Archive pour le 13 juillet, 2009

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno Abroma_augusta053OlgaB

Abroma augusta
(Devil Cotton)

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Paolo VI: Cristo ci chiama tutti alla conversione

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20090714

Martedì della XV settimana del Tempo Ordinario : Mt 11,20-24
Meditazione del giorno
Paolo VI, papa dal 1963 al 1978
Constituzione apostolica « Paenitemini » del 18/02/1966 (© Libreria Editrice Vaticana)

Cristo ci chiama tutti alla conversione

Cristo, che sempre nella sua vita fece ciò che insegnò, prima di iniziare il suo ministero, passò quaranta giorni e quaranta notti nella preghiera e nel digiuno, e inaugurò la sua missione pubblica col lieto messaggio: «Il regno di Dio è vicino», cui tosto aggiunse il comando: «Ravvedetevi e credete nel Vangelo» (Mc 1,15). Queste parole costituiscono in certo modo il compendio di tutta la vita cristiana. al Regno annunciato da Cristo si può accedere soltanto mediante la «metánoia», cioè attraverso quell’intimo e totale cambiamento e rinnovamento di tutto l’uomo… L’invito del Figlio alla metánoia diviene più indeclinabile in quanto egli non soltanto la predica, ma offre anche esempio di penitenza. Cristo infatti è il modello supremo dei penitenti: ha voluto subire la pena per i peccati non suoi, ma degli altri.
Dinanzi a Cristo, l’uomo è illuminato da una luce nuova, e per conseguenza riconosce sia la santità di Dio sia la malizia del peccato; attraverso la parola di Cristo gli viene trasmesso il messaggio che invita alla conversione e concede il perdono dei peccati, doni questi che egli pienamente consegue nel battesimo. Tale sacramento, infatti, lo configura alla passione, alla morte e alla risurrezione del Signore, e sotto il sigillo di questo mistero pone tutta la vita futura del battezzato. Seguendo perciò il divino Maestro, ogni cristiano deve rinnegare se stesso, prendere la propria croce, partecipare ai patimenti di Cristo; trasformato in tal modo in una immagine della sua morte, egli è reso capace di meritare la gloria della Risurrezione. Seguendo inoltre il Maestro, dovrà non più vivere per se stesso, ma per colui che lo amò e diede se stesso per lui (Gal 2,20), e dovrà anche vivere per i fratelli, dando compimento «nella sua carne a ciò che manca alle tribolazioni di Cristo… a pro del suo corpo che è la Chiesa» (Col 1,24).

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Virgin Mary

Virgin Mary dans immagini sacre
http://shmuelson.wordpress.com/2009/06/03/on-the-diety-of-the-virgin-mary/

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Il G8 della Vita

 dal sito:

http://www.zenit.org/article-18948?l=italian

Il G8 della Vita

di padre Angelo del Favero*

ROMA, domenica, 12 luglio 2009 (ZENIT.org).- “Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura, ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: ‘Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finchè non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro’. Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano” (Mc 6,6-13).

Riflettendo sul Vangelo di oggi, il titolo a cui ho pensato immediatamente è: “Il G8 della Vita”. L’avviso interiore di non “tirare per i capelli” il paragone con il summit dei “Potenti della terra” si è fatto subito sentire, ma tale preoccupazione è ben presto svanita alla luce del contesto e del messaggio di questa Parola del Signore. A dire il vero la prima a mettermi su questa strada “sorvegliata” è stata ieri sera Maria santissima, quando mi ha ripetuto nella preghiera comunitaria dei Vespri: “Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili…” ( Lc 1,52 ).

Sono queste Parole eterne che, riguardo al G8 politico di questi giorni, traduco così: è Dio che per-mette i Potenti sui troni e non dobbiamo ritenere che intenda alla lettera rovesciarli, dal momento che Egli si serve di tutti, è presente in tutti ed agisce per mezzo di tutti al fine di compiere nella storia il Suo disegno globale di salvezza.

