Archive pour le 15 juillet, 2009

buona notte

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Doroteo di Gaza: « Venite a me »

dal sito:

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Giovedì della XV settimana del Tempo Ordinario : Mt 11,28-30
Meditazione del giorno
Doroteo di Gaza (circa 500- ?), monaco in Palestina
Discorsi spirituali, I, 8 ; SC 92, 159

« Venite a me »

Chi vuole trovare il vero riposo per la sua anima impari l’umiltà! Possa questi vedere che in essa sta ogni gioia, ogni gloria e ogni riposo, come nella superbia sta tutto il contrario. E infatti come siamo arrivati in tutte le nostre tribolazioni? Perché siamo caduti in tutta questa miseria? Non è forse a causa della nostra superbia? A causa della nostra follia? Non è forse per aver seguito la nostra cattiveria e per esserci attaccati all’amarezza della nostra volontà? Ma perché questo? L’uomo non è forse stato creato nella pienezza del benessere, della gioia, del riposo e della gloria? Non era forse nel paradiso? Gli è stato prescritto: Non fare questo, ed egli l’ha fatto. Vedete la superbia, l’arroganza, la ribellione? «L’uomo è stolto – dice Dio al vedere tale insolenza  –  non sa essere felice. Se non attraverserà giorni penosi, andrà a perdersi totalmente. Se non imparerà ciò che è l’afflizione, non saprà mai ciò che è il riposo». Allora Dio gli ha dato ciò che meritava, scacciandolo dal paradiso…

Tuttavia la bontà di Dio, come ripeto spesso, non ha abbandonato la sua creatura, ma si volge ancora verso di lei e la chiama di nuovo: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» Cioè: Ecco che siete affaticati, ecco che siete infelici, avete provato il male della votra disobbedienza. Sù convertitevi; sù, riconoscete la vostra impotenza e la vostra vergogna, per tornare al vostro riposo e alla vostra gloria. Sù, vivete grazie all’umiltà, voi che eravate morti a causa della  superbia. «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime».

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San Bonaventura

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15 Luglio San Bonaventura: Dall’opuscolo «Itinerario della mente a Dio» di san Bonaventura, vescovo

15 LUGLIO SAN BONAVENTURA

UFFICIO DELLE LETTURE

Seconda Lettura

Dall’opuscolo «Itinerario della mente a Dio» di san Bonaventura, vescovo
(Cap. 7,1.2.4.6; Opera omnia, 5,312-313)

La mistica sapienza rivelata mediante lo Spirito Santo
Cristo è la via e la porta. Cristo è la scala e il veicolo. E il propiziatorio collocato sopra l’arca di Dio (cfr. Es 26,34). È «il mistero nascosto da secoli» (Ef 3,9). Chi si rivolge a questo propiziatorio con dedizione assoluta, e fissa lo sguardo sul crocifisso Signore mediante la fede, la speranza, la carità, la devozione, l’ammirazione, l’esultanza, la stima, la lode e il giubilo del cuore, fa con lui la Pasqua, cioè il passaggio; attraversa con la verga della croce il Mare Rosso, uscendo dall’Egitto per inoltrarsi nel deserto. Qui gusta la manna nascosta, riposa con Cristo nella tomba come morto esteriormente, ma sente, tuttavia, per quanto lo consenta la condizione di viatori, ciò che in croce fu detto al buon ladrone, tanto vicino a Cristo con l’amore: «Oggi sarai con me nel paradiso!» (Lc 23,43).
Ma perché questo passaggio sia perfetto, è necessario che, sospesa l’attività intellettuale, ogni affetto del cuore sia integralmente trasformato e trasferito in Dio.
È questo un fatto mistico e straordinario che nessuno conosce se non chi lo riceve. Lo riceve solo chi lo desidera, non lo desidera se non colui che viene infiammato dal fuoco dello Spirito Santo, che Cristo ha portato in terra. Ecco perché l’Apostolo afferma che questa mistica sapienza è rivelata dallo Spirito Santo.
Se poi vuoi sapere come avvenga tutto ciò, interroga la grazia, non la scienza, il desiderio non l’intelletto, il sospiro della preghiera non la brama del leggere, lo sposo non il maestro, Dio non l’uomo, la caligine non la chiarezza, non la luce ma il fuoco che infiamma tutto l’essere e lo inabissa in Dio con la sua soavissima unzione e con gli affetti più ardenti.
Ora questo fuoco è Dio e questa fornace si trova nella santa Gerusalemme; ed è Cristo che li accende col calore della sua ardentissima passione. Lo può percepire solo colui che dice: L’anima mia ha preferito essere sospesa in croce e le mie ossa hanno prescelto la morte! (cfr. Gb 7,15).
Chi ama tale morte, può vedere Dio, perché rimane pur vero che: «Nessun uomo può vedermi e restar vivo» (Es 33,20). Moriamo dunque ed entriamo in questa caligine; facciamo tacere le sollecitudini, le concupiscenze e le fantasie. Passiamo con Cristo crocifisso, «da questo mondo al Padre», perché, dopo averlo visto, possiamo dire con Filippo «questo ci basta» (Gv 14,8); ascoltiamo con Paolo: «Ti basta la mia grazia» (2Cor 12,9); rallegriamoci con Davide, dicendo: «Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre» (Sal 72,26). «Benedetto il Signore, Dio d’Israele da sempre e per sempre. Tutto il popolo dica: Amen» (Sal 105,48).

