Archive pour le 4 août, 2009

buona notte

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Sinai desert

http://www.naturephoto-cz.com/sinai-desert:et-photo-2180.html

Giuliano di Vézelay: « Donna, davvero grande è la tua fede »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20090805

Mercoledì della XVIII settimana del Tempo Ordinario : Mt 15,21-28
Meditazione del giorno
Giuliano di Vézelay (circa 1080-circa 1160), monaco benedettino
Discorsi ;  SC 192

« Donna, davvero grande è la tua fede »

« Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini ». La donna si impossessa di questa parola e dice : « È vero Signore ! » Come se dicesse… « Io non chiedo niente se non una briciola che cade dalla tavola e dalla mano del padrone generoso che « dà il cibo ad ogni vivente » (Sal 135, 25). Hai offerto un buon pranzo ai giudei come a dei figli ; per cui, te ne prego, non rifiutare una briciola alla tua cagnolina cananèa ! »

Gesù le dice : « Donna, davvero grande è la tua fede ! ». Rimprovera a Pietro la sua poca fede (Mt 14, 31) ; ammira questa donna per la grandezza della sua. Lei ha davvero una grande fede poiché proclama che il Verbo fatto carne è figlio di Davide, e, certa della potenza divina, confida nel suo potere di guarire sua figlia assente, e questo con un solo atto di volontà.

Anche tu, se la tua fede è grande, se è questa fede viva della quale vive il giusto (Rm 1,17), e non una fede morta a cui manca l’anima, cioè la carità, anche tu non soltanto otterrai la piena guarigione della tua famiglia, cioè della tua anima, ma « avrai il potere di spostare i monti » (Mt 17, 20).

Santa Maria Maggiore (festa della Madonna della Neve)

Santa Maria Maggiore (festa della Madonna della Neve) dans immagini sacre

http://www.santiebeati.it/

Publié dans:immagini sacre |on 4 août, 2009 |Pas de commentaires »

5 AGOSTO -MADONNA DELLA NEVE , DI GUÉRANGER

dal sito:

http://www.unavoce-ve.it/pg-5ago.htm

L’anno liturgico

di dom Prosper Guéranger
5 AGOSTO -
MADONNA DELLA NEVE 

La liturgia del 5 Agosto.

Per quanto siano semplicemente di rito doppio maggiore e passino inavvertite a molti, le due feste del 16 luglio e del 5 agosto non sono tuttavia meno care alla pietà cristiana. Esse sono un preludio al trionfo dell’Assunzione e vi preparano le nostre anime invitandole al raccoglimento e a una tenera devozione verso la Madre di Dio. I mesi estivi attraggono i fedeli ai luoghi di pellegrinaggio e ai santuari dedicati alla Vergine dove sentono maggiormente la sua presenza e ottengono più abbondanti benefici dalla Mediatrice di tutte le grazie. È a un pellegrinaggio da compiere con il pensiero e il desiderio che ci invita oggi la Liturgia festeggiando da tanti secoli la Dedicazione della chiesa che fu la prima a portare a Roma il santo nome di Maria e che è non soltanto una delle più belle e delle più ricche della Città eterna, ma anche l’antenata delle innumerevoli chiese dedicate alla Vergine che la pietà cristiana doveva erigere su tutta la terra, dalle modeste cappelle di campagna fino alle splendide cattedrali di Chartres, di Reims o di Parigi.

Storia e leggenda.

Verso la metà del secolo IV il Papa Liberio aggiunse un’abside a una vasta sala chiamata il « Sicininum » e la consacrò al culto. Appunto per questo si dà ancora talvolta a quell’edificio il nome di basilica liberiana. Sisto III la ricostruì quasi interamente e la dedicò quindi, verso il 435, alla Vergine di cui il Concilio di Efeso aveva, nel 431, definito la divina Maternità e consacrato il nome di « Theotókos », cioè Madre di Dio. La basilica ricevette allora e conservò in seguito il nome di S. Maria Maggiore.