Ciò che Dio è venuto a rovesciare, per mezzo del suo Figlio unigenito mandato ad occupare l’ultimo posto in mezzo a noi, è la mente superba e perversa del potere. Dio vuole purificare il nostro cuore superbo con l’umiltà sconfinata del Suo amore di Padre, per elevarci in Cristo sul trono divino della sua gloria mediante il concreto servizio all’uomo, come ha scritto in questi giorni un umile Servo del Signore: “La carità nella verità, di cui Gesù Cristo s’è fatto testimone con la sua vita terrena e, soprattutto, con la sua morte e risurrezione, è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera. L’amore – “caritas” – è una forza straordinaria, che spinge le persone ad impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace; è una forza che ha la sua origine in Dio, Amore eterno e Verità assoluta” (Benedetto XVI, Enciclica “Caritas in veritate”, n. 1).

La somiglianza del Vangelo di oggi con il G8 politico, non scaturisce solamente dal riferimento ai potenti, ma anche dal fatto storico narrato da Marco nei dettagli. Vediamo infatti che Gesù, dopo aver percorso i villaggi d’intorno, raduna i Dodici in qualche luogo per istruirli sulle formidabili sfide della evangelizzazione, anzitutto informandoli sulla “verità” degli avversari del Vangelo (“..e dava loro il potere sugli spiriti impuri.”); indicando poi quale deve essere in ogni tempo e in ogni luogo l’equipaggiamento/atteggiamento che gli annunciatori dovranno tenere per farsi riconoscere..ai posti di blocco, per neutralizzarli e raggiungere efficacemente i destinatari (“..non prendere nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro..); infine raccomandando di occuparsi dei fratelli più deboli e bisognosi (“..ungevano con olio molti infermi e li guarivano.”), perché solo l’amore rende credibile ed autentica l’annuncio cristiano .

Questa è la missione dei Dodici, un gruppo di umili, impreparati pescatori di Galilea, che una sola parola di Gesù rovesciò dalle loro barche tranquille, il giorno in cui passando li chiamò uno per uno: “Seguimi!” (Mt 9,9).

Li costituì sacerdoti ed apostoli, i primi di una innumerevole schiera di amici di Dio, che Egli rese più potenti di tutti gli altri uomini della terra perché dotati di questi poteri:

- il potere di comandare al Creatore dell’universo di venire e di restare in mezzo a noi, mediante la “transustanziazione” del pane e del vino nel suo Corpo e nel suo Sangue;

- il potere di perdonare i peccati nel suo nome, per liberare l’uomo dalla peggiore e più degradante delle schiavitù, quella del peccato;

- il potere di scacciare satana dal tempio del corpo per farlo dimora perenne della Santissima Trinità;

- il potere di seminare la fede nei cuori risuscitando i cadaveri spirituali con l’abbondanza della vita divina.

Tutti questi poteri, affidati alla sua Chiesa, non saranno mai tolti, come promette il Signore al Capo del primo “summit” apostolico: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (Mt 16,18). Sì, perché i frutti missionari del primo “G8 della Vita”, si rinnovano “di generazione in generazione” fino ad oggi, poiché “la missione è l’irradiamento incontenibile dell’energia, dell’autorevolezza, della pienezza vitale promananti dal Vangelo, come lieto annuncio di Gesù, Figlio di Dio venuto a salvarci, morto e risuscitato per noi, principio, norma e giudice della storia umana” (C. M. Martini, Dizionario spirituale, p. 104).

Tale lieto annuncio di Gesù, nucleo centrale della sua missione redentrice, è il dono della vita divina innestata in quella umana: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). Come intendere questa vita? Risponde il “Papa della vita”: “In verità Egli si riferisce a quella vita “nuova” ed “eterna”, che consiste nella comunione con il Padre, a cui ogni uomo è gratuitamente chiamato nel Figlio per opera dello Spirito Santificatore. Ma proprio in tale “vita” acquistano pieno significato tutti gli aspetti e i momenti della vita dell’uomo” (Giovanni Paolo II, Enciclica “Evangelium Vitae”, n. 1).

