Archive pour le 13 janvier, 2009

L’ « Angelus Domini »

L'

http://santiebeati.it/

Publié dans:immagini sacre |on 13 janvier, 2009 |Pas de commentaires »

Storia dell’ »Angelus »

dal sito:

http://www.sanpaolo.org/madre06/0504md/0504md07.htm

Storia dell’ »Angelus »
  

Le interessanti origini della pia pratica mariana nel secolo XIII. – Il merito della sua diffusione va soprattutto ai Francescani.

Dopo aver avviato [nel num. di Gennaio] la serie di riflessioni sull’ »Angelus » e dopo averne esposto in sintesi i contenuti biblico-teologico-spirituali [nei numeri di Febbraio e Marzo], ripercorriamo ora la storia di questa pia pratica nel tempo, a iniziare dalle lontane origini del sec. XIII.

La recita dell’ »Angelus », accompagnata tre volte al giorno dal suono delle campane delle chiese, ebbe inizio proprio nel 1200, il fecondo secolo della Teologia Scolastica e delle Cattedrali gotiche, ma anche di grande devozione alla Madonna.

Dapprima si chiamò « preghiera della pace »: aveva, infatti, lo scopo di onorare il Figlio di Dio che, incarnandosi nel seno della Vergine Maria, pose i fondamenti della pace tra Dio e gli uomini.

Inizialmente si usava recitarlo solo alla sera, perché si riteneva che l’Arcangelo Gabriele si fosse presentato alla Vergine di Nazareth verso il tramonto, per annunziarle il mistero della sua divina maternità. Né aveva la forma attuale, consistendo nel rivolgere alcune volte a Maria le parole dell’Angelo ["Ave, piena di Grazia: il Signore è con te"] e quelle del saluto di Elisabetta ["Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo!"]. Consisteva, cioè, nella prima parte dell’ »Ave, Maria ».

Solo più tardi, assunse progressivamente la forma attuale.

Ma chi ne fu l’iniziatore? Alcuni ritengono che la pia pratica sia sorta in Germania, appunto all’inizio del XIII secolo. Lo deducono da espressioni del genere seguente, incise sulle campane del tempo: « Ave Maria – Rex gloriae Christe, veni cum pace »; oppure: « Maria vocor – o Rex gloriae, veni cum pace »: « Ave, Maria – Cristo, re della gloria, vieni nella pace »; « Mi chiamo Maria – Re della gloria, vieni nella pace ».

Altri attribuiscono l’origine della pratica mariana a Gregorio IX [1241], il Papa che fu eletto a 85 anni e morì quasi centenario.

Beato Angelico, « Angelus Domini nuntiavit… » – Museo Diocesano, Cortona.

Le prime notizie certe sulla recita dell’ »Angelus »

Le prime notizie sicure risalgono piuttosto alla seconda metà del sec. XIII. In una Chronica francescana dell’epoca, si legge infatti che nel Capitolo generale dell’Ordine tenuto da San Bonaventura a Pisa nel 1263 fu stabilito che « i frati nei discorsi persuadessero il popolo a salutare alcune volte la B. V. Maria al suono della campana di Compieta, perché è opinione di alcuni solenni [dottori] che in quell’ora essa fosse salutata dall’Angelo ». A San Bonaventura, del resto, doveva stare molto a cuore la pia pratica, tanto che la raccomandò anche nel Capitolo generale di Assisi del 1269.

La pratica dell’ »Angelus », predicata dai Francescani, si diffuse rapidamente. Nel 1274 la si trova a Magonza, e nel 1288 a Lodi, ove lo ‘Statuto dei Calzolai’ ordinava che essi dovessero subito smettere il lavoro, al Sabato sera e alla Vigilia delle feste della Madonna, « appena udito il primo suono delle campane dell’ »Ave, Maria », dal campanile della Chiesa Maggiore », pena la multa di 20 ‘imperiali’!

