Origene: «Ormai l’estate è vicina»

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Venerdì della XXXIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario : Lc 21,29-33
Meditazione del giorno
Origene (circa 185-253), sacerdote e teologo
1a omelia sul salmo 38 (SC 411, p. 355)

«Ormai l’estate è vicina»

         «Fammi conoscere, Signore, il mio fine, e quale sia il numero dei miei giorni, perché io sappia ciò che mi manca» (Sal 38,5) Se tu mi facessi conoscere il mio fine, dice il salmista, e se tu mi facessi conoscere qual è il numero dei miei giorni, potrei, attraverso questo mezzo, sapere ciò che mi manca. O forse, con tali parole, sembra ancora dire questo: ogni attività ha un fine; per esempio il fine di un’impresa di costruzioni è edificare una casa; il fine di un cantiere navale è quello di costruire una nave in grado di dominare i flutti del mare e di sopportare l’assalto dei venti; e il fine di ogni attività è qualche cosa di simile per il quale il mestiere stesso sembra inventato. Così forse c’è anche un certo fine della nostra vita e del mondo intero per il quale si fa tutto ciò che viene fatto nella nostra vita, o per il quale il mondo stesso è stato creato o sussiste. Di questo fine, anche l’apostolo Paolo si ricorda quando dice: «Poi sarà la fine , quando egli consegnerà il regno a Dio Padre» (1Co 15,24). Verso questa fine , bisogna certamente affrettarsi, poiché è il premio stesso dell’opera, quello per cui siamo creati da Dio.

      Come il nostro organismo corporeo, piccolo e ridotto al suo inizio, si sviluppa tuttavia e tende al termine della sua grandezza crescendo in età, e ancora come la nostra anima… riceve un linguaggio dapprima balbuziente, poi in seguito più chiaro, per arrivare infine a un modo di esprimersi perfetto e corretto, in questo modo anche tutta la nostra vita inizia ora, certo, come balbuziente tra gli uomini sulla terra, ma si compie e giunge al suo apice nei cieli presso Dio.

      Per questo motivo, il profeta desidera quindi conoscere il fine per il quale egli è stato fatto, perché, guardando il fine, esaminando i suoi giorni e considerando la sua perfezione, egli possa vedere ciò che gli manca rispetto a questo fine a cui tende… È come se coloro che sono usciti dall’Egitto avessero detto: «Fammi conoscere, Signore, il mio fine» che è una terra buona e una terra santa, «e il numero dei miei giorni» dove cammino, «perché io sappia ciò che mi manca», quanto mi resta finché io arrivi alla terra santa che mi è promessa.

Publié dans : Bibbia: commenti alla Scrittura |le 27 novembre, 2009 |Pas de Commentaires »

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