Archive pour le 10 février, 2009

Santa Scolastica

Santa Scolastica dans immagini sacre

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SANTA SCOLASTICA – 10 FEBBRAIO 2009

SANTA SCOLASTICA – 10 FEBBRAIO 2009

UFFICIO DELLE LETTURE

Seconda Lettura

Dai «Dialoghi» di san Gregorio Magno, papa  (Lib. 2, 33; PL 66, 194-196)

Poté di più colei che più amò
Scolastica, sorella di san Benedetto, consacratasi a Dio fin dall’infanzia, era solita recarsi dal fratello una volta all’anno. L’uomo di Dio andava incontro e lei, non molto fuori della porta, in un possedimento del monastero.
Un giorno visi recò secondo il solito, e il venerabile suo fratello le scese incontro con alcuni suoi discepoli. Trascorsero tutto il giorno nelle lodi di Dio e in santa conversazione. Sull’imbrunire presero insieme il cibo.
Si trattennero ancora a tavola e, col protrarsi dei santi colloqui, si era giunti a un’ora piuttosto avanzata. La pia sorella perciò lo supplicò, dicendo: «Ti prego, non mi lasciare per questa notte; ma parliamo fino al mattino delle gioie della vita celeste». Egli le rispose: «Che cosa dici mai, sorella? Non posso assolutamente pernottare fuori del monastero».
Scolastica, udito il diniego del fratello, poggiò le mani con le dita intrecciate sulla tavola e piegò la testa sulle mani per pregare il Signore onnipotente. Quando levò il capo dalla mensa, scoppiò un tale uragano con lampi e tuoni e rovesciò di pioggia, che né il venerabile Benedetto, né i monaci che l’accompagnavano, poterono metter piede fuori dalla soglia dell’abitazione, dove stavano seduti.
Allora l’uomo di Dio molto rammaricato cominciò a lamentarsi e a dire: «Dio onnipotente ti perdoni, sorella, che cosa hai fatto?». Ma ella gli rispose: «Ecco, ho pregato te, e tu non hai voluto ascoltarmi; ho pregato il mio Dio e mi ha esaudita. Ora esci pure, se puoi; lasciami e torna al monastero».
Ed egli che non voleva restare lì spontaneamente, fu costretto a rimanervi per forza.
Così trascorsero tutta la notte vegliando e si saziarono di sacri colloqui raccontandosi l’un l’altro le esperienze della vita spirituale.
Non fa meraviglia che Scolastica abbia avuto più potere del fratello. Siccome, secondo la parola di Giovanni, «Dio è amore», fu molto giusto che potesse di più colei che più amo.
Ed ecco che tre giorni dopo, mentre l’uomo di Dio stava nella cella e guardava al cielo, vide l’anima di sua sorella, uscita dal corpo, penetrare nella sublimità dei cieli sotto forma di colomba. Allora, pieno di gioia per una così grande gloria toccatale, ringraziò Dio con inni e lodi, e mandò i suoi monaci perché portassero il corpo di lei al monastero e lo deponessero nel sepolcro che aveva preparato per sé.
Così neppure la tomba separò i corpi di coloro che erano stati uniti in Dio, come un’anima sola.

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Dal Trattato «Sul bene della morte» di sant’Ambrogio, vescovo

dal sito:

http://cristolucedelmondo.blogspot.com/2008/11/dal-trattato-sul-bene-della-morte-di.html

Dal Trattato «Sul bene della morte» di sant’Ambrogio, vescovo

Portiamo sempre e dovunque la morte di Cristo

Dice l’Apostolo: «Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo» (Gal 6, 14). Inoltre, perché sappiamo che anche vivendo possiamo avere una morte, ma buona però, ci esorta a portare sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché colui che avrà avuto in sé la morte di Gesù, avrà nel suo corpo anche la vita del Signore Gesù (cfr. 2 Cor 4, 10).
Allora operi pure in noi la morte, perché compia la sua opera anche la vita. Venga una buona vita dopo la morte, cioè, una buona vita dopo la vittoria, una buona vita al termine della battaglia. La legge della carne non sia più in grado di opporsi alla legge dello spirito, e non vi sia più nessuna lotta con il corpo mortale, ma nel corpo mortale regni la vittoria. E non saprei dire io stesso se questa morte non abbia maggiore potenza della vita.
Certo mi sento spinto dall’autorità dell’Apostolo che dice: «In noi opera la morte, ma in voi la vita» (2 Cor 4, 12). La morte di uno solo, a quanti popoli portò la vita! Perciò insegna che noi, posti in questa vita, dobbiamo desiderare questa morte, perché la morte di Cristo risplenda nel nostro corpo, quella morte beata per mezzo della quale l’uomo esteriore si va disfacendo perché quello interiore si rinnovi di giorno in giorno (cfr. 2 Cor 4, 16) e la nostra abitazione terrestre venga disfatta (cfr. 2 Cor 5, 1) e così ci si apra la dimora celeste.
Pertanto imita la morte colui che si sottrae alla complicità di questa carne e si scioglie da quelle catene di cui parla il Signore per mezzo di Isaia: «Sciogli le catene inique, togli i legami del giogo, rimanda liberi gli oppressi e spezza ogni giogo» (Is 58, 6).
Perciò il Signore permise che sottentrasse la morte perché cessasse il peccato. Ma perché a sua volta la morte non segnasse la fine della natura, fu data la risurrezione dei morti. Così per mezzo della morte veniva a cessare la colpa e per mezzo della risurrezione la natura restava per sempre.
Questa morte dunque è il passaggio obbligato per tutti. Bisogna che la tua vita sia un passaggio continuo, che tu compia un passaggio dalla corruzione all’incorruzione, dalla mortalità all’immortalità, dai turbamenti alla quiete. Non ti disgusti perciò il nome della morte; ti allietino, invece, i benefici di un transito felice. In realtà che cosa è la morte se non la sepoltura dei vizi e la risurrezione delle virtù? Per cui anche Balaam ha
detto: «Possa io morire della morte dei giusti» (Nm 23, 10), vale a dire: che io sia sepolto in modo da deporre i vizi e da rivestire la grazia dei giusti, i quali portano sempre e dappertutto nel loro corpo e nella loro anima la morte di Cristo.