Quest’ultima, sottolineata precisazione, significa anzitutto che la persona umana sussiste, con costante ed inalterabile pienezza di senso e dignità, in virtù del dono della vita, e sussiste perciò, in pienezza e verità di identità umana, già a partire dal concepimento, punto d’inizio del suo ulteriore sviluppo.

Lo fa intendere oggi Paolo con questo annuncio: “In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci ad essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà” (Ef 1,4-5).

Essere “scelti” vuol dire essere concepiti nella mente e nel cuore di Dio in vista del dono della vita, per un progetto specialissimo di eterna felicità in Cristo, suo Autore; e, in forza stessa della vita ricevuta, vuol dire essere “predestinati” non solamente a tale beatitudine infinita, ma anche ad annunciare in terra tale universale progetto divino ai fratelli che non lo conoscono: “Il Vangelo della vita sta al cuore del messaggio di Gesù. Accolto dalla Chiesa ogni giorno con amore, esso va annunciato con coraggiosa fedeltà come buona novella agli uomini di ogni epoca e cultura” (E.V., n. 1).

La vita umana é dono che reca in sè il compito e la forza propulsiva di annunciare a tutti il Vangelo della vita: ecco la missione assegnata ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate, ai fedeli laici e a tutti gli uomini di buona volontà.

———

* Padre Angelo del Favero, cardiologo, nel 1978 ha co-fondato uno dei primi Centri di Aiuto alla Vita nei pressi del Duomo di Trento. E’ diventato carmelitano nel 1987. E’ stato ordinato sacerdote nel 1991 ed è stato Consigliere spirituale nel santuario di Tombetta, vicino a Verona. Attualmente si dedica alla spiritualità della vita nel convento Carmelitano di Bolzano, presso la parrocchia Madonna del Carmine.

Chesterton beato?

dal sito:

http://www.zenit.org/article-18953?l=italian

Chesterton beato?

Paolo Gulisano spiega le virtù dello scrittore britannico

di Antonio Gaspari

ROMA, lunedì, 13 luglio 2009 (ZENIT.org).- Anche in Italia è rimbalzata la notizia secondo cui potrebbe essere avviata la causa di beatificazione di Gilbert Keith Chesterton, lo scrittore inglese inventore del celeberrimo prete-investigatore padre Brown e autore di numerosi testi di narrativa e di saggistica apologetica.

Per saperne di più, ZENIT ha intervistato Paolo Gulisano, vicepresidente della Società Chestertoniana Italiana e autore della prima biografia italiana del grande scrittore, “Chesterton & Belloc-apologia e profezia” (edizioni Ancora).

Chi è che avanza la richiesta di beatificazione?

Gulisano: A proporre la beatificazione di Gilbert Keith Chesterton è stata l’Associazione culturale a lui dedicata, la Chesterton Society, fondata in Inghilterra nel 1974 (in occasione del centenario della nascita del grande scrittore) allo scopo di diffondere la conoscenza dell’opera, del pensiero e della figura di questo straordinario personaggio. Da anni si parla di una possibile causa di beatificazione, e pochi giorni fa, nel corso di un convegno organizzato a Oxford sul tema “La santità di G.K. Chesterton”, a cui hanno partecipato i maggiori esponenti nel campo degli studi chestertoniani, è stato deciso di sostenere questa proposta.

Perché beato?

Gulisano: In molti ritengono che ci sia una chiara evidenza della santità di Chesterton: le testimonianze sul suo conto parlano di una persona di grande bontà e umiltà, un uomo senza nemici, che proponeva la Fede senza sconti ma anche senza scontri, un difensore della Verità nella Carità. La sua grandezza sta anche nel fatto che seppe presentare il cristianesimo ad un pubblico vastissimo, di cristiani e di laici. I suoi libri, da “Ortodossia” a “San Francesco d’Assisi”, da “Padre Brown” a “La sfera e la croce”, sono brillanti presentazioni della fede cristiana testimoniata con chiarezza e coraggio di fronte al mondo.

