Archive pour le 20 février, 2009

Assunzione della Vergine

Assunzione della Vergine dans immagini sacre

http://santiebeati.it

Publié dans:immagini sacre |on 20 février, 2009 |Pas de commentaires »

Alla luce della Parola (come leggere la Bibbia)

dal sito:

http://www.ansdt.it/Testi/SacraScrittura/MattaelMeskin/index.html

Matta el Meskin

Alla luce della Parola   (come leggere la Bibbia)


la  Bibbia  di  fronte  al  lettore

La Bibbia è un libro diverso da tutti gli altri: gli altri libri sono scritti dall’uomo, la Bibbia invece non solo contiene le parole e i comandamenti di Dio, ma è anche stata interamente scritta sotto ispirazione divina. Perciò possiamo dire che è il libro di Dio, quello che egli ha dato all’uomo per guidarlo fino alla vita eterna.

Nell’Antico e nel Nuovo Testamento, sebbene il discorso, gli eventi, la storia e tutti i racconti si concentrino sull’uomo, in realtà chi è nascosto in essi è Dio. La Bibbia infatti ci descrive Dio e ce lo rivela attraverso gli eventi. Ma una descrizione completa di Dio non ci è data nello spazio di una generazione né di un libro e nemmeno di un intero periodo storico. È con grande difficoltà che la Bibbia si sforza di darci un’immagine mentale semplificata di Dio, narrando il suo rapporto diretto con l’uomo lungo un arco di cinquemila anni. Questo perché nessuno, in nessuna epoca, sia privato della possibilità di percepire riguardo a Dio qualcosa che appaghi la sua sete, a tal punto che ciascuno può sperimentare un tal fiume di gioia da credere di essere arrivato a conoscere Dio e di averlo compreso in pienezza. Chiunque invece ha l’audacia intellettuale di tentare di mettere da parte i propri limiti umani cercando dentro di sé di percepire un’immagine perfetta di Dio, è destinato a fallire e perde la capacità di raggiungere anche i più piccoli risultati compatibili con la sua statura umana.

È immensamente difficile per l’uomo comprendere Colui i cui giorni non hanno inizio né fine, perché Dio è perfetto e, pur essendo vero che noi possiamo percepirlo, la sua perfezione, come pure tutte le sue opere, restano insondabili.

La Bibbia cerca in molti modi di preparare intimamente l’uomo a ricevere Dio, sia rivelandocelo che facendocelo conoscere. Anche se apparentemente può sembrare che sia l’uomo ad andare incontro a Dio, la gioiosa e meravigliosa verità è che è Dio che viene verso l’uomo, come un amante e un padre pieno d’amore. “Se uno mi ama osservi le mie parole e il Padre mio lo amerà e noi verremo e prenderemo dimora in lui”  (Gv 14,23). Questo è il motivo per cui il Signore ci ha comandato di preparare il nostro cuore per la sua venuta benedetta: “Il mio cuore è pronto, o Dio, il mio cuore è pronto” (Sal 57,7).

Così vediamo che la Bibbia nella sua interezza misteriosamente rivela Dio e ci prepara a riceverlo nei nostri cuori, perché possiamo d’ora in poi vivere con lui, preparandoci a ciò che sarà alla fine dei tempi, quando Dio sarà rivelato apertamente e noi lo incontreremo faccia a faccia per vivere con lui per sempre.

 

il  lettore  di  fronte  alla  Bibbia

     Esistono due modi di lettura: il primo si ha quando uno legge e pone se stesso e la propria mente come padroni del testo e cerca di sottometterne il significato alla propria comprensione, che confronta poi con quella di altri; il secondo si ha quando uno legge ponendo il testo al di sopra di sé e cercando di rendere sottomessa la propria mente al suo significato, o anche ponendo il testo come giudice su di sé, considerandolo come il criterio più alto.

     Il primo metodo è adatto per qualunque libro al mondo, sia che si tratti di un’opera di scienza che di letteratura; il secondo è indispensabile nel leggere la Bibbia. Il primo metodo porta alla signoria dell’uomo sul mondo, che è il suo ruolo naturale; il secondo porta alla signoria di Dio come Creatore onnisciente e onnipotente.