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15 Luglio – San Bonaventura Vescovo e dottore della Chiesa

dal sito:

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San Bonaventura Vescovo e dottore della Chiesa

15 luglio
 
Bagnoregio, Viterbo, 1218 – Lione, Francia, 15 luglio 1274

Giovanni Fidanza nacque a Bagnoregio (Viterbo) nel 1218. Bambino fu guarito da san Francesco, che avrebbe esclamato: « Oh bona ventura ». Gli rimase per nome ed egli fu davvero una «buona ventura» per la Chiesa. Studiò a Parigi e durante il suo soggiorno in Francia, entrò nell’Ordine dei Frati Minori. Insegnò teologia all’università di Parigi e formò intorno a sé una reputatissima scuola. Nel 1257 venne eletto generale dell’Ordine francescano, carica che mantenne per diciassette anni con impegno al punto da essere definito secondo fondatore dell’Ordine. Scrisse numerose opere di carattere teologico e mistico ed importante fu la «Legenda maior», biografia ufficiale di San Francesco, a cui si ispirò Giotto per il ciclo delle Storie di San Francesco. Fu nominato vescovo di Albano e cardinale. Partecipò al II Concilio di Lione che, grazie anche al suo contributo, segnò un riavvicinamento fra Chiesa latina e Chiesa greca. Proprio durante il Concilio, morì a Lione, il 15 luglio 1274. (Avvenire)

Patronato: Fattorini

Etimologia: Bonaventura = fortunato, significato intuitivo

Emblema: Bastone pastorale, cappello da cardinale

Martirologio Romano: Memoria della deposizione di san Bonaventura, vescovo di Albano e dottore della Chiesa, che rifulse per dottrina, santità di vita e insigni opere al servizio della Chiesa. Resse con saggezza nello spirito di san Francesco l’Ordine dei Minori, di cui fu mi
 