Una graziosa leggenda, fiorita nel Medioevo, narra che la Santa Vergine apparve in sogno a Liberio, ordinandogli di costruirle una basilica sull’Esquilino, nel luogo che egli avrebbe trovato, l’indomani, tutto coperto di neve. E il giorno dopo, infatti, per quanto si fosse in piena estate, una neve miracolosa indicava il punto in cui costruire la basilica desiderata dalla Vergine. Per questo si sarebbe chiamata quella chiesa la Madonna della Neve. La leggenda non è senza relazione con l’usanza di far cadere in quel giorno una pioggia di fiori bianchi nella basilica. Tale usanza, che esprime la purezza di Maria, fu forse all’origine della leggenda, oppure per la leggenda a dar luogo al profumato rito [1]? Non lo sappiamo. Certo è, invece, che S. Maria Maggiore merita giustamente il suo nome: è infatti la basilica mariana per eccellenza. E se, « tante volte la spirituale purezza di Nostra Signora di Chartres o di Amiens ha fatto sprigionare dal cuore dei pellegrini un grido di gioia e di lode, l’armonia della Madonna di Roma invita alla tranquilla fiducia nell’indulgenza infinita della Madre » [2].

Presenza mariana.

La Madonna: è lei che troviamo in questo luogo ammirando sul frontone dell’abside i mosaici che ricordano i misteri dell’Incarnazione e della divina Maternità. È lei che veneriamo davanti alla bella icone di stile bizantino, chiamata « Madonna di san Luca », per lungo tempo attribuita all’Evangelista e che, pur essendo d’un’epoca più recente, è certo la riproduzione di un’opera antica. Roma che conserva con pietà tante meravigliose immagini della Vergine, ama quest’ultima come la più veneranda fra tutte; questo dipinto è il suo palladio, e lo considera come « la salvezza del popolo romano ». È la Madonna infine che ritroviamo ancora nei ricordi della mangiatoia del Salvatore: cinque pezzi di legno tarlato racchiusi in un reliquiario che vengono posti sull’altare maggiore, a Natale, durante la messa di mezzanotte.

Innumerevoli sono i pellegrini venuti ad implorare in questa basilica la materna protezione della Vergine o a presentarle i loro omaggi di filiale tenerezza. E quanti santi vi ricevettero grazie particolari! Appunto qui, in una notte di Natale, la Santa Vergine depose il Bambino Gesù fra le braccia di san Gaetano da Thiene; qui, durante un’altra notte di Natale, sant’Ignazio di Loyola celebrò la sua prima messa; qui i rosari sgranati da san Pio V ottennero ai Crociati la vittoria di Lepanto; davanti alla Madonna di san Luca amava pregare san Carlo Borromeo quando era arciprete della basilica e fu appunto lui che, per testimoniare la sua gratitudine verso la Madre di Dio, riformò il coro dei canonici, gli diede un regolamento del tutto monastico e assicurò una esemplare celebrazione dell’Ufficio divino.

Ricordi liturgici.

E quali ricordi, o Maria, ridesta in noi questa festa della tua basilica Maggiore! E quale più degna lode, quale migliore preghiera potremmo offrirti oggi se non ricordare, supplicandoti di rinnovarle e di confermarle per sempre, le grazie ricevute da noi in questo benedetto recinto? Non è forse alla sua ombra che, uniti alla nostra madre, la Chiesa, a dispetto delle distanze, abbiamo gustato le più dolci e più elevate emozioni della Liturgia?

È qui che nella prima Domenica di Avvento ha avuto inizio l’anno, come nel « luogo più conveniente per salutare l’avvicinarsi della divina Nascita che doveva allietare il cielo e la terra, e mostrare il sublime prodigio della fecondità d’una Vergine » [3]. Traboccanti di desiderio erano le anime nostre nella santa Vigilia che, fin dal mattino, ci radunava nella radiosa basilica « dove la Rosa mistica si sarebbe alfine schiusa e avrebbe effuso il suo divino profumo. Regina di tutte le numerose chiese che la devozione romana ha dedicate alla Madre di Dio, essa si ergeva dinanzi a noi risplendente di marmi e di oro, ma soprattutto beata di possedere nel suo seno, insieme con il ritratto della Vergine Madre, l’umile e gloriosa Mangiatoia. Durante la notte, un popolo immenso faceva ressa dentro le sue mura, aspettando il beato istante in cui quello stupendo monumento dell’amore e delle umiliazioni d’un Dio sarebbe apparso portato a spalle dai ministri sacri, come un’arca della nuova alleanza, la cui vista rassicura il peccatore e fa palpitare il cuore del giusto » [4].

