Archive pour le 17 octobre, 2009

San Luca Evangelista

San Luca Evangelista dans immagini sacre

http://www.santiebeati.it/

Publié dans:immagini sacre |on 17 octobre, 2009 |Pas de commentaires »

San Luca Evangelista

dal sito:

http://www.santiebeati.it/dettaglio/21800

San Luca Evangelista

18 ottobre
 
Antiochia di Siria – Roma (?) – Primo secolo dopo Cristo

Luca, evangelista e autore degli Atti degli Apostoli, è chiamato « lo scrittore della mansuetudine del Cristo ». Paolo lo chiama « caro medico », compagno dei suoi viaggi missionari, confortatore della sua prigionia. Il suo vangelo, che pone in luce l’universalità della salvezza e la predilezione di Cristo verso i poveri, offre testimonianze originali come il vangelo dell’infanzia, le parabole della misericordia e annotazioni che ne riflettono la sensibilità verso i malati e i sofferenti. Nel libro degli Atti delinea la figura ideale della Chiesa, perseverante nell’insegnamento degli Apostoli, nella comunione di carità, nella frazione del pane e nelle preghiere. (Mess. Rom.)

Patronato: Artisti, Pittori, Scultori, Medici, Chirurghi

Etimologia: Luca = nativo della Lucania, dal latino

Emblema: Bue

Martirologio Romano: Festa di san Luca, Evangelista, che, secondo la tradizione, nato ad Antiochia da famiglia pagana e medico di professione, si convertì alla fede in Cristo. Divenuto compagno carissimo di san Paolo Apostolo, sistemò con cura nel Vangelo tutte le opere e gli insegnamenti di Gesù, divenendo scriba della mansuetudine di Cristo, e narrò negli Atti degli Apostoli gli inizi della vita della Chiesa fino al primo soggiorno di Paolo a Roma.

Ma che c’entra Teofilo? E chi lo conosce? Da sempre ci pare un po’ abusivo questo personaggio ignoto, che vediamo riverito e lodato all’inizio del vangelo di Luca e dei suoi Atti degli Apostoli. La risposta si trova nella formazione ellenistica dell’autore. Con la dedica fatta a Teofilo che doveva essere un cristiano eminente egli segue l’uso degli scrittori classici, che appunto erano soliti dedicare le loro opere a personaggi insigni.
Luca, infatti, ha studiato, è medico, e tra gli evangelisti è l’unico non ebreo. Forse viene da Antiochia di Siria (oggi Antakya, in Turchia). Un convertito, un ex pagano, che Paolo di Tarso si associa nell’apostolato, chiamandolo « compagno di lavoro » (Filemone 24) e indicandolo nella Lettera ai Colossesi come « caro medico » (4,14). Il medico segue Paolo dappertutto, anche in prigionia: due volte. E la seconda, mentre in un duro carcere attende il supplizio, Paolo scrive a Timoteo che ormai tutti lo hanno abbandonato. Meno uno. « Solo Luca è con me » (2Timoteo 4,11). E questa è l’ultima notizia certa dell’evangelista.
Luca scrive il suo vangelo per i cristiani venuti dal paganesimo. Non ha mai visto Gesù, e si basa sui testimoni diretti, tra cui probabilmente alcune donne, fra le prime che risposero all’annuncio. C’è un’ampia presenza femminile nel suo vangelo, cominciando naturalmente dalla Madre di Gesù: Luca è attento alle sue parole, ai suoi gesti, ai suoi silenzi. Di Gesù egli sottolinea l’invitta misericordia, e quella forza che uscendo da lui « sanava tutti »: Gesù medico universale, chino su tutte le sofferenze. Gesù onnipotente e “mansueto” come lo credeva Dante nelle parole di Luca.
Gli Atti degli Apostoli raccontano il primo espandersi della Chiesa cristiana fuori di Palestina, con i problemi e i traumi di questa universalizzazione. Nella seconda parte è dominante l’attività apostolica di Paolo, dall’Asia all’Europa; e qui Luca si mostra attraente narratore quando descrive il viaggio, la tempesta, il naufragio, le buone accoglienze e le persecuzioni, i tumulti e le dispute, gli arresti, dal porto di Cesarea Marittima fino a Roma e alle sue carceri.
Secondo un’antica leggenda, Luca sarebbe stato anche pittore e, in particolare, autore di numerosi ritratti della Madonna. Altre leggende dicono che, dopo la morte di Paolo, egli sarebbe andato a predicare fuori Roma; e si parla di molti luoghi. Di troppi. In realtà, nulla sappiamo di lui dopo le parole di Paolo a Timoteo dal carcere. Ma il vangelo di Luca continua a essere annunciato insieme a quelli di Matteo, Marco e Giovanni in tutto il mondo. E con esso anche gli Atti degli Apostoli. Nella liturgia della Parola, durante la Messa e in tutte le lingue, Luca continua davvero a predicare; anche ai nostri giorni, incessantemente.

