Archive pour le 19 octobre, 2009

Chagall: Ebreo in preghiera

Chagall: Ebreo in preghiera dans immagini ebreo_in_preghiera2

http://luciadelchiaro.blog.kataweb.it/il_mio_weblog/2009/06/07/

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Una preghiera ebraica composta e pregata in un campo di concentramento

dal sito:

http://pierinoilmissionario.wordpress.com/2007/01/18/una-preghiera-ebraica-composta-e-pregata-in-un-campo-di-concentramento/

Una preghiera ebraica composta e pregata in un campo di concentramento

Pace agli uomini che desiderano il male;
si ponga fine ad ogni vendetta,
non si parli più di castigo e correzione.
I crimini commessi superano ogni misura;
i limiti di ogni percezione umana,
e molti sono i testimoni del sangue versato.
Per questo, o Dio,
non pesare con la bilancia della giustizia
gli orribili delitti dei carnefici,
di cui è giusto ti rendano conto,
ma fa che le cose possano andare in altro modo.
A tutte le persone che hanno agito con malvagità,
ai carnefici, delatori e traditori,
metti piuttosto in conto
tutto il coraggio e la forza d’animo degli altri,
la rassegnazione, la profonda dignità,
la pena silenziosa, la fatica,
la speranza, mai venuta meno,
il coraggioso sorriso che vinceva le lacrime,
e tutto l’amore, il sacrificio, l’amore bruciante.
Tutti i cuori segnati e torturati
che resistettero forti, senza perdere fiducia
di fronte alla morte e nella morte,
nelle ore della più acuta debolezza.
Fa’ che conti tutto questo, o Dio
Come prezzo di riscatto
per il perdono della colpa,
perché risorga la giustizia.
Conti tutto il bene, non il male.
E ricordando i nostri nemici
non parleremo più di sacrificio,
non saremo l’incubo e l’orrore degli spiriti,
ma verremo in loro aiuto
perché possano abbandonare il razzismo.
Solo questo chiederemo loro
quando tutto sarà finito, un giorno,
di poter vivere come persone fra persone.
Torni la pace su questa povera terra,
su ogni persona di buona volontà,
la pace si estenda a tutti, senza distinzione
.

Publié dans:preghiere |on 19 octobre, 2009 |Pas de commentaires »

di san Gregorio Magno, papa: Ardeva del desiderio di Cristo

dal sito:

http://www.pastoralespiritualita.it/articoli-rubriche/dieci-minuti-coi-padri-della-chiesa/ardeva-del-desiderio-di-cristo.html

Dalle «Omelie sui vangeli» di san Gregorio Magno, papa

Ardeva del desiderio di Cristo

(Om 25, 1-2. 4-5; PL 76, 1189-1193)

Maria Maddalena, venuta al sepolcro, e non trovandovi il corpo del Signore, pensò che fosse stato portato via e riferì la cosa ai discepoli. Essi vennero a vedere, e si persuasero che le cose stavano proprio come la donna aveva detto. Di loro si afferma subito: «I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa»; poi si soggiunse: «Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva» (Gv 20, 10-11).
In questo fatto dobbiamo considerare quanta forza d’amore aveva invaso l’anima di questa donna, che non si staccava dal sepolcro del Signore, anche dopo che i discepoli se ne erano allontanati. Cercava colui che non aveva trovato, piangeva in questa ricerca e, accesa di vivo amore per lui, ardeva di desiderio, pensando che fosse stato trafugato.
Accadde perciò che poté vederlo essa sola che era rimasta per cercarlo; perché la forza dell’opera buona sta nella perseveranza, come afferma la voce stessa della verità: «Chi persevererà sino alla fine, sarà salvato» (Mt 10, 22).
Cercò dunque una prima volta, ma non trovò, perseverò nel cercare, e le fu dato di trovare. Avvenne così che i desideri col protrarsi crescessero, e crescendo raggiungessero l’oggetto delle ricerche. I santi desideri crescono col protrarsi. Se invece nell’attesa si affievoliscono, è segno che non erano veri desideri.
Ha provato questo ardente amore chiunque è riuscito a giungere alla verità. Così Davide che dice: «L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente, quando verrò e vedrò il volto di Dio?» (Sal 41, 3). E la Chiesa dice ancora nel Cantico de Cantici: Io sono ferita d’amore (cfr. Ct 4, 9). E di nuovo dice: L’anima mia è venuta meno (cfr. Ct 5, 6).
«Donna perché piangi? Chi cerchi?» (Gv 20, 15). Le viene chiesta la causa del dolore, perché il desiderio cresca, e chiamando per nome colui che cerca, s’infiammi di più nell’amore di lui.
«Gesù le disse: Maria!» (Gv 20, 16). Dopo che l’ha chiamata con l’appellativo generico del sesso senza essere riconosciuto, la chiama per nome come se volesse dire: Riconosci colui dal quale sei riconosciuta. Io ti conosco non come si conosce una persona qualunque, ma in modo del tutto speciale.
Maria dunque, chiamata per nome, riconosce il Creatore e subito grida: «Rabbunì», cioè «Maestro»: era lui che ella cercava all’esterno, ed era ancora lui che la guidava interiormente nella ricerca.