     Ma se l’uomo confonde i ruoli di questi due metodi, viene a perdere le potenzialità di entrambi: se infatti legge le opere di scienza e di letteratura come dovrebbe leggere l’Evangelo, rimpicciolisce la sua statura, la sua abilità accademica diminuisce e scema la sua dignità in mezzo al resto della creazione; se d’altro canto legge la Bibbia come dovrebbe leggere le opere di scienza, comprende e sente Dio come qualcosa di piccolo, l’essere divino appare limitato e il timore di Dio si spegne. L’uomo acquista una falsa sensazione di superiorità sulle cose divine: è esattamente l’azione proibita commessa da Adamo agli inizi.

 

comprensione  spirituale

e  memorizzazione  intellettuale

     Leggendo la Bibbia miriamo dunque alla comprensione e non alla ricerca, all’indagine o allo studio, perché la Bibbia deve essere capita, non investigata. È allora opportuno a questo punto far rilevare la differenza tra comprensione spirituale e memorizzazione intellettuale.

     La comprensione spirituale è centrata sull’accettazione di una verità divina che cresce costantemente, sorgendo all’orizzonte della mente fino a invaderla completamente. Se la mente e le sue reazioni sono ricondotte a una volontaria obbedienza a questa verità, la verità divina continua a permeare la mente sempre di più e la mente si dilata con essa senza fine “per conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Ef 3,19).

     È chiaro da questo versetto che la conoscenza e l’amore di Dio, e delle cose divine in generale, sono immensamente superiori al livello della conoscenza umana. È perciò futile e sciocco per l’uomo cercare di « investigare » le cose di Dio, in un tentativo di afferrarle e sottometterle al suo potere intellettuale.

     Al contrario, è l’uomo che deve essere sottomesso all’amore di Dio, così che la sua mente possa aprirsi alla verità divina. Allora sarà in grado di ricevere la conoscenza che sorpassa ogni altra. “E così, radicati e fondati nell’amore, abbiate il potere di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità” (Ef 3.17-18).

     La memorizzazione intellettuale richiede che una persona passi da uno stato di sottomissione alla verità (attraverso la comprensione) a uno stato di dominio e di possesso su di essa. Richiede che la mente avanzi passo passo attraverso l’investigazione fino a trovarsi allo stesso livello della verità, e poi si innalzi a poco a poco al di sopra di essa fino a poterla padroneggiare, richiamandola e ripetendola a suo piacimento, come se la verità fosse un possesso e la mente il  suo padrone.

     Perciò la memorizzazione consiste nel determinare la verità, nel riassumerla e definirla nel modo più aderente possibile, così che la mente possa assorbirla e immagazzinarla. Cioè, la memorizzazione intellettuale è il contrario della comprensione spirituale, perché la comprensione spirituale si espande con la verità e la verità con essa fino “a tutta la pienezza di Dio”, cioè all’infinito. La memorizzazione intellettuale invece indebolisce la verità divina e la priva del suo vigore e del suo respiro: non è quindi una via adatta per avvicinarsi alla Bibbia, e porta a risultati minimi.

 

la  memorizzazione  spirituale

     C’è un altro modo per memorizzare la parola di Dio, per mezzo del quale si può richiamare e riesaminare il testo, sebbene questo non lo si possa fare quando e come uno lo desideri, ma piuttosto quando e come lo desidera Dio. Questa è la memorizzazione spirituale, non intellettuale, e Dio la accorda attraverso lo Spirito santo a quanti comprendono le sue parole: “il Consolatore, lo Spirito santo, che il Padre vi invierà nel mio Nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che ho detto” (Gv 14,26).

     Proprio come Dio concede la comprensione spirituale a quelli che con sincerità e onestà chiedono di conoscerlo, “a coloro le cui menti sono aperte a comprendere il testo”, così anche la memorizzazione spirituale è un’opera spirituale che Dio accorda a coloro ai quali è stato concesso di essere suoi testimoni. Quando lo Spirito santo richiama alla nostra mente determinate parole, lo fa con profondità e larghezza di spirito, non semplicemente facendoci ricordare il testo o il versetto, ma dandoci insieme una sapienza irresistibile e il potere spirituale di far emergere la gloria di quel versetto e la potenza di Dio in esso. Inoltre con le parole è inviato uno spirito di rimprovero, allo scopo di compungere il cuore.

