Omelia (08-11-2009) : Poor but happy! Povera ma felice!

la persona descritta da Padre Castiglione la conosco, ossia l’ho incontrata, perché Largo Argentina è a 20 minuti da casa mia in autobus (se non c’è traffico), è proprio così, dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/16594.html

Omelia (08-11-2009) 

padre Mimmo Castiglione
Poor but happy! Povera ma felice!

Si tratta non soltanto di guardare (e soppesare),
ma di saper vedere oltre le apparenze.
E leggere ed interpretare,
facendo oculate considerazioni e dando giusti giudizi.
Non ci illudiamo. La differenza raramente si percepisce.
È sottile, difficile da cogliere.
Come sottili erano le monete di rame, senza tintinnio,
che la povera Vedova getta nella tromba del tempio,
per mantenere (si fa per dire!) un culto obsoleto, esteriore,
per alcuni ipocrita e formale,
per mantenere i già ricchi teologi del tempo.
Ironia della sorte! Proprio lei garante!

Sciocchi ed incoscienti, non si capisce il lutto.
Le lacrime, che solcano i visi contratti dal dolore,
se si è distratti non si scorgono.
Della miseria ci si prende gioco
e la solitudine non si comprende!

A Largo Argentina in Roma,
riparata dalla pioggia o dal sole da un ombrello,
una signora dignitosamente siede,
tenendo appoggiato su un tavolino improvvisato
un pezzo di cartone, con la scritta:
Poor but happy! Povera ma felice!
Scruta i passanti, e sembra volere offrire conforto
a quanti tristi le scorrono davanti.
Sorniona invita al sorriso, con quelle sue treccine bianche,
che contrastano col nero della pelle.
Dio lo si incontra anche nel povero,
soprattutto se dal cuore lieto e generoso!
Sì, è vero, anche nel disperato,
ma è tutta un’altra cosa!

Si conclude l’insegnamento di Gesù a Gerusalemme, nel tempio,
simbolo della presenza di Dio e del prestigio di quanti vi esercitavano potere.
Ammaestra i soli discepoli sul valore dell’offerta.
Protagonista una povera Vedova.
La sua generosità contrasta con la cupidigia degli Scribi.
Avidi. Vanitosi. Simulatori. Non tutti, s’intende!

Nella stanza del tesoro, tredici cassette per le offerte a forma d’imbuto,
suddivise a seconda delle intenzioni,
comunicate al momento all’inserviente.
Fiato alle trombe! Qualora l’obolo era consistente!
La povera Vedova offre la sua piccola elemosina:
i suoi giorni e il suo sostentamento, il suo vitto ed il domani.
Tutta quanta la vita, dalla sua miseria!

Nessun rumore, nessun tintinnio, e nessuno forse se n’è accorto,
neanche l’addetto (e meno male! Sarebbe stata oggetto d’ironia e di derisione!).
Tranne il Maestro, che stando attento a quanto gli accade intorno:
ascolta, interpreta e condivide. Sì, proprio così, condivide!
Infatti, anche lui darà tutto quanto aveva per vivere, cioè il suo sangue,
perché non esista un solo uomo al mondo,
che possa affermare di non essere stato amato mai da nessuno!

Un’altra anonima come la Vedova, più avanti nel Vangelo,
mostrerà generosità e dedizione cospargendo d’unguento il capo del Maestro.
Due donne dunque son vicine al Signore
prima d’avviarsi a vivere la donazione di sé nella sua passione d’amore.
Sacrificio di soave odore! Gesù, come la Vedova,
s’affiderà completamente con fiducia filiale al Padre.

E ritornano ancora gli Scribi ostili al Maestro.
Vanitosi sfoggiano superiorità, godono delle riverenze e nel primeggiare.
Ipocriti, ostentano il loro rapporto con Dio,
sfruttando poi con cupidigia la generosità e l’ospitalità delle vedove,
facendosi pagare profumate parcelle per le loro prestazioni giuridiche.

Non mi guardo affatto dai vanesi, o dagli adulatori,
o da quanti oziano occupandosi delle miserie altrui
per soddisfare le proprie inconsistenze,
ed esibizionisti vanno a passeggio per ricevere approvazione e plauso.

Che tristezza vedermi quando anch’io m’inchino,
umiliandomi per convenienza o per diplomazia,
poiché mi dico: Non si sa mai!

Mi guardo bene, invece (e non dovrei!), da quanti, poveri e sereni,
non possono darmi nient’altro che la loro condivisione,
arricchendomi con la loro compassione.

E che pensare del tesoro del tempio (e del mio tesoro!),
che diventa occasione di sfoggio?!
E che commozione,
accorgersi della povera Vedova che vi dona il proprio cuore,
e la speranza, la propria sussistenza, le sicurezze ed il futuro.

Ah, i poveri! Se non vivono con disperazione,
arrivano lesti a destinazione (all’abbandono-fiducia nella Provvidenza),
molto prima di me, che in corsa e resistenza mi reputo un campione!

PREGHIERA

Pietà Gesù, della mia vanità. Pietà per tutte le volte che sfoggio superiorità.
Pietà per tutta l’ansia della mia vita per mascherare la mia inferiorità.

Pietà Maestro, per tutte le volte che ho divorato il bene altrui,
ostentando pietà e devozione.
Pietà della mia falsa religiosità e della mia ipocrisia. Pietà della mia avidità.

Pietà Gesù, per tutte le volte che mi sono servito della mia professione religiosa
e del prestigio conferitomi dal ruolo, per arricchirmi di vanagloria e gratificazione,
e compensare così il mio bisogno d’essere stimato e valutato.

Avessi il coraggio, Signore Gesù, di darti tutto quanto ho da vivere!
In pace trascorrerei i miei giorni senza illusioni e senza alcuna distrazione.

Benedetto o Dio Giusto, Santo e Misericordioso.
Padre degli orfani. Difensore delle vedove. 

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