Secondo le antiche categorie della Chiesa, potremmo definire Chesterton un confessore della fede. Egli non fu soltanto un apologeta, ma anche una sorta di profeta che intravvide con grande anticipo la drammaticità di questioni della modernità come l’eugenetica. Il domenicano inglese Aidan Nichols sostiene che si debba guardare a Chesterton addirittura come possibile ‘padre della Chiesa’ del ‘900.

Quali sono le sue virtù eroiche?

Gulisano: Fede, speranza e carità: queste furono le virtù fondamentali di Chesterton. Inoltre era innocente, semplice, profondamente umile. Pur avendo sperimentato personalmente il dolore, era un cantore della Gioia cristiana. L’opera di Chesterton è una sorta di medicina per l’anima, anzi, più precisamente può essere definita un antidoto. Lo stesso scrittore aveva in realtà usato la metafora dell’antidoto per indicare l’effetto sul mondo della santità: il santo ha lo scopo di essere segno di contraddizione e di restituire sanità mentale a un mondo impazzito.

Qual è il contributo culturale, letterario, morale e di fede che Chesterton ha dato alla società britannica e alla cristianità?

Gulisano: Quando apprese la notizia della morte del grande scrittore, Papa Pio XI mandò, per mezzo del Segretario di Stato Cardinale Eugenio Pacelli, un telegramma di cordoglio in cui si piangeva la perdita di “un devoto figlio della Santa Chiesa, difensore ricco di doni della Fede cattolica”. Era la seconda volta nella storia che un Pontefice attribuiva a un inglese la qualifica di “difensore della fede”. Forse la Segreteria di Stato non si era accorta dell’ironico accostamento, che avrebbe fatto esplodere Gilbert in una delle sue proverbiali risate, ma l’altro inglese era stato Enrico VIII, l’uomo che aveva inferto alla Chiesa in Inghilterra la più grave e profonda ferita. Chesterton cercò di riavvicinare l’Inghilterra, ma anche il mondo, a Dio, alla Fede, alla ragione.

Qual è la sua valutazione in merito all’intera vicenda?

Gulisano: La lettura di Chesterton, sia che si tratti dei romanzi che dei saggi, lascia sempre nel lettore una grande serenità e un sentimento di speranza che scaturisce non certo da una visione della vita irenistica e mondanamente ottimistica (che è in realtà quanto di più lontano dal pensiero di Chesterton, che denuncia dettagliatamente tutte le aberrazioni della modernità), ma dalla cristiana, virile fortezza dell’esperienza religiosa.

La proposta di Chesterton è quella di prendere sul serio la realtà nella sua integrità, a cominciare dalla realtà interiore dell’uomo, e di adoperare fiduciosamente l’intelletto – ovvero il buon senso – nella sua originale sanità, purificato da ogni incrostazione ideologica.

Raramente capita di leggere delle pagine in cui si parla di fede, di conversione, di dottrina, tanto chiare e incisive quanto prive di ogni eccesso sentimentalistico e moralistico. Ciò deriva dall’attenta lettura della realtà di Chesterton, il quale sa che la conseguenza più deleteria della scristianizzazione non è stato il pur gravissimo smarrimento etico, ma lo smarrimento della ragione, sintetizzabile in questo suo giudizio: « Il mondo moderno ha subìto un tracollo mentale, molto più consistente del tracollo morale ».

Di fronte a questo scenario Chesterton sceglie il cattolicesimo, e afferma che esistono almeno diecimila ragioni per giustificare questa scelta, tutte valide e fondatissime ma riconducibili a un unico motivo: che il cattolicesimo è vero, la responsabilità e il compito della Chiesa consistono dunque in questo: nel coraggio di credere, in primo luogo, e quindi di segnalare le strade che conducono al nulla o alla distruzione, a un muro cieco o a un pregiudizio. Un’opera indubbiamente santa, e la santità di Gilbert Chesterton che mi auspico la Chiesa possa riconoscere brilla rifulge già di fronte al mondo.

buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno roe-deer-5445

Roe Deer – Czech Republic – August 2005

http://www.naturephoto-cz.com/

 

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