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Papa Benedetto: Discorso introduttivo all’Angelus per la Giornata Missionaria Mondiale

dal sito:

http://www.zenit.org/article-19954?l=italian

Benedetto XVI: la Chiesa deve annunciare il Vangelo

Discorso introduttivo all’Angelus per la Giornata Missionaria Mondiale

ROMA, domenica, 18 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo le parole pronunciate questa domenica da Benedetto XVI ad introduzione della preghiera dell’Angelus recitata insieme ai fedeli e pellegrini giunti in piazza San Pietro.

* * *

Cari fratelli e sorelle!

Oggi, terza domenica di ottobre, si celebra la Giornata Missionaria Mondiale, che costituisce per ogni comunità ecclesiale e per ciascun cristiano un forte richiamo all’impegno di annunciare e testimoniare il Vangelo a tutti, in particolare a quanti ancora non lo conoscono. Nel Messaggio, che ho scritto per questa occasione, mi sono ispirato a un’espressione del Libro dell’Apocalisse, che a sua volta riecheggia una profezia di Isaia: « Le nazioni cammineranno alla sua luce » (Ap 21,24). La luce di cui qui si parla è quella di Dio, rivelata dal Messia e riflessa sul volto della Chiesa, rappresentata come la nuova Gerusalemme, città meravigliosa dove risplende in pienezza la gloria di Dio. E’ la luce del Vangelo, che orienta il cammino dei popoli e li guida verso la realizzazione di una grande famiglia, nella giustizia e nella pace, sotto la paternità dell’unico Dio buono e misericordioso. La Chiesa esiste per annunciare questo messaggio di speranza all’intera umanità, che nel nostro tempo « conosce stupende conquiste, ma sembra aver smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza » (Giovanni Paolo II, Enc. Redemptoris missio, 2).

Nel mese di ottobre, specialmente in questa Domenica, la Chiesa universale pone in rilievo la propria vocazione missionaria. Guidata dallo Spirito Santo, essa sa di essere chiamata a proseguire l’opera di Gesù stesso annunciando il Vangelo del Regno di Dio, che « è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo » (Rm 14,17). Questo Regno è già presente nel mondo come forza di amore, di libertà, di solidarietà, di rispetto della dignità di ogni uomo, e la Comunità ecclesiale sente premere nel cuore l’urgenza di lavorare, affinché la sovranità di Cristo si realizzi pienamente. Tutte le sue membra ed articolazioni cooperano a tale progetto, secondo i diversi stati di vita e i carismi. In questa Giornata Missionaria Mondiale voglio ricordare i missionari e le missionarie – sacerdoti, religiosi, religiose e laici volontari – che consacrano la loro esistenza a portare il Vangelo nel mondo, affrontando anche disagi e difficoltà e talvolta persino vere e proprie persecuzioni. Penso, tra gli altri, a don Ruggero Ruvoletto, sacerdote fidei donum, recentemente ucciso in Brasile, al Padre Michael Sinnot, religioso, sequestrato pochi giorni fa nelle Filippine. E come non pensare a quanto sta emergendo dal Sinodo dei Vescovi per l’Africa in termini di estremo sacrificio e di amore a Cristo e alla sua Chiesa? Ringrazio le Pontificie Opere Missionarie, per il prezioso servizio che rendono all’animazione e alla formazione missionaria. Invito inoltre tutti i cristiani a un gesto di condivisione materiale e spirituale per aiutare le giovani Chiese dei Paesi più poveri.