     Perciò vi è una straordinaria differenza tra la meccanica memorizzazione intellettuale e la memoria attraverso lo Spirito santo.

     Nondimeno l’uomo deve prepararsi a questa memoria, rendendo il suo cuore consapevole della parola di Dio, meditandola frequentemente e immagazzinandola nel suo cuore con amore e diletto: « quando le tue parole mi vennero incontro, io le divorai” (Ger 15,16) ed esse erano “più dolci del miele alla mia bocca” (Sal 119,103). L’uomo così disposto le ripete costantemente a se stesso: “sulla tua legge ho meditato giorno e notte” (Sal 1,2), e ogni volta che incontra una parola che possa essergli utile la imprime nel suo cuore: “Ho conservato le tue parole nel mio cuore per non peccare contro di te” (Sal 119,11), proprio come ammonisce Dio chiedendo di parlare di esse “quando siedi in casa tua e quando cammini per strada, quando ti corichi e quando ti alzi. E tu le legherai come segnale alla tua mano e saranno come pendaglio tra i tuoi occhi” (Dt 6,8-9).

     Ora, c’è una grande differenza tra un uomo che medita la parola di Dio perché è dolce e vantaggiosa alla sua anima, rallegra il suo cuore e consola il suo spirito, e uno che medita su di essa per ripeterla ad altre persone, per potersi distinguere come maestro e abile servitore dell’ Evangelo. Per    il primo la Parola rimane salda, perché fonda una consapevolezza del cuore o una relazione con Dio; per il secondo la Parola passa semplicemente nella memoria intellettuale, dove egli può usarla per tessere relazioni con gli altri.

     Così, se uno cerca di leggere la Bibbia e imparare a memoria i versetti per usarli nell’insegna- mento alla gente e per una testimonianza fatta di parole – senza prima aver sottomesso se stesso alla verità divina, in modo da agire conformemente ad essa e da aprire la mente per ricevere comprensioni spirituali – egli ne ricava soltanto delle conoscenze e non dà una testimonianza utile, per quanti versetti o dimostrazioni chiare possa presentare con grande abilità intellettuale; lo Spirito infatti lo avrà abbandonato.  Il peggior uso che possiamo fare della Bibbia è utilizzarla solo come fonte di versetti dimostrativi.

     La comprensione spirituale delle parole, dei comandamenti e degli insegnamenti di Dio è il nostro penetrare nel mistero dell’Evangelo: “A voi è stato dato di conoscere i misteri del regno di Dio” (Mt 13,11). Il segno poi della comprensione spirituale è la sensazione di un’inesauribile sorgente interiore di intuizioni spirituali riguardanti la parola di Dio e la percezione che ogni verità è collegata a tutto il resto. Allora l’uomo diventa capace di collegare nel proprio cuore ogni verset to che legge con un altro versetto e ogni intuizione si dilata in armonia con un’altra, cosicché l’Evangelo diventa facilmente un tutto unitario.

     Questa condizione non è raggiunta solo da chi ha speso molti anni nella lettura della Bibbia. È possibile che a qualcuno con un’esperienza di pochi mesi sia concesso di percepire questa sensazione, così da essere capace, usando i pochi versetti che gli sono familiari, di parlare di Dio con uno zelo, una sincerità e una forza tali da attirare a Dio il cuore degli altri. A costui basta leggere un versetto una volta sola perché gli resti poi indelebilmente impresso nel cuore per sempre, perché la parola di Dio è spirituale; in un certo senso è addirittura spirito, come dice il Signore: “Le parole che vi ho dette sono spirito e vita” (Gv 6,63).

Publié dans:biblica |on 20 février, 2009 |Pas de commentaires »

Nuovi documenti testimoniano l’affetto di Pio XII per gli ebrei

dal sito:

http://www.zenit.org/article-17272?l=italian

Nuovi documenti testimoniano l’affetto di Pio XII per gli ebrei


A scoprirli di recente è stata la Fondazione Pave the Way

di Inma Álvarez

NEW YORK, venerdì, 20 febbraio 2009 (ZENIT.org).- Alcuni documenti scoperti di recente provano che Papa Pio XII ha avuto gesti di amicizia e protezione nei confronti del popolo ebraico prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lo ha reso pubblico questo giovedì attraverso un comunicato la Fondazione Pave The Way (PWTF), che si dedica a promuovere il dialogo tra le religioni.