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Cordoglio e sdegno per la morte di Eluana

dal sito:

http://www.zenit.org/article-17150?l=italian

Cordoglio e sdegno per la morte di Eluana

Continuano le preghiere e le veglie in tutta Italia

di Antonio Gaspari


ROMA, martedì, 10 febbraio 2009 (ZENIT.org).- Lunedì 9 febbraio Eluana è morta. Da quattro giorni era senza cibo ed acqua. Era sola, non c’era nessuno ad accompagnarla. Secondo i primi bollettini medici, ha smesso di vivere intorno alle 20,10.

Fuori dalla casa di riposo “la Quiete”, tutti sono scoppiati a piangere, anche coloro che sostenevano la tesi che bisognava lasciarla morire.

Il popolo per la vita che in tutta Italia si era mobilitato, ha continuato a pregare e vegliare in tutte le diocesi. Alla recita del rosario si sono aggiunte le preghiere dell’Eterno riposo. Sono stati accesi lumi e candele.

Le chiese di Udine hanno suonato le campane a morto. L’Arcivescovo Pietro Brollo e il Vicario generale Giulio Gherbezza si sono recati in Cattedrale per pregare insieme alla gente che ha riempito la Chiesa.

Martedì 10 febbraio, la Conferenza Episcopale Italiana ha diffuso un comunicato in cui esprime il “grandissimo dolore” e “affida a Dio la vita di Eluana Englaro”.

Secondo i vescovi Italiani, “le preghiere e gli appelli di tanti uomini di buona volontà non sono bastati a preservare la sua fragile esistenza, bisognosa solo di amorevole cura”.

“Siamo affranti in questa grave circostanza, – rileva il comunicato  – ma non viene meno la speranza, che nasce dalla fede e consegna alla misericordia del Padre Eluana, la sua anima e il suo corpo”.

Il comunicato della CEI si conclude affermando: “E’ questa speranza a renderci una cosa sola, accomunando quanti credono nella dignità della persona e nel valore indisponibile della vita, soprattutto quando è indifesa. Facciamo appello a tutti perché non venga meno questa passione per la vita umana, dal concepimento alla sua fine naturale”.

“Che almeno Eluana non sia morta invano”, ha esclamato Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita (MpV).

Casini ha chiesto che “la indisponibilità della vita umana sia riaffermata in pieno in tutta la sua estensione e chiarezza. Speriamo che la rivolta morale del Paese faccia aprire gli occhi a tutti sul tema del diritto alla vita e della sua dignità fin dall’approvazione in tempi rapidi di una buona legge sul Fine-vita”.

Il Presidente del MpV ha pure chiesto che “il disegno di legge governativo che non è riuscito ad arrivare in tempo vada avanti bruciando le tappe come era previsto per rassicurare ed esprimere solidarietà almeno alle mille e mille altre Elusane che ancora vivono”.

Giovanni Giacobbe, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari, si è augurato che “la tragedia di Eluana serva almeno a spingere senatori e deputati a varare velocemente una buona legge sul Fine-vita che sancisca il no all’introduzione dell’eutanasia”.

Dal canto suo, il Presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, ha commentato amaramente che “con Eluana muore in Italia la libertà di vivere. Una democrazia è a rischio se sancisce il primato artificioso della legge sul sacrosanto diritto naturale alla vita. È il diritto che precede la legge, non il contrario”.

“La vita di Eluana non si è spenta, è stata negata, violentata e soppressa”, ha sottolineato il Presidente del RnS, chiedendo se “sarà ora necessario immolare nuove vittime sull’altare del relativismo etico o non è forse tempo di ridare profondità alla voce della coscienza che vuole sempre il bene e non il male per l’uomo?”.

Martinez ha concluso affermando “non resta che pregare per l’anima di Eluana, per i familiari e per i tanti malati terminali che ci ricordano la forza inestinguibile della speranza”.

Il Coordinamento friulano “Per Eluana e per tutti noi” – che riunisce Scienza&vita, Forum delle associazioni familiari, Movimento per la vita e numerose altre associazioni e movimenti – ha annunciato una conferenza stampa nel pomeriggio di martedì 10 febbraio per illustrare un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Udine.

Nell’esposto il coordinamento Friulano “Per Eluana e per tutti noi” chiede l’attivazione di una autopsia giudiziaria.

Nel corso della conferenza stampa verrà espresso un giudizio sull’operato delle amministrazioni locali e delle diverse autorità e verranno annunciate nuove iniziative di mobilitazione in difesa della vita e della sua totale indisponibilità.

Publié dans:morte (la) |on 10 février, 2009 |Pas de commentaires »

ELUANA È MORTA – ARTICOLO DEL GIORNALE « AVVENIRE » LINK

ADESSO PERÒ VOGLIAMO SAPERE TUTTO, LINK:

http://www.avvenire.it/Commenti/Adesso+pero+vogliamo+sapere+tutto.htm

Publié dans:Avvenire - il quotidiano (dal) |on 10 février, 2009 |Pas de commentaires »

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