Archive pour le 9 août, 2009

buona notte

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Alpaca

http://www.morguefile.com/archive/browse/#/?display=134814

Sant’Agostino : « Se muore, produce molto frutto »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20090810

San Lorenzo, Diacono e Martire, festa : Jn 12,24-26
Meditazione del giorno
Sant’Agostino (354-430), vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Discorsi, 329, 1-2

« Se muore, produce molto frutto »

Le gesta gloriose dei santi martiri fanno rifiorire la Chiesa in ogni luogo. Perciò possiamo constatare con i nostri stessi occhi quanto sia vero ciò che abbiamo cantato : « Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi fedeli » (Sal 115, 15). Questa morte è preziosa ai nostri occhi e agli occhi di colui, per il cui nome venne affrontata.
Ma il prezzo versato per queste morti è stato la morte di uno solo. Quante morti ha riscattato con la sua morte uno solo ! Se quel solo non fosse morto, il chicco di frumento non si sarebbe moltiplicato. Avete sentito le parole che dice all’avvicinarsi della sua passione, cioè della nostra redenzione : « Se il chicco di grano caduto il terra non muore, rimane solo : se invece muore, produce molto frutto » (Gv 12, 24). Sulla croce egli compì un’operazione di incalcolabile valore. Su di essa fu fatto il versamento per il nostro riscatto. La lancia del soldato gli aprì il costato e da quella ferita sgorgò il prezzo di tutto il mondo.
Con esso furono comprati i fedeli e i martiri, e il loro sangue è testimone che la loro fede era autentica. Essi restituirono ciò che era stato speso per loro, e misero in pratica quello che dice san Giovanni : « Come Cristo ha dato la sua vita per noi, così anche noi dobbiamo dare la vita per i nostri fratelli » (1 Gv 3, 16). E in un altro passo troviamo scritto : « Quando sei seduto a mangiare con un potente, considera bene che cosa hai davanti, perché bisogna che tu prepari altrettanto (cfr Pr 23, 1). Lauta è quella mensa dove il cibo è costituito dallo stesso padrone della mensa. Nessuno nutre gli invitati con la propria carne : questo lo fa solo Cristo Signore. Egli è colui che invita, egli è il cibo e la bevanda. Compresero bene i martiri che cosa avessero mangiato e bevuto, per rendere un tale contraccambio.
Ma come avrebbero potuto rendere questo contraccambio, se egli, che sborsò per primo il prezzo, non avesse dato loro il mezzo per corrisponderlo ? « Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato ? Alzerò il calice della salvezza » (Sal 115, 12-13).

San Lorenzo

San Lorenzo dans immagini sacre

http://www.santiebeati.it/

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La Chiesa ricorda San Lorenzo martire

dal sito della Radio Vaticana:

http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=149123

in data: 10/08/2007 14.59.45

La Chiesa ricorda San Lorenzo martire

Vissuto nel III secolo, San Lorenzo, di cui oggi ricorre la memoria liturgica, è indicato dai Padri della Chiesa come esemplare diacono. Lo zelo da lui riservato al servizio della comunità cristiana lo ha infatti indotto a donarsi totalmente per amore dei fratelli accettando il martirio. Il servizio di Tiziana Campisi:

“Era ministro del sangue di Cristo e … per il nome di Cristo, versò il suo sangue… Amò Cristo nella sua vita, lo imitò nella sua morte”: così descriveva in una omelia il vescovo di Ippona – Sant’Agostino – il giovane diacono che, secondo la tradizione, venne condannato alla graticola al tempo di Valeriano. Correva l’anno 258 quando l’imperatore decretò restrizioni per i cristiani e, convinto che la Chiesa possedesse molte ricchezze, fece arrestare Lorenzo, che come diacono ne amministrava le donazioni. Gli fu chiesto di consegnare i beni della comunità cristiana e per tutta risposta lui presentò al prefetto dell’Urbe malati, storpi ed emarginati. “Ecco, i tesori della Chiesa sono questi”, disse.


