Archive pour le 21 juillet, 2009

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno

http://www.mytho-fleurs.com/images/jardins_botaniques/coloma-roseraie-%202009/page_01.htm

Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 21 juillet, 2009 |Pas de commentaires »

Dalla «Introduzione alla vita devota» di san Francesco di Sales (sulla dolcezza)

dal sito:

http://www.certosini.info/lezion/Santi/24%20gennaio%20S.%20Francesco%20di%20Sales.htm

San Francesco di Sales

Dalla «Introduzione alla vita devota» di san Francesco di Sales (P.III, cap. 9. Oeuvres, Annecy, 1983, T 3, pp. 166 s.)

Fra gli usi che dovremmo saper fare della dolcezza, il migliore è quello di applicarla a noi stessi, senza provare mai risentimento né contro di noi, né contro le nostre imperfezioni. Infatti, anche se la ragione vuole che, una volta compiuto un errore, ne siamo contristati e pentiti, tuttavia è necessario non indulgere in un dispiacere arido e amaro, stizzoso e collerico. Ne segue che commettono un grande errore tutti quelli che, dopo la collera, si irritano per essersi irritati, si affliggono della loro stessa afflizione, si stizziscono della propria stizza. In questo modo tengono continuamente il cuore immerso a macerarsi nella collera. Senza parlare poi del fatto che tali risentimenti, collere, stizze che proviamo contro noi stessi, tendono all’orgoglio e la loro origine e l’amore di sé, amore che si preoccupa e si turba della nostra imperfezione.

Il dispiacere che proviamo per le nostre mancanze deve dunque essere pacato, calmo e fermo. Possiamo correggerci più con un pentimento sereno e costante che mediante reazioni piene di acrimonia, affrettate e colleriche; tanto più che tali reazioni impetuose sono motivate non tanto dalla gravità oggettiva della colpa commessa, quanto dal disordine delle nostre inclinazioni. Per esempio colui che predilige la castità, mentre proverà risentimento e acredine sproporzionati alla mancanza anche minima commessa in tale campo, non farà invece che sorridere di una grossolana maldicenza da lui provocata e sostenuta.

Risollevate dunque il cuore con dolcezza quando cadrà, umiliandovi davanti a Dio, perché avete conosciuto la vostra miseria, ma senza meravigliarvene in nessun modo. Detestate con tutte le forze l’offesa fatta a Dio e con gran coraggio e fiducia riprendete il cammino. 

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San Romano il Melode: Maria di Magdala, apostola presso gli apostoli

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20090722

Santa Maria Maddalena, memoria : Jn 20,1-2#Jn 20,11-18
Meditazione del giorno
San Romano il Melode (?-circa 560), compositore d’inni greco
1o Inno della Risurrezione ; SC 128, 385

Maria di Magdala, apostola presso gli apostoli

Le donne portatrici di aromi hanno mandato Maria di Magdala al sepolcro in testa, secondo il racconto di san Giovanni il Teologo. Era buio, ma l’amore la rischiarava ; perciò scorse la grande pietra rotolata via dal sepolcro e tornò a dire : « Discepoli, ascoltate ciò che ho visto, la pietra non ricopre più il sepolcro. Avranno forse portato via il mio Signore ? Nessuna guardia in vista, sono fuggiti. Sarà forse risuscitato, colui che offre agli uomini decaduti la risurrezione ? »…
Colui che vede tutto, alla vista di Maria di Magdala vinta dai pianti e oppressa dalla tristezza, ebbe il cuore commosso… Colui che scruta i cuori, sapendo che Maria avrebbe riconosciuto la sua voce, chiamò la sua pecorella, lui il vero pastore : « Maria », disse, e subito lei lo riconobbe : « È proprio il mio buon pastore a chiamarmi per prendermi ormai con le novantanove pecore. So bene chi è colui che mi chiama : l’avevo detto, è il mio Signore, colui che offre agli uomini decaduti la risurrezione. »…
Il Signore le disse : « Donna, la tua bocca ormai proclami queste meraviglie, e le spieghi ai figli del Regno che aspettano che mi svegli io, il Vivente. Va’ presto, Maria, raduna i miei discepoli… ; svegliali tutti come da un sonno, affinché essi mi vengano incontro con le fiaccole accese. Va’ e di’ : « Lo Sposo si è svegliato, esce fuori dal sepolcro… Apostoli, cacciate via la vostra tristezza mortale, perché si è svegliato colui che offre agli uomini decaduti la risurrezione… »
–  « Il mio lutto si è improvvisamente cambiato in tripudio, tutto per me è ormai gioia ed esultanza. Non esito a dirlo : Ho ricevuto la stessa gloria di Mosè ; ho visto, sì, ho visto, non sul monte ma nel sepolcro, non velato nella nube, ma nel suo corpo, ho visto il maestro degli esseri incorporali e delle nubi, colui che è, che era e che viene. Lui mi ha detto : Affrettati, Maria, va’ a rivelare a coloro che mi amano che sono risorto. Ai discendenti di Noè porta questo lieto annuncio come la colomba ha portato loro il ramo di ulivo (Gen 8,11). Di’ loro che la morte è stata distrutta e che si è levato dal sepolcro colui che offre agli uomini decaduti la risurrezione. »

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