Autore: Domenico Agasso 

Publié dans:Santi Evangelisti |on 17 octobre, 2009 |Pas de commentaires »

XXIX Domenica del Tempo Ordinario: Il Servo Gesù è la luce della vita

dal sito:

http://www.zenit.org/article-19947?l=italian

Il Servo Gesù è la luce della vita

XXIX Domenica del Tempo Ordinario, 18 ottobre 2009

di padre Angelo del Favero*

ROMA, venerdì, 16 ottobre 2009 (ZENIT.org).- “Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i discepoli, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: ‘Ecco, noi saliamo a Gerusalemme…lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà’. Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: ‘Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo’. Egli disse loro: ‘Che cosa volete che io faccia per voi?’. Gli risposero: ‘Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra’ (…). Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono ad indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: ‘Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi li opprimono. Tra voi, però, non è così; ma chi vuol diventare grande tra voi sarà vostro servitore e chi vuol essere il primo tra voi si farà schiavo di tutti. Anche il figlio dell’uomo, infatti, non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti’” (Mc 10,35-45).

“Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova come noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, così da essere aiutati al momento opportuno” (Eb 4,14-16).

Il tema della 83a Giornata Missionaria Mondiale, che la Chiesa celebra in questa Domenica, è: “Le nazioni cammineranno alla sua luce”. Nel suo Messaggio, Papa Benedetto afferma: “Scopo della missione della Chiesa, infatti, è di illuminare con la luce del Vangelo tutti i popoli nel loro cammino storico verso Dio, perché in Lui abbiano la loro piena realizzazione ed il loro compimento. Dobbiamo sentire l’ansia e la passione di illuminare tutti i popoli con la luce di Cristo, che risplende sul volto della Chiesa, perché tutti si raccolgano nell’unica famiglia umana, sotto la paternità amorevole di Dio”.

Questo tema si collega bene con le Letture odierne. Infatti, se la luce del Vangelo, che è la Verità della vita rivelata in Cristo da Dio Padre, avvolge ed illumina il mondo intero, ciò è dovuto al sacrificio espiatorio di Gesù, Servo del Signore (Is 53,10-11), che ci ha giustificati e riconciliati con Dio grazie a due “passaggi”: “è passato attraverso i cieli”, cioè la sfera di Dio cui apparteneva per natura (come un bambino che “rompe le acque” uscendo dal grembo), ed ha attraversato la nostra umanità, facendosi prossimo di ogni uomo al punto da condividere la fragilità della nostra condizione umana, con tutte le sue tentazioni e sofferenze, escluso il peccato (Eb 4,14-16).

Il Vangelo ci rivela poi un terzo “passaggio”, quello che dipende da ognuno di noi, se davvero vogliamo che la luce del Vangelo trasfiguri la nostra vita: abbandonare la logica naturale del potere e del successo per entrare in quella del servizio, del dono di sé fino all’immolazione della propria vita, come ha fatto Gesù.

Questo terzo passaggio è decisivo per la vita di fede come il latte materno per un neonato. Al riguardo, il fatto che la Giornata Missionaria sia “Mondiale” rischia di proiettarla nel vago lontano e generico dell’evangelizzazione dei popoli, sottraendola al suo presupposto e fondamento personale: la Giornata è Missionaria, è Mondiale e riguarda le nazioni, ma le nazioni sono costituite dalle persone, ed è in primo luogo la singola persona ad avere bisogno di camminare, giorno dopo giorno, alla luce del Vangelo che promana dal Signore Risorto.