Sono diversi i Padri della Chiesa che su San Lorenzo hanno pronunciato toccanti sermoni; tra le fonti più ricche Sant’Ambrogio, che nel “De Officiis” racconta nei dettagli la storia del diacono e di lui scrive: “Illuminò il mondo con la luce da cui fu egli stesso avvolto e riscaldò d’amore i cuori dei fedeli con le fiamme fra cui consumò il suo martirio”. E ancora Sant’Agostino, riferendosi alle parole pronunciate da Lorenzo davanti al prefetto di Roma, spiega: “Le necessità dei bisognosi sono le grandi ricchezze dei cristiani, se riusciamo a comprendere dove dobbiamo mettere in serbo quanto possediamo. I poveri sono davanti a noi; se avremo messo in serbo là, non avremo perdite. Non abbiamo il timore che altri rubi: infatti, a conservare è colui che ha dato, né possiamo trovare custode migliore, né chi sia più fedele alla promessa. Perciò, intenti a riflettere su questo, decidiamoci senz’altro per l’imitazione dei martiri, se vogliamo trarre vantaggio dalle solennità che celebriamo”.


Alla venerazione del diacono la tradizione ha legato le pioggia di stelle della notte del 10 agosto, “i fuochi di San Lorenzo”. Le scie luminose provocate del passaggio degli asteroidi della costellazione di Perseo nell’orbita terrestre e visibili nel giorno in cui Lorenzo subì il martirio, vengono viste come le scintille della graticola sulla quale il diacono sarebbe stato arso o le lacrime da lui versate prima della morte. Insomma, guardando le stelle, stanotte San Lorenzo ricorda, a quanti credono in Cristo, che solo se muore, una volta caduto sulla terra, il chicco di grano produce molto frutto.


Nota come la notte delle stelle cadenti, quella di San Lorenzo non è più la notte in cui è possibile osservare meglio le scie luminose lasciate nell’atmosfera della Terra dagli asteroidi. Gli astronomi, spiegano infatti, che a causa di alcuni fenomeni celesti, la pioggia di stelle è visibile soprattutto la notte fra il 12 e il 13 agosto. Al microfono di Eliana Astorri, Franco Gabici, direttore del Planetario di Ravenna, spiega in che cosa consista esattamente il fenomeno delle stelle cadenti:


R. – In questo periodo, la Terra sta attraversando l’orbita di una cometa. Anche in novembre, però, ci sono degli attraversamenti che danno origine a spettacoli molto belli di stelle cadenti. Il fenomeno delle stelle cadenti è un fenomeno che si verifica tutte le volte che la Terra attraversa l’orbita di una cometa. Siccome queste orbite sono ricche di gas e di polveri, che poi erano i costituenti delle code delle comete, tutti questi materiali entrano dentro la nostra atmosfera e noi vediamo in cielo queste scie luminose, di fronte alle quali esprimiamo desideri. Questo non è molto scientifico, però è molto suggestivo e molto poetico.


D. – Non sono stelle, allora…


R. – Assolutamente, anzi, sono oggetti piccolissimi e quando dico piccolissimi, intendo dire dell’ordine del milligrammo. Quindi, polvere, particelle di gas. Immaginate piccoli granelli di sabbia, che, però, entrano dentro l’atmosfera a grande velocità generando, nell’impatto, tutta una serie di fenomeni, fra i quali c’è anche questo aspetto luminoso, di cui noi vediamo in cielo le tracce. Tanta gente chiede: “Ma queste stelle cadenti dove vanno a finire?” Vengono consumate letteralmente nell’alta atmosfera, per cui a terra non arriva nulla, perché sono oggetti talmente piccoli che vengono tutti bruciati e consumati ad un’altezza stimabile intorno ai 100 km. E’ un po’ come quando noi sfreghiamo un fiammifero e il fiammifero si accende. Qualcosa del genere succede per queste piccole particelle che entrano dentro all’atmosfera con una velocità pari ai 200 km all’ora. Quindi, sono abbastanza veloci. Questo induce il fenomeno della luminosità.


D. – Ma quante tonnellate di polvere di meteoriti cadono ogni anno?


R. – E’ un numero molto, molto rilevante. Sono centinaia e centinaia le tonnellate di polvere invisibile e impalpabile che pure si deposita sulla superficie terrestre.

