Archive pour le 3 avril, 2009

buona notte

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Ruperto di Deutz : « Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20090404

Meditazione del giorno
Ruperto di Deutz (circa 1075-1130), monaco benedettino
Commento sul Vangelo di Giovanni, libro 10 ; PL 169, 646 ss.

« Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi »

«Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: ‘Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera.’ Questo però non lo disse da se stesso…»

Cosa significano queste parole: «Questo non lo disse da se stesso» se non che Caifa non traeva questa parola dal suo spirito? In verità, prima che Caifa fosse, già era stata pronunciata questa parola: «Gesù deve morire per il popolo». Sì, questa parola era stata rivelata ai santi profeti, anzi era stata pronunciata prima che i profeti fossero venuti al mondo, prima che Abramo avesse ricevuto l’esistenza, prima che Adamo fosse stato plasmato. Questa parola era già nella volontà del Padre quando dichiarò: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza» (Gen 1,26). Fu detto allora che Gesù doveva morire per il popolo.

Caifa non disse dunque questo di sua iniziativa. Ma «poiché era sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò.» E che cosa? … Che occorreva che uno solo, un solo uomo, il Santo dei santi, il Sole di giustizia, Gesù Cristo, morisse per il popolo, e non soltanto per il popolo nato da Abramo, ma anche per tutti coloro che Dio aveva predestinati, fin dalla creazione del mondo, ad essere suoi figli adottivi (cfr Ef 1,5). Erano stati scacciati fuori dal Paradiso originale e dispersi ai quattro venti del mondo; occorreva radunarli da tutta la massa dell’umanità, fino all’ultimo eletto.

Gregorio di Narek: Il tuo sguardo mi salva (preghiera)

dal sito:

http://www.atma-o-jibon.org/italiano7/spero_nella_tua_misericordia5.htm

GREGORIO DI NAREK

IL TUO SGUARDO MI SALVA

Fissa il tuo sguardo su di me,
o Compassionevole,
come un tempo su Pietro
allorché ti rinnegò,
perché sono del tutto annientato.

Irradia su di me
il raggio della tua misericordia,
tu che sei tutto bontà,
affinché, ricevuta la tua benedizione,
Signore,
io sia giustificato,
io viva,
e divenga puro dai miei errori
che non sono le tue opere
e che mi torturano.

Non ho l’audacia di tendere verso di te
la mia mano colpevole,
fino a che tu avvicini
la tua destra benedetta,
per rinnovarmi, io condannato.
 
Trionfa dunque ancora una volta
della mia testardaggine
grazie alla tua dolcezza
venendo in mio soccorso,
nella tua benignità.

E per la tua onnipotenza
rimetti la somma totale dei miei peccati:
i miei primi errori, con quelli
della media età
e quelli della fine della vita.
O Cristo,
ingegnoso nel realizzare l’impossibile,
o Re, Luce dei giusti.

L, III, p. 277

Publié dans:preghiere |on 3 avril, 2009 |Pas de commentaires »

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