Lo stesso modo di suonare la campana all’ »Angelus » e il numero delle Avemaria si trovano già precisati nelle ‘Costituzioni’ del Capitolo provinciale francescano tenuto a Padova nel 1295: « In tutti i luoghi – vi si legge – si suoni la sera un poco per tre volte la campana ad onore della gloriosa Vergine, e allora tutti i frati genufletteranno e diranno tre volte: ‘Ave, Maria gratia plena’ « .

In un Decreto del ‘Sinodo di Strigonia’ [in Ungheria] del 1307 si prescriveva che tutte le sere si suonasse la campana ad instar tintinnabuli [ossia: dolcemente], e si concedevano indulgenze ai fedeli che a quel suono avessero recitato tre Avemaria.

Simone Moreno

Publié dans:preghiera (sulla) |on 13 janvier, 2009 |Pas de commentaires »

COMPAGNI DI VOLO (preghiera)

dal sito:

http://www.monasterovirtuale.it/preghieretestimoni.html

di Don Tonino Bello

COMPAGNI DI VOLO

 Voglio ringraziarti, Signore per il dono della vita;

ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto:

possono volare solo rimanendo abbracciati.

A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare,

Signore, che tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta,

forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me;

per questo mi hai dato la vita:

perché io fossi tuo compagno di volo.

Insegnami, allora, a librarmi con Te,.

Perché vivere non è trascinare la vita,

non è strapparla, non è rosicchiarla,

vivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento.

Vivere è assaporare l’avventura della libertà.

Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia

Di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te.

Ma non basta saper volare con Te, Signore.

Tu mi hai dato il compito

Di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare.

Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.

Non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala ,

l’unica ala inesorabilmente impigliata

nella rete della miseria e della solitudine

e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te;

soprattutto per questo fratello sfortunato,

dammi, o Signore, un’ala di riserva.

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buona notte

buona notte dans immagini buon...notte, giorno Rejoice%20in%20the%20Lord

http://www.photosforsouls.com/nature58.html

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San Girolamo : « Taci ! Esci da quell’uomo »

dal sito:

http://www.vangelodelgiorno.org/www/main.php?language=IT&localTime=01/13/2009#

San Girolamo (347-420), sacerdote, traduttore della Bibbia, dottore della Chiesa
Commento sul vangelo di Marco, 2 ; PLS 2, 125s

« Taci ! Esci da quell’uomo »
«Gesù sgridò il demonio dicendo: «Taci ! Esci da quell’uomo». La verità non ha nessun bisogno della testimonianza del Menzoniere… «Non ho bisogno di essere riconosciuto da colui che destino alla perdizione. Taci! La mia gloria scoppi nel tuo silenzio. Non voglio che la tua voce faccia il mio elogio, bensì i tuoi tormenti; il mio trionfo infatti è il tuo strazio… Taci ! Esci da quell’uomo!» Sembra dire : «Esci da casa mia, cosa fai sotto il mio tetto? Io desidero entrare: allora, taci, e esci da quell’uomo, dall’uomo, da quell’essere dotato di ragione. Lascia questa dimora preparata per me. Il Signore desidera la sua casa: esci da quell’uomo»…

Vedete quanto l’anima dell’uomo sia preziosa. Questo si oppone a coloro che pensano che noi, uomini, e gli animali, siamo dotati di un’animo simile e che siamo animati da un medesimo spirito. In un altro momento, il demonio viene scacciato fuori da un uomo per essere mandato in una mandria di duemila porci (Mt 8,32); lo spirito prezioso si oppone allo spirito vile, l’uno è salvato, l’altro è rovinato. «Esci da quell’uomo, entra nei porci, va dove vuoi, vatene nelle abissi. Lascia l’uomo, perché sarebbe un’ingiuria per me che ti installassi in lui al posto mio. Ho assunto un corpo umano, abito nell’uomo. Esci da quell’uomo».

Publié dans:Bibbia: commenti alla Scrittura |on 13 janvier, 2009 |Pas de commentaires »

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