza San Pietro.

* * *

Cari fratelli e sorelle!

Siamo ormai alla terza domenica di Avvento. Oggi nella liturgia riecheggia l’invito dell’apostolo Paolo: « Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti … il Signore è vicino! » (Fil 4,4-5). La madre Chiesa, mentre ci accompagna verso il santo Natale, ci aiuta a riscoprire il senso e il gusto della gioia cristiana, così diversa da quella del mondo. In questa domenica, secondo una bella tradizione, i bambini di Roma vengono a far benedire dal Papa le statuine di Gesù Bambino, che porranno nei loro presepi. E, infatti, vedo qui in Piazza San Pietro tanti bambini e ragazzi, insieme con i genitori, gli insegnanti e i catechisti. Carissimi, vi saluto tutti con grande affetto e vi ringrazio di essere venuti. È per me motivo di gioia sapere che nelle vostre famiglie si conserva l’usanza di fare il presepe. Però non basta ripetere un gesto tradizionale, per quanto importante. Bisogna cercare di vivere nella realtà di tutti i giorni quello che il presepe rappresenta, cioè l’amore di Cristo, la sua umiltà, la sua povertà. È ciò che fece san Francesco a Greccio: rappresentò dal vivo la scena della Natività, per poterla contemplare e adorare, ma soprattutto per saper meglio mettere in pratica il messaggio del Figlio di Dio, che per amore nostro si è spogliato di tutto e si è fatto piccolo bambino.

La benedizione dei « Bambinelli » – come si dice a Roma – ci ricorda che il presepio è una scuola di vita, dove possiamo imparare il segreto della vera gioia. Questa non consiste nell’avere tante cose, ma nel sentirsi amati dal Signore, nel farsi dono per gli altri e nel volersi bene. Guardiamo il presepe: la Madonna e san Giuseppe non sembrano una famiglia molto fortunata; hanno avuto il loro primo figlio in mezzo a grandi disagi; eppure sono pieni di intima gioia, perché si amano, si aiutano, e soprattutto sono certi che nella loro storia è all’opera Dio, il Quale si è fatto presente nel piccolo Gesù. E i pastori? Che motivo avrebbero di rallegrarsi? Quel Neonato non cambierà certo la loro condizione di povertà e di emarginazione. Ma la fede li aiuta a riconoscere nel « bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia », il « segno » del compiersi delle promesse di Dio per tutti gli uomini « che egli ama » (Lc 2,12.14), anche per loro!

Ecco, cari amici, in che cosa consiste la vera gioia: è il sentire che la nostra esistenza personale e comunitaria viene visitata e riempita da un mistero grande, il mistero dell’amore di Dio. Per gioire abbiamo bisogno non solo di cose, ma di amore e di verità: abbiamo bisogno di un Dio vicino, che riscalda il nostro cuore, e risponde alle nostre attese profonde. Questo Dio si è manifestato in Gesù, nato dalla Vergine Maria. Perciò quel Bambinello, che mettiamo nella capanna o nella grotta, è il centro di tutto, è il cuore del mondo. Preghiamo perché ogni uomo, come la Vergine Maria, possa accogliere quale centro della propria vita il Dio che si è fatto Bambino, fonte della vera gioia.

————————

[Il Papa ha poi salutato i pellegrini in diverse lingue. In Italiano ha detto:]

Mentre ringrazio il Centro Oratori Romani, che ha organizzato la manifestazione dei « Bambinelli », desidero anche ricordare che oggi nella Diocesi di Roma ricorre la « Giornata per le nuove chiese ». Infatti, nella nostra città, vi sono comunità che non dispongono di un adeguato luogo di culto, dove abita il Signore con noi, e di strutture per le attività formative. Rinnovo pertanto a tutti l’invito a contribuire, affinché possano essere presto realizzati i centri pastorali necessari. Grazie della vostra generosità!

Questa settimana mi sono giunte tristi notizie da alcuni Paesi dell’Africa circa l’uccisione di quattro missionari. Si tratta dei Sacerdoti Padre Daniel Cizimya, Padre Louis Blondel e Padre Gerry Roche e di Suor Denise Kahambu. Sono stati fedeli testimoni del Vangelo, che hanno saputo annunciare con coraggio, anche a rischio della propria vita. Mentre esprimo vicinanza ai familiari e alle comunità che sono nel dolore, invito tutti ad unirsi alla mia preghiera perché il Signore li accolga nella Sua Casa, consoli quanti ne piangono la scomparsa e porti, con la Sua venuta, riconciliazione e pace.

Saluto infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli provenienti da Montevarchi, Empoli, Arezzo e dalla parrocchia romana di Santa Edith Stein; i bambini della Scuola « Ravasco » di Pescara e i ragazzi di Palma Campania; il gruppo della Polizia Municipale di Agropoli, quello dell’Ospedale « San Giuseppe e Melorio » di Santa Maria Capua Vetere e l’associazione « Cambio-Passo » di Canicattì; come pure i partecipanti al corteo che rievoca alcune tradizioni storico-religiose italiane. A tutti auguro una buona domenica.

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno digitalis_purpurea_b48

Foxglove

http://www.floralimages.co.uk/pdigitpurpu.htm

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Beato Guerrico d’Igny : Convertirsi agli appelli di Giovanni Battista, che prepara la via del Signore

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20091215

Martedì della III settimana di Avvento : Mt 21,28-32
Meditazione del giorno
Beato Guerrico d’Igny (c. 1080-1157), abate cistercense
5° sermone per l’Avvento°

Convertirsi agli appelli di Giovanni Battista, che prepara la via del Signore

        È una gioia per me, fratelli, evocare con voi questa via del Signore… di cui Isaia fa un così bell’elogio: «Ci sarà … nella terra arida e deserta, un sentiero e una strada… Questa strada sarà chiamata via santa (Is 35,7-8), perché è la santificazione dei peccatori e la salvezza di coloro che sono perduti…

        «Nessun impuro la percorrerà». Caro Isaia, coloro che sono impuri passeranno quindi per un’altra via? Oh no! Che tutti vengano piuttosto a questa strada, che vi avanzino! È soprattutto per gli impuri che Cristo l’ha tracciata, lui che «è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto» (Lc 19,10)… Allora l’impuro passerà per la via santa? Dio non voglia! Per quanto sia sporco nell’intraprenderla, non lo sarà più quando vi passerà; perché, non appena vi avrà messo piede, la sua sporcizia scomparirà. La via santa, in effetti, è aperta all’uomo impuro, ma non appena lo accoglie, essa lo purifica cancellando tutto il male che ha commesso… Non lo lascia passare con la sua sporcizia, perché è la «via stretta» e per così dire, la «cruna dell’ago» (Mt 7,14;19,24)…

        Se quindi tu sei già sulla strada, non te ne allontanare; altrimenti il Signore ti lascerebbe vagare «per le strade del tuo cuore» (Isaia 57,17)… Se trovi la strada troppo stretta, considera la meta a cui essa ti conduce… Ma se il tuo sguardo non arriva così lontano, fidati di Isaia, il veggente. Lui che distingueva sia la strettezza che il punto di arrivo della strada, aggiungeva: «Su questa via cammineranno i redenti, i riscattati dal Signore; arriveranno a Sion con grida di giubilo. Una felicità perenne trasfigurerà il loro volto. Otterranno esultanza e gioia. Tristezza e pianto fuggiranno» (Is 35,9 10).

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