Cari amici, quest’oggi, 18 ottobre, è anche la festa di san Luca evangelista che, oltre al Vangelo, ha scritto gli Atti degli Apostoli, per narrare l’espandersi del messaggio cristiano fino ai confini del mondo allora conosciuto. Invochiamo la sua intercessione, insieme con quella di san Francesco Saverio e di santa Teresa di Gesù Bambino, patroni delle missioni, e della Vergine Maria, affinché la Chiesa possa continuare a diffondere la luce di Cristo tra tutti i popoli. Vi chiedo, inoltre, di pregare per l’Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, che in queste settimane si sta svolgendo qui, in Vaticano.

[Il Papa ha poi salutato i pellegrini in diverse lingue. In Italiano ha detto:]

Rivolgo un cordiale saluto ai Chierici Regolari della Madre di Dio, venuti per la conclusione del IV centenario della morte del loro Fondatore, san Giovanni Leonardi. Cari fratelli, con voi ci sono anche gli alunni di tutti i Collegi di Propaganda Fide, accompagnati dal Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, come pure i rappresentanti dei Farmacisti, dei quali san Giovanni Leonardi è Patrono. Vi esorto tutti a seguirlo sulla via della santità e ad imitare il suo zelo missionario. Accolgo con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare la Comunità Cenacolo, che da tanti anni aiuta i giovani, specialmente quelli caduti nel baratro delle droghe, a ritrovare la via della vita incontrando Gesù Cristo. Saluto inoltre i partecipanti al convegno sul Motu proprio Summorum Pontificum, svoltosi in questi giorni a Roma, l’Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia, la Banda musicale « Valletiberina » e la sezione di Pontedera dell’Associazione Nazionale Carabinieri. A tutti auguro una buona domenica.

Publié dans:Angelus Domini, Papa Benedetto XVI |on 19 octobre, 2009 |Pas de commentaires »

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Luk-01,01_Luc historien_Portrait_Luke historian

http://www.artbible.net/3JC/-Luk-01,01_Luc%20historien_Portrait_Luke%20historian/index2.html

Publié dans:immagini sacre |on 19 octobre, 2009 |Pas de commentaires »

Beata Teresa di Calcutta : « Che farò ? »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20091019

Lunedì della XXIX settimana del Tempo Ordinario : Lc 12,13-21
Meditazione del giorno
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
A Simple Path, 168

«  Che farò ? »

  Abbiamo il diritto di vivere felici e in pace. Siamo stati creati per questo – per essere felici – e possiamo trovare la vera felicità e la vera pace solo quando siamo in un rapporto d’amore con Dio: vi è grande felicità nell’amarlo. Molti pensano, specie in Occidente, che il denaro renda felici. Io penso invece sia più difficile essere felici quando si è ricchi, perché è più difficile vedere Dio: ci sono troppe altre cose a cui pensare. Se tuttavia Dio vi ha dato il dono della ricchezza, allora usatela per i suoi scopi : aiutare gli altri, aiutare i poveri, creare posti di lavoro, dare lavoro agli altri. Non sprecate la vostra ricchezza: anche avere cibo, una casa, dignità, libertà, salute e istruzione sono tutti doni di Dio, ed è questo il motivo per cui dobbiamo aiutare chi è meno fortunato di noi.

  Gesù ha detto: « Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me » (Mt 25,40). Pertanto, l’unica cosa che possa rattristarmi è offendere il nostro Signore per egoismo o per mancanza di carità verso gli altri, o arrecare torto a qualcuno. Quando offendiamo i poveri, quando ci offendiamo gli uni gli altri, offendiamo Dio.

  Spetta a Dio dare e togliere (Gb 1,21) ; condividete dunque ciò che avete ricevuto, compresa la vostra vita.

Publié dans:Bibbia: commenti alla Scrittura |on 19 octobre, 2009 |Pas de commentaires »

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