Appena trascorso qualche mese, eccoci nuovamente nell’insigne santuario, « per partecipare questa volta ai dolori della nostra Madre nell’attesa del sacrificio che si preparava » [5]. Ma tosto, quali nuovi gaudi nell’augusta basilica! « Roma faceva omaggio della solennità pasquale a colei che, più di ogni altra creatura, ebbe il diritto di provarne la gioia, sia per le angosce che il suo cuore materno aveva sopportate, sia per la fedeltà nel custodire la fede nella Risurrezione durante le ore crudeli che il suo divin Figliolo dovette trascorrere nell’umiliazione del sepolcro » [6]. Splendente come la neve, o Maria, una candida schiera di neonati usciti dalle acque formava la tua corte e rinnovava il trionfo di quel giorno.

Preghiera.

Fa’ che in essi come in tutti noi, o Maria, gli affetti siano sempre puri come il marmo bianco delle colonne della tua chiesa prediletta, la carità risplendente come l’oro che brilla nella sua volta, e le opere luminose come il cero pasquale, simbolo di Cristo vincitore della morte e che ti fa omaggio dei suoi primi fuochi.

Publié dans:Maria Vergine |on 4 août, 2009 |Pas de commentaires »

2 Agosto: Maria, la Regina degli Angeli

dal sito:

http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/consacrati/2543-2-agosto-maria-la-regina-degli-angeli

2 Agosto: Maria, la Regina degli Angeli    
 
Lunedì 03 Agosto 2009

Nelle litanie Lauretane che si recitano alla fine del S. Rosario, la Madonna viene salutata con l’appellati¬vo di « Regina degli Angeli »e tale festività si celebra il 2 agosto. Maria, proprio perché profondamente inserita nel mistero trinitario del Verbo, si eleva al di sopra di tutte le creature non solo terrestri, dai profeti agli Apostoli, dalle vergini ai martiri, ma delle stesse creature angeliche. Cristo Gesù non solo come Dio è Signore e Padrone dell’uni¬verso, ma anche come uomo-Dio è re di tutti gli uomini e di tutte le creature, compresi gli Spiriti celesti che sono i « suoi angeli ». L’Evangelista Marco, parlando della seconda venuta di Cristo, profetizza: « Si vedrà allora il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e grande gloria, e allora manderà i suoi angeli a riunire i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo » (Mc. 13, 26). Gesù il Cristo …