Le scoperte sono state compiute dallo storico tedesco Michael Hesemann, autore dell’opera “The Pope Who Defied Hitler. The Truth About Pius XII” (“Il Papa che sfidò Hitler. La verità su Pio XII”). Hesemann rivela di aver trovato una serie di documenti nell’Archivio Segreto Vaticano che accreditano numerosi interventi di Papa Pacelli a favore degli ebrei.

Uno di questi è quello dell’Arcivescovo Pacelli, allora Nunzio Apostolico in Baviera, datato 1917, attraverso il Governo tedesco, per chiedere che gli ebrei della Palestina fossero protetti davanti all’Impero Ottomano della Turchia.

Il dottor Hesemann spiega anche che nel 1917 il futuro Pio XII sfruttò la sua influenza perché l’allora rappresentante dell’Organizzazione Sionista Mondiale Nachum Sokolov fosse ricevuto personalmente da Papa Benedetto XV per parlare di una patria ebraica in Palestina.

Nel 1926, monsignor Pacelli esortò i cattolici tedeschi a sostenere il Comitato Pro Palestina, che appoggiava gli insediamenti ebraici in Terra Santa.

Queste scoperte si uniscono alle prove apportate dallo stesso presidente della Fondazione, Gary Krupp, che al congresso su Pio XII celebrato a Roma nel settembre 2008 ha presentato oltre 300 pagine di documenti originali che contengono dettagli su come siano stati attuati gli ordini del Papa durante la guerra di nascondere gli ebrei a Roma.

I documenti, che possono essere scaricati dalla pagina web della Fondazione, comprendono un manoscritto di una monaca, datato 1943, che spiega dettagliatamente le istruzioni ricevute dal Papa, così come una lista di ebrei protetti.

Un altro documento è un rapporto dello US Foreign Service del console americano a Colonia, che informa sul “nuovo Papa” nel 1939. Il diplomatico si mostra sorpreso per l’“estrema avversione” di Pacelli nei confronti di Hitler e del regime nazista, e per il suo sostegno ai Vescovi tedeschi nella loro opposizione al nazionalsocialismo, anche a costo della soppressione delle Gioventù Cattoliche tedesche.

Viene inoltre riportato un documento del 1938, firmato dall’allora Segretario di Stato Eugenio Pacelli, in cui si oppone al disegno di legge polacco di dichiarare illegale il sacrificio kosher, visto che questa legge “presupporrebbe una grave persecuzione contro il popolo ebraico”.

Come Papa, durante la guerra, Pio XII scrisse un telegramma all’allora reggente dell’Ungheria, l’ammiraglio Miklós Horthy, perché evitasse la deportazione degli ebrei, e questi acconsentì, il che si stima abbia salvato circa 80.000 vite umane. Al Governo brasiliano chiese di accettare 3.000 “non ariani”.

Un altro documento è un’intervista a monsignor Giovanni Ferrofino, segretario del Nunzio a Haiti, monsignor Maurilio Silvani. Il presule afferma che due volte l’anno riceveva telegrammi cifrati da parte di Pio XII che inoltrava al generale Trujillo, Presidente della Repubblica Dominicana, per chiedergli a nome del Papa 800 visti per gli ebrei, con cui si stima che si siano salvati almeno 11.000 persone.

Si apportano anche prove che il Vaticano falsificò segretamente i certificati di Battesimo per permettere a molti ebrei di emigrare come cattolici.

Una scoperta personale

L’impegno della Fondazione Pave the Way obbedisce alla determinazione del suo presidente, Gary Krupp, ebreo americano, che riconosce di essere cresciuto “disprezzando Pio XII” fino a quando ha letto il libro di Dan Kurzman “A Special Mission: Hitler’s Secret Plot to Seize the Vatican and Kidnap Pope Pius the XII” (“Una missione speciale: il piano segreto di Hitler per impossessarsi del Vaticano e rapire Papa Pio XII”).