Qual è questa luce, dove viene proiettata e in cosa consiste questo cammino personale? La luce è la Verità rivelata da Dio Padre per mezzo della sua Parola, che è Cristo: “Lampada ai miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino” (Salmo 119,105); se uno ascolta veramente la Parola-Gesù, la sua luce viene proiettata come faro sulla intelligenza e sulla coscienza, chiarificando con certezza ciò che è bene e ciò che è male, e abilitando il cuore ad agire in conseguenza, obbedendo alla volontà di Dio di giorno in giorno, passo dopo passo.

Questo è il cammino della vita, che ci interpella per mezzo delle circostanze familiari, dei fatti di cronaca, della mentalità corrente, delle persone che incontriamo, ecc. Dicendo “il cammino della vita”, tuttavia, non intendo solamente l’esistenza quotidiana, ma “la vita umana in cammino”, cioè l’uomo vivente che avanza nella vita, dal primo passo del concepimento all’ultimo della morte naturale. La vita stessa, infatti, è diventata “segno di contraddizione” per questo nostro tempo (Lc 2,34).

Lasciamoci qui illuminare dalla luce del Magistero della Chiesa. Nell’enciclica “Evangelium vitae”, Giovanni Paolo II parla accoratamente di questo cammino e delle sue insidie mortali, tra le quali massima è l’accecamento della coscienza, contagiata dal virus endemico del laicismo: “Ogni minaccia alla dignità e alla vita dell’uomo non può non ripercuotersi nel cuore stesso della Chiesa, non può non toccarla al centro della propria fede nell’incarnazione redentrice del Figlio di Dio, non può non coinvolgerla nella sua missione di annunciare il Vangelo della vita in tutto il mondo e ad ogni creatura. Oggi questo annuncio si fa particolarmente urgente per l’impressionante moltiplicarsi ed acutizzarsi delle minacce alla vita delle persone e dei popoli, soprattutto quando essa è debole e indifesa.(…). La stessa medicina, che per sua vocazione è ordinata alla difesa e alla cura della vita umana, in alcuni suoi settori si presta sempre più largamente a realizzare questi atti contro la persona e in tal modo deforma il suo volto, contraddice se stessa e avvilisce la dignità di quanti la esercitano. L’esito al quale si perviene è drammatico: se è quanto mai grave e inquietante il fenomeno dell’eliminazione di tante vite umane nascenti o sulla via del tramonto, non meno grave e inquietante è il fatto che la stessa coscienza, quasi ottenebrata da così vasti condizionamenti, fatica sempre più a percepire la distinzione tra il bene e il male in ciò che tocca lo stesso fondamentale valore della vita umana” (n° 4).

Pensiamo non solo alla “pillola del giorno dopo”, alla RU 486, alla strage embrionale programmata nella fecondazione artificiale, alla ricerca omicida sulle staminali embrionali, all’aborto “194”, all’eutanasia, ma anche alla questione recente sull’omofobia. Al riguardo, la tenebra dell’ideologia impedisce di lasciarsi illuminare dallo splendore della verità che la Chiesa insegna: l’omosessualità, come condizione involontaria di un diverso orientamento sessuale personale, non è peccato, né sminuisce la dignità dei figli di Dio; mentre il comportamento omosessuale, in quanto esercizio moralmente disordinato della sessualità, è peccato che avvilisce tale intatta dignità.

Alla cataratta della coscienza conduce fatalmente la superbia e la bramosia di potere, manifestata nel Vangelo dai discepoli Giacomo e Giovanni nel pretendere i primi posti in Paradiso: “Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo” (Mc 10,35). All’opposto sta la virtù dell’umiltà, fondamento che da’ equilibrio a tutte le nostre relazioni, in particolare l’amicizia e l’amore reciproco, vissuti come servizio: “Anche il Figlio dell’uomo, infatti, non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc 10,45).