… è infatti Figlio di Dio non per adozione ma per natura, mentre gli angeli non sono che servi e figli adottivi di Dio. Maria come Madre di Dio fatto uomo, partecipa alla dignità del Figlio, perché la persona di Cristo è il termine stesso della divina maternità. Ella partecipa, dunque, connaturalmente, nella propria qualità di Madre di Dio, alla regalità universale del Figlio. La Madonna come Madre di Dio, di cui gli angeli non sono che servi, si trova tanto innalzata al di sopra degli angeli quanto è la differenza esistente tra il nome di Madre e quello di servo. Maria sola, insieme a Dio Padre, può dire a Gesù: « Tu sei mio Figlio, io, Ti ho generato ». Il papa Pio XII nel prologo dell’enciclica « Ad caeli Reginam », così scrive: « Il popolo cristiano ha sempre creduto, a ragione, anche in secoli passati, che colei dalla quale nacque il Figlio dell’Altissimo, che `regnerà eternamente sulla casa di Giacobbe’ (Le. 1, 32), sarà `Principe della Pace’ (IS 9, 6), `Re dei re e Signore dei signori’ (Ap. 19, 16), al di sopra di tutte le altre creature di Dio ricevette singolarissimi privilegi di grazia. Considerando poi gli intimi legami che uniscono la Madre al Figlio, attribuì facilmente alla Madre di Dio una, regale preminenza su tutte le cose. Si comprende quindi facilmente come già gli antichi scrittori della Chiesa, avvalendosi delle parole ,dell’Arcangelo S. Gabriele, che predisse il Regno eterno del Figlio di Maria (cfr. Le. l, 32-33) e di quelle di Elisabetta, che si inchinò davanti a Lei, chiamandola `madre del mio Signore’ (Le. 1, 43) abbia¬no denominato Maria ‘Madre del Re e Madre dei Signore’, volendo intendere che, data la regalità del Figlio, dovesse derivare alla madre una cena elevatezza e preminenza ». È importante sottolineare che la superiorità della Madonna sugli angeli è collegata alla supremazia di Cristo sugli angeli; essa non riguar¬da solo la sua verità che è scontata, ma la sua umanità che ha ricevuto da sua Madre Maria. Il fondamento teologico della divina maternità di Maria si applica anche alla questione specifica di Maria come Regina degli angeli, perché in forza di quella maternità essa divenne nello stesso momento madre fisica di Gesù e Madre spirituale di tutto il corpo mistico del Cristo. S. Paolo nella lettera ai Colossesi ha scritto riguar¬do a Cristo: « .: . per mezzo di Lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui. Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato in tutte le cose. Perché piacque a Dio di far abitare in Lui ogni pienezza » (Col. 1, 16-19). Il grande esperto Mariano padre Gabriele Roschini, nel dizionario di Mariologia, commentati tali brani delle letture ai Colossesi scrisse: « Effettivamente il primato assoluto di Cristo (e in un certo senso di Maria, a Lui indissolubilmente congiunta) proclamato da S. Paolo (Col. 1, 13-20) e dalla stessa ragione illuminata dalla fede, nonché l’unità e l’armonia del piano divino ideato ed attuato da Dio, si salvano soltanto se si ammette che Cristo e Maria sono la causa finale, la ragione di essere di tutta la creazione (Angeli ed uomini), nonché la causa efficiente meritoria di tutta la grazia concessa da Dio sia agli uomini che agli angeli. Qualsiasi grazia, quindi, preparata da Dio « ab aeterno » e da lui concessa nel tempo a qualsiasi creatura (sia umana che angelica) è stata meritata da Cristo e da Maria in vista di loro e a gloria di loro. Anche la grazia, quindi, mediante la quale gli angeli han superato la prova ed hanno ottenuto la gloria, è dovuta a Cristo e a Maria ». Sempre riguardo alla regalità di Maria il cardinale domenicano Luigi Ciappi ha scritto nell’enciclopedia mariana: « Maria esercita il suo regale dominio sugli angeli e sui beati in cielo, impartendo ad essi ordini atti all’adempimento più perfetto dei divini voleri in favore degli uomini ancora viatori verso la patria celeste. Esercita altresì il suo dominio in terra, dove ha moltiplicato apparizioni e prodigi, donde emanano sempre moniti materni, incitamenti e saggi consigli, inviti alla preghiera, alla penitenza e alla pratica delle virtù cristiane ». Nella spiritualità cristiana il titolo di Regina è attribuito a Maria dalla tradizione cristiana almeno a partire dal 1V secolo e nell’inno Mariologico Akatistos, scritto nel 626 e recitato ancora nella liturgia bizantina alla Madonna in quanto Theotokos (Madre di Dio) le vengono attribuite qualità sovrangeliche. Nel 18301a Vergine Santissima appariva a santa Caterina Labouré come Regina del mondo e fu proprio da questa celebre apparizione che nacque il movimento per la consacrazione del mondo a Maria come Regina dell’universo. Il papa Pio IX con la bolla « Ineffabilis Deus » del 1854, dichiarò che la Madonna possedeva grazie e carismi superiori a tutti gli spiriti angelici e ai santi. Ecco le testuali parole del pontefice: « (Maria) costituita dal Signore Regina del cielo e della terra, con le sue materne preghiere impetra in maniera validissima, e trova ciò che cerca e non può rimanere inascoltata ». Vi è quindi a tal riguardo una costante tradizione nella Chiesa cattolica che è stata ribadita dal Concilio