Nel testo si raccoglie la testimonianza del generale Karl Wolff, che parla dettagliatamente del piano di Hitler di attaccare il Vaticano e sequestrare il Pontefice. Si sa che c’erano spie in Vaticano, e franchi tiratori tedeschi a 200 metri dalle finestre papali.

La stessa limitazione delle dichiarazioni pubbliche del Papa, che ha suscitato molte critiche nei suoi confronti, si spiega per l’aumento delle pene nei campi di concentramento, testimoniata da ex prigionieri, ogni volta che alte cariche ecclesiastiche parlavano contro il regime nazista.

Un’altra scoperta che ha fatto cambiare idea a Krupp, secondo quanto egli stesso ha dichiarato, è stata la prova che “Il Vicario”, la famosa opera del comunista tedesco Rolf Hochhuth, si è basata su documenti vaticani manipolati, come parte di un complotto segreto del KGB per screditare la Santa Sede. Queste informazioni sono state rivelate dal Tenente Generale Ion Mihai Pacepa, l’agente del KGB di più alto rango ad aver disertato.

Gary Krupp afferma di essere rimasto “sorpreso cercando personalmente gli articoli del NY Times e del Palestine Post tra il 1939 e il 1958. Non sono riuscito a trovare neanche un solo articolo negativo su Pio XII”.

La chiarificazione della figura del Pontefice è stata assunta come obiettivo dalla PWTF per “eliminare un ostacolo” alla comprensione tra ebrei e cattolici. “Nell’interesse della giustizia, noi ebrei dobbiamo essere consapevoli degli sforzi di quest’uomo in un periodo in cui il resto del mondo ci aveva abbandonato”.

“E’ il momento di riconoscere Pio XII per ciò che ha fatto, non per ciò che non ha detto”, ha aggiunto Krupp, per il quale il motivo della persistenza di questa “leggenda nera” è, da un lato, “il rifiuto da parte dei critici di Pio XII a consultare e rivedere i documenti recentemente tratti dall’Archivio Segreto Vaticano”, dall’altro “la mancanza di disponibilità della maggior parte dei mezzi di comunicazione a dare copertura alle informazioni positive su Pio XII”.

Publié dans:Papi, Pio XII |on 20 février, 2009 |Pas de commentaires »

buona notte

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http://www.mygarden.ws/october.htm

Publié dans:immagini buon...notte, giorno |on 20 février, 2009 |Pas de commentaires »

San Leone Magno: « Prenda la sua croce e mi segua»

du site:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=readings&localdate=20090220

Meditazione del giorno
San Leone Magno ( ?-circa 461), papa e dottore della Chiesa
Discorsi, 8 sulla Passione del Signore, 4-6

« Prenda la sua croce e mi segua»

Il Signore venne abbandonato alla volontà dei crocifissori e, per schernire la sua dignità regale, gli fu imposto di portare lo strumento del suo supplizio; questo accadde perché si compisse ciò che il profeta Isaia aveva predetto, dicendo: «Sulle sue spalle è il segno della sovranità» (Is 9,5). Quando il Signore portava il legno della croce, che si sarebbe poi mutato nel simbolo della sua sovranità, era per lui un grande ludibrio agli occhi degli empi; ma ai fedeli veniva revelato un grande mistero. Infatti il gloriosissimo vincitore del demonio, il potentissimo trionfatore delle potenze infernali, portava con dolce umiltà il segno del suo trionfo sulle spalle della sua invitta pazienza: strumento di salvezza, degno di adorazione da parte di tutti i popoli. Ed era proprio come se volesse, col suo esempio, rendere forti tutti i suoi imitatori, dicendo: «Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me» (Mt 10,38).

Mentre la folla saliva con Gesù verso il luogo del supplizio, si imbatterono in un tale, chiamato Simeone di Cirene, al quale fecero portare la croce del Signore. Anche questo fatto era un segno premonitorio della fede dei pagani, ai quali la croce di Cristo non avrebbe arrecato vergogna, ma gloria.

Publié dans:Bibbia: commenti alla Scrittura |on 20 février, 2009 |Pas de commentaires »

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