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10 agosto – San Lorenzo -Diacono e Martire – Patronato: Città di Roma

dal sito:

http://liturgia.silvestrini.org/santo/240.html

San Lorenzo -Diacono e Martire – Patronato: Città di Roma

BIOGRAFIA
Morto nel 258. La «Passione di san Lorenzo» fu scritta almeno un secolo dopo la sua morte, e di conseguenza non è attendibile. Essa afferma che san Lorenzo, uno dei diaconi di Sisto II, fu messo a morte tre giorni dopo il martirio del papa venendo arrostito su una graticola; la maggioranza degli studiosi moderni sostiene invece che fu decapitato come Sisto II. Lorenzo è però sempre stato tra i più celebri fra i numerosi martiri romani, sia in Oriente che in Occidente. Il suo martirio deve avere prodotto una profonda impressione nei cristiani romani; la sua morte, dice Prudenzio, fu la morte dell’idolatria a Roma, perché da allora essa cominciò a scomparire. Lorenzo fu sepolto sulla Via Tiburtina nel «Campus Veranus» dove sorge la omonima basilica.

MARTIROLOGIO
A Roma, sulla via Tiburtina, il natale del beato Lorenzo Arcidiacono, il quale, nella persecuzione di Valeriano, dopo moltissimi tormenti di prigionia, diverse verghe, bastoni, flagelli piombati e lastre infuocate, alla fine, arrostito su una graticola di ferro, compì il martirio; il suo corpo dal beato Ippolito e dal Prete Giustino fu sepolto nel cimitero di Ciriaca, al campo Verano.

DAGLI SCRITTI…
Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo
Fu ministro del sangue di Cristo

Oggi la chiesa di Roma celebra il giorno del trionfo di Lorenzo, giorno in cui egli rigettò il mondo del male. Lo calpestò quando incrudeliva rabbiosamente contro di lui e lo disprezzò quando lo allettava con le sue lusinghe. In un caso e nell’altro sconfisse satana che gli suscitava contro la persecuzione. San Lorenzo era diacono della chiesa di Roma. Ivi era ministro del sangue di Cristo e là, per il nome di Cristo, versò il suo sangue. Il beato apostolo Giovanni espose chiaramente il mistero della Cena del Signore, dicendo: «Come Cristo ha dato la sua vita per noi, così anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1 Gv 3, 16). Lorenzo, fratelli, ha compreso tutto questo. L’ha compreso e messo in pratica. E davvero contraccambio quanto aveva ricevuto in tale mensa. Amò Cristo nella sua vita, lo imitò nella sua morte.
Anche noi, fratelli, se davvero amiamo, imitiamo. Non potremmo, infatti, dare in cambio un frutto più squisito del nostro amore di quello consistente nell’imitazione del Cristo, che «patì per noi, lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme» (1 Pt 2, 21). Con questa frase sembra quasi che l’apostolo Pietro abbia voluto dire che Cristo patì solamente per coloro che seguono le sue orme, e che la passione di Cristo giova solo a coloro che lo seguono. I santi martiri lo hanno seguito fino all’effusione del sangue, fino a rassomigliarli nella passione. Lo hanno seguito i martiri, ma non essi soli. Infatti, dopo che essi passarono, non fu interrotto il ponte; né si é inaridita la sorgente, dopo che essi hanno bevuto.
Il bel giardino del Signore, o fratelli, possiede non solo le rose dei martiri, ma anche i gigli dei vergini, l’edera di quelli che vivono nel matrimonio, le viole delle vedove. Nessuna categoria di persone deve dubitare della propria chiamata: Cristo ha sofferto per tutti. Con tutta verità fu scritto di lui: «Egli vuole che tutti gli uomini siano salvati, e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2, 4). Dunque cerchiamo di capire in che modo, oltre all’effusione del sangue, oltre alla prova della passione, il cristiano debba seguire il Maestro. L’Apostolo, parlando di Cristo Signore, dice: «Egli, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio». Quale sublimità!
«Ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso» (Fil 2, 7-8). Quale abbassamento! Cristo si é umiliato: eccoti, o cristiano l’esempio da imitare. Cristo si é fatto ubbidiente: perché tu ti insuperbisci? Dopo aver percorso tutti i gradi di questo abbassamento, dopo aver vinto la morte, Cristo ascese al cielo: seguiamolo. Ascoltiamo l’Apostolo che dice: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio» (Col 3, 1).(Disc. 304, 14; PL 38, 1395-1397).

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