Ecumenico Vaticano Secondo che afferma la superiorità di Maria rispetto agli angeli: « Maria perché Madre santissima di Dio, presente nei misteri di Cristo, per grazia di Dio esaltata, al di sotto del Figlio, sopra tutti gli angeli e gli uomini viene dalla Chiesa giustamente onorata con un culto speciale » (Lumen Gentium n. 66). Sempre per quanto riguarda la Chiesa di Oriente, uno dei massimi teologi ortodossi Gregorio Palmas afferma: « Nessuno arriva a Dio se non per mezzo di lei e per il mediatore nato da lei; nessuna forza di Dio arriva agli angeli e agli uomini se non per lei ». S. Bernardino da Siena proprio ispirandosi a queste considerazioni della teologia ortodossa nelle sue prediche non solo esalta la Madonna al di sopra dei nove cori angelici che cantano e danzano intorno a lei; ma pone anche una sostanziale differenza tra la gloria di Maria e quella degli angeli, tra la sua e la loro conoscenza. Il teologo cattolico Dario Rezza fa delle profonde considerazioni sul rapporto tra Maria e il mondo angeli¬co; egli afferma che la relazione tra la Madonna e gli angeli è interessante per comprendere fino a che limite può essere spinta, attraverso la partecipazione a Cristo, l’esaltazione della natura umana, anche se quello di Maria è un caso unico ed irripetibile. Il Rezza che si rifà agli scritti del grande mistico medieva¬le Master Eckhart che affermò: « L’anima può andare oltre se stessa. Se l’anima di un uomo che vive ancora nel tempo fosse uguale all’angelo più elevato, potrebbe ancora arrivare incomparabilmente più in alto, al di sopra dell’angelo », ritiene che gli angeli non possano oltrepassare il loro limite ontologico. Solo all’anima umana è concesso di farsi tempio di Dio, a Lui simile e a Lui profondamente unita e tutto ciò è avvenuto al massimo grado in una umile donna di Nazareth di Palestina! Sempre il Rezza considera il fatto che Maria, Madre di Dio, è il punto di riferimento per eccellenza dell’angelo perché l’evento salvifico dell’incarnazione del Verbo è il nodo centrale non solo della storia terrestre ma anche del mondo celeste che vi è stato coinvolto intimamente. Il teologo tomista Suarez nel suo scritto sugli angeli riguar¬do alla prova prima della creazione del mondo alla quale furono sottoposti gli spiriti celesti scrisse: « A tutti (gli angeli) fu proposto il Cristo, perché lo accettassero per fede quale futuro Dio-uomo, e come capo e come autore della loro salvezza, e per tali titoli lo amassero, riverissero e adorassero. Fu loro comandata la soggezione al Cristo: Lucifero ritenne ingiurioso tale precetto e propose agli angeli di considerare l’eccellenza della propria natura. Molti lo ascoltarono, ma la maggior parte si sottomise al Cristo » (De Angelis c. 12, n. 13). Perciò nell’annuncio dell’Arcangelo Gabriele alla Madonna che precede immedia¬tamente la nascita di Gesù, si uniscono finalmente la parte buona del mondo umano con quella buona del mondo angelico. L’Amen di Maria non riguarda solo gli uomini ma è atteso anche dagli angeli per dare significato al proprio essere perché come non è possibile la salvezza umana senza l’incarnazione del Verbo, così senza di essa non è pensabile neppure la gloria degli Angeli. II teologo Rezza sottolinea accuratamente che se l’uomo può essere immaginato nell’ordine naturale prescindendo dalla redenzione, invece l’Angelo non può esistere come tale se non per grazia del Cristo Redentore, è questo il mistero « tenuto nascosto da secoli in Dio », una determinazione eterna che interessa i Principali e le Potestà (Ef. 3, 9), un progetto anteriore ad ogni Creazione, cui fa riferimento la creatura angelica per definire se stessa. Questi alti concetti teologici sono penetrati nell’intimo del popolo cristiano attraverso una preghiera semplice e popolare: il Santo Rosario che infatti inizia con il primo Mistero Gaudioso che ci fa meditare sull’Annuncio dell’Angelo Gabriele a Maria Vergine e si conclude con il quinto Mistero Glorioso che ci fa meditare su Maria Incoronata Regina del Paradiso e la gloria degli Angeli e dei Santi. Il padre Battista Mondin, ricordando che il modello della Liturgia terrestre è la Liturgia celeste, sottolinea che il Paradiso: « Gli Angeli e i Santi celebrano non solo la gloria della Trinità, ma anche la gloria di Maria. Ispirandoci alla Liturgia celeste, mentre siamo pellegrini su questa terra, dobbiamo lodare, ringraziare e pregare nel giusto ordine tutti gli artefici della nostra salvezza: anzitutto il Verbo Incarnato, il Padre e lo Spirito Santo, poi la Madre del nostro Salvatore e infine anche tutti gli altri cittadini della Città celeste, gli Angeli e i Santi. Col loro aiuto, un giorno, potremo godere anche noi della vita eterna e partecipare all’affasci¬nante e lietissima liturgia dell’eterna pericoresi dell’amore. Maria è la stella sicura che ci insegna la via del Cielo e che un giorno ci introdurrà alla fantastica danza dei Tre eterni amanti: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo ».

don Marcello Stanzione

Publié dans:Maria Vergine |on 4 août, 2009 |Pas de commentaires »

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