Bonaventura (nato nel 1218 a Bagnorea, l’attuale Bagnoregio) disse di aver dato le sue preferenze all’Ordine fondato da S. Francesco per aver riscontrato una mirabile somiglianza tra la crescita della Chiesa e quella della famiglia francescana: entrambe annoveravano agli inizi uomini semplici, pescatori e contadini, e più avanti uomini di scienza. Quando Bonaventura entrò nell’Ordine, i figli di S. Francesco, al pari di quelli di S. Domenico, si erano spinti fino a Parigi, a Oxford, a Cambridge, a Strasburgo e in altre università europee. L’evoluzione non era stata indolore. Parecchi della « vecchia » generazione guardavano con perplessità all’allentata disciplina religiosa e alla nuova apertura culturale dei giovani frati. Ma Bonaventura sapeva dire una parola tranquillizzante e stimolatrice per gli uni e per gli altri.
A frate Egidio che nella sua semplicità gli chiedeva come avrebbe potuto salvarsi lui, privo di ogni scienza teologica, fra Bonaventura rispose: « Se Dio dà all’uomo soltanto la grazia di poterlo amare, questo basta… Una vecchierella può amare Dio anche più di un maestro di teologia ». Dotato di buon senso, pratico e speculativo al tempo stesso, Bonaventura aveva saputo applicare al solido tronco francescano gli innesti delle giovani generazioni con le accresciute esigenze, anche culturali, smentendo quanti paventavano, come Jacopone da Todi, che la scienza portasse detrimento alla semplicità della regola francescana.
Bonaventura, discepolo di Alessandro di Hales a Parigi, come S. Tommaso era rimasto in questa città dapprima come maestro di teologia, poi come generale dei frati Minori, carica alla quale venne eletto a soli trentasei anni. Creato cardinale, dovette accettare anche la consacrazione episcopale, precedentemente rifiutata per umiltà, ed ebbe la sede suburbicaria di Albano Laziale. Da papa Gregorio X ebbe l’incarico di preparare il secondo concilio di Lione, al quale era stato invitato pure Tommaso d’Aquino, morto due mesi prima dell’apertura avvenuta il 7 maggio 1274. Il 15 luglio dello stesso anno moriva anche fra Bonaventura, assistito personalmente dal papa.
Alla base della dottrina teologica insegnata da fra Bonaventura con la parola e con gli scritti (tra i suoi libri più noti “Itinerario della mente in Dio”) è l’amore o carità. « Non basta – egli scrive – la lettura senza l’unzione; non basta la speculazione senza la devozione; non basta l’indagine senza la meraviglia; non basta la circospezione senza l’esultanza; l’industria senza la pietà; la scienza senza la carità; l’intelligenza senza l’umiltà; lo studio senza la grazia ».

Autore: Piero Bargellini
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Spunti bibliografici

Bonaventura (san), Vita di san Francesco. Legenda major, Paoline Edizioni, 2006 – 192 pagine
Corvino Francesco, Bonaventura da Bagnoregio francescano e pensatore, Città Nuova, 2006 – 552 pagine
Bonaventura (san), La difesa dei poveri contro i calunniatori, Città Nuova, 2005 – 456 pagine
Bonaventura (san), Opuscoli teologici [vol_3] / La perfezione evangelica, Città Nuova, 2005 – 364 pagine
Bonaventura (san), Questioni disputate della scienza di Cristo, Antonianum Pontificio Ateneo Edizioni, 2005 – 358 pagine
Bonaventura (san), Vita di San Francesco, Città Nuova, 2005 – 232 pagine
Teodorico Moretti-Costanzi, San Bonaventura, Armando Editore, 2003 – 181 pagine
Bonaventura (san), Sermoni de tempore, Città Nuova, 2003 – 653 pagine
Bonaventura (san), Itinerario della mente in Dio. Riconduzione delle arti alla teologia, Città Nuova, 2000 – 128 pagine
Bonaventura (san), Opera. Commento al Vangelo di san Luca [vol_9.1], Città Nuova, 1999 – 380 pagine
Sgarbossa Mario, Bonaventura. Il teologo della perfetta letizia, Città Nuova, 1997 – 168 pagine
Bonaventura (san), Opere [vol_5.2] / Opuscoli teologici. Breviloquio, Città Nuova, 1996 – 368 pagine
Bonaventura (san), L’itinerario nella mente di Dio, La Scuola, 1995 – 144 pagine
Bonaventura (san), Itinerario della mente in Dio. Riconduzione delle arti alla teologia, Città Nuova, 1995 – 128 pagine
Bonaventura (san), Opere [vol_6.2] / Sermoni teologici, Città Nuova, 1995 – 404 pagine 

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