Scrive la carmelitana santa Teresa d’Avila, Dottore della Chiesa: “Mi chiedevo una volta perché Dio ami tanto l’umiltà, e mi venne in mente, d’improvviso, senza alcuna mia riflessione, che ciò deve essere perché Egli è somma Verità, e che l’umiltà è verità. E’ verità indiscutibile che da parte nostra non abbiamo nulla di buono, ma solo miseria e niente. Chi più lo intende, più si fa accetto alla suprema Verità, perché in essa cammina” (“Castello interiore”, seste mansioni, cap. 10, n°7).

———-

* Padre Angelo del Favero, cardiologo, nel 1978 ha co-fondato uno dei primi Centri di Aiuto alla Vita nei pressi del Duomo di Trento. E’ diventato carmelitano nel 1987. E’ stato ordinato sacerdote nel 1991 ed è stato Consigliere spirituale nel santuario di Tombetta, vicino a Verona. Attualmente si dedica alla spiritualità della vita nel convento Carmelitano di Bolzano, presso la parrocchia Madonna del Carmine.

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno hibiscus-pistil

http://www.public-domain-photos.com/flowers/hibiscus-pistil-4.htm

Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 17 octobre, 2009 |Pas de commentaires »

Narrazione del martirio delle sante Felicità e Perpetua : « Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20091017

Sabato della XXVIII settimana del Tempo Ordinario : Lc 12,8-12
Meditazione del giorno
Narrazione del martirio delle sante Felicità e Perpetua (3o secolo)
§ 2-3

« Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio »

Avevano arrestato alcuni giovani catecumeni: Revocatus e Felicità, tutti e due schiavi, Saturninus e Secundulus; insieme con loro c’era Vibia Perpetua. Lei era di nobile nascita, aveva ricevuto una educazione brillante e fatto un felice matrimonio. Perpetua aveva ancora il padre e la madre, due fratelli – uno era anch’egli catecumeno – e un bambino non ancora svezzato. Aveva circa ventidue anni. Lei stessa ha raccontato tutta la storia del suo martirio. Eccola, scritta di suo pugno e secondo le sue impressioni:

“Eravamo ancora con le nostre guardie, quando già mio padre cercava di convincermi. Nella sua tenerezza, si sforzava di far vacillare la mia fede.
- Padre, gli dissi, vedi questo vaso qui per terra, questo orcio o quest’altra cosa?
- Lo vedo, disse mio padre.
- Si può forse dargli altro nome di quello che porta? gli dissi.
- No, rispose
- Ebbene, neanch’io posso darmi un nome altro del mio vero nome: sono cristiana.

Mio padre è stato esasperato da questa parola, si è avventato su di me per strapparmi gli occhi. Si è accontentato di maltrattarmi, poi è andato, vinto, con gli argomenti del demonio. Durante parecchi giorni, non ho rivisto mio padre; ne ho reso grazie a Dio; questa assenza è stata per me un sollievo. Proprio durante questo breve lasso di tempo, siamo stati battezzati. Lo Spirito Santo mi ha ispirato di non chiedere nulla all’acqua santa altro se non la forza di resistere fisicamente.

Qualche giorno dopo, siamo stati trasferiti nel carcere di Cartagine. Ne sono stata spaventata: mai ero stata in tali tenebre… Riconfortavo mio fratello, raccomandandogli mio figlio. Soffrivo al vedere i miei soffrire per causa mia. Durante lunghi giorni, sono stata tormentata da queste inquietudini. Sono riuscita finalmente ad ottenere che mio figlio dimorasse con me in prigione. Subito egli ha ricuperato forze e sono stata liberata dalla pena e dalle preoccupazioni che mi aveva causate. Di colpo, il carcere è diventato per me un palazzo, e mi trovavo lì meglio che in qualsiasi altro posto.”

Publié dans:Bibbia: commenti alla Scrittura |on 17 octobre, 2009 |Pas de commentaires »

PUERI CANTORES SACRE' ... |
FIER D'ÊTRE CHRETIEN EN 2010 |
Annonce des évènements à ve... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Vie et Bible
| Free Life
| elmuslima31